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In pArte Morgan

Di ,

Editore: Elèuthera

3.5
(216)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8889490624 | Isbn-13: 9788889490624 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Musica

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Descrizione del libro
Libro intervista di Mauro Garofalo e Marco Castoldi
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  • 4

    Il giornalista Mauro Garofalo secondo me è un fan adorante di Morgan e pertanto l'impressione che dà è che si berrebbe anche la cicuta se lui gli dicesse che è uno dei suoi succhini. Inoltre il suo stile non cattura e questo pesa sulla scorrevolezza del libro. Se Morgan avesse deciso di scrivere ...continua

    Il giornalista Mauro Garofalo secondo me è un fan adorante di Morgan e pertanto l'impressione che dà è che si berrebbe anche la cicuta se lui gli dicesse che è uno dei suoi succhini. Inoltre il suo stile non cattura e questo pesa sulla scorrevolezza del libro. Se Morgan avesse deciso di scrivere i propri pensieri con la propria penna certamente il risultato sarebbe stato diverso e non avrebbe il sapore di gesso che lascia in bocca a fine lettura. Il che, però, può dipendere proprio dal fatto che si tratta di un'intervista, e di solito in un'intervista chi ti fornisce la traccia, chi ti conduce per mano tra i temi da toccare, è il giornalista ipse. Garofalo avrebbe potuto chiedergli un monte di cose dal cuore, con tutto quello che il pirata ha scritto tra Bluvertigo, Appartamento e DaAadA (e qui apro una parentesi: ce ne fosse stato uno di giornalista che ha capito cosa significa il titolo). E invece pare che il suo obiettivo principale sia quello di riscrivere una Summa Philosophiae formato bignami, tagliuzzando, abbreviando, banalizzando. Rimane pulito, in tutto questo, il "Morgan Pensiero", che non tradisce, anche quando utilizza frasi ridondanti e si perde ("si disperde"...)nei meandri delle proprie elucubrazioni intellettual-artistiche. Morgan, o lo si odia o lo si ama. Da una parte c'è chi lo trova seriamente un idiota e si strapperebbe i capelli per riuscire a farlo dire anche a te; dall'altra ci sono i "Garofali" che prendono la sua geniale follia e la gonfiano con domande retoriche che però, se non altro, gli fanno tirar fuori come la pensa su determinate questioni. Per me Morgan è un piccolo genio: è un osservatore, un destrutturalista, uno che non si domanda se licet o non licet, ma se è d'accordo o meno; uno che ha letto tantissimo e che sa perfettamente di sapere comunque poco rispetto a quello che ancora ha da imparare, anche se poi gode nel tirarti fuori quello che ha imparato, e si vede. E' uno che riesce ad andare in tv a fare un programma del piffero convinto davvero di riuscire a sfruttare il fatto di essere televisivo per regalare al pubblico un ascolto che si discosta dal solito repertorio che invece seguono la Ventura in primis per ignoranza, la Maionchi perché fa parte dell'esperienza del suo passato. E questo non è lui che lo dice, è oggettivo: il pubblico lo segue perché è eccentrico e controcorrente, verissimo, ma intanto fa entrare una concorrente in gara perché lui le fa cantare "Grace" di Jeff Buckley, non perché è la più dotata. Per me, uno così va amato incondizionatamente.

    ha scritto il 

  • 3

    E' un'intervista a tutto tondo, sciolta e libera. Non è un ammasso di pensieri ma un'intervista!

    Mi è piaciuto abbastanza che è facile immedesimarsi in certi suoi pensieri. Rileggerlo diventa piacevole solo se si vuole conversare con il libro e non studiarlo.

    ha scritto il 

  • 3

    Considero Morgan un validissimo artista e lo adoro sentirlo parlare di musica e affini, nonostante usi un tono di saccenza che fa parte del suo personaggio.
    Ma purtroppo in questa opera non riesco a seguirlo ne tantomeno seguire chi lo intervista, che sembri quasi pendere dalle sue labbra i ...continua

    Considero Morgan un validissimo artista e lo adoro sentirlo parlare di musica e affini, nonostante usi un tono di saccenza che fa parte del suo personaggio.
    Ma purtroppo in questa opera non riesco a seguirlo ne tantomeno seguire chi lo intervista, che sembri quasi pendere dalle sue labbra in ogni occasione.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo è un libro che potrebbe ingannare, non è una biografia del musicista Morgan, ma un libro in forma di racconto di un'intervista dove si parla davvero un pò di tutto e a tutto tondo. L'ho riletto un paio di volte e lo trovo sempre molto interessante. Lo consiglio perchè per quanto personaggi ...continua

    Questo è un libro che potrebbe ingannare, non è una biografia del musicista Morgan, ma un libro in forma di racconto di un'intervista dove si parla davvero un pò di tutto e a tutto tondo. L'ho riletto un paio di volte e lo trovo sempre molto interessante. Lo consiglio perchè per quanto personaggio controverso che magari si ama o si odia (nel mio caso la prima), Morgan oltre ad essere un ottimo musicista è anche un grande comunicatore, mai banale. E questa è una dote che apprezzo molto.

    ha scritto il 

  • 3

    Stimo Morgan artisticamente ma, pur apprezzando un certo tipo di concetti e di musica (tra l'altro ben esplicati nel libro), l'ho trovato nel complesso noiosetto. Si tratta essenzialmente di un'intervista fatta al cantautore monzese, niente di più. Avrei preferito un libro scritto da Morgan di su ...continua

    Stimo Morgan artisticamente ma, pur apprezzando un certo tipo di concetti e di musica (tra l'altro ben esplicati nel libro), l'ho trovato nel complesso noiosetto. Si tratta essenzialmente di un'intervista fatta al cantautore monzese, niente di più. Avrei preferito un libro scritto da Morgan di suo pugno.

    ha scritto il 

  • 3

    Se sopportate Morgan, sopporterete anche il libro/intervista. Cose intelligenti ne dice e mi piace che il libro si concentri spesso sulla musica piuttosto che su altri argomenti, evitando di trattare Morgan come un tuttologo (cosa che accade sistematicamente in gran parte delle interviste che leg ...continua

    Se sopportate Morgan, sopporterete anche il libro/intervista. Cose intelligenti ne dice e mi piace che il libro si concentri spesso sulla musica piuttosto che su altri argomenti, evitando di trattare Morgan come un tuttologo (cosa che accade sistematicamente in gran parte delle interviste che leggo: gli artisti non hanno risposte, se le avessero non sarebbero artisti). Peccato che la prosa di Garofalo sia lenta e noiosa, inutilmente enfatica e spesso rallenta la narrazione piuttosto che vivacizzarla.

    ha scritto il 

  • 3

    Piacevole. Una lunga intervista che racconta il Morgan-pensiero riguardo i mezzi di comunicazione e le forme di arte (tutte).
    A volte si ha l'impressione di assistere ad una "gara" fra Morgan e il giornalista per frasi e concetti più complicati possibile,fini più che altro a mostrare, come ...continua

    Piacevole. Una lunga intervista che racconta il Morgan-pensiero riguardo i mezzi di comunicazione e le forme di arte (tutte).
    A volte si ha l'impressione di assistere ad una "gara" fra Morgan e il giornalista per frasi e concetti più complicati possibile,fini più che altro a mostrare, come nelle vetrine dei negozi, la propria cultura.

    ha scritto il 

  • 5

    Ringrazio, levandomi il cappello a cilindro che indosso per aver avuto la possibità di entrare, attraverso un libro, in un mondo fatto di filosofia e musica. Le parole di Marco Castoldi, mai come in questo caso, sono suoni vivi.

    ha scritto il