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In quel preciso momento

By Dino Buzzati

(139)

| Others | 9788804561163

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Book Description

Centocinquantasei scintille del genio letterario di Dino Buzzati: è questo ilcontenuto di "In quel preciso momento", una raccolta di prose brevi, raccontilampo, note, appunti, divagazioni, parabole, riflessioni, memorie in cui siritr Continue

Centocinquantasei scintille del genio letterario di Dino Buzzati: è questo ilcontenuto di "In quel preciso momento", una raccolta di prose brevi, raccontilampo, note, appunti, divagazioni, parabole, riflessioni, memorie in cui siritrovano tutti i temi più cari allo scrittore bellunese, che riesce a ridurrealla quintessenza, a condensare nel giro minimo di una battuta la suainterpretazione del mondo. Sono frammenti, pezzi di laboratorio tratti spessodalle pagine del suo diario, nei quali si coglie la materia prima del Buzzatinarratore 'in grande', quello del Deserto dei Tartari, dei Sette messaggeri,di Un amore. Così che proprio in queste note a margine di una più imponenteproduzione è più viva e scoperta la sua emozione di fronte ai fatti dellavita, più esplicita la visione magica del quotidiano, più immediata eilluminata da scatti improvvisi e segrete risonanze l'arte con cui loscrittore si trasforma in lettore delle proprie giornate, che egli sfoglia auna a una, entrando in intimo colloquio con le proprie angosce e i propriraccapricci.

16 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un libro di frammenti,piccoli racconti, un libro,per dirla alla baudelaire,che non ha nè capo nè coda,perchè è tutto capo,è tutta coda.

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    Cartoscoiattolo said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    26 ottobre 1957

    "Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Cred ...(continue)

    "Scrivi, ti prego. Due righe sole, almeno, anche se l’animo è sconvolto e i nervi non tengono più. Ma ogni giorno. A denti stretti, magari delle cretinate senza senso, ma scrivi. Lo scrivere è una delle più ridicole e patetiche nostre illusioni. Crediamo di fare cosa importante tracciando delle contorte linee nere sopra la carta bianca. Comunque, questo è il tuo mestiere, che non ti sei scelto tu ma ti è venuto dalla sorte, solo questa è la porta da cui, se mai, potrai trovare scampo. Scrivi, scrivi. Alla fine, fra tonnellate di carta da buttare via, una riga si potrà salvare. (Forse)"

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    Giovanni Linke Casalucci said on Jun 4, 2013 | Add your feedback

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    Zibaldone di pensieri, riflessioni, ricordi, ipotetiche pagine di diario dove si ritrova lo stile e i temi propri di Buzzati.

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    Zampanò said on Apr 29, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Qui Buzzati fa un miracolo: nella più disarmante brevità esprime e mostra.
    Sembra ricercare una formula che contenga la sua interpretazione del mondo.
    La forma diaristica scelta per questa raccolta, è funzionale all'autore per compiere la volontà ...(continue)

    Qui Buzzati fa un miracolo: nella più disarmante brevità esprime e mostra.
    Sembra ricercare una formula che contenga la sua interpretazione del mondo.
    La forma diaristica scelta per questa raccolta, è funzionale all'autore per compiere la volontà ben espressa nel titolo, quella di fermare l'attimo e al contempo di gettare la maschera presentandosi più intimo e palpitante. Abbandona l'impersonalità, si fa più dappresso: aumentano i riferimenti personali e diventa preponderante l'aspetto intimistico delle riflessioni.
    Buzzati è un finissimo osservatore. La realtà nel suo svolgersi quotidiano gli fornisce lo spunto variegato per trarre conclusioni, per elaborare. Per scrivere.

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    il segreto del bosco vecchio said on Jan 21, 2013 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Ma, per quanto io stringa, tu non entri in me. Uno strato infinitesimo d’aria ci divide sempre, mai e poi mai potremo superarlo. Fuori di me rimarrai dunque, con tutti i tuoi curiosi misteri. Sorrisi, abbracci, cari sguardi, quante inutili fatiche. M ...(continue)

    Ma, per quanto io stringa, tu non entri in me. Uno strato infinitesimo d’aria ci divide sempre, mai e poi mai potremo superarlo. Fuori di me rimarrai dunque, con tutti i tuoi curiosi misteri. Sorrisi, abbracci, cari sguardi, quante inutili fatiche. Mai ci raggiungeremo. Isole solitarie siamo, seminate nell’oceano, e immenso spazio le separa. Baci, giuramenti, lacrime; sono come piccoli ponticelli, ridicoli stecchi che noi tendiamo dalla riva per valicare gli abissi. E ogni giorno si ripete questa assurda storia. (Che cosa sei, creatura?, pp. 20, 21)

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    NULLA_DIES_SINE_LINEA said on Mar 13, 2012 | Add your feedback

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