In stato di ebbrezza

Di

Editore: Minimum Fax (Sotterranei)

3.1
(122)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875214131 | Isbn-13: 9788875214135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tiziana Lo Porto

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
In stato di ebbrezza è l’esordio narrativo di James Franco, uno dei giovani attori più affermati di Hollywood. Da sempre appassionato di scrittura, Franco ha ambientato questi primi racconti nella sua città natale, Palo Alto, in California. Lontana dall’immagine di ordine e benessere tipica della Silicon Valley (oggi vi ha sede, ad esempio, il quartier generale di Facebook), la Palo Alto degli anni Novanta è, in queste pagine, lo scenario desolato di storie di confusione e frustrazione adolescenziale. Fra i campetti da basket, le case borghesi e i viali alberati, i teenager protagonisti di questi racconti sfuggono alla noia e alla solitudine dandosi all’alcol, alle droghe, al sesso casuale, alla violenza. James Franco racconta le loro storie senza edulcorare nessun dettaglio, ma lasciando trapelare, dietro la brutalità distaccata del quotidiano, la tenera e dolorosa umanità dei suoi personaggi.
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  • 3

    Storie di primi amori, risse, morti accidentali; James Franco narra gli eventi con uno stile asciutto, essenziale, molto carveriano.
    http://www.piegodilibri.it/recensioni/james-franco-ebbrezza/ ...continua

    Storie di primi amori, risse, morti accidentali; James Franco narra gli eventi con uno stile asciutto, essenziale, molto carveriano.
    http://www.piegodilibri.it/recensioni/james-franco-ebbrezza/

    ha scritto il 

  • 2

    IN STATO DI EBBREZZA

    Non mi sono mai piaciute le opere letterarie di artisti tuttologi. La curiosità mi ha comunque sempre spinto alla ricerca di una smentita, di un’eccezione. Ho quindi voluto dare una chance a James Fra ...continua

    Non mi sono mai piaciute le opere letterarie di artisti tuttologi. La curiosità mi ha comunque sempre spinto alla ricerca di una smentita, di un’eccezione. Ho quindi voluto dare una chance a James Franco, giovane e affermato attore hollywoodiano, ma anche regista, pittore, fotografo, musicista, e quant’altro che al momento mi sfugge.
    In stato di ebbrezza è una raccolta di racconti ambientati negli anni Novanta a Palo Alto, città natale dell'autore, i cui protagonisti sono adolescenti spinti al limite. Ragazzi sempre sbronzi, drogati e violenti, che prediligono il sesso facile alle complicazioni dell’amore. Giovani che vedono soffocare i loro sogni nella prigione della vita di provincia.
    Racconti dalle tinte forti, ricchi di personaggi potenti, spesso tragici, ma nel contempo molto umani. Figure efficaci, ma talmente omogenee da non emergere dal mucchio.
    Romanzo un po’ ruffiano che strizza l’occhio ai giovani. Puro cazzeggio, ma con un certo stile.

    ha scritto il 

  • 0

    Prova letteraria d’attore, titolo originale Palo Alto al solito modificato per ineffabili strategie editoriali italiche, In stato di ebbrezza è una raccolta di racconti che ben figura tra le tante che ...continua

    Prova letteraria d’attore, titolo originale Palo Alto al solito modificato per ineffabili strategie editoriali italiche, In stato di ebbrezza è una raccolta di racconti che ben figura tra le tante che arrivano a container dagli Stati Uniti.
    Storie di adolescenti, tra la fine delle medie e i primi anni delle superiori, squallide perché rappresentate in luoghi squallidi. Niente bar, bowling o diner, i ragazzi si incontrano nei cortili e nei sottopassi delle scuole tra brutti graffiti e cacche di cane o alle immancabili feste che sono poi bevute a oltranza e approcci sessuali. Pochi adulti nei racconti, dove i personaggi si ripetono in una sorta di parodia in acido dei Peanuts, e questi pochi adulti ci fanno una magra figura.
    Tanto alcool e erba, ‘negro’ ‘ebreo’ ‘checca’ regolarmente risuonano, poco sesso e quando accade non è mai di quello buono, arrivando all’estremo di Chinatown la ragazzina mezza vietnamita, adottata, appena arrivata da un’altra città, che cerca di integrarsi diventando sex toy.
    Il giorno di Halloween di dieci anni fa, al mio secondo anno di liceo, ho ucciso una donna.
    È l’incipit folgorante di Halloween, il primo racconto. Niente di nuovo, per carità, ma fa presumere che le storie saranno di un certo tipo. Niente di tutto questo. D’accordo, c’è un altro morto ammazzato, si evoca un suicida, ma il più delle volte si pensa all’omicidio o al suicidio e non si arriva mai al dunque per semplice abulia, apatia, stanchezza, amplificate dalle sostanze.
    Rassegnazione e fatalismo sono i mood dominanti di questa scuola di vita che chissà dove porterà. Franco è abile a saltare da una scena all’altra senza darci la soddisfazione di capire come va a finire. La tattica di questi giovani apparentemente senza futuro è muoversi il meno possibile, per minimizzare la fatica e il rischio. Non puoi lottare contro il Pupazzo di Pece, perché fai solo il suo gioco.
    (I miei preferiti? Storia americana e April.)

    Lockheed
    Al funerale non sono stata invitata. Non lo sapeva nessuno che ero stato l’ultima persona con cui aveva parlato.

    Uccidere animali
    Cioè, quand’è che le cose dovrebbero cominciare a essere importanti? Adesso, e adesso, e adesso.

    April
    * A volte mi sedevo lì fuori a pensare. Ma non sapevo a cosa pensare.
    * NATO QUI
    FOTTUTO QUI

    * Il dolore conta fintanto che dura.

    Il Pupazzo di Pece
    In fin dei conti, la serata era andata così. Erano state fatte delle scelte ed erano successe delle cose, ed eccoci qua.

    ha scritto il 

  • 2

    Nato qui fottuto qui [p. 115]

    Ero arrabbiato con tutti ma non potevo farci niente.
    Ho cominciato a urlare. Prima soltanto urla, senza parole.
    Quando passavano le macchine, gli urlavo contro: "Ehi! Portatemi via! Portatemi via! Por ...continua

    Ero arrabbiato con tutti ma non potevo farci niente.
    Ho cominciato a urlare. Prima soltanto urla, senza parole.
    Quando passavano le macchine, gli urlavo contro: "Ehi! Portatemi via! Portatemi via! Portatemi via di qui! Portatemi con voi".
    Ho urlato a ogni macchina che è passata. Non s'è fermato nessuno. [p. 164]

    ...perché questo mondo fa schifo, e anche se sei fatto ti concede solo una piccola fuga, ti lascia scappare lontano quanto basta per capire che ci potrebbe essere qualcosa di meglio, ma non ti lascia entrare in quel posto [...] tanto che vorresti piangere e sorridere, ma invece ti limiti a guardare e non riesci a fare nulla. [p. 189]

    ha scritto il 

  • 2

    Noioso. I primi racconti incuriosiscono, ed ero pronta a giustificare il lessico povero e lo stile base, visto che i racconti sono narrati in prima persona da adolescenti e preadolescenti. Però poi le ...continua

    Noioso. I primi racconti incuriosiscono, ed ero pronta a giustificare il lessico povero e lo stile base, visto che i racconti sono narrati in prima persona da adolescenti e preadolescenti. Però poi le storie si succedono una dopo l'altra, tutte uguali, tutte ugualmente poco interessanti, alcol, droga, incidenti di varia natura... non le distinguevo neanche una dall'altra e arrivata all'ultima non ne potevo più!
    Mi asoettavo qualcosina di meglio, peccato.

    ha scritto il 

  • 3

    Romanzo molto interessante il quale rievoca gli scritti della "Beat Generation".
    Trama particolarmente accattivante e personaggi ben curati.
    Nonostante la scrittura semplice, sono presenti, in varie ...continua

    Romanzo molto interessante il quale rievoca gli scritti della "Beat Generation".
    Trama particolarmente accattivante e personaggi ben curati.
    Nonostante la scrittura semplice, sono presenti, in varie pagine, elementi molto poetici.

    ha scritto il 

  • 3

    Lui è un attore di Hollywood, bravo, fico, furbetto, è nato e vissuto a Palo Alto, California, prima che diventasse la fornace di nerds che è diventata quando è stata scelta come sede di Facebook e ...continua

    Lui è un attore di Hollywood, bravo, fico, furbetto, è nato e vissuto a Palo Alto, California, prima che diventasse la fornace di nerds che è diventata quando è stata scelta come sede di Facebook e LinkedIn, lui ha messo a frutto tutte le proprie potenzialità, dall’aspetto fisico alle capacità intellettuali, alle doti talentuose che ha riceuto in dotazione alla nascita e ha sfruttato anche la condizione ambientale: California, la patria del “sogno americano” per eccellenza.
    Esattamente il contrario di ciò che accade ai protagonisti del suo libro, frastornati dalla impossibilità di raggiungere, ma anche solo di rincorrere quel sogno, trascorrono le loro ore a sballarsi, ubriacarsi, uccidere per noia o sognare di farlo, contare gli accoppiamenti sessuali.
    Inutile provare a fare un accostamento con le nostre periferie, anche le più disgraziate. Il modo di stroncarsi, della umanità descritta da Franco non trova riscontro da noi, al limite da noi, questi sbandati, tutti di estrazione benestante e privi di riferimento, verrebbero accolti nelle fila della criminalità organizzata e darebbero un senso al loro esistere.
    I ragazzi dei racconti di Franco, invece, un senso non lo trovano ma neppure lo cercano , il solo scopo, raccontato ora dal punto di vista maschile, ora da quello femminile, è di riempire un vuoto, un abisso che si allarga e li assorbe inesorabilmente.
    Nell’ultimo, geniale racconto, il protagonista arriva a desiderare di non essere, o essere qualsiasi cosa pur di non essere se stesso.
    "È assurdo come accadono cose nuove che ti fanno dubitare che ci sia qualcosa di bello nella vita".
    Penso che questa sia la frase centrale di questi racconti.
    Franco usa un linguaggio semplice, frasi brevi, descrizioni elementari ma le struttura con una tecnica originalissima a supportare la narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Prima di iniziare a leggere In stato di ebrezza è meglio fare un po’ di pulizia riguardo la figura dell’autore. Quando si pensa a James Franco c’è il rischio di ricordare solo il suo lavoro più mainst ...continua

    Prima di iniziare a leggere In stato di ebrezza è meglio fare un po’ di pulizia riguardo la figura dell’autore. Quando si pensa a James Franco c’è il rischio di ricordare solo il suo lavoro più mainstream, come per esempio gli Spider Man di Sam Raimi, e i film più cretini come per esempio The Interview, Sua Maestà, o trash (Spring Breakers), dimenticandosi che l’attore californiano ha lavorato (e bene) anche in pellicole di tutt’altro spessore, come per esempio Milk, 127 Ore, e Urlo. È necessario fare questo lavoro preparatorio, altrimenti c’è il rischio di leggere la sua raccolta di racconti con un occhio non corretto, acuendo magari delle atmosfere che invece dovrebbero solo fare da contorno. In stato di ebrezza offre un po’ il fianco a questa interpretazione sbagliata, o forse ci gioca, restando sempre un po’ in bilico tra il serio e lo scazzo, ma anche questo fa parte del valore del libro. Il lavoro di Franco è notevole, soprattutto nella ricerca del ritmo e del parlato dei giovani americani della costa ovest, soprattutto se si pensa che riesce a rendere questo “parlato” limitando al minimo i dialoghi dei suoi personaggi. La voce della gioventù ritratta in questi racconti viene fuori dalla narrazione in prima persona, dal fluire semplice e veloce, senza troppe descrizioni ma molte molte azioni. È un libro di fatti, nel quale i giovani non stanno troppo a pensare ma agiscono, e raccontano cosa fanno senza troppi giudizi: non è ancora il tempo dei giudizi, è un’età durante la quale non bisogna fermarsi troppo a riflettere.
    Questo è il buono del lavoro di Franco, un lavoro misurato e calibrato. Il lato negativo invece è che questa voce è forse un po’ troppo ripetitiva, nel senso che non viene demarcato in modo ottimale la differenziazione tra i vari narratori. Arrivati a un certo punto si ha la sensazione di avere a che fare sempre con lo stesso ragazzo che però si diverte a dichiararsi mille altri. Sarebbe stata una scelta migliore se il libro non avesse preso come perno la descrizione dell’adolescenza vista da dentro, ma avesse intervallato questi episodi magari con qualche racconto dedicato alla descrizione dell’adolescenza vista da chi l’adolescenza l’ha abbandonata, o da chi non vorrebbe abbandonarla. Questa soluzione avrebbe mantenuto un argomento centrale alla raccolta, evitando al tempo stesso il rischio di ripetitività nello stile e in quel “parlato” “non parlato”.
    Nonostante questo un libro godibile che si lascia leggere volentieri. Scivola via che è una meraviglia. Un buon esordio che lascia presagire un talento sul quale è possibile lavorare. James Franco è da rileggere nelle prossime uscite.

    ha scritto il 

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