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In stato di ebbrezza

Di

Editore: Minimum Fax (Sotterranei)

3.2
(103)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 190 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875214131 | Isbn-13: 9788875214135 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Tiziana Lo Porto

Disponibile anche come: eBook

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
In stato di ebbrezza è l’esordio narrativo di James Franco, uno dei giovani attori più affermati di Hollywood. Da sempre appassionato di scrittura, Franco ha ambientato questi primi racconti nella sua città natale, Palo Alto, in California. Lontana dall’immagine di ordine e benessere tipica della Silicon Valley (oggi vi ha sede, ad esempio, il quartier generale di Facebook), la Palo Alto degli anni Novanta è, in queste pagine, lo scenario desolato di storie di confusione e frustrazione adolescenziale. Fra i campetti da basket, le case borghesi e i viali alberati, i teenager protagonisti di questi racconti sfuggono alla noia e alla solitudine dandosi all’alcol, alle droghe, al sesso casuale, alla violenza. James Franco racconta le loro storie senza edulcorare nessun dettaglio, ma lasciando trapelare, dietro la brutalità distaccata del quotidiano, la tenera e dolorosa umanità dei suoi personaggi.
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  • 3

    Lui è un attore di Hollywood, bravo, fico, furbetto, è nato e vissuto a Palo Alto, California, prima che diventasse la fornace di nerds che è diventata quando è stata scelta come sede di Facebook e ...continua

    Lui è un attore di Hollywood, bravo, fico, furbetto, è nato e vissuto a Palo Alto, California, prima che diventasse la fornace di nerds che è diventata quando è stata scelta come sede di Facebook e LinkedIn, lui ha messo a frutto tutte le proprie potenzialità, dall’aspetto fisico alle capacità intellettuali, alle doti talentuose che ha riceuto in dotazione alla nascita e ha sfruttato anche la condizione ambientale: California, la patria del “sogno americano” per eccellenza.
    Esattamente il contrario di ciò che accade ai protagonisti del suo libro, frastornati dalla impossibilità di raggiungere, ma anche solo di rincorrere quel sogno, trascorrono le loro ore a sballarsi, ubriacarsi, uccidere per noia o sognare di farlo, contare gli accoppiamenti sessuali.
    Inutile provare a fare un accostamento con le nostre periferie, anche le più disgraziate. Il modo di stroncarsi, della umanità descritta da Franco non trova riscontro da noi, al limite da noi, questi sbandati, tutti di estrazione benestante e privi di riferimento, verrebbero accolti nelle fila della criminalità organizzata e darebbero un senso al loro esistere.
    I ragazzi dei racconti di Franco, invece, un senso non lo trovano ma neppure lo cercano , il solo scopo, raccontato ora dal punto di vista maschile, ora da quello femminile, è di riempire un vuoto, un abisso che si allarga e li assorbe inesorabilmente.
    Nell’ultimo, geniale racconto, il protagonista arriva a desiderare di non essere, o essere qualsiasi cosa pur di non essere se stesso.
    "È assurdo come accadono cose nuove che ti fanno dubitare che ci sia qualcosa di bello nella vita".
    Penso che questa sia la frase centrale di questi racconti.
    Franco usa un linguaggio semplice, frasi brevi, descrizioni elementari ma le struttura con una tecnica originalissima a supportare la narrazione.

    ha scritto il 

  • 3

    Prima di iniziare a leggere In stato di ebrezza è meglio fare un po’ di pulizia riguardo la figura dell’autore. Quando si pensa a James Franco c’è il rischio di ricordare solo il suo lavoro più mainst ...continua

    Prima di iniziare a leggere In stato di ebrezza è meglio fare un po’ di pulizia riguardo la figura dell’autore. Quando si pensa a James Franco c’è il rischio di ricordare solo il suo lavoro più mainstream, come per esempio gli Spider Man di Sam Raimi, e i film più cretini come per esempio The Interview, Sua Maestà, o trash (Spring Breakers), dimenticandosi che l’attore californiano ha lavorato (e bene) anche in pellicole di tutt’altro spessore, come per esempio Milk, 127 Ore, e Urlo. È necessario fare questo lavoro preparatorio, altrimenti c’è il rischio di leggere la sua raccolta di racconti con un occhio non corretto, acuendo magari delle atmosfere che invece dovrebbero solo fare da contorno. In stato di ebrezza offre un po’ il fianco a questa interpretazione sbagliata, o forse ci gioca, restando sempre un po’ in bilico tra il serio e lo scazzo, ma anche questo fa parte del valore del libro. Il lavoro di Franco è notevole, soprattutto nella ricerca del ritmo e del parlato dei giovani americani della costa ovest, soprattutto se si pensa che riesce a rendere questo “parlato” limitando al minimo i dialoghi dei suoi personaggi. La voce della gioventù ritratta in questi racconti viene fuori dalla narrazione in prima persona, dal fluire semplice e veloce, senza troppe descrizioni ma molte molte azioni. È un libro di fatti, nel quale i giovani non stanno troppo a pensare ma agiscono, e raccontano cosa fanno senza troppi giudizi: non è ancora il tempo dei giudizi, è un’età durante la quale non bisogna fermarsi troppo a riflettere.
    Questo è il buono del lavoro di Franco, un lavoro misurato e calibrato. Il lato negativo invece è che questa voce è forse un po’ troppo ripetitiva, nel senso che non viene demarcato in modo ottimale la differenziazione tra i vari narratori. Arrivati a un certo punto si ha la sensazione di avere a che fare sempre con lo stesso ragazzo che però si diverte a dichiararsi mille altri. Sarebbe stata una scelta migliore se il libro non avesse preso come perno la descrizione dell’adolescenza vista da dentro, ma avesse intervallato questi episodi magari con qualche racconto dedicato alla descrizione dell’adolescenza vista da chi l’adolescenza l’ha abbandonata, o da chi non vorrebbe abbandonarla. Questa soluzione avrebbe mantenuto un argomento centrale alla raccolta, evitando al tempo stesso il rischio di ripetitività nello stile e in quel “parlato” “non parlato”.
    Nonostante questo un libro godibile che si lascia leggere volentieri. Scivola via che è una meraviglia. Un buon esordio che lascia presagire un talento sul quale è possibile lavorare. James Franco è da rileggere nelle prossime uscite.

    ha scritto il 

  • 2

    Palo Alto

    Racconti di disperazione, di noia, di una vita effimera. Descrivere il mondo di ragazzi disadattati non è poi così semplice e James Franco ci prova lo stesso, ma gli riesce maldestramente. Aspettando ...continua

    Racconti di disperazione, di noia, di una vita effimera. Descrivere il mondo di ragazzi disadattati non è poi così semplice e James Franco ci prova lo stesso, ma gli riesce maldestramente. Aspettando il film.

    ha scritto il 

  • 5

    Bisogna essere bravi per scrivere racconti. È necessario riuscire a concentrare tutte le emozioni, tutta l'empatia, tutta la vicenda in poche pagine e in poche parole. E non è mica facile. Non ci si i ...continua

    Bisogna essere bravi per scrivere racconti. È necessario riuscire a concentrare tutte le emozioni, tutta l'empatia, tutta la vicenda in poche pagine e in poche parole. E non è mica facile. Non ci si improvvisa scrittori di racconti e, ancor meno, si riesce a conquistare il mio cuore in tal senso perché io amo Raymond Carver, Geroge Saunders, Alice Munro, Sam Lypsite. Capite bene che non si parla mica di pizza e fichi qui. E quindi, James Franco, le mie più sentite congratulazioni perché sai scrivere racconti graffianti, pungenti, taglienti. E caspita se li sai scrivere! E in più sei anche un gran figo, che non gusta mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Link recensione blog

    Una raccolta di racconti che ha come protagonisti adolescenti, provenienti da famiglie benestanti, in agiatezza economica e privi di reali punti di riferimento.
    In prima persona si presentano nell'ope ...continua

    Una raccolta di racconti che ha come protagonisti adolescenti, provenienti da famiglie benestanti, in agiatezza economica e privi di reali punti di riferimento.
    In prima persona si presentano nell'opera prima del noto, ai più come attore, James Franco.
    La solitudine imperversa nell'esistenza di tutti, i quali cercano rifugio in droga, sesso, amicizie poco profonde. Ogni gesto, azione e pensiero sembrano essere privi di quello slancio in grado di far provare un'emozione. I giovani personaggi proseguono nelle loro vite senza un vero obiettivo, in attesa di qualcosa che possa stravolgere la quotidianità.

    http://francescast84.blogspot.it/2014/05/in-stato-di-ebbrezza-di-james-franco.html

    Veronica

    ha scritto il 

  • 4

    E INVECE.

    ora,
    io capisco che tu non riesca a credere che un figo come james franco oltre a essere un bravo attore, fare la pubblicità di un profumo mica di pincopallo e dipingere|fare foto|cucinare da dio (non ...continua

    ora,
    io capisco che tu non riesca a credere che un figo come james franco oltre a essere un bravo attore, fare la pubblicità di un profumo mica di pincopallo e dipingere|fare foto|cucinare da dio (non lo so, ma secondo me riesce bene anche in queste ultime tre cose), possa PURE scrivere discretamente bene.

    togli discretamente,
    invidioso.

    e invece ci riesce.

    e - nel dubbio - beccati questo:

    http://www.youtube.com/watch?v=GvI_U8PJ-4Q

    ha scritto il 

  • 4

    In stato di ebbrezza (da Ilparadisodegliorchi.com)

    Anni Novanta. Preadolescenti (dis)persi in una middle class che li annoia, chiusi in una bacheca protettiva di benessere che li obbliga alla cattività. E alla cattiveria. Welcome to Palo Alto, Califor ...continua

    Anni Novanta. Preadolescenti (dis)persi in una middle class che li annoia, chiusi in una bacheca protettiva di benessere che li obbliga alla cattività. E alla cattiveria. Welcome to Palo Alto, California. La città che ha dato il titolo originale all’opera prima della star hollywoodiana James Franco, la stessa città che lo ha visto nascere. Franco racconta storie di giovani che sentono la necessità di sperimentarsi fino all’autodistruzione. Non è più questione di parolacce, di qualche alcolico trafugato dalla dispensa di papà o di un’iniziazione sessuale. Questo (c’)è già stato. Nella struttura bipartita del libro si dipanano sette racconti, nei quali ritroviamo spesso gli stessi personaggi, ma senza soluzione di continuità. Non c’è un’evoluzione, non c’è un passaggio all’età adulta, le costanti dei suoi racconti sono altre, e l’unico punto di non ritorno preso seriamente in considerazione sembra essere la morte. Distruggere, buttarsi via, storidirsi in ogni modo possibile, è questo quello che fanno gli adolescenti descritti nel libro, chiusi nelle loro solitudini, sperimentano la violenza nel loro quotidiano fatto di scuola, programmi tv e sigarette. Il sesso fatto senza intimità, da consumare come se fosse un hamburger tiepido, le sbronze continue (Mi sentivo bene; avevo bevuto vodka a sufficienza. In fin dei conti, la serata era andata così. Erano state fatte delle scelte ed erano successe delle cose, ed eccoci qua. Era triste e comico. La mia vita era fatta di questo), le canne come necessità per ritagliarsi un angolo di spensieratezza in cui rifugiarsi. Una violenza covata dentro, irrequieta, sedata, ma sempre pronta a esplodere.
    La voglia di cambiare, di cambiarsi, in un mondo che sembra prendere più di quel che dà. Genitori e insegnanti incapaci di mettere un freno al malessere e agli errori dei figli. Un confronto con tutto quello che è già stato sembra gravare come un macigno sulle esili spalle di questi ragazzini:
    “C’è della gente che da giovane spara ai caprioli, e alle volpi. Faulkner sparò a un orso, Hemingway sparava ai leoni e a un sacco di cose. Nelle bande si spara alla gente come iniziazione. Noi sparavamo agli animali, e alla gente. Ma erano tutti animali piccoli, e non abbiamo mai ucciso nessuno”. Giovani troppo educati per fare davvero male a qualcuno, così non resta altro che perpetrare il male verso l’interno, sacrificandosi – corpo e anima – per andare oltre l’eterno frustrante presente in cui sono immersi. Il cinismo e il disincanto sono il loro pane quotidiano (“Mi piaceva farla ridere, perché quando rideva era meno brutta”), ma forse questo profondo disagio cela anche qualcosa di tenero, che emerge solo in stralci di conversazioni fatte sottovoce a pochi metri dall’ennesima festa: “Perché pensi io sia pazza?”. “Perché non ti importa di niente”.
    “A me importa, mi importa moltissimo, ma non funziona mai. Tipo qui stasera: sto cercando di esserci, sto cercando di fare le cose. Ma non funziona, non riesco a trovarci nulla, per cui forse è questo a farmi impazzire”.
    Franco incide sulle pagine il ritratto di una gioventù veramente sofferente, priva di punti di riferimento, e condannata all’eterna ricerca di un’autentica felicità. Ricorda un po’ la Los Angeles di Meno di zero, ma qui troviamo ancor meno appigli di quelli che lasciava Bret Easton Ellis ai suoi giovani. I murales, i giovani di Palo Alto, li scrivono di loro pugno e non sono certo più rassicuranti delle scritte che stavano sui muri di L.A.: NATO QUI FOTTUTO QUI.
    L’adolescenza precoce è vissuta come una condanna, da scontare in un purgartorio di stordimento che spesso conduce a un non ritorno. Lo stesso che leggiamo in ‘Testa di zucca’, il racconto che chiude il libro. Un’eccezionale storia di violenza autodistruttiva, che porta alla mente il finale di L’estraneo, il romanzo d’esordio di Tommaso Giagni.
    In un mondo sempre più virtuale, distante dal reale, i racconti di Franco mettono in scena – con uno stile molto visivo, tipico di molti scrittori americani – una delle prime generazioni che ha fatto i conti con una realtà parecchio differente da quella vista sui ridenti schermi tv.

    di Andrea Ferri

    http://www.paradisodegliorchi.com/In-stato-di-ebbrezza.26+M55dd8da50e1.0.html

    ha scritto il 

  • 2

    Boh...

    Mi sembra difficile pensare che un attore famoso come Franco abbia avuto solo esperienze così alienanti da teenager. Sono racconti ma alla fine sono praticamente tutti uguali.
    Meglio leggere altro. ...continua

    Mi sembra difficile pensare che un attore famoso come Franco abbia avuto solo esperienze così alienanti da teenager. Sono racconti ma alla fine sono praticamente tutti uguali.
    Meglio leggere altro.

    ha scritto il