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In stato di ebbrezza

By James Franco

(172)

| Paperback | 9788875214135

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Book Description

In stato di ebbrezza è l’esordio narrativo di James Franco, uno dei giovani attori più affermati di Hollywood. Da sempre appassionato di scrittura, Franco ha ambientato questi primi racconti nella sua città natale, Palo Alto, in California. Lontana d Continue

In stato di ebbrezza è l’esordio narrativo di James Franco, uno dei giovani attori più affermati di Hollywood. Da sempre appassionato di scrittura, Franco ha ambientato questi primi racconti nella sua città natale, Palo Alto, in California. Lontana dall’immagine di ordine e benessere tipica della Silicon Valley (oggi vi ha sede, ad esempio, il quartier generale di Facebook), la Palo Alto degli anni Novanta è, in queste pagine, lo scenario desolato di storie di confusione e frustrazione adolescenziale. Fra i campetti da basket, le case borghesi e i viali alberati, i teenager protagonisti di questi racconti sfuggono alla noia e alla solitudine dandosi all’alcol, alle droghe, al sesso casuale, alla violenza. James Franco racconta le loro storie senza edulcorare nessun dettaglio, ma lasciando trapelare, dietro la brutalità distaccata del quotidiano, la tenera e dolorosa umanità dei suoi personaggi.

27 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Link recensione blog

    Una raccolta di racconti che ha come protagonisti adolescenti, provenienti da famiglie benestanti, in agiatezza economica e privi di reali punti di riferimento.
    In prima persona si presentano nell'opera prima del noto, ai più come attore, James Franc ...(continue)

    Una raccolta di racconti che ha come protagonisti adolescenti, provenienti da famiglie benestanti, in agiatezza economica e privi di reali punti di riferimento.
    In prima persona si presentano nell'opera prima del noto, ai più come attore, James Franco.
    La solitudine imperversa nell'esistenza di tutti, i quali cercano rifugio in droga, sesso, amicizie poco profonde. Ogni gesto, azione e pensiero sembrano essere privi di quello slancio in grado di far provare un'emozione. I giovani personaggi proseguono nelle loro vite senza un vero obiettivo, in attesa di qualcosa che possa stravolgere la quotidianità.

    http://francescast84.blogspot.it/2014/05/in-stato-di-eb…

    Veronica

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    La Contorsionista di Parole Book Blog said on Jun 26, 2014 | 2 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    E INVECE.

    ora,
    io capisco che tu non riesca a credere che un figo come james franco oltre a essere un bravo attore, fare la pubblicità di un profumo mica di pincopallo e dipingere|fare foto|cucinare da dio (non lo so, ma secondo me riesce bene anche in queste ...(continue)

    ora,
    io capisco che tu non riesca a credere che un figo come james franco oltre a essere un bravo attore, fare la pubblicità di un profumo mica di pincopallo e dipingere|fare foto|cucinare da dio (non lo so, ma secondo me riesce bene anche in queste ultime tre cose), possa PURE scrivere discretamente bene.

    togli discretamente,
    invidioso.

    e invece ci riesce.

    e - nel dubbio - beccati questo:

    http://www.youtube.com/watch?v=GvI_U8PJ-4Q

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    Delle Stelle said on Dec 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In stato di ebbrezza (da Ilparadisodegliorchi.com)

    Anni Novanta. Preadolescenti (dis)persi in una middle class che li annoia, chiusi in una bacheca protettiva di benessere che li obbliga alla cattività. E alla cattiveria. Welcome to Palo Alto, California. La città che ha dato il titolo originale all’ ...(continue)

    Anni Novanta. Preadolescenti (dis)persi in una middle class che li annoia, chiusi in una bacheca protettiva di benessere che li obbliga alla cattività. E alla cattiveria. Welcome to Palo Alto, California. La città che ha dato il titolo originale all’opera prima della star hollywoodiana James Franco, la stessa città che lo ha visto nascere. Franco racconta storie di giovani che sentono la necessità di sperimentarsi fino all’autodistruzione. Non è più questione di parolacce, di qualche alcolico trafugato dalla dispensa di papà o di un’iniziazione sessuale. Questo (c’)è già stato. Nella struttura bipartita del libro si dipanano sette racconti, nei quali ritroviamo spesso gli stessi personaggi, ma senza soluzione di continuità. Non c’è un’evoluzione, non c’è un passaggio all’età adulta, le costanti dei suoi racconti sono altre, e l’unico punto di non ritorno preso seriamente in considerazione sembra essere la morte. Distruggere, buttarsi via, storidirsi in ogni modo possibile, è questo quello che fanno gli adolescenti descritti nel libro, chiusi nelle loro solitudini, sperimentano la violenza nel loro quotidiano fatto di scuola, programmi tv e sigarette. Il sesso fatto senza intimità, da consumare come se fosse un hamburger tiepido, le sbronze continue (Mi sentivo bene; avevo bevuto vodka a sufficienza. In fin dei conti, la serata era andata così. Erano state fatte delle scelte ed erano successe delle cose, ed eccoci qua. Era triste e comico. La mia vita era fatta di questo), le canne come necessità per ritagliarsi un angolo di spensieratezza in cui rifugiarsi. Una violenza covata dentro, irrequieta, sedata, ma sempre pronta a esplodere.
    La voglia di cambiare, di cambiarsi, in un mondo che sembra prendere più di quel che dà. Genitori e insegnanti incapaci di mettere un freno al malessere e agli errori dei figli. Un confronto con tutto quello che è già stato sembra gravare come un macigno sulle esili spalle di questi ragazzini:
    “C’è della gente che da giovane spara ai caprioli, e alle volpi. Faulkner sparò a un orso, Hemingway sparava ai leoni e a un sacco di cose. Nelle bande si spara alla gente come iniziazione. Noi sparavamo agli animali, e alla gente. Ma erano tutti animali piccoli, e non abbiamo mai ucciso nessuno”. Giovani troppo educati per fare davvero male a qualcuno, così non resta altro che perpetrare il male verso l’interno, sacrificandosi – corpo e anima – per andare oltre l’eterno frustrante presente in cui sono immersi. Il cinismo e il disincanto sono il loro pane quotidiano (“Mi piaceva farla ridere, perché quando rideva era meno brutta”), ma forse questo profondo disagio cela anche qualcosa di tenero, che emerge solo in stralci di conversazioni fatte sottovoce a pochi metri dall’ennesima festa: “Perché pensi io sia pazza?”. “Perché non ti importa di niente”.
    “A me importa, mi importa moltissimo, ma non funziona mai. Tipo qui stasera: sto cercando di esserci, sto cercando di fare le cose. Ma non funziona, non riesco a trovarci nulla, per cui forse è questo a farmi impazzire”.
    Franco incide sulle pagine il ritratto di una gioventù veramente sofferente, priva di punti di riferimento, e condannata all’eterna ricerca di un’autentica felicità. Ricorda un po’ la Los Angeles di Meno di zero, ma qui troviamo ancor meno appigli di quelli che lasciava Bret Easton Ellis ai suoi giovani. I murales, i giovani di Palo Alto, li scrivono di loro pugno e non sono certo più rassicuranti delle scritte che stavano sui muri di L.A.: NATO QUI FOTTUTO QUI.
    L’adolescenza precoce è vissuta come una condanna, da scontare in un purgartorio di stordimento che spesso conduce a un non ritorno. Lo stesso che leggiamo in ‘Testa di zucca’, il racconto che chiude il libro. Un’eccezionale storia di violenza autodistruttiva, che porta alla mente il finale di L’estraneo, il romanzo d’esordio di Tommaso Giagni.
    In un mondo sempre più virtuale, distante dal reale, i racconti di Franco mettono in scena – con uno stile molto visivo, tipico di molti scrittori americani – una delle prime generazioni che ha fatto i conti con una realtà parecchio differente da quella vista sui ridenti schermi tv.

    di Andrea Ferri

    http://www.paradisodegliorchi.com/In-stato-di-ebbrezza.…

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    Andrea Ferri said on Oct 18, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Boh...

    Mi sembra difficile pensare che un attore famoso come Franco abbia avuto solo esperienze così alienanti da teenager. Sono racconti ma alla fine sono praticamente tutti uguali.
    Meglio leggere altro.

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    Creolalbe said on Oct 9, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Sul declino della letteratura americana

    Sarà la bellezza a farlo definire da qualcuno un autore talentuoso, non saprei. So che non ho amato particolarmente Bret Easton Ellis ma che non ho avuto problemi a riconoscere il valore - diciamo così - antropologico dei suoi romanzi. Nel libro di F ...(continue)

    Sarà la bellezza a farlo definire da qualcuno un autore talentuoso, non saprei. So che non ho amato particolarmente Bret Easton Ellis ma che non ho avuto problemi a riconoscere il valore - diciamo così - antropologico dei suoi romanzi. Nel libro di Franco, invece, non ho trovato che una banale ripetizione di tutti i disagi adolescenziali e post-adolescenziali che da anni campeggiano sulle pagine americane. Chi era Van Gogh? Chi era Andy Warhol? Innovatori. Pertanto geni. Chi era Jack Kerouac e chi Allen Ginsberg? Innovatori, geni. Qualcuno dovrebbe spiegare a Franco e alla "nuova" editoria americana che non basta interpretare un genio della scrittura al cinema per diventarlo nella vita reale. Dietro Ginsberg, c'è una rottura degli schemi che le generazioni precedenti di scrittori avevano confezionato intorno alla letteratura americana. In questo stato di ebbrezza non c'è assolutamente niente di nuovo.
    Detto questo, trovo che l'unitarietà che si voleva dare ai racconti, utilizzando gli stessi personaggi, raccontati ora in prima, ora in terza persona, sia abbastanza scadente. Lo stile di scrittura acerbo prende spunto, probabilmente, dal parlato adolescenziale ma, come ripeto, niente di nuovo sul fronte occidentale.

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    M.lle Fatigue said on Apr 2, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Perduto e disperato come un adolescente lasciato a se stesso

    Questa raccolta di storie ha il gusto amaro e ferroso della realtà. Una realtà a tratti confusa e disperata, spesso alterata, quasi mai banale nella sua unicità. I personaggi sono giovani, teneri, violenti, disillusi, disperati. E tra tutti metteno a ...(continue)

    Questa raccolta di storie ha il gusto amaro e ferroso della realtà. Una realtà a tratti confusa e disperata, spesso alterata, quasi mai banale nella sua unicità. I personaggi sono giovani, teneri, violenti, disillusi, disperati. E tra tutti metteno assieme un ritratto giovanile incredibile e angosciante. Però come si inizia col male assoluto, si finisce con il contrario, con la cura per questo male. In mezzo tutto e il contrario di tutto quello che possono provare e provano i mille riflessi di un mondo popolato esclusivamente, o quasi, da giovani.

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    Mazzolino said on Feb 22, 2013 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (172)
    • 5 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 190 Pages
  • ISBN-10: 8875214131
  • ISBN-13: 9788875214135
  • Publisher: Minimum Fax (Sotterranei)
  • Publish date: 2012-04-01
  • Also available as: eBook
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