In territorio nemico

Di

Editore: Minimum Fax (Nichel)

4.1
(192)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 308 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8875214840 | Isbn-13: 9788875214845 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Compilatore: Vanni Santoni , Gregorio Magini

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Un ufficiale che diserta e intraprende un viaggio attraverso l’Italia devastata dalla guerra. Una ragazza di buona famiglia che diventa una partigiana pronta a uccidere un fascista dopo l’altro. Un ingegnere aeronautico che si nasconde in attesa che passi la bufera. Matteo, sua sorella Adele, il cognato Aldo: sono i personaggi di In territorio nemico, tre giovani separati dalla guerra che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, cercano di ritrovarsi in un paese in preda al caos. 

Nei venti mesi terribili dell’occupazione nazista, i tre protagonisti faranno esperienza della battaglia, dell’isolamento, dell’amore, del conflitto con se stessi, fino ad affrontare la prova più difficile: scegliere da che parte stare, mentre la morte minaccia ogni passo.

In territorio nemico è una nuova epica della Resistenza. Un’epopea corale resa possibile dal lavoro di oltre cento scrittori e ispirata alle testimonianze di chi la guerra l’ha vissuta e non ha cessato di raccontarla. Un romanzo vivo e toccante che, tenendo ben presente l’eredità di Fenoglio, Malaparte e Calvino, apre una rinnovata prospettiva sull’esperienza tragica e fondativa della Seconda Guerra Mondiale in Italia.
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  • 4

    115 e non sentirli

    Un collettivo di 115 scrittori ha dato vita a uesto progetto. Ho dato un'occhiata al sito per capire un po' il metodo ma ci voleva un po' troppo per capire bene. Personalmente non mi sono accorto del ...continua

    Un collettivo di 115 scrittori ha dato vita a uesto progetto. Ho dato un'occhiata al sito per capire un po' il metodo ma ci voleva un po' troppo per capire bene. Personalmente non mi sono accorto del 'cambio di mano' (e con 115 teste pensanti il rischio era grossissimo). Per quanto l'argomento non fosse di certo nuovo, ho trovato la storia molto interessante anche perché molto della trama ha un punto di vista femminile, cosa che nella letteratura relativa a quel periodo è capitata in poche occasioni (cfr l'agnese va a morire). Lo stile è asciutto e molto scorrevole: non si risparmiano comunque certi dettagli inquietanti su torture e violenze. Molto azzeccato il fatto dim esprimere certi dialoghi in dialetto (mi son perso un po' sul piemontese). C'è stato un po'm di coinvolgimento nel momento in cui la storia si svolgeva a MIlano in zone che ho frequentato assiduamente nella mia vita.
    Consigliato.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro vale molto, per me è da inserire nel programma delle superiori. Mi è piaciuto tantissimo l'evolversi e il mutare dei tre personaggi,divisi dalla guerra, che si riscoprono, con nuove carat ...continua

    Questo libro vale molto, per me è da inserire nel programma delle superiori. Mi è piaciuto tantissimo l'evolversi e il mutare dei tre personaggi,divisi dalla guerra, che si riscoprono, con nuove caratteristiche che la storia ha fatto emergere. Trama molto bella, stile sorprendente.

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro si è rivelato una vera sorpresa. Ero incuriosito dalla particolarità propria del romanzo, della sua nascita, dal fatto che è stato scritto da ben 115 persone: un lavoro certamente non fac ...continua

    Questo libro si è rivelato una vera sorpresa. Ero incuriosito dalla particolarità propria del romanzo, della sua nascita, dal fatto che è stato scritto da ben 115 persone: un lavoro certamente non facile da portare a termine, eppure non poteva venire più bilanciato di così, secondo me. La storia dei tre protagonisti è stata scritta bene e gli stessi personaggi sono piuttosto caratterizzati, ognuno alle prese con le difficoltà vissute in un periodo non certo facile per il nostro paese.
    Complimenti.

    ha scritto il 

  • 3

    Affascinato dal progetto folle di libro collettivo (e quando partì lo venni a sapere proprio su anobii e per qualche giorno mi baloccai con la pericolosa idea di farne parte) e irretito da una felicis ...continua

    Affascinato dal progetto folle di libro collettivo (e quando partì lo venni a sapere proprio su anobii e per qualche giorno mi baloccai con la pericolosa idea di farne parte) e irretito da una felicissima presentazione del libro a Viterbo, dopo mesi a procrastinare mi son detto, via, lo leggo.

    Onestamente: la natura ibrida della composizione del libro traspare. Purtroppo e soprattutto in alcune svolte non pienamente chiarite nella trama, e anche nell'aprirsi di squarci improvvisi venati da sensibilità palesemente differenti. Forse era inevitabile.

    Comunque, pur con i suoi difetti, pur con troppa eco di un immaginario comune forgiato dalla televisione e dai film di guerra (ecco, io non avrei fatto un romanzo storico, o comunque non lo avrei ambientato in uno dei due momenti storici il cui immaginario è più inquinato dalla TV - l'altro? gli anni di piombo), il libro riesce a reggersi e camminare con le sue gambe e crea personaggi avvincenti e momenti di autentico pathos.

    Butta via...

    ha scritto il 

  • 4

    Ognuno reagisce a modo suo…

    Il motivo principale che spinge a leggere questo libro è dato dalle ben duecentotrenta mani che lo hanno scritto. Centoquindici autori, coordinati da Gregorio Magini e Vanni Santoni, che hanno dato vi ...continua

    Il motivo principale che spinge a leggere questo libro è dato dalle ben duecentotrenta mani che lo hanno scritto. Centoquindici autori, coordinati da Gregorio Magini e Vanni Santoni, che hanno dato vita a un romanzo fluido e coerente dalla prima all’ultima riga. Se non fosse chiaramente specificato che “In territorio nemico” è il frutto di una Scrittura Industriale Collettiva, mai e poi mai il lettore si sarebbe reso conto di quante mani e menti hanno concorso alla realizzazione dell’opera.

    Ambientato durante la resistenza, il romanzo riesce pienamente nell’intento di dipingere un quadro di ciò che accadde durante quei terribili mesi di guerra civile in Italia. Lo fa per mezzo del racconto di tre storie. Quella di Matteo, sottoufficiale della Regia Marina che un po’ per caso e un po’ per il desiderio di raggiungere la sorella rimasta sola forse al nord, diserta e finisce per unirsi ai gruppi che hanno imbracciato le armi per difendere il Paese dalla vendetta nazifascista. Quella di Adele, sorella di Matteo, che si ritrova da sola a Milano, città nella quale si era trasferita dopo il matrimonio con Aldo, il quale, inspiegabilmente, è sparito abbandonandola. Adele, giovane donna molto bella e vissuta sempre in ambienti borghesi, si ritrova ben presto a corto di viveri e, spaventatissima per una visita tutt’altro che cordiale da parte di un gruppo di camice nere in cerca del marito fuggitivo, si vede costretta a cercarsi un lavoro in fabbrica. Le sue mani curate e poco inclini al duro lavoro, dovranno abituarsi e si troveranno, per la prima volta, a stretto contatto con le mani callose e rozze di quelle donne appartenenti al proletariato, donne che Adele prende ben presto ad ammirare per la loro tenacia e per il loro coraggio. Il passaggio dalla fabbrica ai GAP le viene del tutto naturale. L’Attrice, come la chiamano per il suo aspetto fisico, si trasforma in una combattente di prim’ordine che non esita a premere il grilletto contro i tedeschi quando si convince che tanto il fratello quanto il marito siano ormai morti. La terza storia, che corre parallela alle altre due, è quella di Aldo, il quale, come accennato, abbandona la moglie per rifugiarsi nella cascina della madre. Ingegnere presso una fabbrica di aeromobili, dopo l’8 settembre Aldo si fa sopraffare dalla paura: paura di essere mandato a combattere, paura di essere accusato e punito come renitente qualora non lo faccia o, addirittura, timore di essere condannato a morte come traditore.

    È proprio Aldo il personaggio più disturbante ma allo stesso tempo più affascinante dei tre. Se Matteo e Adele, sia pure in modo diverso, rappresentano degnamente tutti quei giovani e meno giovani che non esitarono a mettere a repentaglio le loro vite per liberare l’Italia dal giogo nazifascista, con tanto di notti trascorse all’addiaccio sotto il persistente pericolo di essere sorpresi da una squadra di SS e trucidati nel sonno; se i due fratelli rappresentano tutto questo, Aldo incarna la debolezza umana, quel fifone che nessuno di noi vorrebbe essere e che, anzi, tutti saremmo pronti a dileggiare scostandolo malamente dal nostro cammino. Il tutto, ovviamente, in linea teorica, poiché è evidente che in certe situazioni bisognerebbe prima trovarcisi e poi, solo dopo, giudicare.

    Vivere “In territorio nemico” può portare un marinaio a spogliarsi della propria divisa per intraprendere la lotta contro gli alleati di un tempo, una donna a scoprire di possedere nel più profondo del proprio essere un coraggio che mai si sarebbe sognata di avere, o un uomo a dover fare i conti con il terrore nero che gli si è instillato, lentamente ma inesorabilmente, in ogni cellula del proprio corpo.

    Aperta la prima pagina per curiosità, il lettore, dopo aver chiuso l’ultima, si ritrova per le mani un romanzo che merita di essere letto per la sua scrittura fluida e avvincente e per non dimenticare da dove veniamo.

    ha scritto il 

  • 4

    115 autori , 3 protagonisti, una storia

    Uno scorcio della Resistenza italiana. Accurato, dettagliato, vero. Bellissimo il plurilinguismo e l'uso dei dialetti. Unica pecca: il dialetto parlato dai cavatori di Carrara non è carrarino. Purtrop ...continua

    Uno scorcio della Resistenza italiana. Accurato, dettagliato, vero. Bellissimo il plurilinguismo e l'uso dei dialetti. Unica pecca: il dialetto parlato dai cavatori di Carrara non è carrarino. Purtroppo.

    ha scritto il 

  • 3

    Tre storie, una molto bella, una piuttosto insignificante (e alla lunga pesante) e una carina, ma in vari passaggi un po' stiracchiata.
    Di questo libro mi aveva incuriosito soprattutto l'essere frutto ...continua

    Tre storie, una molto bella, una piuttosto insignificante (e alla lunga pesante) e una carina, ma in vari passaggi un po' stiracchiata.
    Di questo libro mi aveva incuriosito soprattutto l'essere frutto di scrittura collettiva, e collettiva di tantissimi che non si conoscono fra loro, ma leggendolo devo dire che non ce ne si accorge, il che probabilmente dimostra che il metodo funziona. Il libro però non tanto

    ha scritto il 

  • 5

    In territorio nemico

    Tanti autori,tante mani e tante menti. Libro coinvolgente. Tre storie di vita, durante quegli anni di guerra che appaiono così lontani, eppure si trovano dietro l'angolo. L' affetto e l' amore che leg ...continua

    Tanti autori,tante mani e tante menti. Libro coinvolgente. Tre storie di vita, durante quegli anni di guerra che appaiono così lontani, eppure si trovano dietro l'angolo. L' affetto e l' amore che lega il fratello e la di cui si parla sorella è qualcosa che va oltre ogni immaginazione e oltre ogni guerra.Concreto e vero. Ritrovo negli eventi narrati i racconti di mia nonna,della guerra,degli sfollati, delle montagne, delle bombe. A mio parere è terribilmente crudo e affascinante allo stesso tempo. Affascina scoprire le storie di persone normali che si trasformano durante quegli anni terribili e scoprono parti di loro stessi che mai avrebbero immaginato. Una bella nota di merito alle parti in dialetto che fanno attraversare la nostra Italia, così diversa nel linguaggio eppure così unita nella voglia di riscatto e libertà.
    "Non sapeva dire se quanto aveva fatto sarebbe mai servito a qualcosa. Si chiedeva se aveva in sè la forza di prendere in mano un ideale e portarlo avanti, trovare qualcuno come lui. Era al di là della delusione e della speranza, attraversato da pensieri sibillini, idee, sogni di città e mondi ideali " .

    ha scritto il