In the kitchen

Di

2.7
(108)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8842815985 | Isbn-13: 9788842815983 | Data di pubblicazione: 

Genere: Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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  • 2

    Le prime 100 pagine promettono molto bene: nella cucina di un ristorante, negli scantinati dove nessuno va mai, viene trovato morto Yuri, un cuoco immigrato. E' caduto o è stato spinto? Chi sapeva del ...continua

    Le prime 100 pagine promettono molto bene: nella cucina di un ristorante, negli scantinati dove nessuno va mai, viene trovato morto Yuri, un cuoco immigrato. E' caduto o è stato spinto? Chi sapeva della sua alcova segreta? E che fine ha fatto la lavorante ucraina che è scomparsa guarda caso lo stesso giorno in cui viene ritrovato Yuri? Lo chef, Gabriel, sembra dover fare i conti con questa situazione in un ambiente multietnico, dove si incrociano le vite di decine di persone di nazionalità diversa, ognuna con la propria storia alle spalle. E poi Monica Ali scrive benissimo, quindi le premesse fanno pensare ad uno di quei libri fiume, che rotolano giù in caduta libera verso il finale . Anche le ultime 100 non sono niente male: la storia finalmente si dipana e prende a ruzzoloni una direzione ben precisa. Peccato che ci siano, nel mezzo, ben 400 pagine di niente, in cui la storia che ci viene promessa si arresta, e poi fa dei giri su se stessa, indecisa su che strada prendere: il thriller iniziale, diventa un libro introspettivo, ma anche una storia familiare, o ancora un giallo psicologico. La trama si assesta, non succede quasi niente; il mistero invece che infittirsi fa qualche breve comparsata. Per lo più assistiamo alle infinite elucubrazioni mentali di Gabriel, senza sapere quando, e in che modo, la storia andrà avanti. Quando finalmente il povero lettore si arrende all'evidente inettitudine della storia, ecco che le vicende lo portano con un balzo verso un'ultima direzione, e da qui alla risoluzione del mistero. Ah, prendete con le pinze la parola "mistero", come ormai avrete capito questo libro non è un giallo.

    ha scritto il 

  • 1

    Non ci siamo

    Pensavo che fosse un giallo ambientato nella cucina di un albergo. In effetti nelle prime pagine viene trovato il cadavere in un garzone morto nei sotterranei dell'albergo. Il cadavere ogni tanto spun ...continua

    Pensavo che fosse un giallo ambientato nella cucina di un albergo. In effetti nelle prime pagine viene trovato il cadavere in un garzone morto nei sotterranei dell'albergo. Il cadavere ogni tanto spunta di nuovo fuori, così come la polizia, peccato che tutto è annegato in pagine e pagine (sono quasi 600 in totale) di digressioni, discussioni che non portano a nulla, intrecci sentimentali e famigliari così così... Insomma, una gran delusione.
    Forse se avessi saputo che più che un giallo è una specie di romanzo psicologico, lo avrei vissuto in modo diverso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Minestrone scontato

    Un casino un po' noioso, parte su un treno e dopo un meno del terzo della lettura sai già come va a finire. Quando in parte si raddrizza il finale, quasi stupisce, perché a quel punto un bel finale di ...continua

    Un casino un po' noioso, parte su un treno e dopo un meno del terzo della lettura sai già come va a finire. Quando in parte si raddrizza il finale, quasi stupisce, perché a quel punto un bel finale disastroso su tutti i fronti sarebbe stato più a tono. Uno dei libri più scontati che io abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 3

    In cucina c'è un gran casino. Siamo a Londra, quella multiculturale e lo chef deve gestire il caos. Il cadavere di uno degli addetti, trovato nella dispensa non aiuta. Allora mi inoltro nei meandri de ...continua

    In cucina c'è un gran casino. Siamo a Londra, quella multiculturale e lo chef deve gestire il caos. Il cadavere di uno degli addetti, trovato nella dispensa non aiuta. Allora mi inoltro nei meandri della testa di questo moderno manager culinario, nel sogno di un ristorante tutto suo in fase di gestazione con misteriosi finanziatori, nella fascinazione subita da una ragazza bielorussa che appare e scompare, nei problemi con la fidanzata. Stare nella testa di questo signore è come stare vicino al suonatore di piatti in un crescendo sinfonico. Anche lui ha la stessa sensazione e fa cose di cui chiunque potrebbe pentirsi. Eppure c'è una cosa che anche noi piccolini sappiamo: dalla distruzione nasce per forza qualcosa d'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho amato BRICK LANE e conservo un ricordo molto positivo della sua lettura. IN THE KITCHEN, invece, mi lascia un po' indecisa: non riesco a criticarlo con precisione ma ho fatto molta fatica a leggerl ...continua

    Ho amato BRICK LANE e conservo un ricordo molto positivo della sua lettura. IN THE KITCHEN, invece, mi lascia un po' indecisa: non riesco a criticarlo con precisione ma ho fatto molta fatica a leggerlo e non per i temi affrontati (Londra, multietnicita', vita urbana che aliena, condizioni e ambienti di lavoro non 'corretti') ma, credo, per la poca coesione nella trama. I dialoghi, spesso ripetitivi e inutili, svelano poco dei personaggi, i quali sono spiegati al lettore dall'autrice stessa. Devo ammettere che l'ultima parte (circa l'ultimo terzo) del romanzo ha un'impennata sia nella qualita' della narrazione, sia nello svolgimento della trama. Arrivata a quel punto, pero', devo ammettere che non vedevo l'ora finisse.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è un po' del commissario Montale di Izzo, nello chef protagonista di questo romanzo: malinconico, disincantato, smarrito, impulsivo. Un plauso a Monica Ali, che mette in scena un personaggio maschil ...continua

    C'è un po' del commissario Montale di Izzo, nello chef protagonista di questo romanzo: malinconico, disincantato, smarrito, impulsivo. Un plauso a Monica Ali, che mette in scena un personaggio maschile, facendo emerge con vigore il lato dolce e indifeso degli uomini, così difficile da raccontare. Parte come un noir, finisce per essere il racconto di un pezzo di vita: senza troppe spiegazioni, senza soluzione del caso, senza effetti speciali. Convincente.

    ha scritto il