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In the kitchen

Di

2.7
(105)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 480 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8842815985 | Isbn-13: 9788842815983 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 1

    Non ci siamo

    Pensavo che fosse un giallo ambientato nella cucina di un albergo. In effetti nelle prime pagine viene trovato il cadavere in un garzone morto nei sotterranei dell'albergo. Il cadavere ogni tanto spunta di nuovo fuori, così come la polizia, peccato che tutto è annegato in pagine e pagine (sono qu ...continua

    Pensavo che fosse un giallo ambientato nella cucina di un albergo. In effetti nelle prime pagine viene trovato il cadavere in un garzone morto nei sotterranei dell'albergo. Il cadavere ogni tanto spunta di nuovo fuori, così come la polizia, peccato che tutto è annegato in pagine e pagine (sono quasi 600 in totale) di digressioni, discussioni che non portano a nulla, intrecci sentimentali e famigliari così così... Insomma, una gran delusione.
    Forse se avessi saputo che più che un giallo è una specie di romanzo psicologico, lo avrei vissuto in modo diverso.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Minestrone scontato

    Un casino un po' noioso, parte su un treno e dopo un meno del terzo della lettura sai già come va a finire. Quando in parte si raddrizza il finale, quasi stupisce, perché a quel punto un bel finale disastroso su tutti i fronti sarebbe stato più a tono. Uno dei libri più scontati che io abbia mai ...continua

    Un casino un po' noioso, parte su un treno e dopo un meno del terzo della lettura sai già come va a finire. Quando in parte si raddrizza il finale, quasi stupisce, perché a quel punto un bel finale disastroso su tutti i fronti sarebbe stato più a tono. Uno dei libri più scontati che io abbia mai letto.

    ha scritto il 

  • 3

    In cucina c'è un gran casino. Siamo a Londra, quella multiculturale e lo chef deve gestire il caos. Il cadavere di uno degli addetti, trovato nella dispensa non aiuta. Allora mi inoltro nei meandri della testa di questo moderno manager culinario, nel sogno di un ristorante tutto suo in fase di g ...continua

    In cucina c'è un gran casino. Siamo a Londra, quella multiculturale e lo chef deve gestire il caos. Il cadavere di uno degli addetti, trovato nella dispensa non aiuta. Allora mi inoltro nei meandri della testa di questo moderno manager culinario, nel sogno di un ristorante tutto suo in fase di gestazione con misteriosi finanziatori, nella fascinazione subita da una ragazza bielorussa che appare e scompare, nei problemi con la fidanzata. Stare nella testa di questo signore è come stare vicino al suonatore di piatti in un crescendo sinfonico. Anche lui ha la stessa sensazione e fa cose di cui chiunque potrebbe pentirsi. Eppure c'è una cosa che anche noi piccolini sappiamo: dalla distruzione nasce per forza qualcosa d'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho amato BRICK LANE e conservo un ricordo molto positivo della sua lettura. IN THE KITCHEN, invece, mi lascia un po' indecisa: non riesco a criticarlo con precisione ma ho fatto molta fatica a leggerlo e non per i temi affrontati (Londra, multietnicita', vita urbana che aliena, condizioni e ambie ...continua

    Ho amato BRICK LANE e conservo un ricordo molto positivo della sua lettura. IN THE KITCHEN, invece, mi lascia un po' indecisa: non riesco a criticarlo con precisione ma ho fatto molta fatica a leggerlo e non per i temi affrontati (Londra, multietnicita', vita urbana che aliena, condizioni e ambienti di lavoro non 'corretti') ma, credo, per la poca coesione nella trama. I dialoghi, spesso ripetitivi e inutili, svelano poco dei personaggi, i quali sono spiegati al lettore dall'autrice stessa. Devo ammettere che l'ultima parte (circa l'ultimo terzo) del romanzo ha un'impennata sia nella qualita' della narrazione, sia nello svolgimento della trama. Arrivata a quel punto, pero', devo ammettere che non vedevo l'ora finisse.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è un po' del commissario Montale di Izzo, nello chef protagonista di questo romanzo: malinconico, disincantato, smarrito, impulsivo. Un plauso a Monica Ali, che mette in scena un personaggio maschile, facendo emerge con vigore il lato dolce e indifeso degli uomini, così difficile da raccontare. ...continua

    C'è un po' del commissario Montale di Izzo, nello chef protagonista di questo romanzo: malinconico, disincantato, smarrito, impulsivo. Un plauso a Monica Ali, che mette in scena un personaggio maschile, facendo emerge con vigore il lato dolce e indifeso degli uomini, così difficile da raccontare. Parte come un noir, finisce per essere il racconto di un pezzo di vita: senza troppe spiegazioni, senza soluzione del caso, senza effetti speciali. Convincente.

    ha scritto il 

  • 3

    un dipinto interessante

    un libro interessante, un dipinto sincero della vita in una cuciona, una cucina vera. Spiace solo il finale, banale e non ben pensato, che non completa tante discussioni iniziate e risulta fin quasi banale....

    ha scritto il