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In un paese bruciato dal sole

L'Australia

By Bill Bryson

(18)

| Hardcover

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Book Description

153 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Raramente leggo libri diversi dai romanzi, unica eccezione: Bill Bryson. Come in ogni storia d'amore che si rispetti il “nostro” incontro è stato casuale e imprevedibile. Una città o l'altra mi venne passato da un'amica, in occasione di uno di uno di ...(continue)

    Raramente leggo libri diversi dai romanzi, unica eccezione: Bill Bryson. Come in ogni storia d'amore che si rispetti il “nostro” incontro è stato casuale e imprevedibile. Una città o l'altra mi venne passato da un'amica, in occasione di uno di uno di quei raptus di riordino, che ogni tanto assalgono le donne. Lo iniziai senza molta convinzione per ritrovarmi, dopo poche pagine, incapace di smettere di leggere. Bryson, del resto, saprebbe rendere avvincente anche la storia di un paracarro, fatto dimostrato da Breve storia della vita privata in cui ha riempito ben 536 pagine avendo come unico soggetto casa sua, una ex-canonica vittoriana nel Norfolk.

    Era molto tempo che mi ripromettevo di leggere il suo diario di viaggio dedicato all'Australia, paese in cui, purtroppo, difficilmente metterò mai piede. Benchè il libro non sia nuovissimo (la prima edizione è del 2000) e molte cose siano cambiate, a livello di comunicazioni, dall'inizio del nuovo millennio, l'Australia resta un paese molto, molto lontano. Se ci pensate, quanto spesso capita di sentire notizie provenienti da down under? Chi conosce il nome del primo ministro australiano? Forse solo se scomparisse tra i flutti facendo surf - come è successo nel 1967 al suo predecessore Harold Holt - potrebbe destare l'interesse occidentale …

    Se oggi l'Australia è lontana figurarsi come dovette apparire ai primi coloni alla fine del XVIII secolo. In realtà, i 1.500 prigionieri che partirono con The first Fleet non ebbero lasciate alternative. Il Regno Unito era solito “esportare” gli indesiderati nelle colonie americane ma, persa questa destinazione a causa delle guerre d'Indipendenza, le navi vennero dirottate verso le nuove terre fortunosamente scoperte qualche anno prima dal capitano Cook. Dopo otto mesi di navigazione le undici navi, capitanate da Arthur Phillip, arrivarono in vista di Botany Bay, medesimo porto dove era approdato Cook nell'aprile del 1770. La prima scoperta fu che a down under le stagioni vanno alla rovescia. Cook era arrivato in aprile, mese che per lui era in primavera, riferendo di un clima “simile a quello inglese”. The First Fleet arrivò in gennaio, ma al posto dell’inverno trovò Un paese bruciato dal sole. Il capitano Phillip decise di proseguire la navigazione in cerca di un luogo più favorevole e finì con lo sbarcare, il 26 gennaio 1788, nella futura Sidney. Il giorno è diventato festa nazionale, benchè gli australiani tendano a sorvolare sul fatto che il primo insediamento fosse una colonia penale. Bisogna ammettere che si trattava per lo più di ladruncoli, spinti più da fame e necessità che per reale propensione alla delinquenza. Solo per fare un esempio, uno dei prigionieri si era macchiato del “tremendo crimine” di aver sottratto un libro intitolato A summary Account of the flourishin State of the Island of Tobago! Gli inglesi smisero di utilizzare l'Australia come colonia penale nella seconda metà dell'Ottocento, quando si sparse la voce che down under si trovava l'oro a cielo aperto e si resero conto che molti, deliberatamente, cercavano una condanna per viaggiare, a spese del Regno, verso la terra promessa. Nel 1930 un viaggio aereo da Londra costava come un appartamento di tre locali in centro, durava dodici giorni e prevedeva quarantadue scali per rifornimento carburante, oltre al cambio di cinque apparecchi e l'attraversamento in treno dell'Italia, perchè Mussolini aveva vietato di sorvolare il paese. L'arrivo sani e salvi, inoltre, non era per niente scontato ...
    Le obiettive difficoltà a raggiungere l'Australia ancora in tempi relativamente recenti rende più misterioso il fatto che siano state scoperte tracce di esseri umani risalenti a 60.000 anni fa. Gli scienziati affermano che non esistono elementi a supporto di una tesi evolutiva in loco, quindi i primi ominidi devono essere arrivati dall'esterno. Come resta un mistero, anche perchè presuppone l'arrivo di una comunità di almeno una ventina di persone di ambo i sessi. Questo, unito al fatto che la comunità aborigena non ha mai cercato l'integrazione con i bianchi, coltiva valori lontani dalle ambizioni delle società occidentali e venera un luogo (il monte Uluru) la cui origine è altrettanto misteriosa, sembra deporre a favore di chi li considera “provenienti da un altro pianeta”. A chi fosse intrigato da questa ipotesi suggerisco il romanzo di Eldies “ Le Porte senza meta”, scaricabile gratuitamente dal sito eldieswriter.com. Si tratta del primo volume di una trilogia, di cui è eventualmente acquistabile anche il secondo volume intitolato “Il sangue degli Antichi”. Sto aspettando con ansia la pubblicazione del terzo …

    Un altro mistero della terra australiana è che tutto ciò che vi vive sembra potenziare le proprie caratteristiche: down under ci sono le specie animali più letali (ragni, serpenti, meduse, coccodrilli, squali, ecc. ecc.), ma anche le più mansuete come i Koala. L'effetto sull'uomo purtroppo ... dipende dall'uomo. Anche se le news ignorano l'Australia il tasso di criminalità non è tra i più bassi al mondo e se si cerca la sicurezza allora è meglio optare per la Danimarca o il Giappone, ma per vedere cose uniche al mondo bisogna andare DOWN UNDER.

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    Arkiclo said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    voglio andare in Australia!!!

    Diciamo che questo è stato il mio primo pensiero non appena ho voltato l'ultima pagina del libro e anche durante tutto il tempo della lettura in verità. Quali sono i punti di forza di questo lavoro? Ovvio, al primo posto c'è l'ambientazione paradisia ...(continue)

    Diciamo che questo è stato il mio primo pensiero non appena ho voltato l'ultima pagina del libro e anche durante tutto il tempo della lettura in verità. Quali sono i punti di forza di questo lavoro? Ovvio, al primo posto c'è l'ambientazione paradisiaca e fuori dal mondo in questa terra così affascinante e lontana. Mi sono ritrovata a cercare avidamente riferimenti fotografici di meraviglie architettoniche ma soprattutto naturali di luoghi come Sydney, Melbourne, Adelaide, Canberra, ma anche dei luoghi più selvaggi ed incontaminati ricchi di vegetazione rigogliosa ed una fauna molto particolare .... Gli aneddoti storici non fanno altro che impreziosire e rendere perfetta questa interessantissima lettura che, soprattutto grazie alla simpatia dell'autore, risulta essere estremamente scorrevole e mai noiosa. Bryson è una forza, e mi sono ritrovata diverse volte a ridere con me stessa delle sue battute e delle sue acute osservazioni. Riesce a trasmetterti tutto l'entusiasmo del suo viaggio rendendoti in qualche modo partecipe della sua meravigliosa avventura. Sono molto ansiosa di leggere altro di questo autore e di farmi coinvolgere in un'altra strepitosa avventura. Comunque, se mai dovessi intraprendere un viaggio in Australia( e ora come ora lo farei ad occhi chiusi), saprei di certo cosa cercare!!! Quattro stelle e mezzo !!

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    ELYY said on Apr 30, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Quando inizi ad organizzare un viaggio, dopo aver scelto la destinazione, solitamente è tutto un gran andirivieni di consigli, domande, racconti e indicazioni su quale guida è meglio prendere o che siti visitare. Ma c'è sempre una prima volta per tut ...(continue)

    Quando inizi ad organizzare un viaggio, dopo aver scelto la destinazione, solitamente è tutto un gran andirivieni di consigli, domande, racconti e indicazioni su quale guida è meglio prendere o che siti visitare. Ma c'è sempre una prima volta per tutto e il consiglio di leggere questo libro è stata una di quelle. Curiose e un po' stranite ci siamo ripromesse di comperarlo, poi abbiamo rimandato e poi ce ne siamo scordate (io soprattutto). Salvo poi sentirmelo nominare nuovamente un mese fa da una commessa in libreria. Ordinato e ritirato, ho iniziato a leggerlo non credendo ai miei occhi. Pensavo di trovarmi davanti un romanzo ambientato in Australia e scopro invece un libro di viaggio meraviglioso in un paese che lo è altrettanto, scoprendolo in lungo e in largo grazie alle avventure/disavventure del giornalista Bill Bryson. Da non sottovalutare soprattutto il fatto che si ride alla grande fin dalle prime pagine!! Dovete leggerlo, che pensiate di andare in Australia o no!

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    AlessandraE said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Apprezzo molto il modo di raccontare le proprie esperienze di viaggio che adotta Bryson.
    Ad esempio il suo trekking negli Appalachi è esilarante ed allo stesso tempo coinvolgente ed interessante: è un viaggiatore che "non se la tira" ma questo non gl ...(continue)

    Apprezzo molto il modo di raccontare le proprie esperienze di viaggio che adotta Bryson.
    Ad esempio il suo trekking negli Appalachi è esilarante ed allo stesso tempo coinvolgente ed interessante: è un viaggiatore che "non se la tira" ma questo non gli impedisce di emozionarsi e penetrare lo spirito dei luoghi, un viaggiatore totalmente sincero.

    Per parte mia non ho viaggiato molto (... e comunque assai meno di quanto avrei voluto!) ma ritrovo nei suoi diari l'alternarsi disordinato di momenti di fatica inconsulta, di noia inevitabile e di magiche e sorprendenti visioni che hanno segnato i miei viaggi.
    Leggendolo si comprende quanto possa essere appagante viaggiare spogliandosi dell'appreccio e le aspettative del vacanziere industriale.

    Questo libro sulle sue scorribande nell'immensa Australia è perfettamente coerente con gli altri suoi report di viaggio e si legge tutto d'un fiato.
    Molto piacevole da leggere il libro e terribilmente interessante l'Australia.

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    Fred Gleick said on Feb 6, 2014 | Add your feedback

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    Non ho in previsione di andare in Australia. Non credo ci andrò mai, anche se sarebbe affascinante. E allora perchè leggere un libro sull'Australia?
    Perchè me lo hanno regalato, in primo luogo. E perchè, appena iniziato a leggerlo mi ha affascinato e ...(continue)

    Non ho in previsione di andare in Australia. Non credo ci andrò mai, anche se sarebbe affascinante. E allora perchè leggere un libro sull'Australia?
    Perchè me lo hanno regalato, in primo luogo. E perchè, appena iniziato a leggerlo mi ha affascinato e quindi sono andato avanti.
    L'autore scrive bene e l'Australia è un mondo così particolare.
    E di cui sappiamo generalmente così poco.
    Mi affascinano, soprattutto, quei grandi spazi deserti con qui e là una cittadina. Un posto pericoloso, sembrerebbe, dai ragni velenosi ai serpenti, ai coccodrilli, agli squali ... al deserto. E il caldo.
    Affascinante, immagino, il contrasto fra le grandi città - Sidney, Melbourn, Perth, Camberra (a proposito, ho scoperto che è questa la capitale) e il resto del paese. E gli animali - canguri ma anche ornitorinco ed echidna - la barriera corallina, l'Uluru (il grande monolito noto anche come Ayers Rock), ...
    Mi affascinano forse soprattutto gli aborigeni, arrivati lì per mare 60.000 anni fa, decine di migliaia di anni prima che i popoli conosciuti imparassero a navigare. Ma questi nel libro appaiono purtroppo solo di sfuggita.

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    Pierfranco Ravotto said on Feb 1, 2014 | Add your feedback

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    Scanzonata immersione nell’Australia, nella sua storia, nella sua natura, nella sua gente.
    Bill Bryson non nasconde il suo innamoramento in questo paese pur rimanendo critico nei confronti della storia vergognosa ed abbastanza recente che ha coinvolt ...(continue)

    Scanzonata immersione nell’Australia, nella sua storia, nella sua natura, nella sua gente.
    Bill Bryson non nasconde il suo innamoramento in questo paese pur rimanendo critico nei confronti della storia vergognosa ed abbastanza recente che ha coinvolto gli aborigeni australiani e le leggi che auto garantivano ai bianchi, nuovi arrivati, l’appropriazione indebita dei territori, il divieto di parlare la loro lingua, lo “strappo” fisico dei bambini dalle loro madri affinché dimenticassero genitori, lingua e cultura propria. Il risultato? Devastante.
    Le città immerse nel verde, secondo pianificazione britannica, sono piacevoli da vivere e danno a tutt’oggi uno dei più alti livelli di qualità della vita all’interno dei paesi occidentali, anche se, geograficamente parlando, l’Australia appartiene al sud est asiatico.
    Un paese fortemente inospitale per l’alta percentuale di zone desertiche, per un alto numero di di animali velenosi ed aggressivi e che limitano, talvolta, quindi l’abbandono totale sulle magnifiche spiagge e nei mari tropicali nel nord est australiano.
    Ciò nonostante la gente è molto socievole, simpatica, estroversa ed accogliente e lui se ne innamora e ce lo racconta; del resto gli australiani “in Australia”, sono proprio come Bill Bryson ce li descrive per chi ha avuto il piacere di conoscerli.
    Anche Bill utilizza l’incontro con l’altro come uno degli strumenti per conoscere il paese, per capirne l’anima, magari nel profondo outback australiano seduto di fronte ad una birra ed un “tosto” e semplicione abitante di un villaggio rurale.
    Nonostante Bill Bryson viaggi su commissione, venga anche pagato per soggiornare in ottimi alberghi, dove ce ne sono, noleggi auto, possa prenotare voli quando serve e viaggi comodamente ed usi una formula contemporanea del viaggio in cui ci si possa riconosce facilmente, conquista il lettore facilmente e senza remore e gli perdoniamo le sue ripetitività.
    Siamo lontani da viaggi difficili, da incontri complessi dettati dal caso(del resto non si avvicina a nessuna comunità aborigena, seppur racconti e critichi i misfatti dei bianchi sui neri), ma la sua ironia, simpatia e gusto per la storia ci introduce facilmente all’incontro in terra australiana e ce lo fanno un ottimo compagno di viaggio su carta.

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    Smilla said on Jan 7, 2014 | Add your feedback

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