In una lontana città

Di

Editore: Rizzoli (24/7)

4.3
(518)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Catalano , Tedesco

Isbn-10: 8817014400 | Isbn-13: 9788817014403 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: M.C. Migliore

Genere: Fumetti & Graphic Novels , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Hiroshi Nakahara ha 48 anni. La sua è un'esistenza ordinaria, impiegatizia,senza sussulti o emozioni particolari, In un giorno come tanti, senza nemmeno rendersene conto, sale su un treno diretto al suo paese natale. Si risveglierà in una città lontana nel tempo, nel suo corpo di adolescente ma con i ricordi,le conoscenze e la consapevolezza di un uomo di mezza età. Costretto a rivivere l'estate dei suoi 14 anni, Hiroshi deve confrontarsi nuovamente con le voci e i volti del suo passato, sapendo già cosa il futuro riserverà loro. E, inevitabilmente, comincia a carezzare il sogno di poter riscrivere la propria storia. Forse potrà impedire che il padre abbandoni la famiglia,evento destinato ad accadere alla fine di quella stessa estate. E, forse, potrà ritrovare la dolce spensieratezza dell'innamoramento adolescenziale. Questo viaggio nel tempo concede al protagonista un'impossibile seconda occasione, non solo per ripercorrere un tratto della sua vita, ma anche per tracciarne un bilancio. Hiroshi potrà capire finalmente se stesso, le sue debolezze, la sua fragile umanità di figlio e di padre. Forse un nuovo inizio è possibile anche se non è possibile cambiare il passato.
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  • 3

    NON DEL TUTTO CONVINTO

    Partendo dalla stessa idea del film di Coppola, Peggie Sue si è sposata (idea che ho sempre trovato geniale e incredibilmente non sfruttata a livello letterario, per quel che so), Taniguchi tira fuori ...continua

    Partendo dalla stessa idea del film di Coppola, Peggie Sue si è sposata (idea che ho sempre trovato geniale e incredibilmente non sfruttata a livello letterario, per quel che so), Taniguchi tira fuori un bel tomo a fumetti. Disegni splendidi, affascinante ambientazione nella provincia giapponese anni '60. Ho adorato la prima parte, pensando al capolavoro. Tuttavia la storia si avvita su se stessa nel finale, concentrandosi sulla vicenda del padre. Occasione un po' sprecata, per un viaggio nel tempo che poteva aprirsi a paradossi temporali o varianti interessanti (penso ad esempio alla storia con la più bella della classe). Non dico finire dalle parti di Ritorno al futuro, ma una trovata narrativa potente come il viaggio nel tempo meritava ben altro sviluppo. Mi pare incredibile che nessun autore abbia mai sfruttato l'idea per un romanzo, non riesco a trovarne, mah.

    ha scritto il 

  • 0

    Delicata nostalgia

    Nakahara Hiroshi è un uomo di mezza età come tanti altri, con una vita normale, una famiglia normale e un lavoro normale. Un giorno, per sbaglio, sale sul treno diretto verso la sua città natale, che ...continua

    Nakahara Hiroshi è un uomo di mezza età come tanti altri, con una vita normale, una famiglia normale e un lavoro normale. Un giorno, per sbaglio, sale sul treno diretto verso la sua città natale, che non vede ormai da anni. Mentre è al cimitero per visitare la tomba di sua madre, il tempo si ferma e inizia a scorrere all’indietro: senza nemmeno accorgersi, Nakahara si ritrova nel suo corpo da quattordicenne. Comincia così la sua seconda adolescenza, vissuta con l’esperienza e la consapevolezza di un uomo adulto.

    Durante le vacanze estive si fa strada nella sua mente il ricordo dell’evento che ha traumatizzato la sua adolescenza: l’improvvisa scomparsa del padre, che sarebbe avvenuta proprio alla fine dell’estate, un’esperienza che ha cambiato la vita della sua famiglia e la vita del ragazzo. Nakahara pensa di essere tornato indietro nel tempo per riscrivere il passato e convincere il padre a rimanere…

    Jiro Taniguchi, uno dei mangaka più famosi del mondo, ha disegnato e sceneggiato questo fumetto con immensa delicatezza ed empatia: il lettore riesce davvero a immergersi nella storia, a percepire l’atmosfera carica di sentimenti, a riempirsi di nostalgia e malinconia.
    Un romanzo che fa venir voglia di fare un tuffo nel passato… o di prendere un treno per ritrovare le proprie radici.

    “Sicuramente, nessuno può diventare veramente un adulto: tutti quanti, nel profondo del cuore, sono ancora i bambini che erano un tempo”

    ha scritto il 

  • 0

    Delicata nostalgia

    Nakahara Hiroshi è un uomo di mezza età come tanti altri, con una vita normale, una famiglia normale e un lavoro normale. Un giorno, per sbaglio, sale sul treno diretto verso la sua città natale, che ...continua

    Nakahara Hiroshi è un uomo di mezza età come tanti altri, con una vita normale, una famiglia normale e un lavoro normale. Un giorno, per sbaglio, sale sul treno diretto verso la sua città natale, che non vede ormai da anni. Mentre è al cimitero per visitare la tomba di sua madre, il tempo si ferma e inizia a scorrere all’indietro: senza nemmeno accorgersi, Nakahara si ritrova nel suo corpo da quattordicenne. Comincia così la sua seconda adolescenza, vissuta con l’esperienza e la consapevolezza di un uomo adulto.

    Durante le vacanze estive si fa strada nella sua mente il ricordo dell’evento che ha traumatizzato la sua adolescenza: l’improvvisa scomparsa del padre, che sarebbe avvenuta proprio alla fine dell’estate, un’esperienza che ha cambiato la vita della sua famiglia e la vita del ragazzo. Nakahara pensa di essere tornato indietro nel tempo per riscrivere il passato e convincere il padre a rimanere…

    Jiro Taniguchi, uno dei mangaka più famosi del mondo, ha disegnato e sceneggiato questo fumetto con immensa delicatezza ed empatia: il lettore riesce davvero a immergersi nella storia, a percepire l’atmosfera carica di sentimenti, a riempirsi di nostalgia e malinconia.
    Un romanzo che fa venir voglia di fare un tuffo nel passato… o di prendere un treno per ritrovare le proprie radici.

    “Sicuramente, nessuno può diventare veramente un adulto: tutti quanti, nel profondo del cuore, sono ancora i bambini che erano un tempo”

    ha scritto il 

  • 0

    Riedizione

    Credo di averlo letto, fin dalle prime pagine, come ho fatto a scordarmi un libro già preso?
    Ah ecco, si chiamava "In una lontana città" ed aveva diversa copertina, edito Rizzoli.
    Qui è arricchito da ...continua

    Credo di averlo letto, fin dalle prime pagine, come ho fatto a scordarmi un libro già preso?
    Ah ecco, si chiamava "In una lontana città" ed aveva diversa copertina, edito Rizzoli.
    Qui è arricchito da una prefazione di Igort.
    Almeno un cenno,signori miei, non sta bene porre in dubbio le facoltà mnemoniche di una Signora Lettrice.
    Per un commento sul contenuto, riferitevi al mio dell'altra edizione ;)

    ha scritto il 

  • 4

    La nuvola di malinconia che avvolge tutti i personaggi delle storie di Jirō Taniguchi in certi momenti mi infonde un'intensa dolcezza e in altri invece mi opprime. Devo ancora abituarmi all'ambivalenz ...continua

    La nuvola di malinconia che avvolge tutti i personaggi delle storie di Jirō Taniguchi in certi momenti mi infonde un'intensa dolcezza e in altri invece mi opprime. Devo ancora abituarmi all'ambivalenza con cui nella cultura giapponese è vissuto questo sentimento, così sottile e delicato rispetto al significato generalmente associato dal nostro sentire occidentale, ma tutto sommato questo mangaka non mi sta affatto dispiacendo.

    ha scritto il 

  • 4

    Cinque stelline per il disegno, tre per la storia, quindi la media è quattro.
    Una storia un po' misteriosa, con un finale forse troppo improvviso, un disegno meraviglioso, con tratti delicati e legger ...continua

    Cinque stelline per il disegno, tre per la storia, quindi la media è quattro.
    Una storia un po' misteriosa, con un finale forse troppo improvviso, un disegno meraviglioso, con tratti delicati e leggeri, ma pieni di dettagli, sui quali l'occhio spesso si sofferma e si perde. Leggendolo, sentivo il profumo dei ciliegi e del mare del lontano Giappone negli anni '60.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Maestro

    Credo che occorra avere l'età "giusta" per apprezzare nei dettagli il delicato racconto di "In una lontana città". L'età "giusta" perché è in quella di "mezzo" che emerge, sovente con una certa prepot ...continua

    Credo che occorra avere l'età "giusta" per apprezzare nei dettagli il delicato racconto di "In una lontana città". L'età "giusta" perché è in quella di "mezzo" che emerge, sovente con una certa prepotenza, il desiderio di ripercorrere la propria vita, senza tirarne le somme, ma rivedendone in parte le decisioni, i limiti, le necessità. Taniguchi racconta tutto questo, con una forza narrativa che io trovo abbia pochi simili. Ciò che costituisce un punto di forza nella narrazione del Maestro giapponese è sicuramente l'empatia in cui egli stesso dimostra di entrare con i propri personaggi, in questo caso il padre di Nakahara più che il protagonista vero e proprio. Yoshio è un personaggio complesso e tragicamente shakespeariano, che rimarrà sicuramente negli occhi e nella memoria dei lettori. Per quanto riguarda il segno, il virtuosismo di Taniguchi, la sua attenzione per il particolare, è qui spinto al limite, il che crea un effetto notevole sulla tavola complessiva, perdendo qualcosa, invece, sulla singola vignetta, che risulta sovente un po' troppo "retinata".

    ha scritto il