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In viaggio con Erodoto

Di

Editore: Feltrinelli

4.0
(1021)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 263 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Spagnolo , Francese , Chi tradizionale

Isbn-10: 8807819465 | Isbn-13: 9788807819469 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vera Verdiani

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Travel

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Descrizione del libro
Il giornalista polacco ripercorre le proprie vicende, raccontando retroscena finora ignorati delle sue storie: dall'infanzia povera a quando, fresco laureato, venne mandato allo sbaraglio prima in India e poi in Cina, senza conoscere niente di quei paesi. Ci rivela le difficoltà incontrate e, difronte a queste difficoltà, il suo punto di riferimento, il testo da leggere e rileggere è sempre stato Erodoto. Per Kapuscinski Erodoto è stato non tanto uno storico, quanto il primo vero reporter della storia: il suo bisogno di viaggiare, di toccare con mano, di raccogliere dati, paragonarli ed esporli,con tutte le necessarie riserve che è giusto nutrire riguardo alle storie riferite da altri, fa di Erodoto un giornalista a pieno titolo.
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  • 4

    Kapuscinski è un reporter polacco che porta con sé nei suoi viaggi per il mondo le Storie di Erodoto, che legge e rilegge finendo per sentire lo storico greco che visse 2.500 anni prima di lui come un compagno di viaggio la cui presenza diventa importante, famigliare, tranquillizzante, come se av ...continua

    Kapuscinski è un reporter polacco che porta con sé nei suoi viaggi per il mondo le Storie di Erodoto, che legge e rilegge finendo per sentire lo storico greco che visse 2.500 anni prima di lui come un compagno di viaggio la cui presenza diventa importante, famigliare, tranquillizzante, come se avesse scoperto in lui un’anima gemella. Mentre viaggia tra Asia ed Africa come corrispondente dell’agenzia di stampa polacca, passando da un colpo di stato all’altro, da una zona di conflitto all’altra, impara ad aprirsi al mondo, alle altre culture e in questo trova continui parallelismi con Erodoto che sostanzialmente faceva lo stesso lavoro: viaggiava per conoscere il mondo e comunicare ai posteri ciò che scopriva. Diverse sono le frasi memorabili, per citarne qualcuna: “Che cosa lo (Erodoto, corsivo mio) guida quando, impavido e instancabile, si lancia nella sua grande avventura? Forse l’ottimistica convinzione, in cui noi moderni non crediamo più, che il mondo si possa descrivere.” “[…] Erodoto scopre che ognuno di essi (testimoni, aedi e sacerdoti; corsivo mio) ricorda cose diverse e in modo diverso. Inoltre, molti secoli prima di noi, scopre un’importante ma subdola e perversa caratteristica della memoria, vale a dire che la gente ricorda non quanto è realmente accaduto, ma ciò che vuole ricordare. Ognuno colora la realtà a modo suo, ognuno vi aggiunge i propri ingredienti. Il che rende impossibile ricostruire il passato nella sua verità storica: tutto quello che possiamo ottenerne sono varianti più o meno verosimili, più o meno corrispondenti alla nostra mentalità odierna. Il passato non esiste. Esistono solo le sue infinite versioni.” “Erodoto viaggia per rispondere al bambino che chiede: «Da dove arrivano le navi che compaiono all’orizzonte? »[…] Solo i bambini sanno porre domande importanti e sono davvero curiosi di sapere. Erodoto, infatti, va alla scoperta dei suoi mondi con l’entusiasmo e la passione di un bambino. La sua scoperta principale è che i mondi sono molti. E tutti diversi. Che sono importanti e bisogna conoscerli, poiché le altre culture sono specchi che riflettono la nostra, permettendoci di capire meglio noi stessi. E’ impossibile definire la propria identità finché non la si è confrontata con le altre.” “Chi perde la capacità di stupirsi è un uomo interiormente svuotato, ha il cuore bruciato. Chi considera tutto un déjà vu e non riesce a stupirsi di niente ha perso la cosa più preziosa, l’amore per la vita.” “Del futuro non si preoccupa: il domani è semplicemente un altro oggi. Gli interessa lo ieri: ha paura che ne svanisca la memoria e che vada perduto. Ciò che ci rende uomini e ci distingue dagli animali è la nostra capacità di narrare storie e miti: condividere storie e leggende rafforza in senso della comunità, l’unica condizione nella quale l’uomo può vivere.” Un libro profondo, scritto in modo chiaro e piacevole, che si apre a riflessioni di peso sull’Uomo, sulla Storia, sul Viaggio (fisico ma anche interiore). Insomma, un gran libro.

    ha scritto il 

  • 0

    Kapuscinski ripercorre la sua biografia di giornalista, esaminando la sua crescita personale determinata e accompagnata dalla lettura di Erodoto.
    Dà carne e anima al suo personaggio storico preferito, si identifica in lui, lo vede come un amico, un uomo curioso, di buon carattere e di animo apert ...continua

    Kapuscinski ripercorre la sua biografia di giornalista, esaminando la sua crescita personale determinata e accompagnata dalla lettura di Erodoto. Dà carne e anima al suo personaggio storico preferito, si identifica in lui, lo vede come un amico, un uomo curioso, di buon carattere e di animo aperto, la cui tendenza a fare domande l'ha cresciuto a un desiderio forte di conoscere il mondo in tutta la sua complessità e diversità. Leggendolo Kapuscinski impara a incuriosirsi di nuove culture e a indagare, in un modo che non è attraverso telefoni o computer ma è viaggiare verso il paese che non si conosce, andare a cercare l'altro per sentire cosa ha da dirci, fare tante domande: i perchè, gli stati d'animo degli uomini... È un giornalismo non di tecnologie ma di contatto diretto con il mondo degli uomini, non della spettacolarità che attira il pubblico ma della ricerca su cosa c'è in fondo ai drammi.

    ha scritto il 

  • 4

    "Io invece ero attratto anche da ciò che si trovava oltre la frontiera di ognuno di quei paesi, tentato da nuove genti, nuove strade e nuovi cieli. La voglia di varcare la frontiera per vedere cosa ci fosse dall'altra parte non mi era affatto passata."


    La bellezza di questo libro è la semp ...continua

    "Io invece ero attratto anche da ciò che si trovava oltre la frontiera di ognuno di quei paesi, tentato da nuove genti, nuove strade e nuovi cieli. La voglia di varcare la frontiera per vedere cosa ci fosse dall'altra parte non mi era affatto passata."

    La bellezza di questo libro è la semplicità con cui Kapuscinski racconta le sue esperienze oltre la frontiera, in paesi di cui non sapeva nulla ma verso cui ha provato a muoversi. Nonostante il tono semplice non si scade mai nel banale e l'autore, accompagnato da Erodoto, dai suoi viaggi e dal suo pensiero, ci racconta il tutto come se fossimo anche noi suoi compagni di viaggio. Tutto questo incanta e si lascia leggere con curiosità. Particolarmente bella la riflessione sulla muraglia cinese e su ciò che un muro comporta; sia geograficamente che personalmente. Un muro non permette ad alcuno di entrare ma neppure di uscire e portarsi "fuori", verso nuove esperienze. Per conoscere e progredire bisogna sempre avere il coraggio di andare oltre la frontiera, anche quando non si sa nulla di dove si sta andando.

    ha scritto il 

  • 5

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: sincero, umile, coinvolgente.


    DUE FRASI per commentarlo:
    Cosa accomuna il famoso storico greco nato ad Alicarnasso (attuale Bodrum, in Turchia) il 484 a.C. con il giornalista polacco nato 2416 anni dopo a Pinsk? La risposta è univoca ed è la seguente: il ...continua

    TRE AGGETTIVI per descriverlo: sincero, umile, coinvolgente.

    DUE FRASI per commentarlo: Cosa accomuna il famoso storico greco nato ad Alicarnasso (attuale Bodrum, in Turchia) il 484 a.C. con il giornalista polacco nato 2416 anni dopo a Pinsk? La risposta è univoca ed è la seguente: il continuo bisogno di viaggiare, legato indissolubilmente a quello di raccontare fatti ed avvenimenti di luoghi e popoli più o meno lontani. I viaggi avventurosi di Kapuściński in India, Cina, Sudan, Etiopia, Algeria, Senegal ed infine Iran si svolgono in “due dimensioni”: la prima è quella spaziale del presente socio-politico che il giornalista polacco vive e descrive nei suoi articoli, mentre la seconda è quella temporale in cui si svolsero le colossali vicende storiche narrate da Erodoto di quegli stessi popoli e di quelle terre.

    UNA CITAZIONE per ricordarlo: “Ritornai da quel viaggio vergognandomi di non aver letto abbastanza e di essere un ignorante. Avevo scoperto che una cultura estranea non si svela a comando e che, per capirla, occorre una lunga e solida preparazione”.

    CONSIGLIATO A: tutti coloro che amano viaggiare, anche solo con la mente, ogni giorno, nello spazio e nel tempo !

    ha scritto il 

  • 5

    Ottimo scrittore

    Non conoscevo questo scrittore e devo dire che mi ha molto favorevolmente colpita: il livello è decisamente alto e lo stile fluido rende piacevolissima una lettura tutto sommato impegnata. Parla dei suoi viaggi da giornalista, in parallelo con quelli di Erodoto: argomento che potrebbe apparire pe ...continua

    Non conoscevo questo scrittore e devo dire che mi ha molto favorevolmente colpita: il livello è decisamente alto e lo stile fluido rende piacevolissima una lettura tutto sommato impegnata. Parla dei suoi viaggi da giornalista, in parallelo con quelli di Erodoto: argomento che potrebbe apparire pesante ma, al contrario, è davvero interessante e fa spesso riflettere. Assolutamente da consigliare: un libro che lascia traccia e difficilmente si può dimenticare.

    ha scritto il 

  • 4

    Stiamo nelle tenebre, circonfusi di luce

    Una lode al viaggio, coniugata al presente attraverso una vita dedicata alla scoperta di nuove terre e nuove genti, e al passato, scegliendo la compagnia di un'anima gemella, un grande viaggiatore e narratore.
    Erodoto e Kapuscinski possiedono entrambi "la curiosità del mondo, il desiderio di esse ...continua

    Una lode al viaggio, coniugata al presente attraverso una vita dedicata alla scoperta di nuove terre e nuove genti, e al passato, scegliendo la compagnia di un'anima gemella, un grande viaggiatore e narratore. Erodoto e Kapuscinski possiedono entrambi "la curiosità del mondo, il desiderio di esserci, di vedere a ogni costo e sperimentare tutto di persona". Questo è un libro che si vorrebbe di mille pagine ed altre mille ancora.

    ha scritto il 

  • 4

    No, questo non è solo un reportage di viaggi tradizionali. Certo ci sono acute e ben icastiche immagini e considerazioni su popoli e luoghi in Asia ed Africa, mete dei reportage del giovane Kapuscinski – ma l’aspetto più importante, che oltre a dare il titolo al libro, ne costituisce anche la spi ...continua

    No, questo non è solo un reportage di viaggi tradizionali. Certo ci sono acute e ben icastiche immagini e considerazioni su popoli e luoghi in Asia ed Africa, mete dei reportage del giovane Kapuscinski – ma l’aspetto più importante, che oltre a dare il titolo al libro, ne costituisce anche la spina dorsale, è la disamina e l’analisi dell’opera di Erodoto. Del grande greco di Alicarnasso Kapuscinski sa apprezzare innanzitutto le qualità del reporter : la curiosità, la voglia di conoscere l’altro , il massimo rispetto verso il diverso, la comprensione senza un giudizio maligno degli usi e costumi dei popoli più disparati. Sembra che accanto al reporter contemporaneo ci sia un Erodoto in carne ed ossa,che spiana la strada a quegli uomini curiosi ed ardimentosi che vogliono “oltrepassare il confine” ed andare alla ricerca del “perchè” delle cose, delle cause ultime che hanno portato ad una guerra o ad un dato avvenimento. Kapuscinski dunque lo attualizza, interrompe la narrazione delle proprie avventure per mostrarcelo: lui, personaggio storico dai contorni mitici, ecco che attraversa montagne e deserti con i suoi servi, con mezzi di fortuna, eccolo che scrive, fa scrivere ma soprattutto osserva, interroga, mette al vaglio notizie che proprio non lo convincono ma che vuole lo stesso divulgare. Ma appaiono anche i personaggi che fecero la storia antica: Dario, Serse, Temistocle, le guerre, i popoli… Diciamo che difficilmente ho letto un’analisi così affascinante, appassionata e corretta sullo scrittore di Alicarnasso . Ricca e brillante la scrittura del reporter polacco, curiose e significative le sue descrizioni.

    ha scritto il 

  • 5

    "Chi perde la capacità di stupirsi è un uomo interiormente morto"...Il viaggio qui è inteso nel modo più "puro", come incontro, come ascolto di popoli diversi...L'autore è accompagnato da un "compagno" insolito, un Erodoto riscoperto e valorizzato, tra i primi esploratori che nel viaggiare ascolt ...continua

    "Chi perde la capacità di stupirsi è un uomo interiormente morto"...Il viaggio qui è inteso nel modo più "puro", come incontro, come ascolto di popoli diversi...L'autore è accompagnato da un "compagno" insolito, un Erodoto riscoperto e valorizzato, tra i primi esploratori che nel viaggiare ascolta le storie vere e il "si dice", i dettagli, e miracolosamente le trascrive, affinchè tutto questo materiale umano venga tramandato. Un delicato capolavoro.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante confronto tra un giornalista polacco nei sui viaggi in paesi sperduti (negli anni '60) e il greco Erodoto. Appassionante la parte di Erodoto, mi sarebbe piaciuto però sapere un po' di più sulle vicende dell'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ero molto prevenuta su questo libro, ma mi sono ricreduta: la vita di un reporter riassunta in 263 pagine.


    "Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi ...continua

    Ero molto prevenuta su questo libro, ma mi sono ricreduta: la vita di un reporter riassunta in 263 pagine.

    "Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. È il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile.”

    ha scritto il 

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