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Inchiesta su Gesù

By Corrado Augias,Mauro Pesce

(394)

| Hardcover | 9788804571889

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Book Description

265 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    sinceramente un po' noioso.
    ci sono alcune informazione interessanti ma spesso spiegate a metà, non approfondite. mi ha dato l'impressione che si sia preferita la quantità alla qualità.
    molte notizie note e conosciute a chi si interessa della "materi ...(continue)

    sinceramente un po' noioso.
    ci sono alcune informazione interessanti ma spesso spiegate a metà, non approfondite. mi ha dato l'impressione che si sia preferita la quantità alla qualità.
    molte notizie note e conosciute a chi si interessa della "materia", nessuna grande rivelazione.....

    delusa

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    Nadiona said on Apr 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'uomo che ha cambiato il mondo....

    Credere è un atto di fede e la fede è un dono che si ha o non si ha. E la ragione, per chi crede, può solo rafforzare la fede. Porsi dubbi ed interrogativi aiuta a capire e capire aiuta a credere. Un buon testo ma che nulla aggiunge e nulla toglie al ...(continue)

    Credere è un atto di fede e la fede è un dono che si ha o non si ha. E la ragione, per chi crede, può solo rafforzare la fede. Porsi dubbi ed interrogativi aiuta a capire e capire aiuta a credere. Un buon testo ma che nulla aggiunge e nulla toglie alla figura di un uomo rivoluzionario, sotto tutti i punti di vista.

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    Romy said on Feb 19, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Tanto per cominciare, questo è un libro trovatello, salvato dalla pioggia nella serata di una domenica, relitto fluttuante di Porta Portese. Anche solo per questo meritava un'attenta e affettuosa lettura. E comunque è un buon libro, una sorta di lung ...(continue)

    Tanto per cominciare, questo è un libro trovatello, salvato dalla pioggia nella serata di una domenica, relitto fluttuante di Porta Portese. Anche solo per questo meritava un'attenta e affettuosa lettura. E comunque è un buon libro, una sorta di lunga intervista in cui Augias, dalla prospettiva di non credente, porta il biblista Pesce a ricostruire un ritratto storico di Gesù. Non è né un saggio storico né una semplice chiacchierata. Qualcosa un po' a metà, che si rifà ai Vangeli anche apocrifi e alle altre fonti per far emergere la figura di un uomo, prima ancora che di una religione. Su alcuni aspetti emergono utili spunti di riflessione: sull'ebraicità di Gesù, per esempio, e sull'antiebraismo del cristianesimo. O, anche, sul messaggio mirante a incrinare i legami familiari per riformare la società. Oppure ancora sulla "tarda" data di nascita del cristianesimo. Tutte cose che una persona interessata forse sa già, ma che può essere stimolante ogni tanto ripensare.

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    Chicca said on Feb 19, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Augias dialoga con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita, sulla sua mort ...(continue)

    Augias dialoga con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare. Il profilo di Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di un ebreo, ligio alla Legge di Mosè, amante del suo popolo e delle sue tradizioni, eppure aspramente critico verso gli aspetti che giudicava 'superati' o 'secondari', e, soprattutto, portatore di un progetto di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati; una personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino, una figura profondamente solitaria, coerente con i suoi principi fino alla morte in croce.

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    Pacchiarotti said on Dec 8, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inchiesta su Gesù è un libro di Corrado Augias e del biblista Mauro Pesce pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 2006. È un saggio sviluppato in forma dialogica che tratta prettamente Gesù da un punto di vista storico e umano.
    E’ il primo libro ...(continue)

    Inchiesta su Gesù è un libro di Corrado Augias e del biblista Mauro Pesce pubblicato da Arnoldo Mondadori Editore nel 2006. È un saggio sviluppato in forma dialogica che tratta prettamente Gesù da un punto di vista storico e umano.
    E’ il primo libro che leggo di Augias e mi ha particolarmente colpito, davvero ben strutturato, che non risulta banale, anzi affronta il tema che è molto complesso, e su cui ci sono infinite dispute, con chiarezza, arguzia, e storicità che è frutto di un lungo antecedente lavoro; mi ha fatto piacere leggere anche Pesce che nelle risposte non è mai orientativo, o approssimante, anzi, cerca ogni volta di giustificare ciò che dice, facendo raffronti anche con numerosi altri testi.
    Leggerò sicuramente dell’altro!
    Pregio del libro è anche fare chiarezza, e creare consapevolezza nel lettore, aprendo e disoscurando questioni sempre aperte:

    Per esempio questo è uno stralcio per tutti quelli che ossessivamente e forsennatamente si reputano cristiani, dicendo che l’errore non è tra le loro possibilità:

    “ […] Le prescrizioni alimentari così come le troviamo nel libro della Bibbia chiamato Levitico dove leggiamo: «Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: “Riferite agli israeliti: questi sono gli animali che potrete mangiare fra tutte le bestie che son sopra la terra. Potrete mangiare d’ogni quadrupede che ha l’unghia bipartita, divisa da una fessura, e che rumina. Ma fra i ruminanti e gli animali che hanno l’unghia divisa, non mangerete i seguenti: il cammello, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, lo considererete immondo; l’irace perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, lo considererete immondo; la lepre, perché rumina, ma non ha l’unghia divisa, la considererete immonda; il porco perché ha l’unghia bipartita da una fessura, ma non rumina, lo considererete immondo» e così via con una lunga e dettagliata lista di prescrizioni e di divieti.
    Quasi nessun cristiano rispetta ormai le prescrizioni della Bibbia, che pure, in quanto Antico Testamento, dovrebbero avere la stessa forza cogente dei vangeli”.

    Qui viene presentata con eterogeneità la figura di Cristo: chi era Cristo in realtà?

    “Quale immagine di Cristo è quella autentica? E’ il giovane imberbe, bonario pastore dell’arte catacombale paleocristiana, oppure il barbuto trionfante imperatore cosmocratico della tarda iconografia relativa al culto imperiale aulico, rigido, inaccessibile, minacciosamente maestoso sullo sfondo dorato dell’eternità? E’ il Beau Dieu di Chartres o il misericordioso salvatore tedesco? E’ il Cristo re, giudice del mondo, troneggiante in croce sui portali e nelle absidi romaniche? Un uomo dolente raffigurato con il crudo realismo del Cristo sofferente di Dürer e nell’unica raffigurazione superstite di Grünewald? E’ il protagonista della disputa di Raffello dalla impassibile bellezza o l’umano moribondo di Michelangelo? E’ il sublime sofferente di Velázquez o la figura torturata dagli spasimi del Greco? Sono i ritratti salottieri impregnati di spirito illuministico di Rosalba Carriera, in cui si muove un elegante filosofo polare, oppure le edulcorate rappresentazioni del cuore di Gesù nel tardo barocco cattolico? E’ il Gesù del XVIII secolo, il giardiniere o il farmacista che somministra la polvere della virtù, o il classicistico redentore del danese Thorvaldsen, che scandalizzò il suo compatriota Kierkegaard eliminando lo scandalo della croce? E’ il Gesù mite ed esausto dei nazareni tedeschi e francesi o dei preraffaelliti inglesi o è il Cristo calato in ben altre atmosfere dagli artisti del XX secolo Nolde, Picasso, Matisse, Chagall?”.

    Qui viene snodato l’eterna questione del Santo Graal a posteriori cristianizzato:

    “[…] La prima volta che il Graal compare è tra il 1180 e il 1181, nel romanzo di Chrétien de Troyes, La storia del Graal, scritto in Francia appunto in quegli anni. La parola «Graal» significava nella lingua del tempo semplicemente una scodella larga e fonda piuttosto grande, usata soprattutto nei pranzi sontuosi. Ha perciò ragione chi sostiene che il titolo del romanzo dovrebbe essere tradotto alla lettera «Il racconto del piatto» o «Il racconto della fondina». Nella mitologia celtica precedente, l’oggetto simboleggiava però abbondanza: il Graal era il calderone dell’abbondanza. Chrétien de Troyes vuole intenzionalmente cristianizzare questo simbolo. Il piatto fondo (graal) del suo romanzo contiene un’ostia di cui si nutre da quindici anni il padre del Re Pescatore. In una scena famosissima l’eroe del romanzo, Percival, vede il Graal durante un banchetto; il piatto è accompagnato da altri simboli della mitologia celtica, per esempio la spada sulla cui punta c’è una goccia di sangue. La cristianizzazione sta nel fatto che ora il piatto contiene un’ostia. Ma, in sé, il piatto non ha nulla di sacro e non ha a che fare con Gesù. E’ solo in un romanzo scritto poco tempo dopo da Robert de Boron, Giuseppe di Arimetea (o Romanzo della storia del Graal), che il Graal diventa la coppa preziosa di Simone, discepolo di Gesù, aveva in casa e che Gesù usò per l’eucarestia nell’ultima cena”.

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    Jack said on Dec 1, 2013 | Add your feedback

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