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Incubi e deliri

By Stephen King

(1654)

| Hardcover | 9788820018719

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Book Description

Incubi & Deliri è un'antologia di racconti brevi scritta da Stephen King e pubblicata nel 1993. Il titolo ci dà l'idea immediata di quello che troveremo all'interno di questa raccolta: racconti del terrore (incubi), racconti bizzarri, fantascientific Continue

Incubi & Deliri è un'antologia di racconti brevi scritta da Stephen King e pubblicata nel 1993. Il titolo ci dà l'idea immediata di quello che troveremo all'interno di questa raccolta: racconti del terrore (incubi), racconti bizzarri, fantascientifici e spesso al limite dell'assurdo (deliri). Un volume certo dalle dimensioni considerevoli, ma che è molto più semplice da affrontare rispetto ad un romanzo in quanto i racconti sono piuttosto brevi, variano da poche pagine ad una cinquantina, possono essere letti anche non in ordine, a seconda della nostra curiosità in merito ai titoli.

125 Reviews

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    Più della metà dei racconti sono insopportabili da non riuscire a finirli e la prolissità di King, caratteristica comune a molti suoi lavori ma di solito sopportabile se non abbastanza godibile, è asfissiante. Alcuni tuttavia si salvano (La fine del ...(continue)

    Più della metà dei racconti sono insopportabili da non riuscire a finirli e la prolissità di King, caratteristica comune a molti suoi lavori ma di solito sopportabile se non abbastanza godibile, è asfissiante. Alcuni tuttavia si salvano (La fine del gran casino, Popsy, Denti chiacchierini, Il dito, L'ultimo caso di Umney) e un paio sono proprio bellini (Bambinate, Il mio bel cavallino, Il caso del dottore).

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    l'étranger said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *In corso. Racconti letti finora*

    - La Cadillac di Dolan *** : remake non troppo originale de "Il barile di Amontillado" di E.A.Poe. Un uomo architetta la vendetta perfetta per vendicare l'esecuzione della moglie ad opera di un malavitoso. Ho faticato a entrare nella storia, tra tutt ...(continue)

    - La Cadillac di Dolan *** : remake non troppo originale de "Il barile di Amontillado" di E.A.Poe. Un uomo architetta la vendetta perfetta per vendicare l'esecuzione della moglie ad opera di un malavitoso. Ho faticato a entrare nella storia, tra tutta la descrizione della moglie perfetta e dei preparativi della vendetta; eppure, l'attesa da' quel tocco di realtà in più. E' come se anche il lettore, insieme al protagonista, stia aspettando il momento giusto. Il corso degli eventi è un po' inverosimile: il protagonista seppellisce vivo un uomo con tanto di auto in un cantiere stradale e nessuno, ma proprio nessuno, lo nota? Infine, il finale è decisamente inquietante e d'effetto, effetto sonoro soprattutto: le urla dei sepolti vivi e la beatitudine del protagonista mentre le ascolta fanno rabbrividire.
    - La fine del gran casino ***** : due fratelli scoprono la cura per azzerare la crudeltà degli esseri umani in una fonte d'acqua di un paesino sperduto, ma non si accorgono dei disastrosi effetti collaterali che rischiano di azzerare invece l'umanità intera. Oltre alla trama avvincente, ci sono anche riflessioni interessanti sul rapporto tra fratelli, e soprattutto lo stile: man mano che la lucidità di chi scrive lo abbandona, le sue parole diventano sconnesse, e al lettore non rimane altro che cercare di interpretare il finale.
    -Bambinate ***: un'insegnante inizia a credere che dentro ai suoi alunni si nascondano dei mostri e finisce per commettere un grave reato. Il massimo pregio di questo racconto è che non si capisce se è la maestra ad essere impazzita, o se è lei la vera vittima e i mostri se ne andranno in giro impuniti. Libera interpretazione.
    - Denti chiacchierini ***: racconto piacevole, in cui un uomo viene aggredito da un autostoppista pazzo (perché mai l'ha caricato mi chiedo) e viene salvato da dei denti chiacchierini comprati in una stazione di servizio da una coppia che forse conosce -o forse no- la loro importanza. Un po' assurda, forse, ma dallo stile serrato.
    - Scarpe da tennis **: un uomo nota che in una cabina della toilette ci sono sempre le stesse scarpe da tennis (con mosche annesse). Scopre che solo lui può vederle, diventano la sua ossessione e si mette ad indagare sul loro proprietario. Abbastanza insipido, non da' né brividi né coinvolgimento.

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    theStarbucksGirl said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Raramente mi è capitato di essere più deluso di così da un libro di king, anche se la colpa non è tutta del libro. Parliamoci chiaro, è decisamente deludente, ma alla mediocrità oggettiva di questa raccolta, di certo la peggiore del Re, ( solo tre o ...(continue)

    Raramente mi è capitato di essere più deluso di così da un libro di king, anche se la colpa non è tutta del libro. Parliamoci chiaro, è decisamente deludente, ma alla mediocrità oggettiva di questa raccolta, di certo la peggiore del Re, ( solo tre o quattro storie si salvano) si aggiunge qualcosa di personale. Questo particolare volume infattii l'ho rincorso per anni, fantasticando sulla sua inquietante copertina e sui possibili brividi che mi avrebbe provocato. Quando avevo i soldi non o trovavo, quando lo trovavo non avevo una lira, quando avevo entrambi venivo sempre attratto e parecchio, da qualghe altro volume. In conclusione, un'altra montagna che partorisce un altro topolino.

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    Jedimaster said on Jul 10, 2014 | Add your feedback

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    Personalmente è la raccolta di King che più preferisco, l'unico racconto sottotono è "Dedica".

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    Drako ドラゴン said on Jun 9, 2014 | Add your feedback

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    Incubi e deliri

    Una raccolta di racconti di uno scrittore, forse sopravvalutato, che rasenta la sufficienza, nonchè ultimo dei libri di Stephen King che ho letto e che finalmente mi ha fatto capire quanto io non apprezzi la sua scrittura, o forse il genere.

    Il tito ...(continue)

    Una raccolta di racconti di uno scrittore, forse sopravvalutato, che rasenta la sufficienza, nonchè ultimo dei libri di Stephen King che ho letto e che finalmente mi ha fatto capire quanto io non apprezzi la sua scrittura, o forse il genere.

    Il titolo ci dà comunque l'idea immediata di quello che troveremo all'interno di questa raccolta: racconti del terrore (incubi), racconti bizzarri, fantascientifici e spesso al limite dell'assurdo (deliri). Le dimensioni del volume sono considerevoli ma è molto più semplice da affrontare rispetto ad un romanzo vero e proprio perché i racconti sono piuttosto brevi e variano da poche pagine ad una cinquantina, possono quindi essere letti anche non in ordine, ma a seconda della curiosità in merito ai titoli. Consigliato solo ai veri fans di Stephen King.

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    Silvja said on Jan 17, 2014 | Add your feedback

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    Peggiore antologia di Stephen King: progetto fracassone con alcuni testi fuori tema, molti grotteschi e pochi buoni

    Ancora una volta King dimostra di essere un grande sopravvalutato. Lo scrittore del Maine non è all'altezza dei veri maestri della narrativa del terrore (Blackwood, Meyrink, Machen, Poe, Lovecraft e compagnia) e qua lo conferma a grandi linee.
    "Incub ...(continue)

    Ancora una volta King dimostra di essere un grande sopravvalutato. Lo scrittore del Maine non è all'altezza dei veri maestri della narrativa del terrore (Blackwood, Meyrink, Machen, Poe, Lovecraft e compagnia) e qua lo conferma a grandi linee.
    "Incubi e Deliri" è l'antologia di racconti brevi meno riuscita dell'autore. I testi sono più elaborati rispetto ai più immediati e scatenati di "A Volte Ritornano" e a quelli già più caratterizzati di "Scheletri", purtroppo però l'autore presta più cura a tracciare le caratteristiche psicologiche dei vari personaggi (aspetto marginale in un racconto) piuttosto che curare gli intrecci o i contenuti delle storie, le quali si rivelano ripetitive (ci sono ben tre racconti con il solito tema degli sposini che si perdono e finiscono in città maledette) e spesso prive di sostanza.
    Ci sono troppi racconti, seppur gradevoli da leggere, che dire demenziali è dir poco. Racconti che potrebbero andar bene tanto per riempire un'antologia (non certo per esserne elemento portante) o se fossero scritti da uno scrittore alle prime armi (non certo da uno che viene definito "il Re"). Elaborati come "Il Dito" (lotta tra un uomo e un dito gigante che fuoriesce, senza motivo né spiegazione, dallo scolo del lavandino del bagno), "Denti chiacchierini" (un rappresentante viene salvato, dall'aggressione di un rapinatore a cui aveva dato un passaggio automobilistico, per l'intervento di una dentiera giocattolo; l'oggetto, senza motivo alcuno, si anima per conto proprio e sbrana il malvivente a suon di morsi) o "Scarpe da Tennis" (storia pallosissima con il protagonista che si fa mille seghe mentali e King che non da alcuna verve, presentando, a poco a poco, un fantasma che ha da togliersi più di un sassolino - opss mosca - dalle scarpe...) sconfinano nel regno del trash più marcato.
    Ci sono poi articoli sportivi sul baseball (la cui presenza in un volume del genere è assurda), una poesia, una sceneggiatura, un racconto di filosofia spiccia ("Il mio bel cavallino" in cui King scopre l'acqua calda in tema di relatività del tempo che passa), i noir "La Cadillac di Nolan" (forse il brano più teso dell'antologia) e "Il Quinto Quarto" (carino ma niente di più), omaggi polizieschi simpatici ma impersonali a Conan Doyle e Raymond Chandler, tre racconti con la stessa struttura narrativa ("La stagione delle piogge" copia priva di originalità a metà strada tra i flagelli biblici e gli uccelli di Hitchcock; "E hanno una band dell'altro mondo", eccellente e ispirata prima parte che si perde in un epilogo trash seppur impreziosito dalla gustosa presenza di un villagigo in cui rivivono le vecchie star del rock americano; "Orrore a Crouch End", omaggio così e così a Lovecraft, da segnalare comunque tra i più ispirati del lotto), nonché alcuni brani sci-fi tra cui si segnala il beffardo "La fine del gran casino" (non male). Copiato invece "Bambinate", testo tipico della sci-fi anni '60 incentrata sul tema scolastico.
    Di orrore puro sono meritevoli di menzione "Il Volatore Notturno" e "Parto in Casa", i quali, a mio avviso, sono i testi migliori dell'antologia, ma non in grado di esser paragonati a perle kinghiane quali "I Figli del Grano" o "Nebbia" contenuti nelle precedenti antologie. Altro trash con "Popsy" (ignaro rapitore su commissione rapisce il figlio di un vampiro, vi lascio immaginare le conseguenze...) e "La casa di Maple street" (addirittura una casa razzo che, all'insaputa del titolare, decolla in stile "Bad Taste" di Peter Jackson).
    In definita un'opera di quasi 900 pagine che non annoia, ma che si può anche fare a meno di leggere. Letteratura del fantastico di bassa lega.

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    Giurista81 said on Dec 14, 2013 | Add your feedback

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