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Incubo di strada

Di

Editore: Meridiano Zero

3.4
(39)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 159 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8882372227 | Isbn-13: 9788882372224 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Vicentini

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 4

    Derek Raymond considerava nella sua autobiografia "Hidden Files", questo suo romanzo, scritto per il mercato francese - non so se direttamente in francese - e ambientato a Parigi e non, come ...continua

    Derek Raymond considerava nella sua autobiografia "Hidden Files", questo suo romanzo, scritto per il mercato francese - non so se direttamente in francese - e ambientato a Parigi e non, come d'abitudine, a Londra, non molto riuscito.Molti critici concordano e anch'io, pur stimando profondamente lo scrittore inglese, non posso fare a meno di essere d'accordo. C'è qualcosa nell' estrema semplicità della storia, nel suo totale senso di perdita e di lutto, nel finale consolatorio e miracolistico-trascendentale, che non regge. Kleber, il protagonista, alter-ego francese del Sergente senza nome, viene sospeso dalla polizia e, senza più protezioni di sorta, è esposto alle ritorsioni vendicative dei criminali che fino ad allora ha combattuto. Viene colpito nell'affetto più caro, la giovane ex-prostituta polacca che ha sposato e di cui è follemente innamorato.Devastato dal dolore, dopo che la ragazza è stata fatta a pezzi da una bomba collocata nella sua auto, vaga per la città aspettando di essere ucciso a sua volta per riunirsi al suo amore. La ragazza gli appare spesso, più che un fantasma potrebbe essere l'allucinazione di una mente ormai così ebbra di dolore da rasentare la follia. Ma, quando anche lui sarà finalmente ucciso, le due anime per davvero si ricongiungono. La metafora è commovente: il mondo e la vita sono così saturi di dolore che l'unico modo per sopportarli, per dare loro un senso è "credere", illudersi che ci sia una ragione ed una giustificazione, che le persone amate non siano perse per sempre. Bello, come sempre in Raymond, molto intenso, fin troppo: ma narrativamente non funziona o almeno non bene come altre volte...

    ha scritto il 

  • 2

    Fondamentalmente inutile

    L'atmosfera noir si dilegua presto in lunghissime tirate psicologiche da diario adolescenziale e in dialoghi che più che duri definirei tragicomici. Peccato, è a mille miglia da Izzo o altri ...continua

    L'atmosfera noir si dilegua presto in lunghissime tirate psicologiche da diario adolescenziale e in dialoghi che più che duri definirei tragicomici. Peccato, è a mille miglia da Izzo o altri cantori di Marsiglia, ma anche a mille miglia dai maestri del noir.

    ha scritto il 

  • 4

    Capisco che chi si aspetta un romanzo di genere, un noir più o meno classico, per quanto originale, rimanga deluso. Spesso si eccede nel voler catalogare le cose, e poi si rimane intrappolati dalla ...continua

    Capisco che chi si aspetta un romanzo di genere, un noir più o meno classico, per quanto originale, rimanga deluso. Spesso si eccede nel voler catalogare le cose, e poi si rimane intrappolati dalla catalogazione: si voleva un noir e si rimane male di non aver avuto un noir. Questo è un noir perché proviene da un autore generalmente catalogato come noir, ma è semplicemente un romanzo. Un grido di dolore, un'elegia, una storia di amore e morte.

    ha scritto il 

  • 1

    un elegia? pensavo scrivesse noir

    non mi è piaciuto, non riesco a farlo entrare da nessuna parte, inizia come un giallo alla Chandler con il poliziotto giusto ma sfortunato, vittima di un sistema marcio, già poco credibile, non si ...continua

    non mi è piaciuto, non riesco a farlo entrare da nessuna parte, inizia come un giallo alla Chandler con il poliziotto giusto ma sfortunato, vittima di un sistema marcio, già poco credibile, non si pesta un collega per poi farsi licenziare, poi parte per una tangente triste, dolorosa e monotona, più che un incubo lo definirei un'allucinazione. delusione... adesso devo leggere quello che è definito il suo capolavoro e sono un pò preoccupato, concordo con la recensione che parla con disappunto delle lacrime di sangue, brrr, brividi come quando il gesso stride sulla lavagna.

    ha scritto il 

  • 2

    E vai a fidarti di Goffredo Fofi. Ma già questa frase " Sono stanco di sanguinare lacrime " doveva mettermi sul chi va là. Avete capito bene: sanguinare lacrime, forse nemmeno la Meyer sarebbe ...continua

    E vai a fidarti di Goffredo Fofi. Ma già questa frase " Sono stanco di sanguinare lacrime " doveva mettermi sul chi va là. Avete capito bene: sanguinare lacrime, forse nemmeno la Meyer sarebbe arrivata a tanto...

    ha scritto il 

  • 3

    Voto: 7

    « […] l’assurda filastrocca della vita andava avanti: la gente continuava a giocare a tennis, curare il giardino, tagliare l’erba, andare in banca, fumare il sigaro, bere whisky e raccontare ...continua

    « […] l’assurda filastrocca della vita andava avanti: la gente continuava a giocare a tennis, curare il giardino, tagliare l’erba, andare in banca, fumare il sigaro, bere whisky e raccontare pettegolezzi. Ma il senso di una vita qualunque, ne era certo, era il senso di qualunque vita.»

    E' un poliziotto del distretto di boulevard de Sebastopol di Parigi, Kleber. Ha quarantaquattro anni, fuma molto e beve Kir. Ama la notte, Mark, il suo migliore amico, e soprattutto sua moglie Elenya.

    La ama più di ogni cosa al mondo, più della sua stessa vita. O meglio, Elenya è la sua unica ragione di vita. E' per questo che il giorno in cui viene sospeso per aver picchiato un collega non se la prende più di tanto. Non a motivo per essere amareggiato, c'è Elenya a casa ad aspettarlo. Prima però deve fare un favore ad una persona. Mark, l'amico di sempre ha bisogno del suo aiuto. Mark ha scelto di vivere dall'altra parte della barricata, è un criminale. Ma per Kleber la cosa non rappresentava un problema. Lo conosce dai tempi della scuola, fra l'oro c'è sempre stata un'intesa perfetta. E poi un giorno aveva salvato la vita ad Elenya. Un farabutto l'aveva aggredita in strada e la stava picchiando selvaggiamente. Mark era intervenuto immediatamente costringendo l'aggressore a fuggire. Kleber si sentiva in debito con lui. Entrambi sapevano di poter contare l'uno sull'altro e perciò Kleber non ci pensò due volte quando l'amico gli chiese di aiutarlo. Quello che Kleber non aveva considerato è che un poliziotto, privato del distintivo e della pistola può essere una facile preda per tutti quei criminali che non aspettavano altro che potersi vendicare...

    Questa è la trama di Incubo di strada di Derek Raymond edito da Meridiano Zero. Una storia breve ed essenziale, ma non per questo poco emozionante. Un noir un po' atipico forse, perché si parla molto d'amore. Un amore disperato, certo ma pur sempre amore. Raymond lo fa con uno stile e una maestria degni di un grande scrittore. Ogni pagina trasuda dolore, delirio e rabbia. Non c'è nessun mistero da svelare, c'è solo l'agonia di un uomo che arranca un giorno dopo l'altro non per sfuggire al suo dolore, ma andandogli incontro, tendendogli la mano sperando di venirne inghiottito. “Stava oltrepassando la linea di confine e penetrando in un'altra dimensione, esiliato dalla sofferenza.” Sullo sfondo c'è Parigi, Culla del dolore e della bassezza umana. Cupa e desolata città che fa da cornice a questa storia della tragedia umana. Un groviglio di vicoli e strade dove Kleber si perde tra ricordi e rimpianti e dove sa con assoluta certezza che prima o poi è li che morirà. “Ormai era stanco di vivere sull'orlo dell'abisso che aveva sempre cercato, e la notte sperava con tutte le sue forze che arrivasse qualcuno a prenderlo. Lui era uno spirito difficile e senza requie, che tendeva a caricarsi il peso del mondo sulle spalle, era quello il suo destino, per quel che ne capiva.” Derek Raymond, all'anagrafe Robert William Arthur Cook (Londra 12 giugno 1931 - 30 luglio 1994) Famoso per la serie noir della Factory (E morì a occhi aperti, Aprile è il più crudele dei mesi, Come vivono i morti, Il mio nome era Dora Suarez) tutti editi da Meridiano Zero è da molti considerato l'ispiratore di autori come James Ellroy e David Peace.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia di un uomo,Kleber, che ha passato la via a combattere il crimine, sempre a contatto con il male, e che improvvisamente non piegandosi ai compromessi si ritrova in mezzo alla strada.E qui i ...continua

    La storia di un uomo,Kleber, che ha passato la via a combattere il crimine, sempre a contatto con il male, e che improvvisamente non piegandosi ai compromessi si ritrova in mezzo alla strada.E qui i suoi guai non finiscono, braccato com'è dai criminali che aveva combattuto e ora vogliono vendicarsi di lui.Ma lui trova forza di reagire e sfuggire a questi incubi di morte nel grande amore che ha trovato in una ragazza.E' assai difficile nei libri di Raymond trovare giustizia e redenzione, non c'è salvezza, ma battersi per un grande amore può equivalere alla salvezza da conquistare.

    ha scritto il 

  • 4

    dalla quarta di copertina di Marco Vicentini:

    Incubo è il suo (dell'Autore) grido di dolore, la resa di fronte all'abisso che aspetta e il rimpianto delle occasioni perdute: una vera e propria elegia.

    ha scritto il