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Indagine nel museo egizio

Di

Editore: Nord

3.8
(118)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 408 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Portoghese

Isbn-10: 8842914657 | Isbn-13: 9788842914655 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Maria Barbara Piccioli

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
La paura può veramente uccidere? Alcuni ne sono convinti, ma Amelia Peabody è piuttosto scettica al riguardo. Nella sua veste di detective dilettante, Amelia ha infatti già smascherato una lunga serie di lestofanti e di assassini sia nella compassata Inghilterra vittoriana sia nel turbinoso Medio Oriente. E nutre seri dubbi sul fatto che la maledizione di una mummia della Diciannovesima Dinastia abbia causato la morte di un guardiano notturno del British Museum. Tuttavia il poveretto è stato ritrovato ai piedi della mummia, con un'espressione di terrore sul volto, e la prospettiva di indagare per scoprire chi (o che cosa) lo ha ucciso è praticamente irresistibile per l'intraprendente Amelia. Senza contare che, al momento, in casa Peabody si stanno annoiando un po' tutti: senza sarcofagi da disseppellire o tesori da portare alla luce, Amelia, suo marito Emerson e il loro scatenatissimo figlioletto Ramses hanno proprio bisogno di qualche svago... Eppure una maledizione contemporanea può rivelarsi letale come una maledizione millenaria e i nebbiosi vicoli londinesi rischiano di essere ancora più pericolosi nelle contorte viuzze del Cairo, soprattutto se un malfattore è ben deciso a mandare all'altro mondo la persona che gli sta dando la caccia: Amelia Peabody.
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  • 2

    Avventure in Egitto - 12 mag 13

    Continuiamo con il quinto episodio della serie che ha per protagonista la nostra eroina, Amelia Peabody Emerson, e le gesta del suo gruppo familiare di archeologi dediti alla scoperta dei mi-steri affascinanti dell’Antico Egitto. Questo episodio, purtroppo, continua la tendenza al ribasso delle s ...continua

    Continuiamo con il quinto episodio della serie che ha per protagonista la nostra eroina, Amelia Peabody Emerson, e le gesta del suo gruppo familiare di archeologi dediti alla scoperta dei mi-steri affascinanti dell’Antico Egitto. Questo episodio, purtroppo, continua la tendenza al ribasso delle storie narrate dalla Peters. Sono momenti che passano in tutte le avventure seriali, dove, appunto, non sempre si riesce a mantenere per libri e libri la stessa tensione. Intanto, visto che questa è una recensione abbastanza critica, cominciamo con la solita mania italiana di sostituire senza un vero perché i titoli originali. Che non a caso, recitava nell’originale, “Le gesta del disturbatore”, incentrando l’attenzione del lettore su un misterioso personaggio, che, per l’appunto, “disturba” la quiete del Museo Egizio di Londra, e non solo quello. Già la prima tra-duzione andava fuori le righe, forse perché il romanzo venne pubblicato nei Gialli Mondadori, e divenne subito “I delitti del Museo Egizio”. Fortunatamente, il tiro viene corretto in queste edi-zioni tascabili, visto che di delitti, nel Museo Egizio, non se ne verificano affatto, con il più soft “Indagine al Museo Egizio”. L’unico elemento che serve al lettore, ma lo si sarebbe scoperto leggendo, è appunto che questo episodio si svolge tutto a Londra, avendo come epicentro dei ragionamenti deduttivi, non tanto il Museo Egizio, quanto l’archeologia egizia ed i suoi eponimi presenti sulla piazza londinese. La famiglia Emerson, di ritorno dalla spedizione di cui narrata sopra, si appresta a passare un’estate inglese, per mettere a posto quanto scoperto e dedotto in Egitto (un libro per Radcliffe, un’analisi della Piramide romboidale per Amelia e gli esperimenti sulla mummificazione del piccolo Ramses). Questa routine è ben presto sconvolta da av-venimenti familiari (ad Amelia vengono lasciati per l’estate i suoi due nipotini, il perfido Percy e la piccola e bulimica Violet) e da avvenimenti “delittuosi”. C’è un morto nel Museo (ma si sco-prirà che non è stato ucciso, bensì…), e c’è la stampa che (per aumentare le tirature) ci gioca sopra facendone nascere un caso. Soprattutto da parte di Kevin (che conosciamo per essere stato presente un paio di episodi fa) e della sua rivale miss Minton (nobile decaduta, ma di buona penna, che cerca in tutti i modi di entrare a suon di scoop in un mondo maschile). La bella è inoltre concupita, con discrezione, da Eugene, un archeologo del museo, che non si ca-pisce se imbranato o furbo. Poi muore un archeologo legato al museo, ma viene ucciso sulle rive del Tamigi, vicino all’obelisco egizio. Amelia entra potentemente in azione, e, anche se non pienamente in accordo, ma sostenuta dal marito, scopre alcune possibili piste. Tutte legate ap-punto all’apparizione di un disturbatore, che si mette a recitare versi in antico egizio, davanti ad una mummia da poco arrivata a Londra. Mummia donata da un parente cadetto della regina Vittoria. Parente dedito sicuramente all’oppio, che va a fumare nella casa del fumo della bella Aysha. La quale poi non era altro che una vecchia (temporalmente) amante dello stesso mr. Emerson, prima che questi passasse (e definitivamente) ad Amelia. Ma la tresca scatena anche la gelosia della nostra. Si avviluppano così tutta una serie di storie. Percy che cerca di “mettere in cattiva luce” Ramses per entrare lui nelle grazie dei ricchi Emerson (con tentativi miserelli e fallimentari). Ramses che continua a fare il saccente (ed un po’ stufa), ma anche a divertirsi con i travestimenti trafugati al cattivo Sethos della puntata precedente (e stranamente Sethos non compare in questo libro), e ad utilizzarli per salvare la situazione finale. Poi c’è il possibile scandalo del coinvolgimento della famiglia reale nelle tresche, anche se i gaudenti aristocratici hanno sicuramente qualche colpa ed organizzano qualche festino di troppo. Poi ci sono i gior-nalisti, le possibili storie d’amore, e la scoperta dell’insospettabile cattivo, questa volta preso ed arrestato, così che almeno questa parte di storia possa avere un punto fermo. Ma come detto è tutto un po’ lento, un po’ macchinoso, troppo “inutilmente fumoso” per dare qualche area di mistero alla vicenda. E non c’è (cosa che almeno aveva un suo fascino) l’aggirarsi per le vie polverose del Cairo, tra caffè e vecchi bazar. Insomma, una lettura minore, giusta solo per distrarsi in un momento di difficile organizzazione di vita, tra lavori ed impegni. E per finire ancora con qualche tirata d’orecchi agli editor della TEA, che iniziano la quarta chiedendosi se la paura può uccidere, e sviando l’attenzione del lettore su un terreno che non verrà mai toccato durante la narrazione. Rimane qualche nebbia londinese, ma Londra non è una città che ami troppo, quindi rimane nebbia e non si dirada. “Non ho mai creduto che la casualità della nascita comporti obblighi per le parti interessate, neppure tra genitore e figlio, una volta superato il periodo di dipendenza, quando la prole or-mai adulta, cui è stato garantito ogni vantaggio in termini di salute e istruzione, è ormai in grado di reggersi per conto suo. L’affetto, invece, va guadagnato. Per quelli che mi stanno a cuore darei la vita, il mio onore e tutti i miei beni terreni … e do per scontato che loro farebbero lo stesso per me.” (66)

    ha scritto il 

  • 3

    Moscio

    Questo libro è stata un po' una delusione.
    Abituata alle calde atmosfere dell'Egitto, dove Amelia Peabody è senz'altro un personaggio di spicco, quest'avventura, ambientata nella grigia Londra mi ha annoiato non poco.
    Il voler portare le indagini egiziane di Amelia in un ambiente del tutto nuovo, ...continua

    Questo libro è stata un po' una delusione. Abituata alle calde atmosfere dell'Egitto, dove Amelia Peabody è senz'altro un personaggio di spicco, quest'avventura, ambientata nella grigia Londra mi ha annoiato non poco. Il voler portare le indagini egiziane di Amelia in un ambiente del tutto nuovo, nonostante la nostra egittologa vi risieda, mi è sembrato piuttosto un vano tentativo di dare un tocco metropolita alla saga e sinceramente mi domando "perchè?" Questa volta vedere Amelia alle prese con questioni di mera economia domestica, il dover badare anche ai figli del fratello James, di cui non si sa praticamente nulla e la conduzioni di indagini non proprio ortodosse al museo nazionale di Londra è stato come vedere un pesce fuori dall'acqua. Speriamo sia stato solo un caso isolato ma devo dare solo 3 stelline anche se a malincuore.

    ha scritto il 

  • 2

    3/10

    Ha tutti i difetti del primo della serie, in primis la protagonista Mary Sue, più qualche altro come aggravante (Ramses) e nemmeno un incredibile pregio per compensare; forse la soluzione del mistero è appena appena meno scontata, ecco tutto. E' il secondo che leggo di quest'autrice, ma essendo i ...continua

    Ha tutti i difetti del primo della serie, in primis la protagonista Mary Sue, più qualche altro come aggravante (Ramses) e nemmeno un incredibile pregio per compensare; forse la soluzione del mistero è appena appena meno scontata, ecco tutto. E' il secondo che leggo di quest'autrice, ma essendo il quinto dedicato ad Amelia Peabody immagino quanto possa essere seccante arrivare a questo punto e trovare sempre la solita sbobba.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho amato molto i precedenti libri di questa serie della Peters ma ho trovato quest'ultimo noioso e ripetitivo. La simpatia e l'ironia che caratterizzava il personaggio di Amelia all'inizio, si è trasformato in antipatia e arroganza. Amelia è troppo boriosa e piena di sè e questa sua mancanza di d ...continua

    Ho amato molto i precedenti libri di questa serie della Peters ma ho trovato quest'ultimo noioso e ripetitivo. La simpatia e l'ironia che caratterizzava il personaggio di Amelia all'inizio, si è trasformato in antipatia e arroganza. Amelia è troppo boriosa e piena di sè e questa sua mancanza di difetti la rende davvero sgradevole.La stessa cosa vale per Emerson e il figlio Ramses: bellissimi, intelligenti, impavidi.Non so se continuerò a leggere questa saga.

    ha scritto il 

  • 3

    Per chi è amante dell'egittologia i romanzi della Peters sono un vero e proprio "must"... questo, a differenza degli altri, però non si svolge in Egitto ma a Londra! A causa di questo l'ho trovato un goccio sottotono... Sono mancate le descrizioni dell'Egitto!

    ha scritto il 

  • 4

    Nell'anno in cui ho letto più Gialli mondadori che in tutto il resto della mia vita, questi di Amelia Peabody si distinguono perché... bé, perché sono praticamente gli unici di cui ricordo effettivamente qualcosa! Sono storie originali, con personaggi non stereotipati, magari caricaturali, ma res ...continua

    Nell'anno in cui ho letto più Gialli mondadori che in tutto il resto della mia vita, questi di Amelia Peabody si distinguono perché... bé, perché sono praticamente gli unici di cui ricordo effettivamente qualcosa! Sono storie originali, con personaggi non stereotipati, magari caricaturali, ma resi in modo simpatico. Questa è una lettura consigliata a tutti per un bel momento di relax, accompagnato da qualche risata, che l'archeologa o il suo degno consorte non potranno non strapparvi.

    ha scritto il 

  • 4

    5° libro che vede come protagonista la famiglia Emerson al gran completo. Purtroppo questo romanzo nella prima parte è un tantino giù di tono e la cosa credo che sia in qualche maniera attribuibile al fatto che la storia non si svolge nel bellissimo paesaggio egiziano ma nella grigia e nebbiosa ...continua

    5° libro che vede come protagonista la famiglia Emerson al gran completo. Purtroppo questo romanzo nella prima parte è un tantino giù di tono e la cosa credo che sia in qualche maniera attribuibile al fatto che la storia non si svolge nel bellissimo paesaggio egiziano ma nella grigia e nebbiosa Londra che avrà pure un suo fascino ma che in confronto alle mitiche piramidi Egiziane ri siduce notevolemente. Il giallo stavolta mi è piaciuto molto e giuro che ero arrivata alle stesse conclusioni (in parte errate) della stessa Amelia che qui ritroviamo sempre ricca di tutto il suo acume e della sua scaltrezza , e come qualsiasi donna alle prese con la gelosia...si proprio gelosia, e a scatenarla è una vecchia fiamma di Emerson , che in questo libro sembra fare strage di cuori femminili. Non posso non citare il piccolo Ramses che nonostante la sua giovanissima età (appena 8 anni) parla e discute di svariati argomenti come se fosse un uomo di 30 ! Nonostante la prima parte del libro sia un tantino piatta verso la metà si riprende alla grande ! Arrivedervi alla prossima avventura ... con Peabody, Emerson e Ramses !

    ha scritto il