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Indignazione

Di

Editore: Einaudi (Numeri primi)

4.2
(1666)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8866213098 | Isbn-13: 9788866213093 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Norman Gobetti

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Indignazione racconta dell'educazione di un giovane uomo alle terrificanti opportunità e ai bizzarri impedimenti della vita nell'America del 1951. È una storia di inesperienza, stoltezza, resistenza intellettuale, scoperta sessuale, coraggio ed errore. È una storia narrata con tutta l'energia inventiva e l'arguzia di cui Roth è maestro, e un ulteriore poderoso tassello nella sua analisi dell'impatto della storia americana sulla vita di individui vulnerabili.
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  • 5

    Seconda mia esperienza con questo autore, seconda esperienza assolutamente positiva.
    Ho apprezzato tutto il libro, in modo particolare ho amato lo "scontro verbale" fra Marcus (il protagonista) e il d ...continua

    Seconda mia esperienza con questo autore, seconda esperienza assolutamente positiva.
    Ho apprezzato tutto il libro, in modo particolare ho amato lo "scontro verbale" fra Marcus (il protagonista) e il decano e, successivamente l'incontro tra il protagonista e la madre.

    Citazione tratta dal libro:
    "La debolezza di un'altra persona può distruggerti tanto quanto la sua forza.
    Le persone deboli non sono innocue. La loro debolezza può essere la loro forza."

    ha scritto il 

  • 3

    non lo so...non mi ha convinto del tutto. Bellissime la parte quasi finale e quella del dialogo con il decano,la descrizione del rapporto col padre, i dubbi e via dicendo ,ma per tutto il libro non ab ...continua

    non lo so...non mi ha convinto del tutto. Bellissime la parte quasi finale e quella del dialogo con il decano,la descrizione del rapporto col padre, i dubbi e via dicendo ,ma per tutto il libro non abbiamo fatto altro che leggere della paura del protagonista di doversi arruolare...e dato che venivano messi in evidenza tutti i suoi pensieri e le sue emozioni, mi aspettavo di leggere anche quella parte lì, quindi il suo modo di vivere in prima persona l'esperienza della guerra da lui tanto temuta. Questo "salto temporale" che alla fine ci svela direttamente la sorte del protagonista è come se avesse lasciato un vuoto, secondo me manca qualcosa. Per il resto, bel libro sicuramente; lo consiglierei ,ma non lo definirei un capolavoro.

    ha scritto il 

  • 5

    Romanzo essenziale, intenso e "piacentissimo". Che vita può attendersi un giovane onesto, intelligente e serio come Marcus Messner? Una vita predestinata al successo, alla felicità e all’amore. Invece ...continua

    Romanzo essenziale, intenso e "piacentissimo". Che vita può attendersi un giovane onesto, intelligente e serio come Marcus Messner? Una vita predestinata al successo, alla felicità e all’amore. Invece Roth designa Marcus Messner come la sua vittima sacrificale. Le scelte che dovevano salvargli la vita si rivelano la causa che gliela distruggono perché non riesce ad attenersi alla illogicità del Sistema, inteso come l’insieme delle norme, delle regole e delle consuetudini della società. L'indignazione è troppa. Il giovane ripercorre gli errori della sua breve vita durante un’atroce agonia che neanche la morfina riesce più ad alleviare.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Scrittura molto fluida di Roth, la storia appare quasi grottesca, a tratti divertente. Per questo il finale, drammatico e tragico, sorprende e spiazza.

    ha scritto il 

  • 5

    Philip Roth “Indignazione”: Sono semisvenuto su un divano. Forse ... forse ho esagerato, dico al più vicino del gruppo di vecchi amici. Ci siamo ritrovati dopo molti anni che sembrano non essere passa ...continua

    Philip Roth “Indignazione”: Sono semisvenuto su un divano. Forse ... forse ho esagerato, dico al più vicino del gruppo di vecchi amici. Ci siamo ritrovati dopo molti anni che sembrano non essere passati. I soliti stronzi di allora, di sempre, per sempre. Mi guardo intorno. La tavola mi urla che quel “forse” è la puntuale rappresentazione dell'ipocrisia del mondo occidentale. Distolgo gli occhi e fisso il soffitto. Le voci si confondono con gli oggetti tutt'intorno, un calda atmosfera melange mi avvolge. Allungo le gambe verso il centro del salone, verso la terrazza. Poi non ricordo.
    Ecco, immaginatevi di essere me in quel momento, anzi non ancora.
    Mentre tu dormi soddisfatto, la bocca leggermente aperta, il più esagerato tra gli amici, il classico volgarone da matrimonio, quello che non ha mai avuto il senso del limite, che con il suo grande cuore non è mai riuscito a bilanciare il suo piccolo cervello, chiede silenzio e ti indica. Si porta il dito indice davanti al naso, sibila e si dilegua. Pochi secondi e la scatola di botti che mostra, “O pernacchio nuccleare”, come sta scritto tra altri geroglifici orientali, attira l'attenzione del gruppo. Il volgarone si ferma e ti si avvicina. Ti guarda e sorride agli altri. Muove una mano davanti ai tuoi occhi ebeti. Ti accorgi della sua vicinanza ma non capisci, non ne hai la forza, non ti interessa. Lo vedi dissolversi. Tutti gli altri lo guardano e lo fanno fare. Tira fuori un petardo, o meglio “Il Petardo”, quello definitivo, devastante, ignorante. Ti si avvicina di nuovo sibilando, e tu per la seconda volta lo lasci fare. Si piega, proprio di fronte a te, mentre gli altri aprono la portafinestra che da sulla terrazza. Il Volgarone, “Il Petardo” tra i tuoi piedi, con la miccia ormai a pochi millimetri dal Bic arancio pronto a scintillare e la via di fuga verso la terrazza dove tutti gli altri sono già in attesa. Tu laggiù in fondo, beato, non totalmente ignaro ma battuto, che, inconsapevole, consapevolmente subisci quello che tra pochi istanti accadrà ...
    Se avete già letto “Indignazione” avrete di sicuro già provato quello che succederà allo scoppio del petardo, esattamente tra la fine del primo e lunghissimo capitolo e la successiva brevissima conclusione.
    Se non lo avete ancora letto leggetelo al più presto, vi assicuro che una botta così forte non è che proprio tutti riescano a descriverla così tragicamente bene … o no?

    ha scritto il 

  • 5

    Roth non delude mai. Indignazione è un'ottima apologia, ironica, dissacrante e paradossale, narrata da un giovane studente e ambientata durante gli anni "restrittivi" del maccartismo statunitense. Usc ...continua

    Roth non delude mai. Indignazione è un'ottima apologia, ironica, dissacrante e paradossale, narrata da un giovane studente e ambientata durante gli anni "restrittivi" del maccartismo statunitense. Uscire fuori dal coro può portare fatalmente alla morte, se si vive in un clima impositivo, intriso di dogmi morali elargiti come panacea di tutti i mali, ma non si può non scegliere di essere sé stessi, sempre.
    Lo consiglio.

    ha scritto il 

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