Indignazione

Di

Editore: Einaudi (Numeri primi)

4.1
(1898)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8866213098 | Isbn-13: 9788866213093 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Norman Gobetti

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Indignazione racconta dell'educazione di un giovane uomo alle terrificanti opportunità e ai bizzarri impedimenti della vita nell'America del 1951. È una storia di inesperienza, stoltezza, resistenza intellettuale, scoperta sessuale, coraggio ed errore. È una storia narrata con tutta l'energia inventiva e l'arguzia di cui Roth è maestro, e un ulteriore poderoso tassello nella sua analisi dell'impatto della storia americana sulla vita di individui vulnerabili.
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  • 4

    l’amore (e altro) ai tempi della Corea

    Autore: statunitense (1933). Romanzo del 2008.

    Una macelleria kosher, padre, madre e figlio.
    Tutto fila liscio: il ragazzo studia al college (proficuamente) e ha imparato il mestiere paterno. Compreso ...continua

    Autore: statunitense (1933). Romanzo del 2008.

    Una macelleria kosher, padre, madre e figlio.
    Tutto fila liscio: il ragazzo studia al college (proficuamente) e ha imparato il mestiere paterno. Compreso il fatto che sbudellare un pollo dal culo può essere spiacevole, ma va fatto. Lezione che si ripeterà spesso, ma che non riuscirà ad applicare.
    Improvvisamente Messner senior, forse realizzando che il ragazzo è adolescente, comincia ad essere tormentato dalla paura: paura degli amici, del biliardo, dell’alcool, delle ragazze.
    Paure non solo dei padri del 1951.
    Messner junior ingaggia battaglia per un po’, poi decide di andare al college da un’altra parte.

    Lascia il primo alloggio, poi il secondo, per finire in una stanzetta da solo.
    Da appuntamento ad una ragazza sognando chissà quale impacciata conoscenza sessuale e invece questa gli pratica sesso orale senza neppure invito.
    Non è mignotta, solo dotata di una considerevole collezione di mali del vivere.

    In uno splendido dialogo con il Decano (non per nulla Messner è un fenomeno nei dibattiti, si è innamorato di Bertrand Russell e conosce l’inno cinese. L’indignazione viene da lì) ribolle di tutto il suo risentimento.
    Oggetto del contendere è la sua mancata partecipazione a lezioni di religione. Diagnosi del Decano è che il ragazzo ha una certa tendenza ad abbandonare. Gli alloggi, i compagni aggressivi o taciturni o troppo belli ed inseriti, la ragazza così incomprensibile (e questa parte il Decano non la sa).

    Nella confusione emotiva d’adolescente c‘è un solo punto preciso: essere il primo del suo corso
    e, se dovesse essere arruolato, partecipare alla guerra come sottufficiale, perché i semplici fucilieri muoiono. (Gli USA sono impegnati nella guerra di Corea che nonostante sia stupidissima ha la sua bella quantità di morti.)

    I dialoghi sono belli, esatti, opportuni. Neppure si avverte lo stacco dal testo.
    E se quello con il decano è un dibattito, quello con la madre è un capolavoro di reindirizzamento dei turbamenti di Messner junior.

    Cosa rivela? Un giovane adolescente, di quelli che studiano e che amano la famiglia, ma che non può evitare di essere uno dei tanti con sogni interrotti. Quando si devono effettuare delle scelte non serve essere primo della classe.

    Non dico altro perché c’è chi legge qualsiasi libro come se fosse un mistery e non vorrei tirarmi addosso accidenti. Romanzo breve, poche pagine molto stimolanti. Parola.

    26.02.2017

    ha scritto il 

  • 5

    Potrei essere utilizzato come orologio da cucina. Mi mettete un libro in mano la sera e non appena mi casca sul naso, potete spegnere sotto i fagiolini nella pentola a pressione. Preciso.
    Non però ier ...continua

    Potrei essere utilizzato come orologio da cucina. Mi mettete un libro in mano la sera e non appena mi casca sul naso, potete spegnere sotto i fagiolini nella pentola a pressione. Preciso.
    Non però ieri sera, né la sera prima. In questi due giorni ho letto Indignazione. Ho smesso dopo due ore, la prima sera, giusto per non scolarmelo in una sola bevuta, e un'altra ora ieri, fino alla fine, perché oltre la nota storica non si può andare. Non parlerò dei contenuti del romanzo, quindi non dell'indignazione di Roth e del giovane Messner, ma della mia ammirazione per come l'indignazione è espressa, e anche per come è tradotta da Norman Gobetti. I dialoghi sono di una potenza misurabile in kilotoni. Mi sono sentito persino umiliato, perché nell'assistere alle discussioni, soprattutto quelle tra il protagonista e il Decano, viene spontaneo anticipare delle frasi, delle risposte, come se si potesse essere veramente lì, davanti al rettore, ma le ho sbagliate tutte, per piccolezza, per scarsa lucidità, per pigrizia o codardia. Molti che hanno commentato, affermano che questo non sia uno dei migliori romanzi di Roth. Per rispondere mi immergo nella vasca da bagno e dico: “meno male”.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve ma intenso.
    Le scelte anche se fatte con le migliori intenzioni, possono avere conseguenze tragiche.
    Se non avete mai letto niente di Philp Roth prima d'ora, questo è un buon inizio. ...continua

    Breve ma intenso.
    Le scelte anche se fatte con le migliori intenzioni, possono avere conseguenze tragiche.
    Se non avete mai letto niente di Philp Roth prima d'ora, questo è un buon inizio.

    ha scritto il 

  • 5

    Un romanzo che ti trascina, ti coinvolge e non ti lascia più andare...a volte, anche se ci si impegna con ogni singola molecola del nostro essere, le nostre scelte portano al dramma ed alla tragedia.. ...continua

    Un romanzo che ti trascina, ti coinvolge e non ti lascia più andare...a volte, anche se ci si impegna con ogni singola molecola del nostro essere, le nostre scelte portano al dramma ed alla tragedia...
    "Perchè la debolezza di un'altra persona può distruggerti tanto quanto la sua forza. Le persone deboli non sono innocue. La loro debolezza può essere la loro forza"

    ha scritto il 

  • 5

    "Non avevo il fegato per battagliare con il decano, non più di quanto ce l’avessi per battagliare con mio padre o con i miei compagni di stanza. Eppure, nonostante tutto, battagliavo."

    http://diariodiunadipendenza.blogspot.it/2017/01/recensione-basso-costo-indignazione-di.html

    ha scritto il 

  • 5

    Un pugno nello stomaco. Anche il più forte senso del dovere e della giustizia può portare alla morte, anche la scelta più insignificante può cambiare il tuo destino per sempre. L'empatia che si crea c ...continua

    Un pugno nello stomaco. Anche il più forte senso del dovere e della giustizia può portare alla morte, anche la scelta più insignificante può cambiare il tuo destino per sempre. L'empatia che si crea con il protagonista è indescrivibile, unica per un libro di sole 140 pagine. Roth ti porta dentro la storia, ti fa provare la stessa rabbia, lo stesso senso del dovere, la stessa "indignazione".
    Libro stupendo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Le scelte più accidentali, più banali, addirittura più comiche, producono" nella nostra vita "gli esiti più sproporzionati".
    È ciò che Marcus Messner, il diligente e giovane figlio di un macellaio ko ...continua

    "Le scelte più accidentali, più banali, addirittura più comiche, producono" nella nostra vita "gli esiti più sproporzionati".
    È ciò che Marcus Messner, il diligente e giovane figlio di un macellaio kosher di Newark non farà in tempo ad imparare prima di morire ammazzato a diciannove anni nella guerra di Corea.
    Non lo salveranno certo le apprensioni del padre iperprotettivo, che anzi lo spingeranno ad anticipare la fuoriuscita dal nido. Non lo salverà neppure il suo essere un tipino razionale e retto, già a capo della squadra di dibattito del liceo; né il suo essere un indipendente, uno fuori dai gruppi, non influenzabile. E nemmeno il suo senso del dovere (Marcus è un ragazzo che sa quel che deve essere fatto e lo fa, che una cosa gli piaccia o meno) né il fatto di essere un ragazzo che si è sempre accontentato, senza grilli per la testa.
    Marcus è tanto giovane e inesperto quanto intelligente e sfortunato: per lui, convinto estimatore del filosofo Bertrand Russell e delle sue tesi a favore dell'ateismo, un destino malignamente assonante ha in serbo invece il compagno Bertram Flusser, vendicativo genio del male, e una ragazza tanto bella e intelligente quanto triste e fragile, Olivia Hutton.
    E poi c'è la guerra, cieca sterminatrice, che scanna e trita tutta la carne giovane che riesce ad afferrare con le sue grinfie ottuse e malefiche, tutta quella carne che gli stretti binari della società e del vivere in comunità non riescono o non possono incanalare e mettono perciò ai margini per compattarsi al loro interno e nutrirsi meglio, la carne da macello appunto.
    Un romanzo breve perfettamente costruito e magnificamente scritto.

    ha scritto il 

  • 5

    Se solo...

    Nell'America del 1951, durante la guerra di Corea, Marcus Messner è il diciottenne figlio di una famiglia di macellai ebrei del New Jersey.
    Marcus è uno studente dotato e figlio unico di genitori appr ...continua

    Nell'America del 1951, durante la guerra di Corea, Marcus Messner è il diciottenne figlio di una famiglia di macellai ebrei del New Jersey.
    Marcus è uno studente dotato e figlio unico di genitori apprensivi. Soprattutto il padre .del ragazzo è ossessionato da ogni disgrazia o calamità che possa abbattersi sul figlio E' così che Marcus decide di interrompere gli studi all'università vicina a casa e di iscriversi al Winesburg College, in Ohio, lontano dalle angosciose protezioni paterne.
    Nell'anno di studi con esiti brillanti, Marcus si confronterà con molteplici traversie e problemi di interazione con compagni di corso, con un amore impossibile, con il rettore e con un'inaspettata tragedia finale.
    Splendida la scrittura di Roth, che descrive i tormenti ed i turbamenti di un ragazzo diviso tra la fedeltà alle tradizioni ebraiche familiari e il desiderio di liberazione da legami che sente soffocarlo, mentre incombe su di lui il terrore dell'espulsione dall'università e conseguente arruolamento in una guerra inutile e sanguinaria.
    Il racconto si sviluppa su tre fasi, in un misto di ironia e tragedia; Roth ci fa amare Marcus immensamente e solo nelle ultime pagine si aprirà il baratro che inghiottirà un personaggio difficile da abbandonare. I tanti, troppi "se solo..." che Marcus dirà a se stesso, sono gli stessi che tutti, prima o poi, dobbiamo ammettere di avere pensato, quando sarebbe bastato aggiustare anche solo un piccolo particolare alle nostre vite per vederle scorrere serenamente.
    Eccezionale.

    ha scritto il 

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