Indignazione

Di

Editore: Einaudi (Numeri primi)

4.1
(1825)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese

Isbn-10: 8866213098 | Isbn-13: 9788866213093 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Norman Gobetti

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Indignazione racconta dell'educazione di un giovane uomo alle terrificanti opportunità e ai bizzarri impedimenti della vita nell'America del 1951. È una storia di inesperienza, stoltezza, resistenza intellettuale, scoperta sessuale, coraggio ed errore. È una storia narrata con tutta l'energia inventiva e l'arguzia di cui Roth è maestro, e un ulteriore poderoso tassello nella sua analisi dell'impatto della storia americana sulla vita di individui vulnerabili.
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  • 5

    Philip Roth - Indignazione

    Solo Roth riesce a prendersi il massimo dei voti per un romanzo che in realtà è un racconto lungo. Solo lui riesce ad essere praticamente perfetto in 140 pagine. Altri sarebbero stati incompleti, altr ...continua

    Solo Roth riesce a prendersi il massimo dei voti per un romanzo che in realtà è un racconto lungo. Solo lui riesce ad essere praticamente perfetto in 140 pagine. Altri sarebbero stati incompleti, altri non sarebbero riusciti a raggiungere questa perfezione. Roth sì, perché Roth sa scrivere e probabilmente è uno dei migliori.

    Indignazione è la storia di come molto spesso certe scelte possono rivelarsi sbagliate, di come certi genitori possono rovinare i propri figli persino con troppo amore, è la scoperta della sessualità di un ragazzo, ma soprattutto della difficoltà nelle relazioni interpersonali, nella difficoltà di andare d'accordo con le persone, di conviverci piuttosto che sfuggirci.

    Indignazione è anche la dimostrazione di come la guerra possa cancellare in un attimo quanto sopra, perché una guerra è sempre una sconfitta per tutti, ma soprattutto per dei genitori che perdono un figlio.

    Lo ripeterò fino alla nausea: leggete, leggete ed ancora leggete Philip Roth. Uno dei migliori se non il.

    ha scritto il 

  • 5

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/06/01/indignazione-philip-roth/

    “- Reggerai di fronte alle sue grida isteriche, se si dovesse arrivare a tanto? Reggerai di fronte alle sue suppliche disperate ...continua

    https://antoniodileta.wordpress.com/2016/06/01/indignazione-philip-roth/

    “- Reggerai di fronte alle sue grida isteriche, se si dovesse arrivare a tanto? Reggerai di fronte alle sue suppliche disperate? Riuscirai a guardare da un’altra parte mentre una persona sofferente ti implora, implora per qualcosa che vuole da te e che tu non sei disposto a concederle? Sì, a un padre potevi dire: . Ma hai il tipo di forza necessaria per questo? Perché tu hai anche una coscienza. E sono fiera che tu ce l’abbia, ma una coscienza può esserti nemica. Hai coscienza, hai compassione, hai anche dolcezza... allora dimmi, saprai fare le cose che si renderanno necessarie con questa ragazza? Perché la debolezza di un’altra persona può distruggerti tanto quanto la sua forza. Le persone deboli non sono innocue. La loro debolezza può essere la loro forza. Una persona tanto instabile è una minaccia per te, Markie, è una trappola.”
    (Philip Roth, “Indignazione”, ed. Einaudi)

    Nel 1951, in piena Guerra di Corea, Marcus Messner, ragazzo serio, diligente, studioso e appena iscrittosi all’università di Newark, scappa da quest’ultima per andarsene a studiare a Winesburg, nell’Ohio. Marcus scappa da suo padre, macellaio risoluto che da un po’ di tempo è diventato ossessivo, preoccupato com’è per la sorte del figlio, timoroso che possa darsi all’alcool, al gioco d’azzardo o che possa finire soldato in guerra. Giunto alla soglia della follia, sopportato anche dalla stoica moglie, il macellaio costringe il figlio a cercare altrove una certa libertà. Marcus, però, ben presto si accorgerà che il luogo dove è giunto, l’università di Winesburg, è una gabbia anch’essa, un groviglio di studenti fanatici religiosi, di compagni di stanza grotteschi con i quali non riesce ad instaurare alcun rapporto. A mitigare il tutto sembra pensarci Olivia, che però nasconde un passato tutt’altro che rassicurante.
    Fin qui le mie parole, il resto lo fa la solita graffiante, divertente, tragicomica penna di Philip Roth.

    “Avevamo dormito nella stesse stanza e studiato insieme - e adesso era morto a ventun anni. Aveva definito Olivia una mignotta - e adesso era morto a ventun anni. Quando sentii del fatale incidente di Elwyn, il mio primo pensiero fu che non mi sarei spostato dalla sua stanza se avessi saputo in anticipo che sarebbe morto. Fino ad allora, le uniche due persone di mia conoscenza che erano morte erano i due cugini più grandi uccisi in guerra. Elwyn era la prima persona morta che avessi odiato. Ora avrei dovuto smettere di odiarlo ed essere in lutto per lui? Avrei dovuto fingere di essere dispiaciuto per il fatto che era morto, e atterrito per il modo in cui era morto? Avrei dovuto fare il viso contrito e andare alla commemorazione funebre nella sede della sua confraternita e presentare le mie condoglianze ai confratelli, molti dei quali mi erano noti come ubriaconi che quando volevano richiamare la mia attenzione alla locanda fischiavano con le dita in bocca e mi si rivolgevano in un modo che suonava sospettosamente simile a ? Oppure avrei dovuto cercare di riottenere il mio posto nella stanza di Jenkins Hall prima che venisse assegnata a qualcun altro?”

    ha scritto il 

  • 4

    Scrittura accattivante, struttura teatrale con qualche incursione nel territorio della tragedia greca, le riflessioni sulle nostre scelte di vita, di credo religioso o politico sempre al centro del ra ...continua

    Scrittura accattivante, struttura teatrale con qualche incursione nel territorio della tragedia greca, le riflessioni sulle nostre scelte di vita, di credo religioso o politico sempre al centro del racconto. Lo stile di Roth è asciutto, diretto e non fa sconti a nessuno. E' volgare a volte, irritante altre. Il nostro protagonista non è un ribelle, un fuori legge o un sobillatore; al contrario è quieto, determinato a diventare lo studente migliore del Campus. Riflette su ogni piccola azione. Ci medita a fondo… e infine “sbaglia”, a volte sapendo di cadere in errore, altre volte per difendere i diritti di un individuo troppo onesto ed intelligente per sentirsi a suo agio. L'A., comunque, entra nelle pieghe più recondite e nascoste della psicologia del suo personaggio che ci appare come un agnello sacrificale, come colui che ha un destino segnato da una consuetudine. Struggente il monologo di resoconto della vita del protagonista nelle parole dell' inno nazionale cinese urlato laddove Marcus cade ferito a morte nella collina coreana: la metafora del sangue ricorre in tutto il breve ma commovente romanzo malgrado il terribile ed epico finale.

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto benissimo, accattivante. La storia di Marcus Messner e delle sue vicissitudini universitarie tiene attaccati fino alla fine anche perché l'autore anticipa alcune informazioni sul finale molt ...continua

    Scritto benissimo, accattivante. La storia di Marcus Messner e delle sue vicissitudini universitarie tiene attaccati fino alla fine anche perché l'autore anticipa alcune informazioni sul finale molto presto.
    Personaggi difficili, problematici, a tratti folli eppure la trama è del tutto credibile.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    La parabola che insegna che se ti masturbi e rubi biancheria ...continua

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    La parabola che insegna che se ti masturbi e rubi biancheria intima femminile, poi muori.

    ha scritto il 

  • 4

    la formazione

    la formazione di un giovane americano nel pieno delle guerra di Corea, in un background molto marcatamente newyorkese, quello di newark, la casa di philip roth. marcus è un ragazzo normale, ma che il ...continua

    la formazione di un giovane americano nel pieno delle guerra di Corea, in un background molto marcatamente newyorkese, quello di newark, la casa di philip roth. marcus è un ragazzo normale, ma che il padre considera ribelle, scappa in ogni modo dalla sua famiglia ma la sorte non lo aiuterà. mi ha convinto decisamente, una lettura in inglese non così complicata.

    ha scritto il 

  • 4

    È il 1951 in America, il secondo anno della guerra di Corea. Marcus Messner, un giovane serio, studioso e ligio alle leggi, di Newark, New Jersey, sta cominciando il secondo anno di università in un c ...continua

    È il 1951 in America, il secondo anno della guerra di Corea. Marcus Messner, un giovane serio, studioso e ligio alle leggi, di Newark, New Jersey, sta cominciando il secondo anno di università in un campus rurale e conservatore dell'Ohio: il Winesburg College. Perché ha deciso di frequentare il Winesburg invece del college della sua città, a cui si era inizialmente iscritto? Perché il padre, il risoluto e laborioso macellaio del quartiere, pare impazzito: impazzito per la paura e l'apprensione di fronte ai pericoli della vita adulta, ai pericoli del mondo, ai pericoli che vede incombere a ogni angolo sul suo amato figliolo. Come spiega al figlio la longanime madre messa a dura prova dal marito, è una paura che nasce dall'amore e dall'orgoglio che il padre prova per lui. Ciò non toglie che Marcus covi una rabbia troppo grande per poter ancora sopportare di vivere con i genitori. Li abbandona e, lontano da Newark, nel college del Midwest, si deve districare fra le consuetudini e le repressioni di un altro mondo americano. Un ragazzo diviso tra quello che i genitori vorrebbero per lui – che lo portano a scappare da casa, per frequentare un’università lontana –, e ciò che la vita gli porta dinnanzi: Olivia. Da questo incontro ogni certezza di Marcus – ragazzo sempre impeccabile sotto ogni punto di vista –, viene meno, tantoché litigherà con i suoi compagni di stanza, i suoi genitori, il decano dell’università…errori su errori, di proporzioni sempre più grandi. Ma Marcus ha trovato nient’altro che il coraggio di ‘indignarsi’ a quei dettami troppo stretti che i genitori volevano relegare per lui per il resto della sua esistenza, e capire che a volte lo splendore del sogno americano non è altro che una brutta bolla perfetta, che non ha niente a che vedere con la realtà, con la vita vissuta.

    ha scritto il 

  • 4

    Con questa lettura mi sono avvicinata per la prima volta a Philip Roth. È scorrevole, ma è importante seguire bene le vicende e i singoli personaggi, ognuno dei quali ha un ruolo ben definito, importa ...continua

    Con questa lettura mi sono avvicinata per la prima volta a Philip Roth. È scorrevole, ma è importante seguire bene le vicende e i singoli personaggi, ognuno dei quali ha un ruolo ben definito, importante, soprattutto considerando l'epoca in cui il romanzo è ambientato.
    Nel gruppo di lettura ha ottenuto consensi all'unanimità.
    Sicuramente leggerò ancora questo autore, che tra l'altro ha scritto davvero molto.

    ha scritto il 

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