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Infanzia e storia

Distruzione dell'esperienza e origine della storia

Di

Editore: Einaudi

4.1
(17)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 152 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000035202 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

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Descrizione del libro
Nuovo Politecnico 105

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  • 0

    "Ogni discorso sull'esperienza deve oggi partire dalla constatazione che essa non è più qualcosa che ci sia ancora dato di fare. Poiché, così come è stato privato della sua biografia, l'uomo contemporaneo è stato espropriato della sua esperienza: anzi, l'incapacità di fare e trasmettere esperienz ...continua

    "Ogni discorso sull'esperienza deve oggi partire dalla constatazione che essa non è più qualcosa che ci sia ancora dato di fare. Poiché, così come è stato privato della sua biografia, l'uomo contemporaneo è stato espropriato della sua esperienza: anzi, l'incapacità di fare e trasmettere esperienze è, forse, uno dei pochi dati certi di cui egli disponga su se stesso. [...] La giornata dell'uomo contemporaneo non contiene quasi più nulla che sia ancora traducibile in esperienza: non la lettura del giornale, così ricca di notizie che lo riguardano da un'incolmabile lontananza, né i minuti trascorsi al volante dell'automobile in un ingorgo, non il viaggio agli inferi nelle vetture della metropolitana né la manifestazione che blocca improvvisamente la strada, non la nebbia dei lacrimogeni che si disfa lenta tra i palazzi del centro e nemmeno i rapidi botti di pistola esplosi non si sa dove, non la coda davanti agli sportelli di un ufficio o la visita al paese di Cuccagna del supermercato, né i momenti eterni di muta promiscuità con degli sconosciuti in ascensore o nell'autobus. L'uomo moderno torna a casa alla sera sfinito da una farragine di eventi - divertenti o noiosi, insoliti o comuni, atroci o piacevoli - nessuno dei quali è però diventato esperienza.
    E' questa incapacità di tradursi in esperienza che rende oggi insopportabile - come mai in passato - l'esistenza quotidiana, e non una pretesa cattiva qualità o insignificanza della vita contemporanea rispetto a quella del passato (anzi, forse mai come oggi l'esistenza quotidiana è stata tanto ricca di eventi significativi)". [...]
    Perché l'esperienza ha il suo necessario correlato non nella conoscenza, ma nella autorità, cioè nella parola e nel racconto, e oggi nessuno sembra più disporre di autorità sufficiente a garantire un'esperienza e, se ne dispone, non è nemmeno sfiorato dall'idea di allegare in un'esperienza il fondamento della propria autorità. [...] Di qui la scomparsa della massima e del proverbio, che erano le forme in cui l'esperienza si poneva come autorità. Lo slogan, che li ha sostituiti, è il proverbio di un'umanità che ha perduto l'esperienza" (p. 5-7).

    ha scritto il 

  • 5

    Il principe Adorno e il ranocchio Benjamin

    E' il libro da cui ho ricevuto l’imprinting di Agamben, l’inizio di tutto, cercato dopo avere focalizzato la densità di alcuni suoi articoli letti sul Manifesto e trovato fortunosamente da Rinascita in una squallida mattina di febbraio (che ricordo bene perché legata a una mia faccenda per ...continua

    E' il libro da cui ho ricevuto l’imprinting di Agamben, l’inizio di tutto, cercato dopo avere focalizzato la densità di alcuni suoi articoli letti sul Manifesto e trovato fortunosamente da Rinascita in una squallida mattina di febbraio (che ricordo bene perché legata a una mia faccenda personale). Immenso il saggio di apertura su come la scienza moderna con il suo programma sperimentale puntato dritto contro le intuizioni naturali abbia distrutto la nozione di esperienza come qualcosa di qualitativamente diverso della conoscenza. Ma emozionanti tutti, in particolare Il principe e il ranocchio, basato sulla lettura di una lettera di Adorno a Benjamin che serve ad A. per - nientemeno - individuare il bug nascosto nel programma del marxismo. E sfogare tutta la sua antipatia per Adorno, che sono certo lui considera responsabile della morte di Benjamin avendo tergiversato alle sue richieste di aiuto quando il principe era al sicuro negli Stati uniti e il ranocchio faceva la fame nella Francia occupata. Commoventi anche le considerazioni sul presepe (“esso ci mostra precisamente il mondo della fiaba nell’istante in cui si desta dall’incanto per entrare nella storia”).

    ha scritto il 

  • 4

    Che cos'è l'esperienza

    La lettura è impegnativa, d'accordo. Ma appena appena uno ha un po' di confidenza con la filosofia - oppure anche no, impegnandosi comunque si arriva ai concetti - si avvicina a delle definizioni sotto una nuova luce di "storia", "esperienza", "trascendentale".
    Agamben sostiene un pensiero ...continua

    La lettura è impegnativa, d'accordo. Ma appena appena uno ha un po' di confidenza con la filosofia - oppure anche no, impegnandosi comunque si arriva ai concetti - si avvicina a delle definizioni sotto una nuova luce di "storia", "esperienza", "trascendentale".
    Agamben sostiene un pensiero etico, politico, una filosofia che serva al futuro e alla vita. Ebbene, qui si riflette molto e bene su che cosa aignifica pensare, essere complessi e semplici, sullo scorrere della storia europea e di quella di ognuno.
    Meglio saperlo, davvero.
    Un lavoro non semplice, ecco l'unico peccato: scrivesse anche per tutti oltre che per gli addetti ai lavori...

    ha scritto il