Infelici e scontenti

Di

Editore: Les Flaneurs

4.0
(5)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8899500150 | Isbn-13: 9788899500153 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Nell'immaginario collettivo le fiabe possono finire solo con il classico “… e vissero felici e contenti”. Eppure, chi non si è mai chiesto cosa è successo dopo? Che cosa accadde a Belle dopo la rottura dell'incantesimo? Jasmine, che ha sempre sognato di scappare da palazzo, è felice della sua vita? I racconti si aprono sul finale disneyano che conosciamo tutti e proseguono con la narrazione di fatti tenuti nascosti: l’eroina diviene fautrice della propria infelicità. Cenerentola si ritrova sposata con un principe che la considera un giocattolo sessuale, Ariel scopre che non è diventata davvero umana e che le manca la possibilità di procreare, Alice, che avrebbe voluto crescere e diventare donna, si ritrova a rimpiangere il Paese delle Meraviglie e la spensieratezza dell’infanzia… Agli occhi delle protagoniste, una scelta: assecondare la sfortuna e stringere i denti oppure sfidarla e soccombere.
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  • 4

    Da < a href="https://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2017/02/recensione-infelici-scontenti.html">La Bella e il Cavaliere Blog < /a>

    Chi mi conosce sa molto bene quanto io sia fissata sui lieto fine. D ...continua

    Da < a href="https://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2017/02/recensione-infelici-scontenti.html">La Bella e il Cavaliere Blog < /a>

    Chi mi conosce sa molto bene quanto io sia fissata sui lieto fine. Di solito evito come la peste romanzi se so che hanno una tragica conclusione, al massimo mi ci imbatto in modo inconsapevole o decido di leggerli su consiglio di amiche perché la bellezza del romanzo supera il dolore per la fine.
    Per questo potrebbe sembrare strano che io abbia letto Infelici e scontenti di mia spontanea volontà, considerato che l'autrice alla presentazione (ma bastano la cover e la quarta di copertina a chiarire che aria tira) ha fatto ben presente che nel romanzo viene demolito il lieto fine di sette principesse Disney. Eppure ci sono sempre le eccezioni alla regola e in questo caso ha vinto la mia curiosità.
    E, a lettura ultimata, credo di aver fatto bene a soddisfare il mio lato curioso. Infelici e scontenti è un romanzo cinico e duro, che, sì, smonta il lieto fine delle principesse facendole scontrare con i lati più crudeli della vita. Nessuna fata madrina, magia, amore o fortuna le salveranno.
    In alcuni racconti (tra cui ci sono quelli che ho apprezzato di più) sono le stesse principesse a causare il loro declino, con le loro azioni, con l'arrendersi alle proprie debolezze e paranoie.
    In altri la rovina è causata da fattori esterni, ma non meno disastrosi.
    Inoltre, gli antagonisti non subiscono alcuna punizione giusta come ci si aspetterebbe da ogni fiaba Disney, ma d'altronde qui mancano tutti i buoni sentimenti made in Disney, mentre regna sovrana la realtà più oscura e dura.

    Il romanzo è scorrevole, complice lo stile e la forma del racconto, e per quanto si sappia che nessuna delle sette protagoniste avrà scampo, non si può fare a meno di iniziare la storia successiva per vedere cos'ha escogitato l'autrice per i personaggi.
    A mio parere, alcuni racconti sono più riusciti di altri. Quelli che ho preferito sono: Biancaneve, che ho trovato breve ma efficace; Ariel, anche se un po' troppo lungo e dispersivo, mi è piaciuto proprio per il modo con cui la narrazione porta la Sirenetta alla rovina (e la scena finale: inquietante e bella); Belle perché l'autrice, come anche detto nelle Note al racconto, non ha scelto la via facile di un eventuale risvolto violento della Bestia, ma si è giocata un'altra carta (anche se in qualche punto ho trovato forzato il cambiamento di Belle e un po' poco realistiche le reazioni degli altri personaggi);Jasmine perché è la principessa che rimane più simile al personaggio Disney, pur nell'adattamento alla trama, e forse per questo ancora più triste nella sua fine.
    Anche gli altri racconti sono gradevoli (per quanto concesso dalle difficoltà che le protagoniste affrontano, il mai una gioia regna sovrano), ma mi hanno colpito meno, vuoi per le scelte narrative vuoi per la caratterizzazione dei personaggi.

    Infelici e scontenti non è un romanzo nelle corde di tutti. Se avete voglia di vedere soffrire le principesse Disney per soddisfare il vostro lato sadico, se siete curiosi di quale declino le aspetta dopo il The End Disney secondo Alice Chimera, se un po' (tanta) sofferenza non vi spaventa, potrebbe davvero fare al caso vostro.

    Piccolo bonus: Alice Chimera ha aggiunto un racconto alla sua rosa di tragici finali e questa volta la scelta è ricaduta su Elsa di Frozen. E, forse perché è il film d'animazione più recente rispetto ai precedenti e di fresca visione, mi ha assolutamente stesa. O molto probabilmente perché, questa volta, il finale tragico tocca più personaggi e la mazzata arriva potente.

    Se si avvelena una mela, non si può ignorare che i suoi semi presto o tardi faranno nascere un raccolto di veleno e pestilenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Certe recensioni sono sempre un pò difficili da scrivere.

    Infelici e scontenti è una lettura molto particolare. Sono piccole rivisitazioni delle storie Disney che noi già conosciamo bene.
    Vi è mai ca ...continua

    Certe recensioni sono sempre un pò difficili da scrivere.

    Infelici e scontenti è una lettura molto particolare. Sono piccole rivisitazioni delle storie Disney che noi già conosciamo bene.
    Vi è mai capitato di rivedere i vecchi cartoni e pensare che quelle protagoniste, nel mondo reale, avrebbero fatto una fine ben diversa? Ecco, Alice ci propone esattamente quel finale non poi così roseo.

    Sono sette storie dedicate a Biancaneve, la Sirenetta, la bella e la Bestia, Cenerentola, Aladdin, la Bella Addormentata e Alice nel paese delle meraviglie.
    Ovviamente, per quanto abbiano tutte un filo comune, sono storie da prendere singolarmente.
    Mi piace la fantasia di Alice, mi piace la ricercatezza che mette nel descrivere le scene. Mi piace quando esagera perchè lo fa con classe, creando una cosa talmente tanto assurda che in un certo senso, sembra credibile.

    In un modo o nell'altro, ogni nuovo finale mi è sembrato quello più azzeccato dato che assomigliano alle storie Originali.
    La mia preferita è forse quella della Sirenetta.
    So che molti si aspettavano che nominassi Alice e ovviamente, quella rimane la storia del mio cuore ma la rivisitazione di Ariel mi sembra quella più agghiacciante. Mentre quella che sinceramente mi ha detto proprio poco è stata quella della Bella e la Bestia.

    In generale, queste letture mi sono piaciute e per dare un giudizio finale, passa abbondantemente la sufficienza. So che da un lato il mio giudizio non è molto obiettivo dato che io queste rivisitazioni le amo un pò a prescindere ma veramente, leggete per credere. Qui dentro ci sarà senza ombra di dubbio una storia che vi catturerà, facendo uscire allo scoperto il vostro lato sadico...

    Spero in un secondo giro di storie dato che il materiale abbonda ma anche se Alice dovesse pubblicare qualcosa di diverso, da oggi so per certo che sarà una lettura meritevole.

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro libro di un'autrice esordiente, stavolta si tratta di un "what if" che racconta le tragedie avvenute ad alcune principesse Disney dopo il fatidico "sì" o comunque il lieto fine che ci è stato ...continua

    Un altro libro di un'autrice esordiente, stavolta si tratta di un "what if" che racconta le tragedie avvenute ad alcune principesse Disney dopo il fatidico "sì" o comunque il lieto fine che ci è stato raccontato. Non si tratta del solito esempio di fiaba dark sulla falsariga degli horror per adolescenti o storie pulp strampalate tipo "Orgoglio e pregiudizio e zombi": Alice Chimera (nome molto indicativo) si inventa delle continuazioni delle fiabe plausibili sia dal lato disneyano della storia sia da quello decisamente più crudo dei testi originali, dai Grimm in giù. Questo mash-up tra storie a cartoni che tutti conosciamo e racconti educativi di stampo spesso crudele e pessimistico funziona bene, anche se in alcune storie più che altre. Un altro lato positivo è dato dalla varietà di stili adoperati, dalla storia di fantasmi in stile gotico vittoriano (La bella e la bestia) al racconto nel racconto (La sirenetta), dal diario (Alice, che elenca la sua dipendenza dalle più svariate sostanze) alla pornografia (Cenerentola, ridotta a schiava sessuale del principe). Come detto prima, alcune funzionano più di altre, ma in ogni caso si avverte la volontà dell'autrice di bilanciare il più possibile i due lati della medaglia con una buona dose di ricerca, e in generale non si ha l'impressione che abbia voluto cercare lo shock a buon mercato e basta.
    In definitiva un buon esordio che lascia intravedere ottime potenzialità. Attendiamo fiduciosi i prossimi lavori!

    ha scritto il 

  • 3

    E vissero per sempre...

    Consiglio la lettura di questo libro. Ho trovato interessante l'idea dell'autrice di prendere alcune delle favole classiche e raccontare, per ciascuna, "come realmente andò a finire". Le favole che le ...continua

    Consiglio la lettura di questo libro. Ho trovato interessante l'idea dell'autrice di prendere alcune delle favole classiche e raccontare, per ciascuna, "come realmente andò a finire". Le favole che leggiamo ai bambini si concludono, solitamente, con il classico 'e vissero per sempre felici e contenti', ed è giusto così: non dobbiamo impedire loro di sognare, e nemmeno costringerli a entrare prematuramente nel mondo adulto. Crescere, infatti, c'insegna che la felicità non è eterna e l'autrice immagina un finale letto da un adulto a se stesso, non più a un bambino.

    ha scritto il