Infinite Jest

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

4.5
(2028)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 1281 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8806178725 | Isbn-13: 9788806178727 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Edoardo Nesi , Annalisa Villoresi , Grazia Giua

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Umorismo , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l'intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Il Canada e gli Stati Uniti sono una sola supernazione chiamata ONAN, il Quebec insegue l'indipendenza attraverso il terrorismo, ci si droga per non morire, di noia e disperazione. E un film perduto e misterioso, "Infinite jest", dello scomparso regista James Incandenza, potrebbe diventare un'arma di distruzione di massa...
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  • 5

    Vogliamo la versione italiana dell'originale Hardback English

    Einaudi Stile Libero nel 2016 compie vent’anni.
    Quelli dell'Einaudi si facciano un bel regalo: La stampa di un'edizione italiana di Infinite Jest in formato, copertina rigida e sopra copertina origina ...continua

    Einaudi Stile Libero nel 2016 compie vent’anni.
    Quelli dell'Einaudi si facciano un bel regalo: La stampa di un'edizione italiana di Infinite Jest in formato, copertina rigida e sopra copertina originale (9780316920049) Little, Brown & Company:165.1 x 236.22 mm.
    Sarebbe un doppio regalo, per Einaudi e per i suoi lettori.
    Einaudi non brilla né per la coerenza del formato delle sue collane, ho almeno 3 formati diversi di Stile libero Big sul mio scaffale, né per l'attenzione che riversa ai suoi lettori per la dimensione del font.
    Se vuole essere una sfida, sarebbe una scelta editoriale vincente anche sul piano economico.
    - Non lo faranno mai!

    ha scritto il 

  • 0

    Chissà cos'ho capito...

    Un libro estenuante. Interessante a sprazzi, noioso per buona parte, nevrotico, insopportabile. Forse una rilettura sarebbe doverosa, ma perché dedicare altro tempo ad un libro così poco interessato a ...continua

    Un libro estenuante. Interessante a sprazzi, noioso per buona parte, nevrotico, insopportabile. Forse una rilettura sarebbe doverosa, ma perché dedicare altro tempo ad un libro così poco interessato ad essere letto?
    Impossibile per me la sua valutazione, giudizio sospeso.

    ha scritto il 

  • 1

    Infinite Jest non è un libro, è una sfida contro se stessi.
    Come quando hai una nausea tremenda e ti trattieni dal vomitare, come quando ti chiedono di correre ancora un po' e i polmoni ti stanno usce ...continua

    Infinite Jest non è un libro, è una sfida contro se stessi.
    Come quando hai una nausea tremenda e ti trattieni dal vomitare, come quando ti chiedono di correre ancora un po' e i polmoni ti stanno uscendo dalla bocca.
    l'ho finito per snobismo, per poter dire "l'ho letto"; perché volevo vedere se capivo tutta la genialità che viene attribuita a questo libro-per la cronaca-si ok ci sono delle cose oggettivamente geniali, considerando che è del 1996 ha sicuramente degli elementi visionari, soprattutto la parte relativa all'intrattenimento, ma per me ha lo stesso valore di quelle opere contemporanee tipo pietra con buco intitolata "nudo di donna" e tutti ad esaltarne il valore. io la genialità non l'ho capita. mi sono sentita presa in giro. ho continuato a leggere sperando che a un certo punto arrivasse da qualche parte. e invece no. E' davvero un infinite jest, uno scherzo senza fine, perché mentre lo leggevo avevo la netta impressione che non sarebbe mai finito. che avrei letto sempre e solo infinite jest senza arrivare mai da nessuna parte.
    tralascio il commento sulle proporzioni del cartaceo. probabilmente chi pubblica non legge. E' l'unica motivazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Nella storia della letteratura ci sono opere "totali", capolavori che riescono a trasmettere il senso di un'epoca, vedi ad esempio l'Ulisse" di joyce, "i miserabili" di Hugo, infinite jest è senza dub ...continua

    Nella storia della letteratura ci sono opere "totali", capolavori che riescono a trasmettere il senso di un'epoca, vedi ad esempio l'Ulisse" di joyce, "i miserabili" di Hugo, infinite jest è senza dubbio annoverabile tra questi dinosauri perché oltre a reinventare un nuovo modo di utilizzare il verbo, oltrepassando i nessi logici alla ricerca di un vero e proprio linguaggio emotivo, ci racconta un mondo di esasperazione nevrotica in cui personaggi psicotici popolano una realtà grottesca in cui l'orrore e la depravazione vanno a braccetto con l'ironia spietata di uno scherzo infinito.
    Ci sono libri che sono come delle belle canzoni, altri li potremmo paragonare ad un album ben assortito, infinite jest è una polisinfonia con innumerevoli motivi armonici che si intersecano a sollevare il dubbio esistenziale nella vacuità di questi giorni nostri.

    ha scritto il 

  • 5

    Finito. Fi. Ni. To. Dunque, a caldo, cosa è Infinite Jest? È innanzitutto un’opera folle, priva di senso. È priva di senso la sua mole, è privo di senso il suo intreccio, è priva di senso la sua compl ...continua

    Finito. Fi. Ni. To. Dunque, a caldo, cosa è Infinite Jest? È innanzitutto un’opera folle, priva di senso. È priva di senso la sua mole, è privo di senso il suo intreccio, è priva di senso la sua complessità. In questo però è la sua grandezza, la titanica ambizione del suo autore. Nel tentativo di dare forma al nonsense, al nevrotico.

    Infinite Jest è una monumentale enciclopedia di disturbi psichici: schizofrenia, ossessivo-compulsivo, paranoide, e tutto il variopinto ventaglio di combinazioni esistenti e ipotizzabili. Qui tutto è folle. Qui il linguaggio vitreo e asettico della prassi medica sconfina ed emerge dal di dentro della stessa nevrosi. Non è solo l’opera di un genio folle, di un narratore autistico, ma è un’opera performativamente folle. Che ha impressa la psicosi nelle sue stesse forme.

    I vertiginosi — e minuziosi oltre ogni raziocinio — elenchi di sostanze psicotrope legali e non. Le descrizioni ossessionate e ossessionanti di particolari assolutamente insignificanti, che sfidano ogni capacità di seguire lo svolgimento di periodi e costruzioni sintattiche che possono estendersi per una pagina e oltre. Le labirintiche invenzioni di personaggi, comunità, organizzazioni, eventi, titoli di studio, attività accademiche, slang, pubblicità, torture. Tutto è un groviglio inestricabile di psicodrammi, allucinazioni e lampi di sfolgorante lucidità, e tutto è predisposto allo scopo di atterrire e dissociare il lettore dai fragili appigli ai quali ha ancorato la propria sanità mentale.

    Ma non solo il contenuto di questo romanzo ciclopico è dissociante e teso a mostrare l’incredibile schizofrenia di quella illusione ordinata che chiamiamo razionalità. È la sua forma che trasuda psicosi. Cioè, D. F. W. crea tutta una nuova realtà, e si mette a descriverla scrupolosamente (con una scrupolosità ossessiva e martellante), non per ambizioni divine, ma per dimostrare la spaventosa grandezza del proprio talento in tutta la sua sfavillante futilità, e quindi dimostra la futilità di ogni talento.

    Lo scherzo (jest vuol dire scherzo) è quello di voler creare un gioco infinito, un romanzo ultracomplesso di oltre mille pagine, con duecento pagine di note e sottonote intricatissime, che dimostri la propria inutilità, la vacuità di ogni eccellenza, la ridicola condizione dell’umano condannato a una grandezza senza pari ma senza sapere cosa diavolo farci. In un cesso di nonsenso onnipresente e capillare, D. F. W. deride se stesso costringendosi a sudare su mille-e-più pagine per una verità priva di ragione d’essere, e attraverso il proprio spropositato talento diverte e intrappola il lettore, costringendolo a partecipare di tale assurdità.

    Estenuante, sconsiderato, e geniale.

    (Nota per l’editore. Milledueceontottantuno pagine. Duemila grammi. Due fottuttissimi chili. Ma non ti viene in mente che si tratta di un romanzo e che dunque il povero lettore avrebbe anche piacere di portarsi a spasso il proprio libro nuovo di pacca del proprio scrittore preferito, magari per leggerlo sulla metro o al parco o dovestracazzoglipare? Ma due chili sono un bottiglione di vino. Il vocabolario Zanichelli. Il Capitale in tre volumi. Non esattamente quel tipo di bagaglio a portata di ventiquattrore.
    Einaudi, tesoro, puttanamaiala, ma non ti è venuto in mente neanche per un istante che forse suddividere il macigno in almeno due volumi era una scelta compassionevole nei confronti del caro lettore, nonché tuo cliente?
    )

    ha scritto il 

  • 5

    Per prima cosa meritano 5 stelle tutti i lettori che sono arrivati alla fine di questo "mondo".
    Opera delle più complesse mai lette: per stile, salti temporali, pensieri che fuggono,mole.
    Leggere pagi ...continua

    Per prima cosa meritano 5 stelle tutti i lettori che sono arrivati alla fine di questo "mondo".
    Opera delle più complesse mai lette: per stile, salti temporali, pensieri che fuggono,mole.
    Leggere pagine e pagine di un autore affetto da grafomania paranoica e per di più acuta, mi ha portato su sentieri mai battuti.
    Pagine che provocano in poche righe un alternarsi di Odio-Amore-Odio-Amore verso tutta la lettura mondiale.
    Espressionismo allo stato puro, Jackson Pollock con la penna in mano. Fatica nella testa e nel corpo.
    Tutto è così dedito al dettaglio da ricordarmi Melancholia di Lars Von Trier,
    tutti i personaggi sono costantemente sotto una coltre di sofferenza da ricordarmi un film di Paul Thomas Anderson.
    ( ok ora mi direte... e David Lynch, non si prende una fetta di torta ?.....lo sapevo. )

    Mi viene da ridere nel leggere chi nel web vuole spiegare, razionalizzare delimitare qualcosa di infinito :),
    la vera forza di questa opera sta nelle linee parallele.

    Ora un po' di considerazioni senza filtro:

    - Il suicidio è presente in questo libro.
    - Quante nozioni chimiche sui narcotici che ho imparato !
    - Ho adorato alla follia Joelle Van Dyne
    - Ho odiato le note e soprattutto le note delle note.
    - Assomiglio molto a Mario.
    - Adoro i libri che scrivono di cinema, mentre trovo noiosi i film che descrivono scrittori.
    - A 35 anni sono contento di averlo letto. Non credo proprio lo rileggerò di nuovo.
    - Se qualcuno mi invita a giocare a Eschaton, lo spingo a saltare tra le rotaie di un treno.
    - Mi rimarrà a lungo dentro...anche se so già che non riuscirò a definire la natura della scheggia...

    PS: Chi definisce DFW il sommo guru della letteratura, smette di essere curioso, smette di farsi domande. Infinite Jest è si una Supernova luminosissima ma è anche buco nero, che per mesi ha succhiato energia per letture di altri libri, altri autori altre idee...
    PS2 : ho il massimo rispetto e stima per DFW.

    ha scritto il 

  • 5

    E niente, sono arrivata all'ultima pagina. L'ho già ricominciato perché per quanto ci si possa aiutare con gli schemi che si trovano in rete e i commenti degli altri, l'unico modo per ricucire tutto i ...continua

    E niente, sono arrivata all'ultima pagina. L'ho già ricominciato perché per quanto ci si possa aiutare con gli schemi che si trovano in rete e i commenti degli altri, l'unico modo per ricucire tutto insieme è rileggerlo e basta. Una cosa però ve la dico, sta cosa delle dipendenze mi ammazzava, leggevo e soffrivo, leggevo di Lenz col suo cappotto e la parrucca e delle scariche di adrenalina che aveva ad ammazzare crudelmente gli animali, dapprima i topi, poi gatti, sempre in modo più crudele, fino al cane. Ieri mi succede questa cosa, c'è l'ambulatorio di un veterinario vicino al mio negozio e c'è una ragazza che aspetta, hanno centrato il suo gatto con un dardo di balestra. Il gatto aveva sta freccia grossa come un dito che lo attraversava da una scapola all'altra. Pensavo a quanto schifo fa l'umanità e pensavo che IJ mi ci aveva già preparata. Quando me la sentirò produrrò un commento letterario, per ora la vivo di pancia e cuore.

    ha scritto il 

  • 0

    Per ora, lo trovo altalenante fra lo spassoso, l'assurdo e il riflessivo. Ci sono alcune chicche sul "come va o come dovrebbe essere intesa la vita" che potrebbero dare luogo a infinite disquisizioni. ...continua

    Per ora, lo trovo altalenante fra lo spassoso, l'assurdo e il riflessivo. Ci sono alcune chicche sul "come va o come dovrebbe essere intesa la vita" che potrebbero dare luogo a infinite disquisizioni.
    Questo libro, per me, è un po' come la vita, dipende come lo affronti e come ti poni nei suoi confronti.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto questo libro qualche anno fa. Ci sono libri di cui non ricordo neanche il nome di un personaggio, altri, come questo, che ti lasciano delle sensazioni collaterali come i vividi ricordi dei mo ...continua

    Ho letto questo libro qualche anno fa. Ci sono libri di cui non ricordo neanche il nome di un personaggio, altri, come questo, che ti lasciano delle sensazioni collaterali come i vividi ricordi dei momenti e luoghi di lettura anche se la storia è completamente sbiadita. Di Infinite Jest non saprei dire se la storia l'ho mai afferrata, se c'è mai stata, quel che è certo è che aprire lo sportello del microonde non è mai più stato lo stesso.

    ha scritto il 

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