Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Infinite Jest

Di

Editore: Einaudi (Stile libero Big)

4.5
(1886)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1281 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8806178725 | Isbn-13: 9788806178727 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Edoardo Nesi , Annalisa Villoresi , Grazia Giua

Disponibile anche come: Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Infinite Jest?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
In un futuro non troppo remoto e che somiglia in modo preoccupante al nostro presente, la merce, l'intrattenimento e la pubblicità hanno ormai occupato anche gli interstizi della vita quotidiana. Il Canada e gli Stati Uniti sono una sola supernazione chiamata ONAN, il Quebec insegue l'indipendenza attraverso il terrorismo, ci si droga per non morire, di noia e disperazione. E un film perduto e misterioso, "Infinite jest", dello scomparso regista James Incandenza, potrebbe diventare un'arma di distruzione di massa...
Ordina per
  • 4

    Così infinito che forse non si concluderà mai

    Le buone notizie: Foster Wallace ha una incredibile capacità di mettere insieme le parole. Pagine su pagine di affabulazione; lo sfondo del romanzo è incredibilmente creativo, originale, beffardo e ...continua

    Le buone notizie: Foster Wallace ha una incredibile capacità di mettere insieme le parole. Pagine su pagine di affabulazione; lo sfondo del romanzo è incredibilmente creativo, originale, beffardo e surreale; l'umorismo corrosivo è favoloso; grande ambizione; divertentissimo uso delle note; a volte appaiono squarci rivelatori sull'esistenza. Le pessime notizie (che mi farebbero propendere per 3 stelle e mezzo, se ci fossero le metà): Infinite Jest, spesso e volentieri, riesce ad essere noioso, di quel tedio insopportabile per cui si guarda il numero di pagina sperando che magicamente aumenti. Direi che i motivi di questa noia sono da individuare nello squilibrio dei due principali comparti narrativi. E' decisamente più interessante la storia degli allievi dell'Accademia di tennis (grande amore di Wallace) rispetto alla fluviale epopea di guai e sbandate dei componenti del vicino Istituto di riabilitazione (altro tema molto sentito). Altro fattore: nel romanzo succede pochissimo, e ciò che accade è sovente irrilevante. L'autore si spacca la testa nel descriverci ogni particolare, anche il più insignificante,e dei personaggi principali sappiamo tutto. Ma in realtà, paradossalmente, non sappiamo quasi nulla di come siano effettivamente. Di Hal Incandenza ci vengono detti vita morte e miracoli, però non ne conosciamo il carattere molto di più di quanto sapevamo a pagina 1 o 200. Rimangono figurine piatte (ma come? ci è stato detto tutto!) e personalmente non mi ci sono affezionato granché. In più la struttura del romanzo fa sì che la narrazione verta soprattutto sugli eventi del passato, quindi ci troveremo con pochissimi accadimenti "attuali" alla fine del romanzo. E' come se la storia fosse cristallizzata nel "già successo" e non volesse muoversi cronologicamente in avanti. Sebbene si abbia la sensazione che l'autore l'abbia fatto apposta e sia tutta una burla (in fondo, lo scherzo infinito del titolo), non sono riuscito a rimanere impassibile nel digerire centinaia e centinaia di pagine, senza un indizio su cosa Wallace volesse davvero comunicarmi. Ci sono momenti fantastici (ad esempio, lo straordinario inizio) ma si perdono un po' nell'affabulazione fine a se stessa, che si avvita indefinitamente. Confesso che mi aspettavo di più (o di meno, è questione di punti di vista) e non credevo di dover leggere le ultime 100 pagine con uno spirito stoico di sopportazione. L'ambizione è grande ma manca (per fare due esempi di letture recenti) l'ironia metalinguistica del Tristram Shandy o la fantasmagoria stilistica dell'Ulisse (e anche in questi due libri succede poco). Semplicemente, non mi sentirei di rileggerlo, almeno nei prossimi 5 anni. E' un bel romanzo che sarebbe potuto essere meraviglioso. Un peccato...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Samizdat per la mente

    Dopo essermi finalmente decisa ad iniziare "Infinite Jest" ho passato un' infinità di tempo a chiedermi se sarei riuscita ad arrivare alla fine. Poi è arrivato il momento in cui ho voltato l'ultima ...continua

    Dopo essermi finalmente decisa ad iniziare "Infinite Jest" ho passato un' infinità di tempo a chiedermi se sarei riuscita ad arrivare alla fine. Poi è arrivato il momento in cui ho voltato l'ultima pagina (note comprese!) e la prima cosa che ho fatto è stata riaprire il libro e rileggere i primi capitoli. Ebbene sì. Un pò perché si tratta di un libro che mi aveva fatto compagnia per diversi mesi ed oramai lo sentivo parte integrante della mia routine quotidiana, un pò perché (inutile girarci intorno) questo è un libro che ti penetra fin dentro le viscere e ti rivolta come un calzino senza che tu te ne renda conto. La trama è abbastanza complessa, più che altro a causa dei numerosi temi che affronta (dipendenza da sostanze, programmi di recupero, tennis e agonismo sportivo, solitudine e alienazione nella società moderna, intrattenimenti di massa, separatismo ecc), e dei numerosi personaggi apparentemente slegati tra loro che impareremo a conoscere, ad amare o anche odiare. Le vicende si svolgono tutte a Boston e la storia si divide in due tranci principali: -La Enfield Tennis Academy dove si trovano la maggior parte dei membri della famiglia Incandenza (centro nevralgico dell’ intero libro, soprattutto un certo Hal), ma dove avremmo il piacere di conoscere anche tanti altri soggetti straordinari come Pemulis, John Wayne, Ortho Stice e quello che è forse uno dei miei personaggi preferiti in assoluto, Clipperton e la sua glock 17. -La Ennet House, centro di recupero per tossicodipendenti dove avremmo occasione di ascoltare le storie più assurde e toccanti che sentiremo in vita nostra. Personaggio centrale in questa parte della storia è Don Gately ex tossico e ladro oggi pentito che oramai poggia la sua intera vita su un solido codice etico che lo tiene a galla. Altro personaggio chiave è ovviamente Joelle Van Dyne che lega sottilmente le due trame principali. E poi c’è l’oggetto principe della trama, “l’Intrattenimento”. Film che produce un vero e proprio piacere fisico all’ignaro spettatore tanto da renderlo incapace di staccarsi dallo schermo. Questa pellicola non è altro che l’incarnazione della dipendenza nella sua forma più estrema.

    “Infinite Jest” non è un libro facile. Necessita di moltissima attenzione durante la lettura (sappiamo tutti quanto Wallace amasse i dettagli), ma certamente lo sforzo sarà ampiamente ripagato. All’inizio si è colti da un improvviso e terribile spaesamento, dato che si è catapultati di qua e di la senza un’apparente logica, tra campi da tennis, case di recupero per tossici, strade anonime, e montagne, ma con lo scorrere delle pagine tutto acquisterà un senso. Questa è una di quelle letture che ti cambia nel profondo senza che tu te ne accorga, almeno questo è quello che è accaduto a me. Mi ha lasciata con delle sensazioni strane addosso che ancora adesso non riesco a spiegare in maniera ragionevole o almeno soddisfacente. “Infinite Jest” è pregno di ironia ma dopo averti fatto sorridere o magari sganasciare dalle risate ti rendi conto che quello che c’era dietro quel paragrafo tanto ironico magari così ironico non lo era affatto. I personaggi sono tutti (dal primo all’ultimo, e ne sono davvero tanti) totalmente realistici e immersi in situazioni talmente ordinarie che l’identificazione col lettore scatta molto facilmente. Alla fine ti sembra di conoscerli tutti dal primo all’ultimo, come se fossero amici di vecchia data, e visto come li tratta il buon Wallace non so fino a che punto sia una cosa buona per l’inerme lettore che dopo aver chiuso il libro si trova orfano di un mondo intero. Catatonico come lo spettatore dell’Intrattenimento, ne vuoi ancora. Forse è questo lo scherzo infinito che ha voluto farci DFW. O forse no. Forse questo è solo il suo modo terribilmente vero di dire dove questo mondo ci sta portando. Non lo so. So solo che questo è un libro che mi porterei dietro anche in capo al mondo, ne non altro per rileggerne una frase al giorno.

    ha scritto il 

  • 4

    Infinity Biography

    Non è un capolavoro come molti vogliono far credere, ma vi si avvicina. non lo è perché non ha quel senso di universale che lo renda eterno. Non lo è perché è parzialmente fossilizzato negli ...continua

    Non è un capolavoro come molti vogliono far credere, ma vi si avvicina. non lo è perché non ha quel senso di universale che lo renda eterno. Non lo è perché è parzialmente fossilizzato negli anni '90. Non lo è perché è un'Eterna Biografia dello stesso Autore. Ma in parte lo è perché è scritto magistralmente e in parte lo è perché ricorderà un'intera generazione (di drogati e dipendenti). Un libro strafatto, strafattissimo, di tutte le droghe possibili e anche di quelle impossibili. La mia domanda è: perché proprio quello sport?

    Rest In Pieces. 4,5 su 5.

    ha scritto il 

  • 4

    Si suol dire che il diavolo si nasconde nei dettagli. Se così fosse, Wallace potrebbe assurgere a ruolo di demonio. Moltissimi lettori, anche qui su Anobii, si sono trovati in difficoltà dinnanzi a ...continua

    Si suol dire che il diavolo si nasconde nei dettagli. Se così fosse, Wallace potrebbe assurgere a ruolo di demonio. Moltissimi lettori, anche qui su Anobii, si sono trovati in difficoltà dinnanzi a queste 1000 e passa pagine di buona letteratura Americana. Hanno trovato questo libro eccessivamente lungo, palloso e pretenzioso. Sono tutte impressioni giustificate. Ma soffermarsi solo su questi aspetti è un delitto verso un opera degna di attenzione. Le molteplici storie che si intersecano in questo "Infinite Jest" ci portano in un America distopica fatta di agglomerati e quel sapore di sci-fi anni '60. Ma in realtà l'ambientazione mi è parsa un fattore di poco conto per gli avvenimenti raccontanti. Tutta la vicenda gira intorno alla famiglia Incandenza e a un centro recupero per tossicodipendenti e alcolizzati. Vengono eviscerati in modo meticoloso i rapporti fra i diversi personaggi, intersecandoli fra di essi in un dedalo di ragnatele a cui difficilmente ci si riesce a raccappezzarsi. A volte si perde il filo ma si rimane inevitabilmente attratti dalla caratterizzazione dei personaggi che sono un punto di forza della prosa di Wallace. Lasciando perdere l'umorismo post-moderno, o la funzionalità di critica sociale che fanno parte, comunque,del plot narrativo, ci troviamo dinnanzi a uno stile descrittivo quasi "dostoevskijano". I fratelli Hal, Mario e Orin Incandenza vengono delineati con vigore e minuzia, senza lasciare niente al caso. Il difficile rapporto con il padre (che è uno dei punti focali della vicenda), la carriera sportiva di Hal e Orin,così come la figura di Mario quale assistente regista per il padre cineasta sono avvolgenti e non possono non colpire e far affezionare il lettore. Se la psicologia dei diversi attori in campo sembra estrapolata da un romanzo russo lo stesso non si può dire per lo stile usato dallo scrittore. Wallace sembra il depositario della lettura Americana, un amanuense della grande tradizione letteraria d'oltreoceano. Non è difficile trovarsi di fronte a Roth, DeLillo, Pynchon o a Fitzgerald o a Salinger fra le righe dello scrittore newyorkese. Per questo motivo, a volte mi è sembrato di leggere qualcosa che avevo già letto. Ciò che manca è l'innovazione. "Infinite Jest" risulta essere strutturalmente post moderno ma in sostanza tradizionale. Non rompe schemi e stilisticamente non dice nulla di nuovo. Ma ha i suoi punti di forza, risulta essere intrigante, noioso, soffrendo di una complessità di fondo ma di una linearità della trama. Mi ha indubbiamente avvinto anche uno dei temi principali della storia. Ovvero l'analisi dell'intrattenimento. Quali sono i meccanismi che ci muovono verso l'intrattenimento e quali sono le conseguenze che da esso ci portano alla dipendenza. Wallace sembra avere la sua risposta. La mancanza ineludibile di qualcosa ci porta a riempirci il tempo con un hobby, con un attività che ci intrattiene, ci distoglie e riempie quei tristi momenti vuoti in qualcosa di insostituibile ed è lì che tutto si trasforma in dipendenza. Così come la figura del padre suicida tange in modo irreversibile i suoi famigliari che si troveranno a riempire il proprio vuoto con attività diverse di infinita malinconia che li porteranno a una dipendenza cronica. Lo scherzo infinito che dovrebbe avere dei preamboli comico sarcastici diventa un dipinto con toni reali e non surreali come ci vuole far credere il suo autore. Il realismo diventa quindi tangibile, facilmente riconoscibile e disgustante fra le righe della storia. Forse per questo Wallace è avvicinabile per forme diverse ad Ellis, in quanto entrambi diventano pittori di una realtà schiaffata in faccia. Forse Ellis risulta essere più asettico di Wallace, il secondo detiene comunque una sua idea morale sulle azioni dei diversi personaggi e lo condivide con il lettore cosa che il primo non si sente in dovere di fare. Alla fine, questo "Infinite Jest" è un libro da consigliare? Certamente, no! Però come tutte le storie difficili, complesse e sconsigliate ha una sua attrattiva. Molti ne possono rimanere colpiti e affascinati, altre invece possono trovarsi disgustati e offesi dalla perdita di tempo. Più che un parere ficcante sul libro, questo vorrebbe essere un avvertimento per i lettori! Ficcante, ma non per tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    quasi un parto.

    8 mesi per leggerlo. Vuoi che è stato difficile portarlo in giro (data la mole e il peso) e io leggo prettamente fuori casa (al parco, in palestra, in posta, sui mezzi, mentre aspetto amici in ...continua

    8 mesi per leggerlo. Vuoi che è stato difficile portarlo in giro (data la mole e il peso) e io leggo prettamente fuori casa (al parco, in palestra, in posta, sui mezzi, mentre aspetto amici in ritardo, quando mi annoio in serate pallose, ecc.); Vuoi che questo qui è un pazzo, genio ma pazzo e per seguirlo mi ci voleva concentrazione, quindi è stato meglio leggerlo a casa, bella comoda, ma dato il peso dopo un po' la comodità andava a farsi fottere e iniziavano i dolori al polso e dovevo interrompere; Vuoi che a causa di questa lettura frammentaria, ogni volta che lo riprendevo dovevo ripartire almeno 20 pagine prima e arrivata al punto già iniziavano gli indolenzimenti; Vuoi che a un certo punto, quando ho "spezzato il fiato" nella lettura, ci si è messa pure la sfiga con un errore di stampa (mancavano un bel po' di pagine e ho pensato pure che fosse uno scherzo di Wallace) e quindi ho dovuto riportare il mattonazzo in libreria e ordinarne un altro; dopo 8 mesi l'ho finito e...non c'ho capito una sega! Per capire che cacchio era successo sono dovuta tornare all'inizio (che avevo letto 8 mesi fa e ciao, chi cavolo se lo ricordava), ma non ho comunque capito, perché non è che sia proprio chiarissimo. Meno male che ci sono altri pazzi in giro che hanno fatto video https://www.youtube.com/watch?v=ni7T18UUBUI, forum http://infinitesummer.org/forums/, wallacepedie http://infinitejest.wallacewiki.com/david-foster-wallace/index.php?title=Main_Page.

    Dire se mi è piaciuto o no è difficile. Un po' l'uno e un po' l'altro. Sono sicura che per apprezzarlo dovrei rileggerlo...ma a ri-ciao! E comunque si è divertito parecchio Wallace a prenderci per il culo. Sappi, ovunque tu sia, che ti ho maledetto parecchie volte.

    Le stelle sono 3 e 1/2.

    ha scritto il 

  • 5

    Doloroso e meraviglioso

    Finalmente terminato di leggere Infinite Jest, mi chiedo a) come avevo potuto ignorarlo per così tanto tempo, b) cosa mai potrò leggere in futuro, c) come posso evitare di rileggerlo e rileggerlo e ...continua

    Finalmente terminato di leggere Infinite Jest, mi chiedo a) come avevo potuto ignorarlo per così tanto tempo, b) cosa mai potrò leggere in futuro, c) come posso evitare di rileggerlo e rileggerlo e rileggerlo, dato che a meno di 24 ore dalla fine l'avevo già ripreso in mano.

    ha scritto il 

  • 4

    L'HO FINITO !! L'HO FINITO!! L'HO FINITO!!! E NON CI CREDO ANCORA!!

    non ci credo: l'ho finito!!!!!!!!!!! questa versione rispetto a quella che leggevo prima ha i link alle note che funzionano ( per ebook chiaramente ) perciò se siete così fuori da immergevi in ...continua

    non ci credo: l'ho finito!!!!!!!!!!! questa versione rispetto a quella che leggevo prima ha i link alle note che funzionano ( per ebook chiaramente ) perciò se siete così fuori da immergevi in questo infinito delirio sappiate che avere con voi dei link che funzionano potrebbe farvi soffrire un pò meno! _________________________________________________________________

    dimenticavo di aggiungere che la 4 stellina è per me, non ho mai creduto davvero che lo avrei letto tutto.

    ha scritto il 

Ordina per