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Inganno

Di

Editore: Einaudi (Tascabili. Scrittori, 1418)

3.5
(562)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 151 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8806182935 | Isbn-13: 9788806182939 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Raul Montanari

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Fiction & Literature , Romance , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
"Con l'amante la vita quotidiana passa in secondo piano" scrive Roth edesibendo tutta la sua abilità di brillante osservatore della passione umana,presenta in "Inganno" il mondo circoscritto dell'intimità adulterina con unaschiettezza che non ha eguali nella narrativa americana. Al centro di"Inganno" ci sono due adulteri nel loro nascondiglio. Lui è uno scrittoreamericano di mezza età che vive a Londra, di nome Philip, lei è una donnainglese spigliata, intelligente e colta, compromessa da un matrimonioumiliante a cui, a poco più di trent'anni, è già quasi, a malincuore,rassegnata. L'azione del libro consiste nelle loro conversazioni, per lo piùschermaglie amorose prima e dopo aver fatto l'amore. Questo dialogo acuto,ricco, scherzoso, inquisitorio, "che si muove" come scrive Hermione Lee "suuna scala di dolore che va da un furioso sconcerto a una stoica gaiezza" èquasi l'unico ingrediente di questo libro, e l'unico di cui si senta ilbisogno.
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  • 3

    Questo libro merita di essere definito bello. Ma temo che non me ne ricorderò più fra due settimane. Così preferisco essere cattiva e appuntarlo come un libro che un po' mi è piaciuto e un po' no. Il fatto è che Roth è così intenso. Così denso. Così cervellotico. Faccio una grande fatica ma riesc ...continua

    Questo libro merita di essere definito bello. Ma temo che non me ne ricorderò più fra due settimane. Così preferisco essere cattiva e appuntarlo come un libro che un po' mi è piaciuto e un po' no. Il fatto è che Roth è così intenso. Così denso. Così cervellotico. Faccio una grande fatica ma riesco a separare in due liste i suoi romanzi. Da una parte quelli unici. Quelli che non si assomigliano fra loro e sono perfettamente conclusi. Dall'altra tutto il ciclo di Zuckermann e gli annessi, cioè una serie di storie con rimandi da un libro all'altro, affastellamenti di filosofia critica sull'ebraismo etnico, sprazzi di visioni sul matrimonio e l'erotismo, citazioni del suo terribile padre. Questa seconda serie non riesco a fissarla, non libro per libro, e temo che il destino di Inganno nella mia testa sarà quello di perdersi "fra I Roth". (chissà se si potrebbe parlare di una specie di ciclo postmoderno di Rougon Macquard)...

    ha scritto il 

  • 5

    Un bellissimo libro, mi ha turbato e commosso. Che razza di genio è Roth quando distoglie lo sguardo dalle ossessioni sessuali e guarda un tantino più in alto. Le relazioni umane, luci, ombre, contraddizioni, senza un ombra di pregiudizio. Questo mi piace di lui. È interessante anche il tema de ...continua

    Un bellissimo libro, mi ha turbato e commosso. Che razza di genio è Roth quando distoglie lo sguardo dalle ossessioni sessuali e guarda un tantino più in alto. Le relazioni umane, luci, ombre, contraddizioni, senza un ombra di pregiudizio. Questo mi piace di lui. È interessante anche il tema del metodo di lavoro dello scrittore, la sua curiosità, il suo materiale umano. Non sapremo mai se questo testo sia frutto di un'ottima tecnica o di un'ottima esperienza di vita. Spleen .

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    "- Non credo che qualcuno possa essere mai stato tanto apprezzato prima. Ero pazzo di te".


    leggi e immagina di essere un agente della stasi ["Cristo, ma dove siamo qui, nella stramaledetta Europa dell'est?"] che ascolta in cuffia quello che roth e la sua amante [o roth e un'altra sua amant ...continua

    "- Non credo che qualcuno possa essere mai stato tanto apprezzato prima. Ero pazzo di te".

    leggi e immagina di essere un agente della stasi ["Cristo, ma dove siamo qui, nella stramaledetta Europa dell'est?"] che ascolta in cuffia quello che roth e la sua amante [o roth e un'altra sua amante. o roth e un suo amico della cui moglie lui è l'amante] si dicono.
    non c'è nulla di cinematografico.
    leggi e immagina di essere un guardone che ascolta da dietro la porta e magari si masturba.
    immagina.
    gli occhi qui sono banditi.
    solo dialoghi, solo parole, solo suoni [di una risata].
    frammenti, anche brevissimi, di conversazioni a due.
    oppure immagina di essere uno dei due conversatori, sdraiato sul lettino dello psicoterapeuta, che è l'altro.
    gli parli, ascolti quanto ti dice, lo fotti.
    il guardone e l'agente stasi fanno la stessa cosa con scopi diversi. che è all'incirca quanto tutti quelli che leggono roth fanno. chi più, chi meno.
    lo psicanalizzato, invece, è quello che cerca di capire qualcosa: di sé, del perché ha un amante, del perché ha un'amante, della vita, delle bugie, delle verità. questo, leggendo roth, lo fanno in pochi. si chiama pensare.

    cercare di discernere la bugia dalla verità non è possibile. cercare di separare vita è letteratura è assurdo e porta alla follia.
    spesso si sente criticare l'opera di roth considerando predominante l'aspetto autobiografico su quello letterario.
    qualcosa di autobiografico ci deve essere per forza. chiunque scriva quando racconta non può evitare di mettere in piazza anche cose sue. mascherandole, travisandole, capovolgendole. ma lo fa.
    roth lo sa e qui non lo nasconde. tuttavia non dice, ovvio, cosa è vero, cosa è falso.
    "- [...] Quando scrivo storie inventate dicono che faccia dell'autobiografia, quando faccio dell'autobiografia dicono che sono storie inventate, e allora, visto che io ho le idee così confuse e loro invece sono tanto in gamba, che siano loro a decidere cos'è e cosa non è."
    trovo che ci sia sempre qualcosa di infantile nel cercare di giustificarsi con gli altri. e chi si giustifica non potrà mai dire tutta la verità, nemmeno se lo volesse. io, per parte mia, ho smesso di farlo da tempo. ma io non sono certo letteratura.
    in inganno roth, se parla di se stesso, ne esce come un essere umano. pieno di difetti, egoista, anaffettivo. uno che scopa le persone per conoscerle [come mi disse una persona: per conoscere davvero qualcuno lo devi fottere. o forse lo dissi io a lei? non mi ricordo più].
    "- Così la nostra non è una storia d'amore, in realtà, è una storia culturale. E' questa la cosa che ti interessa.
    - Questo mi interessa sempre.
    - [...] Ti innamori per puro gusto antropologico".
    un uomo che se ne frega degli altri, che si occupa solo del suo lavoro, che ama solo il suo lavoro. quello che sul dizionario si definirebbe un professionista.
    "- [...] Tu ami la tua macchina per scrivere più di quanto potresti mai amare una donna.
    - Non penso che sia stato così, con te. Credo di avervi amate tutte e due allo stesso modo".
    roth nega come se lei, la lei con cui parla, fosse l'eccezione. solo nel tuo caso, sta dicendo roth, ho amato una donna tanto quanto la mia macchina da scrivere.
    c'è da chiedersi a chi stia mentendo: a lei, a se stesso, al lettore.
    di certo non alla sua macchina da scrivere.
    è un modo di presentare i fatti che aumenta i malintesi e i dubbi, che incrementa la fama di scrittore misogino. anche se, la verità, il personaggio femminile di questi dialoghi è una donna con debolezze e difetti ed egoismi, ovvero umana, ma è pure una persona dotata di una fortissima e vibrante intelligenza. una di quelle di cui ci innamoriamo sempre noi psicolabili.
    al riguardo c'è un dialogo interessante, tra i due amanti. lei finge di essere un pubblico ministero e roth fa l'imputato.
    "- Può spiegare alla corte perché odia le donne?
    - Ma io non le odio.
    - Se lei non odia le donne perché le ha diffamate e denigrate nei suoi libri? Perché ha abusato di loro nel lavoro e nella sua vita?
    - Non ho abusato di loro né nell'uno né nell'altra.
    - Abbiamo udito le deposizioni dei periti, periti che sono stati estremamente circostanziati nel motivare ogni loro giudizio. E tuttavia lei sta cercando, non è vero?, di sostenere davanti alla corte che queste autorità professionalmente al di sopra di ogni dubbio, venute a testimoniare sotto giuramento in una corte di giustizia, sbagliano o mentono? Posso chiederle, signore, cosa ha mai fatto, lei, che sia stato utile alle donne?
    - E io posso chiederle a mia volta perché voi considerate la descrizione di una sola donna come la descrizione di tutte le donne? [...]
    - Lei sta infrangendo le regole! Non spetta a lei interrogare la corte, ma solo rispondere alle domande della corte. Lei è accusato di discriminazione sessuale, misoginia, abuso delle donne, denigrazione delle donne, calunnia nei confronti delle donne, denigrazione delle donne, diffamazione delle donne e dongiovannismo sfrenato, tutti crimini che comportano le pene più severe. [...] Lei appartiene alla massa degli uomini che hanno causato alle donne grandi sofferenze e umiliazioni estreme, umiliazioni delle quali solo ora cominciano ad essere liberate, grazie all'opera instancabile di corti come questa".
    ma perché giudicare roth uomo? perché contrapporre la "massa degli uomini" alla massa delle donne? giudicare le persone dovrebbe essere un'attività da esercitare con profonda cautela. ma giudicare l'uomo e non lo scrittore [l'uomo e non il pittore], per di più senza conoscerlo, è anche un esercizio [gastritoforo] inutile.
    roth è, probabilmente, un uomo ossessionato da alcuni temi ed è allo stesso tempo uno scrittore enorme. lo è perché parla di umanità andando al fondo delle cose senza guardare in faccia nessuno, diventando [forse] lui stesso disumano.
    qui dice dell'essere scrittore:
    "- [...] Il terrore della dissacrazione e la paura della vergogna. Come se nel cuore della natura di uno scrittore ci fosse la purezza. Il cielo aiuti un simile scrittore! Come se Joyce non avesse annusato oscenamente le mutandine di Nora. Come se nell'anima di Dostoevskij non avesse mai bisbigliato Svidrigalov. Nel cuore della natura di uno scrittore c'è il capriccio. Curiosità, fissazioni, isolamento, veleno, feticismo, austerità, leggerezza, perplessità, infantilismo, eccetera. Il naso nella cucitura di un indumento intimo: ecco la natura dello scrittore. L'impurità".
    per essere un romanziere non c'è altra strada che seguire il capriccio. già. sarà vero? è comunque qualcosa che gli fa perdere di vista la sua natura umana nei rapporti con gli altri. in primis, ovvio, con le donne della sua vita.
    a un certo punto la lei del libro glielo rinfaccia:
    "- Ma tu non puoi. Tu non puoi avere simultaneamente una vita immaginaria e una vita reale, così come dici. Probabilmente quella che vivevi con me era la vita immaginaria, quella che vivevi con lei era la vita reale. senti, tu non puoi appropriarti in questo modo di tutto quello che una persona dice".
    e lui:
    "- Eppure l'ho fatto. Lo faccio".
    e, oltre:
    "- [...] Hai avuto il figlio, d'accordo, ma non dal mio personaggio e non nel mio libro. io l'ho immaginato, lui invece l'ha fatto davvero. Questa è la differenza fra noi due, è per questo che tu vivi con lui e non con me.
    - Sì. Questa è la vita: sempre una forma leggermente distorta di letteratura".
    frase meravigliosa, incredibile. sovverte il concetto della letteratura che imiterebbe la vita e suggerisce quante seghe mentali la vita che viviamo contenga.
    e, ancora:
    "- [...] sfortunatamente la discrezione non è cosa da romanzieri. Né lo è la vergogna. Provare vergogna per me è un fatto automatico, ineludibile, può essere perfino positivo: il vero delitto per me sarebbe arrendermi alla vergogna".

    il romanzo in forma di dialogo parla anche di altro.
    della morte e della vita:
    "- Sinceramente: ti capita di pensare di buttarti giù da una finestra?
    - Oh, sì.
    - Spesso?
    - Di frequente.
    - E cosa te lo impedisce?
    - Il fatto che non vorrei davvero morire, vorrei vivere... vivere meglio. Vorrei che la vita fosse più bella, così capisco che la cosa migliore è restare viva ancora un po'".

    dell'impossibilità di sottrarsi ai propri impulsi e del rifiuto di ogni giustificazione:
    "- [...] mi sono lasciato portare fin dove la tentazione mi ha condotto. Adesso che sono invecchiato, faccio così".

    della rabbia, sopratutto quando si tratta di ebraismo e delle discriminazioni contro gli ebrei che roth vede ovunque, e della forza che ne deriva e che consente di restare in vita:
    "- Io lo so perché la prendo così male. Ti sto chiedendo perché tu la prendi così male.
    - Perché presto al vita finirà, ecco perché. Sarò morto".

    ma sopratutto, il libro parla di due anni di adulterio consumato da una coppia coltissima e intellettuale in una stanza di londra. lui ebreo americano di cinquantuno anni, lei polacca di trentasei.
    l'essere amanti per fuggire alla mortalità, per desiderare di essere qualcun altro, per illudersi della possibilità di una vita nuova, ricominciare. e, di contro, mano a mano che la relazione continua, rendersi conto che quel "fantastico amante" diventa sempre meno fantastico, sempre più simile a monsieur bovary.
    "Comincia la tirannia del reale".
    a roth piace molto fare l'insegnante. insegnare la vita a chi è meno esperta di lui. e quando insegna che la vita è realtà e null'altro, come fa sempre, come fece nel romanzo patrimonio, è un ottimo insegnante:
    "- [...] Il principe che ti ha salvata dalla tua squallida esistenza ora è il tanghero seduto al centro della tua squallida esistenza. Noia, noia, noia. Finché, la catastrofe. In un modo o nell'altro, qualunque sia il mestiere che fa, commette una cazzata spaventosa sul lavoro. [...]. Parte per fare l'equivalente di rimuovere un callo a qualcuno, e gli manda la gamba in cancrena. L'ex uomo perfetto è uno spregevole fallito. Potresti ammazzarlo. La realtà ha trionfato sul sogno".
    è così che funziona. il principe azzurro non è mai esistito. siamo umani. amen.
    e allora: essere amanti per il puro gusto di esserlo, perché ne abbiamo voglia. perché è così e basta.

    l'inganno è un tema centrale in roth. è impossibile sapere cosa è vero e cosa non lo è, come dimostrerà di nuovo, qualche anno dopo questo libro, scrivendo la macchia umana.
    l'inganno.
    nei confronti dei coniugi. nei confronti della vita. nei confronti della letteratura. nei confronti di se stessi.
    l'inganno dovuto alla menzogna deliberata. l'inganno dovuto a una falla della memoria. l'inganno come via di uscita per sopravvivere.
    decidi tu.

    "Io sono un ladro e nessuno si può fidare di un ladro".

    ha scritto il 

  • 4

    Inganno, Piliph Roth, 1990
    Due adulteri. I matrimoni che si sfibrano. Domande e risposte. Fughe. Dialoghi. Domande. Dubbi. Inganni. La vita ritratta nell'arte. Domande. Inganni.

    ha scritto il 

  • 3

    Inganno è un romanzo autobiografico di Philip Roth del 1990. Cuore del libro è l’adulterio. Protagonisti sono Philip, scrittore americano, mentre lei è una donna spigliata inglese vittima di un matrimonio desolato e infelice. Il libro ruota intorno alle loro conversazioni prima e dopo i convegni ...continua

    Inganno è un romanzo autobiografico di Philip Roth del 1990. Cuore del libro è l’adulterio. Protagonisti sono Philip, scrittore americano, mentre lei è una donna spigliata inglese vittima di un matrimonio desolato e infelice. Il libro ruota intorno alle loro conversazioni prima e dopo i convegni amorosi.

    “– Eri meravigliosa. Lo scrittore dovresti essere tu, sai.
    – Neanche per sogno. Mai. Non potrei.
    – Perché no?
    – Non sono abbastanza cattiva. Sono insufficientemente aggressiva. Insufficientemente sfrenata. Insufficientemente capricciosa, velenosa, infantile eccetera. Ho degli scrupoli.
    – Ma forse neanche tu sei così gentile come sembri.
    – Temo di esserlo, invece. E' grottesco. Sono inglese. E sono ancora più gentile di quanto sembro”.

    Scritto con discorso diretto, si assiste senza filtri ai dialoghi tra i due amanti. Sicuramente non tra i migliori che ho letto di Roth.

    ha scritto il 

  • 2

    credo che chiunque abbia (o abbia avuto) un amante dovrebbe leggerlo. Mi sembra, infatti, che l'unica analisi azzeccata all'interno del libro sia quella dell'evoluzione del rapporto adulterino. Per il resto, libro presuntuoso.

    ha scritto il 

  • 4

    Inganno

    Un romanzo diverso, senza racconto, animato solo dal dialogo dei personaggi. La forza di Roth qui e' di trascinare il lettore in un botta e risposta continuo, serrato, intrigante, mai stucchevole, ma duro da seguire perche' il contesto non è' mai chiaro e non è' mai sempre lo stesso. Un testo pes ...continua

    Un romanzo diverso, senza racconto, animato solo dal dialogo dei personaggi. La forza di Roth qui e' di trascinare il lettore in un botta e risposta continuo, serrato, intrigante, mai stucchevole, ma duro da seguire perche' il contesto non è' mai chiaro e non è' mai sempre lo stesso. Un testo pesante ma che non riesci a smettere di leggere. Se questa non è' maestria...

    ha scritto il 

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