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Inimigos, uma história de amor

By Isaac Bashevis Singer

(1)

| Others | 9789722007542

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12 Reviews

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  • 6 people find this helpful

    ✰✰✰✰ molto buono

    Ancora Singer. Come ha detto un anobiano, crea dipendenza.
    Decisive due ore e mezza di coda.

    Singer scriveva seduto in poltrona e trascriveva su una macchina da scrivere con i caratteri yiddish.
    Continuava con quella lingua perché, diceva lui, era l ...(continue)

    Ancora Singer. Come ha detto un anobiano, crea dipendenza.
    Decisive due ore e mezza di coda.

    Singer scriveva seduto in poltrona e trascriveva su una macchina da scrivere con i caratteri yiddish.
    Continuava con quella lingua perché, diceva lui, era la lingua parlata nella cucina di sua madre, lingua nella quale aveva sentito decine di racconti reali o fantastici.
    Come dice all’inizio di Sosha “io venni educato sulla base di tre lingue morte – l’ebraico, l’aramaico e lo yiddish … e di una cultura che si sviluppò a Babilonia: il Talmud.””
    Penso che, nonostante da giovane abbia letto e frequentato libri e personaggi e ambienti non ammessi dalla stretta osservanza, il forzato abbandono della sua terra e la successiva tragedia che annullò l’universo da lui conosciuto, la lingua fosse un legame necessario al ricordo e alla sua personale testimonianza per conto di chi non poteva più farlo.
    Vende sempre, non molto, ma alla lunga. L’alibi, almeno di una certa critica, è quella della collocazione. Scrittore polacco perché è nato a Varsavia, ma profugo dal 1935? Americano, perché aveva la cittadinanza, ma ha abitato sempre in Via Krochmalna? Ebraico visto che scriveva in Yiddish, ma non era l’ebreaco della Torà o l’yiddish parlato dagli abrei americani?
    Torno al mio noioso discorso dei “generi”: ciò su cui non si può mettere un’etichetta è difficile da gestire. Non è previsto che Singer (o altri) sia solo Singer (o altri).

    Questo romanzo non si svolge nella perduta Polonia, ma negli Stati Untiti degli anni Cinquanta.
    Herman, che sa che la moglie Tamara è stata uccisa dopo aver visto morire i loro due bambini, è scampato perché per 3 anni Yadwiga, la serva polacca della sua famiglia, lo nascose nel proprio fienile.
    All’inizio del racconto lui è a Long Island, sposato con Yadwiga. Vive scrivendo brani che un rabbino “all’americana” legge in conferenze, prediche etc. Alla moglie polacca, che non sa parlare né inglese né yiddish, ha detto che va in giro a vendere libri. In realtà lui ha un’amante, Masha, molto bella, sposata/separata, sopravvissuta ai campi tedeschi e a quelli russi, non si sa come. Vive con la madre anziana, ebrea strettamente osservante. Nelle notti con Masha i ricordi di lei eccitano il loro amore.

    Tra queste due donne, il suo lavoro e la città, continua a vivere come se fosse ancora in quel fienile, una vita celata agli altri, fatta di menzogne, di sopravvivenza. Lui l’orrore non l’ha vissuto direttamente, quell’esperienza gli manca: questo l’ha reso un uomo a metà, un superstite che non ha visto nulla. Non rispetta più alcun precetto, ma ciò che frequenta dell’immensa città è sempre un percorso ebraico, come ebraiche tutte le pensioni dove alloggeranno in una settimana di vicinanza con Tamara. Infatti, poiché Dio non ha ancora finito di giocare con le loro vite, un bel giorno scopre che Tamara non è morta. In corpo porta ancora una delle due pallottole che le spararono contro, ma è riuscita a vivere.

    A Tamara, moglie con cui è sempre stato in conflitto, racconta la sua storia e quella delle due donne che sono nella sua vita. Ma lei non vuole nulla da lui, anzi un poco lo compatisce, un poco lo prende in giro.
    Masha vuole il matrimonio, magari finto, e un figlio. Un figlio lo vuole anche Yadwiga. Il solo che non vuole figli è lui, ma si rende conto che il nemico è più forte.
    La situazione s’aggroviglia. Herman non sa decidersi, dice sempre sì a tutte.
    Inutile dirsi “ma perché lui …” oppure “ma perché lei …”: se i personaggi avessero fatto quello che diciamo noi non ci sarebbe stata la storia.
    Il tono generale è quello della tragicommedia.
    La fine è quella giusta.

    14.05.2014

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    Anina e "gambette di pollo" sotto i 5000 ... said on May 14, 2014 | 11 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Herman Broder è un povero diavolo senza inferno ma con tante pene. La prima delle quali è l'essere un sopravvissuto ai campi di concentramento senza esservi mai entrato. Diviso dal mondo dei vivi, schiavo del libero arbitrio altrui, amante inetto e i ...(continue)

    Herman Broder è un povero diavolo senza inferno ma con tante pene. La prima delle quali è l'essere un sopravvissuto ai campi di concentramento senza esservi mai entrato. Diviso dal mondo dei vivi, schiavo del libero arbitrio altrui, amante inetto e inadeguato ai sentimenti, Broder si barcamena tra tre donne - una madre, l'altra moglie, la terza puttana - impossibilitato a vivere senza di loro sebbene non voglia legarsi a nessuna. Dio è il convitato di pietra di questo romanzo, negato e anelato al contempo, lo si cerca ovunque e non si trova mai.

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    My name is Frank Friday said on May 6, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    bellissimo!

    Una bella storia commovente.

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    Palmina said on Feb 1, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ossessione-angoscia di un insopportabile ricordo

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    manta said on Apr 7, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Ad Alta Voce, legge Patrizia Zappa Mulas. A New York, lo sperdimento dei salvati, vivi ma morti dentro, incapaci di muoversi nel nuovo mondo, perseguitati dai ricordi e dall'annientamento da cui sono usciti. Ecco, non ci avevo pensato mai, che i salv ...(continue)

    Ad Alta Voce, legge Patrizia Zappa Mulas. A New York, lo sperdimento dei salvati, vivi ma morti dentro, incapaci di muoversi nel nuovo mondo, perseguitati dai ricordi e dall'annientamento da cui sono usciti. Ecco, non ci avevo pensato mai, che i salvati non si potessero salvare più.

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    RobbieB said on Dec 20, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ad Alta Voce Radio 3 Rai

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/Publishing… Singer ha una scrittura molto accattivante e ci fa calare con facilità nei suoi personaggi anche se questi ci fanno rabbia come il protagonista di ...(continue)

    http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/Publishing…
    Singer ha una scrittura molto accattivante e ci fa calare con facilità nei suoi personaggi anche se questi ci fanno rabbia come il protagonista di questo romanzo, Herman Broder. Un uomo inetto, incapace di prendere la sua vita nelle mani, un uomo a cui gli avvenimenti "cascano addosso". E le sue tre donne, così diverse tra loro, ma così inspiegabilmente ostinate a volerlo a tutti i costi. E poi il fascino degli ebrei sopravvissuti all'Olocausto che vivono i loro incubi in un paese libero come gli USA, rievocando continuamente quello che hanno passato e chiedendosi tutti i giorni come mai ancora non sia arrivata nessuna autorità a perseguitarli. Libro non "piacevole" ma inquietante e affascinante.
    Patrizia Zappamulas: interprete dignitosa ma niente di eccezionale.

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    Artemisia said on Jul 26, 2011 | Add your feedback

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