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Insciallah

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(1927)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 798 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 881715024X | Isbn-13: 9788817150248 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Political

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Descrizione del libro
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  • 2

    Noioso e poco coinvolgente

    Ho amato "Lettera ad un bambino mai nato", e ho voluto provare qualcos'altro di Oriana Fallaci. Ma questo mi ha deluso. L'ho trovato noioso e poco coinvolgente.

    ha scritto il 

  • 5

    La grande scrittrice fiorentina narra la guerra in Libano intrecciando personaggi veri e inventati, scene di guerra e di vita quotidiana, a partire da uno scenario tragico: l'attentato contro i ...continua

    La grande scrittrice fiorentina narra la guerra in Libano intrecciando personaggi veri e inventati, scene di guerra e di vita quotidiana, a partire da uno scenario tragico: l'attentato contro i battaglioni americani e francesi, con lo stile e la profondità che solo Oriana aveva.

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana Fallaci - Insciallah

    Non avevo mai letto nulla di Oriana Fallaci. Non perché non la conoscessi (non vivo su Marte) ma perché onestamente non ne ero stato mai incuriosito. Questo perché ho sempre associato la Fallaci ...continua

    Non avevo mai letto nulla di Oriana Fallaci. Non perché non la conoscessi (non vivo su Marte) ma perché onestamente non ne ero stato mai incuriosito. Questo perché ho sempre associato la Fallaci alla guerra e le storie che trattano queste tematiche mi sconfortano nel profondo. Complice un regalo quanto mai inaspettato mi sono ritrovato catapultato a Beirut in missione di pace (ma si può avere la pace con la guerra?), in prima linea, in un coacervo di eventi e di sentimenti.

    Insciallah è un romanzo corale, una sorta di Iliade, un mosaico di storie. Un romanzo in cui vita e morte si mescolano, in cui la guerra mette a nudo tutte le debolezze umane, i sentimenti, le passioni, le riflessioni sulla propria vita passata. E' un romanzo che coinvolge tutto lo stivale, da Nord a Sud, con i suoi dialetti e le sue numerose storie di vita, storie di chi ha lasciato qualcosa a casa e di chi invece lascerà qualcosa a Beirut. Storie in cui passione, vita e morte si mescolano tra loro per opera del caso o forse proprio per volontà di Dio.

    La Fallaci è pantagruelica nel suo incedere, è strabordante, quasi orgiastica nella sua scrittura. Pochi sono gli attimi di calma e di riflessione e forse per questo spiccano e vengono apprezzati e gustati. Penso alla descrizione di Beirut, penso alla lettera di Ninette, penso alle lettere del professore, penso alla bellissima parte sulle suore francesi. Si vede che la Fallaci ha vissuto in prima linea perché quello che narra ha dei contorni profondamente reali e, nonostante alcune situazioni grottesche (mi viene in mente Lady Godiva), si ha sempre la sensazione di un'estrema lucidità e precisione nei dettagli (penso alla dissertazione sulle pallottole e sui fucili) in un'epoca dove non era facile come oggi avere accesso a enormi quantitativi di informazioni.

    Insciallah la potrei definire un'esperienza, un viaggio tra la vita e la morte, uno splendido affresco sull'aleatorietà della vita. Di nuovo un umile e semplice grazie a Daniela.

    ha scritto il 

  • 4

    La guerra. Un libro che parla di una forza di pace, sbattuta in mezzo ad una guerra non sua, con protagonisti che alla fine maturano tutti una riflessione simile: cosa ci faccio io qui? cosa posso ...continua

    La guerra. Un libro che parla di una forza di pace, sbattuta in mezzo ad una guerra non sua, con protagonisti che alla fine maturano tutti una riflessione simile: cosa ci faccio io qui? cosa posso fare qui? o anche altrove, qual è il mio posto nel palcoscenico della vita' qual è la formula della Vita? INSHALLAH. Mirabile inno alla Vita in mezzo all'insensatezza della Guerra. Oriana Fallaci ha contezza di quello che scrive e riesce a rendere l'atmosfera di Beirut come se ci si trovasse lì, ma potrebbe essere Damasco, Tripoli, Il Cairo, Caracas. I posti dove c'è la guerra sono tutti uguali.

    ha scritto il 

  • 5

    «Cara, per raccontare gli uomini, questi bizzarri animali che fanno ridere e piangere assieme, bastano due sentimenti che in fondo sono due ragionamenti: la pietà e l’ironia. In parole diverse, ...continua

    «Cara, per raccontare gli uomini, questi bizzarri animali che fanno ridere e piangere assieme, bastano due sentimenti che in fondo sono due ragionamenti: la pietà e l’ironia. In parole diverse, basta avere il sorriso sulle labbra e le lacrime agli occhi.» (Atto primo, Lettera del Professore alla moglie)

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto bello, uno spaccato di un contingente militare all'estero. Letto mentre sono in missione in Libano... ha un gusto particolare. Lascia comunque, sempre, l'amaro in bocca il modo come gli ...continua

    Libro molto bello, uno spaccato di un contingente militare all'estero. Letto mentre sono in missione in Libano... ha un gusto particolare. Lascia comunque, sempre, l'amaro in bocca il modo come gli italiani cercano di trattare tutte le cose... all' "italiana"... ma il libro in se e la scrittura della fallaci è molto forte e scorrevole.. un' epopea... bello.

    ha scritto il 

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