Insciallah

Di

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(2009)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 798 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 881715024X | Isbn-13: 9788817150248 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
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  • 3

    cercavo l'odio che sembra essere nell'opinione comune il marchio di fabbrica della Fallaci, ho trovato un buon romanzone paternalistico pieno di amore ugualmente ripartito tra soldati italiani, govern ...continua

    cercavo l'odio che sembra essere nell'opinione comune il marchio di fabbrica della Fallaci, ho trovato un buon romanzone paternalistico pieno di amore ugualmente ripartito tra soldati italiani, governativi, Amal, cittadini di Beirut di tutte le fedi e colori. Persino il massacro finale non è colpevolizzato: il gesto di Rashid è presentato come lo specchio di quello di Angelo che lo ha scatenato.

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro molto strano. Difficile. Per certi versi metafisico, ricorda talvolta la scrittura di McCarthy. Ma non solo. A tratti riecheggia la tecnica narrativa dei Miserabili di V.Hugo. Pazzesco.
    Al ...continua

    E' un libro molto strano. Difficile. Per certi versi metafisico, ricorda talvolta la scrittura di McCarthy. Ma non solo. A tratti riecheggia la tecnica narrativa dei Miserabili di V.Hugo. Pazzesco.
    Al contempo di una facilità di lettura - a parte la selva di nomi - da romanzetto commerciale, da libriciattolo per ragazzi, da lettura anodina.
    E' una lettura interagibile a diversi livelli e di qui la sua grandezza. Se analizzato sotto il profilo della fabula forse può non essere un granché per chi è abituato a romanzi di un certo spessore, ma se letto in profondità e cioè leggendo tra le righe della storia dei personaggi, può trasmettere qualcosa. Un messaggio.
    A parte ciò, non si discute l'eccellente capacità di reporting di Fallaci giornalista che con precisione chirurgica e senza peli sulla lingua non esita ad ascrivere ogni nefandezza e ideologica alle rispettive Fedi, e materiale a coloro che fanno la Guerra (degli uomini del resto).
    Forse a tratti può risultare pesante nella ridondanza della descrizione degli avvenimenti ma credo che valga la pena leggerlo. Dimenticatevi Fallaci animata dal radicale astio nei confronti dell'Islam degli ultimi tempi o la pertinacia e la mordacità delle sue interviste. Dimenticatevi La Fallaci. In quest'opera prende il sopravvento il potenziale letterario dell'autore, che inaspettatamente, è forse superiore alla componente giornalistica della sua arte.

    ha scritto il 

  • 3

    Ci sono pagine di grande forza e bellezza in questo romanzo e una vena sottile di genialità lo percorre in tutta la sua lunghezza. Purtroppo però solo pochi dei tantissimi personaggi di questo enorme ...continua

    Ci sono pagine di grande forza e bellezza in questo romanzo e una vena sottile di genialità lo percorre in tutta la sua lunghezza. Purtroppo però solo pochi dei tantissimi personaggi di questo enorme affresco umano mi hanno catturata e troppe volte mi sono trovata a pensare ad altro (le descrizioni minuziose degli ordigni bellici e delle strategie militari sono troppo per me!).
    Nel complesso, dopo aver amato "Un uomo", questa lettura è stata una piccola delusione.

    ha scritto il 

  • 0

    Dedicato a tutti quelli che cercano di portare la pace in terra straniera

    Un contingente militare italiano è stanziato a Beirut, ove imperversa la guerra civile.
    Oriana Fallaci tratteggia minuziosamente il carattere dei soldati e di altri personaggi e ci descrive il Libano ...continua

    Un contingente militare italiano è stanziato a Beirut, ove imperversa la guerra civile.
    Oriana Fallaci tratteggia minuziosamente il carattere dei soldati e di altri personaggi e ci descrive il Libano e le sue mille sfaccettature. Il finale è stupefacente.

    Ho letto questo libro tantissimi anni fa e lo porto nel cuore.
    Lo consiglio a tutti, perchè non si parla solo di guerra, ma anche di cameratismo, di amore, di speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    Libro molto intenso.
    La Fallaci conosce perfettamente l'argomento di cui parla: la guerra e le miserie umane che l'accompagnano.
    A volte l'ho trovato ridondante, ma credo sia dovuto alla profonda part ...continua

    Libro molto intenso.
    La Fallaci conosce perfettamente l'argomento di cui parla: la guerra e le miserie umane che l'accompagnano.
    A volte l'ho trovato ridondante, ma credo sia dovuto alla profonda partecipazione emotiva alle vicende.
    Interessante il nocciolo della storia: trovare la formula della vita, lì dove c'è morte e distruzione.

    ha scritto il 

  • 4

    Una moderna Iliade

    Impossibile descrivere e giudicare questa opera monumentale della indiscutibilmente grande Fallaci. Questa volta però non si tratta della solita autobiografia, ma di un romanzo vero e proprio, "fatto ...continua

    Impossibile descrivere e giudicare questa opera monumentale della indiscutibilmente grande Fallaci. Questa volta però non si tratta della solita autobiografia, ma di un romanzo vero e proprio, "fatto scrivere" da uno dei protagonisti (il Professore), laddove per tre volte Oriana fa la sua comparsa, come un'ombra (tipo Hitchcock nei suoi film) e alla fine svela di essere lei il vero burattinaio che tira i fili dei vari personaggi. Tanti in verità, decisamente troppi per poterli memorizzare e metabolizzare tutti (ognuno col suo nomignolo, la sua personalità, il suo passato e il suo presente da soldato, forse eccessivamente caricaturizzati), ma senz'altro voluti e creati da lei, scientemente puntando sull'effetto "too much", per arrivare addirittura all'epica moderna. Importanti sono i temi trattati: la guerra (entrata a far parte del suo Dna), il Bene e il Male, la Formula della Vita. Proprio questa si rivela essere il motore dell'opera, la sua ossatura e la sua essenza: il primo protagonista che incontriamo (il matematico Angelo) ne inizia la ricerca, in contrapposizione con la Formula della Morte. Alla fine di un concatenarsi di fatti, uno conseguente all'altro, scopre che la formula consiste in una sola parola, anche se mentalmente la rifiuta: INSCIALLAH ("a Dio piacendo" o, come dicono invece i cristiani, "sia fatta la volontà di Dio"). Esiste quindi il destino? Siamo tutti dei burattini? Argomento eternamente interessante e privo di risposte certe, così come "dove sta il Bene e dove il Male?", "quali i confini?". Ci sarebbe tanto materiale, più che da tema alle Superiori, da tesi Universitaria, per cui mi fermo qui. Aggiungo solo che purtroppo non sono riuscita ad amare questo libro tanto quanto "Un Uomo" e "Niente e così sia", non mi è entrato nel cuore, ma ciò non significa che non sia un caposaldo della grande letteratura italiana.

    ha scritto il 

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