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Insegnaci a superare la nostra pazzia

By Kenzaburo Oe

(51)

| Paperback | 9788811601005

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Book Description

Il volume raccoglie quattro romanzi brevi con venature autobiografiche. In "Il giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime", un uomo alla vigilia della morte rievoca la propria infanzia e il dramma che divise la sua famiglia nel 1945. "L'animale d'all Continue

Il volume raccoglie quattro romanzi brevi con venature autobiografiche. In "Il giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime", un uomo alla vigilia della morte rievoca la propria infanzia e il dramma che divise la sua famiglia nel 1945. "L'animale d'allevamento", ambientato durante la seconda guerra mondiale, descrive la cattura di un soldato americano, un nero, e l'evoluzione del suo rapporto con gli abitanti del villaggio che lo ospita. Il testo che dà il titolo alla raccolta ripercorre gli sforzi di un padre per entrare in contatto con il figlio mentalmente menomato. "Aghwee il mostro celeste" è una ironica e fantascientifica variazione sul rapporto tra realtà e allucinazione.

19 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Solo me he leído el relato "Dinos cómo sobrevivir a nuestra locura" debido a que venía suelto en la edición que me he leído.

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    Rata almizclera said on Mar 17, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Quando ad una vita iniziata, appena da poco o da molto, le si prospetta come unica infinita direzione di marcia la verticalità, discendente o ascendente non fa differenza, le si prospetta la pazzia. Se poi il territorio esplorabile è un cunicolo o un ...(continue)

    Quando ad una vita iniziata, appena da poco o da molto, le si prospetta come unica infinita direzione di marcia la verticalità, discendente o ascendente non fa differenza, le si prospetta la pazzia. Se poi il territorio esplorabile è un cunicolo o un sentiero che tende ad una sola immaginaria meta e oltretutto è così stretto da non lasciare spazio ad altri compagni di viaggio, quella vita entra definitivamente nella pazzia.
    L'uomo Oe, credo sia noto, affianca da cinquant'anni uno di questi viaggiatori, il proprio figlio affetto da una gravissima forma di autismo. Se e con quanta forza, competenza, illusione, disperazione, con quanta costanza lo abbia strattonato, se abbia provato ad arpionarlo per riportarlo in superficie con la speranza di insegnagli a vagare in orizzontale, non lo so, non ho ancora letto i suoi libri dedicati al figlio. Quel che ora so è che lo scrittore in questi quattro racconti è un compagno di viaggio senza pretese (o senza speranza): non guida ma si accoda alla rotta invisibile dei protagonisti, che poi in due racconti su quattro sono fatti da pezzi di Hikari Oe, intero e riconoscibile solo in uno.

    Il primo è un racconto ostico perché c'è da vincere la claustrofobia provocata dal cunicolo dell'ossessione.
    Il terzo straziante perché si incontrano un padre e un figlio veri, illuminati, notte e giorno, da una luce gelida come quella del neon.
    Deludente il secondo dove si racconta la follia generalizzata e fisiologica delle guerre: si torna all'ovvietà alla quale avevamo appena iniziato a disabituarci.
    L'ultimo è un risveglio violento dall'illusione di poter una volta per tutte capire, accettare, rassegnarsi alla pazzia. Sul finire, forse per lavar via ogni dubbio che di quei terribili viaggi resti qualcosa di buono, ci investono repellenti schizzi di sangue: "In un angolo del selciato umido e sporco spruzzato di neve, perdeva sangue insieme a qualcosa che sembrava linfa. Il cielo nero carico di neve si squarciò e un solenne raggio di sole - come in un dipinto religioso spagnolo- diede al sangue di D una stupida brillantezza oleosa".

    Si può non leggerlo ma va tenuto presente come un libro che merita grandissimo rispetto.

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    tessa said on Nov 3, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Non ho letto altro di Oe e non credo che leggerò mai altro di lui. Forse in altre opere ha saputo esprimere meglio il suo mondo, che però, da come appare in queste pagine, mi è del tutto estraneo. Solo "Animale d'allevamento" si salva per la forza de ...(continue)

    Non ho letto altro di Oe e non credo che leggerò mai altro di lui. Forse in altre opere ha saputo esprimere meglio il suo mondo, che però, da come appare in queste pagine, mi è del tutto estraneo. Solo "Animale d'allevamento" si salva per la forza delle immagini e della storia, ma che cosa avrà mai cercato di raccontare con un racconto tra il fantastico e lo strappalacrime come "Anghwee"?
    Mi rimane incomprensibile come Oe abbia potuto prendere il premio Nobel.

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    Kaze Mu said on Sep 11, 2013 | Add your feedback

  • 6 people find this helpful

    Leggere Il giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime è stato come osservare un panorama alieno dall’oblò di una navicella spaziale. Mi sono perso nello scrutare quello scenario apertamente irrazionale, per poi stupirmi nell’avvertire la prese ...(continue)

    Leggere Il giorno in cui lui mi asciugherà le lacrime è stato come osservare un panorama alieno dall’oblò di una navicella spaziale. Mi sono perso nello scrutare quello scenario apertamente irrazionale, per poi stupirmi nell’avvertire la presenza di un’assurda logica di fondo, di una struttura che sostiene quell’incomprensibile tutto. Ciò nonostante, per quanto la percepissi, è rimasta impenetrabilmente extraterrestre, sino alla fine. Tra me e lei, anni luce.

    Con L’animale d’allevamento ho felicemente ritoccato terra, a bordo di umani impulsi e turbamenti, comodi e familiari come un paio di vecchie pantofole.

    Insegnaci a superare la nostra pazzia mi ha rigettato in orbita, a galleggiare in quello scombinato universo che è la mente umana, una volta spezzati gli argini della ragione.

    E per finire Aghwee il mostro celeste, che in angosciosa fuga dalla realtà mi ha sussurrato quanto, neanche tanto in fondo, sia pazzo anch’io.

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    Manuel Gugole said on Jan 27, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un libro bello e vero che ti fa star male come un pugno nello stomaco e ti da calore come un sorriso di un figlio .

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    Bruno Acciarri said on Nov 11, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    Insegnamenti sulla pazzia:
    - la pazzia non è un fenomeno individuale ma collettivo;
    - intorno alla pazzia c'è un mare di tristezza;
    - dove c'è pazzia c'è anche magia;
    - la pazzia è sofferenza a uno stadio più evoluto.

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    Bradipous said on Sep 15, 2012 | 1 feedback

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