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Intelligenza meccanica

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.1
(28)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 164 | Formato: Altri

Isbn-10: 8833908801 | Isbn-13: 9788833908809 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: N. Dazzi , G. Lolli

Genere: Science & Nature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 3

    Un'utopia ancora irrealizzata

    Pare strano, ma nel lontano 1945 già qualcuno parlava di intelligenza artificiale.
    Ancora più strana è la forte sensazione, leggendo questo libro, che da settant'anni a questa parte sul tema non ci siamo spostati di una virgola dal punto di partenza. Non abbiamo costruito macchine intellige ...continua

    Pare strano, ma nel lontano 1945 già qualcuno parlava di intelligenza artificiale.
    Ancora più strana è la forte sensazione, leggendo questo libro, che da settant'anni a questa parte sul tema non ci siamo spostati di una virgola dal punto di partenza. Non abbiamo costruito macchine intelligenti, che comprendano il linguaggio umano e siano in grado di sostenere una conversazione; non abbiamo costruito macchine che possano imitare la mente di un bambino, e che quindi possano apprendere; non abbiamo costruito alcuna macchina che manifesti creatività o emozioni o sentimenti (e su questo aggiungerei: meno male, vorrei mai che il mio computer s'innamorasse della lavatrice). Insomma, il volgarmente chiamato "test di Turing" (più correttamente "gioco dell'imitazione") darebbe oggi come allora esito negativo, al 100%.

    Questo può portare ad alcune conclusioni o chiavi di lettura, diverse ma non necessariamente in contraddizione:

    - Turing era un genio visionario così avanti rispetto al suo tempo, che le questioni poste da lui decenni fa ancora oggi sono attualissime e possono fungere da stimolo all'evoluzione dell'informatica, della matematica e persino delle scienze neurologiche.

    - L'ambizione di "costruire un cervello", o comunque di dare una sembianza antropomorfa al comportamento delle macchine, è fuori dall'insieme delle cose realizzabili, pertanto fra altri settant'anni (o centosettanta, o mille e settanta) il dibattito sarà ancora fermo allo stesso punto. In questo senso, leggendo il libro mi sono convinto che il grandissimo matematico Turing si sia lasciato trasportare in modo decisamente scomposto, tanto da azzardare previsioni tanto precise e dettagliate quanto campate per aria (una citazione tra molte: "credo che entro circa cinquant'anni sarà possibile programmare calcolatori con una capacità di memorizzazione di circa 10^9, per far giocare loro il gioco dell'imitazione così bene che un esaminatore medio non avrà più del 70 per cento di probabilità di compiere l'identificazione esatta dopo cinque minuti di interrogazione"). Se la capacità di memorizzazione in cinquant'anni è cresciuta anche molto più delle previsioni di Turing, il gioco dell'imitazione rimane "non giocabile" dalle macchine esattamente come allora. E' un tabù a questo punto convincersi che non sia possibile in assoluto?

    - La questione dell'intelligenza artificiale è malposta a prescindere, perché non esiste - e chissà se esisterà mai - una definizione di "intelligenza" (e, scusate se faccio il sofista, ma anche il termine "artificiale" non è messo così bene), e con queste premesse tutto può essere definito o non definito come intelligente. I moderni motori di ricerca, mi si dirà, sono prova del fatto che l'intelligenza artificiale esiste ed è in evoluzione. Posso concordare, a patto che si escluda il gioco dell'imitazione come prova d'intelligenza. E aggiungo: Google è uno strumento potentissimo, ma, per l'appunto, è uno strumento: assomiglia ad un cervello umano tanto quanto un'automobile potrebbe assomigliare al corpo umano. Non costruiamo macchine che mirino ad imitare l'uomo, ma macchine, estremamente sofisticate, che aiutano e dilettano l'uomo; converrete però che questa definizione si applica ad un computer tanto quanto ad un telefono, ad un tornio meccanico, ad una bicicletta. Sono forse intelligenti queste macchine solo perché ci aiutano in ciò che, in loro assenza, faremmo con il solo ausilio del nostro corpo e del nostro cervello?

    Conclusione: non ho trovato questo libro particolarmente soddisfacente. La prima parte pare un inutile trattatello d'ingegneria, e pochissimo ha a che vedere con l'intelligenza artificiale. La seconda parte affronta con una leggerezza eccessiva, senza vero spirito critico, l'enormità e complessità del tema trattato. I fatti, come illustrato sopra, hanno dimostrato come Turing abbia in queste pagine lavorato più con la fantasia che con vero piglio scientifico. Detto con rispetto del suo indiscutibile genio, che ha gettato le basi di quella che oggi chiamiamo informatica.

    ha scritto il 

  • 4

    Profeta

    Il libro descrive in maniera diretta, semplice e discorsiva i concetti di macchina, macchina calcolatrice universale, di educazione di una macchina. In maniera meno chiara ovviamente discute di intelligenza. Il libro rimane comunque molto interessante. Da approfondire!


    PS.: Non pensavo ch ...continua

    Il libro descrive in maniera diretta, semplice e discorsiva i concetti di macchina, macchina calcolatrice universale, di educazione di una macchina. In maniera meno chiara ovviamente discute di intelligenza. Il libro rimane comunque molto interessante. Da approfondire!

    PS.: Non pensavo che lui avesse già pensato a tutto!

    ha scritto il 

  • 3

    Per via di una serie di radicate carenze in campo matematico non sono riuscita a seguire tutti i calcoli di Turing, ma ciò non mi ha impedito di cogliere il suo genio, e la passione che animava il suo lavoro... leggere questo libro è un piccolo tributo a chi ci ha permesso la quotidianità di molt ...continua

    Per via di una serie di radicate carenze in campo matematico non sono riuscita a seguire tutti i calcoli di Turing, ma ciò non mi ha impedito di cogliere il suo genio, e la passione che animava il suo lavoro... leggere questo libro è un piccolo tributo a chi ci ha permesso la quotidianità di molti nostri gesti al computer.

    ha scritto il 

  • 4

    Impressionante pensando alla data di stesura degli articoli. Mi chiedo: se Turing avesse avuto la possibilità di mettere mano su un computer moderno cosa ne avrebbe tratto?

    ha scritto il