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Inter Nos

23 storie in nero e azzurro

Di

Editore: Edizioni Curcu & Genovese

3.8
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 160 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896737338 | Isbn-13: 9788896737330 | Data di pubblicazione: 

Genere: Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Qui si narra di Peppin Meazza che, quando voleva, accendeva il gioco come se girasse l’interruttore della luce. E di Alessandro Bianchi che giocava largo a destra, quasi preferisse non disturbare. C’è la sera in cui Tagnin s’incollò a Di Stéfano e quell’altra in cui Enrico Cucchi corse a testa alta sul prato del Bernabeu. E si racconta del gol segnato per sbaglio da Sandrino Mazzola; di Lisbona e di una finale di Coppa persa contro la Pro Patria, o una squadra che gli assomigliava; di un capomeccanico in panchina; e dell’inedita linea difensiva Anzolin Endrigo Facchetti. E di quando Boninsegna prese la forma del fulmine. C’è chi l’Inter se l’è portata in montagna: dentro a una radiolina, o sotto il sellino di una bici da corsa, tra Coppi e Skoglund, o sul Ventoux in compagnia di Francesco Petrarca, o in bilico su una cengia dolomitica. Detto tra noi - Inter nos, appunto – nella rosa dei ventitré embyciclisti sono pochi quelli che per fede “sacrificano” al nero e all’azzurro. Molti di più quelli che quei colori “sacramentano”, soprattutto negli ultimi anni. A lungo l’Inter è stata come Odisseo, “bella di fama e di sventura”; svelato che il fato aveva un nome e un cognome la “Beneamata” è uscita dai romanzi e ha cominciato a vincere, diventando, inevitabile sorte, “Moltodiata”. Ma il confine tra amore e odio, si sa, è sottile: lungo quella incerta linea di separazione nascono le nostre storie. Da fedeli praticanti o da ostinati avversari, abbiamo attinto a personali ricordi, inventato intrecci più o meno verosimili, seguito labili tracce di figurine di album ingialliti. Notte d’estate, notte trentina: le montagne disegnano il nero, il cielo trattiene ancora per qualche minuto l’azzurro. Accendete la lampada, aprite il libro. Buona lettura.
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  • 4

    Mai come in questo caso vale l’espressione “a tema libero”. Stili diversi, epoche diverse, assai diverso anche il ruolo dell’Inter all’interno di queste 23 storie: un ruolo, di volta in volta, centrale o marginale, con i narratori che mettono a fuoco momenti storici ed episodi minori. Ne deriva u ...continua

    Mai come in questo caso vale l’espressione “a tema libero”. Stili diversi, epoche diverse, assai diverso anche il ruolo dell’Inter all’interno di queste 23 storie: un ruolo, di volta in volta, centrale o marginale, con i narratori che mettono a fuoco momenti storici ed episodi minori. Ne deriva una raccolta strana, di autobiografie e fantasie; non sono nemmeno tutti tifosi interisti, e spesso le montagne dolomitiche fanno ombra all’erba calpestata dai calciatori.
    Fra i miei preferiti, gli omaggi all’Osvaldo (uno degli allenatori dell’Inter a cui sono più affezionato), ad Alessandro Bianchi (grande attore non protagonista con l’interpretazione da Oscar nel 3-0 all’Aston Villa, 7 novembre 1990), a Claudio Ambu (uscito dal vivaio e protagonista di due stagioni, la prima con scudetto, nell’Inter del “sergente di ferro”, ma che il meglio l’ha dato ad Ascoli e nella provincia profonda), a Enrico Cucchi figlio di Piero (la vicenda più commovente di questa raccolta): gli autori sono Giulio Giusti, Fabio Benaglia, Emiliano Fabbri e Gianni Rossi. Decisamente rabbiosa, la gioia del recluso in collegio, quando scopre, il 25 maggio ’67, che le maglie del Celtic Glasgow sono a strisce orizzontali come quelle dell’amata Pro Patria (Alberto Brambilla). Gino Cervi propone un delicato, lirico affresco storico sull’estate del ’39, dove si incrociano Peppìn Meazza, la prostituta Lucy e un poeta-avvocato, fra case chiuse, partite dell’Ambrosiana e della Nazionale, e quel piede sinistro del campione, che si sta ghiacciando. Intenso il racconto sull’hooligan dei Glasgow Rangers che per una delusione amorosa rischia la vita nella notte gelida in prossimità del rifugio Auronzo (Stefano Fragonese). Originale lo spunto di Claudio Gavioli, che immagina un calciatore simile a Balotelli e Mutu, che vede tracollare la sua carriera per un controllo antidoping e scopre una sconfinata affinità con Johnny Cash. Carlo Martinelli confeziona un garbato triangolo dei sentimenti, che poggia sulle figure di Roberto Anzolin, Sergio Endrigo e Giacinto Facchetti. Francesco Parigi ricorda quella volta che l’Inter evitò di mandare in Serie B la Fiorentina. Impossibile non immedesimarsi in Renzo Gherardi, isolato in montagna, senza sapere cosa stia facendo l’Inter di Mourinho costretta a vincere a Siena (lo scoprirà disceso a valle, ad Andalo, vedendo bandiere nerazzurre sventolanti dalle auto). Infine, non posso fare a meno di pensare che l’acrobazia di Bonimba, la sua celeberrima rovesciata contro il Foggia scelta da Jvan Sica, possa funzionare al tempo stesso come spiegazione scientifica della forma del fulmine, e come spiegazione poetica del “presidio di affabulazione sportiva” che brerariamente ha scelto di chiamarsi em bycicleta, da cui nasce un libro come questo.

    ha scritto il 

  • 3

    Sono 23 racconti con l'Inter come filo comune.
    Scritti per la maggior parte da non interisti a volte il nero e l'azzurro sono solo dei colori in sottofondo.
    La cosa che hanno in comune tutti è il tentativo di guardare allo sport da un punto di vista alternativo, originale. Tentativo d ...continua

    Sono 23 racconti con l'Inter come filo comune.
    Scritti per la maggior parte da non interisti a volte il nero e l'azzurro sono solo dei colori in sottofondo.
    La cosa che hanno in comune tutti è il tentativo di guardare allo sport da un punto di vista alternativo, originale. Tentativo da applaudire, sempre e comunque.
    Quindi si narra di un Meazza a fine carriera e della prostituta a cui si era promesso, di Claudio Ambu, la riserva di Muraro, di Alessandro Bianchi che sta largo sulla destra come per non disturbare, di Julio Cesar che dedica una parata immaginaria a un fantasma ben presente e altre storie più o meno marginali.
    La cosa più bella è che ho pensato a cosa avrei scritto io, che in realtà sono interista, se mi avessero proposto un tema così.
    Mi è venuto fuori una roba assurda, ma mi sono divertito.

    ha scritto il