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Intervista col vampiro

Le cronache dei vampiri vol. 1

By Anne Rice

(4463)

| Paperback | 9788878198685

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Book Description

Romanzo horror, romanzo gotico, romanzo storico e filosofico, "Intervista col vampiro" ha segnato l'inizio di una delle saghe narrative di maggior successo mondiale degli ultimi anni. Con il suo capolavoro, Anne Rice ha ricreato il mito notturno del Continue

Romanzo horror, romanzo gotico, romanzo storico e filosofico, "Intervista col vampiro" ha segnato l'inizio di una delle saghe narrative di maggior successo mondiale degli ultimi anni. Con il suo capolavoro, Anne Rice ha ricreato il mito notturno del vampiro, trasformandolo in una figura oscuramente luminosa capace di incarnare, e di raccontare, i mali, le paure, le angosce di noi contemporanei.
Da questo romanzo è stato tratto l'omonimo film, diretto da Neil Jordan e interpretato da Tom Cruise, Brad Pitt e Antonio Banderas.

671 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Allora...nel complesso la storia non è male ma l'ho trovato pesante da leggere..ci ho messo parecchio per portarlo a termine..certi stati d'animo sono fin troppo ricamati..secondo me, qualche pagina in meno avrebbe fruttato anche un 4 e 1/2...

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    Mirko The Fisherman said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    intervista?

    Ok, diciamo che mi aspettavo grandi cose.... ma l'ho trovato scontato, qualche volta raccapricciante e non per le scene di decomposizione. Ho trovato molto falsa la figura di Claudia, vampira bambina che può crescere a livello intellettuale (dopo la ...(continue)

    Ok, diciamo che mi aspettavo grandi cose.... ma l'ho trovato scontato, qualche volta raccapricciante e non per le scene di decomposizione. Ho trovato molto falsa la figura di Claudia, vampira bambina che può crescere a livello intellettuale (dopo la morte? Dracula avrebbe avuto il finale di Coppola annzicchè quello di Stoker). Tutto il romanzo, in fondo, ruota attorno a lei e al rapporto del protagonista nei suoi confronti... a me non è piaciuto, probabilmente perchè amo molto Dracula di Stoker.

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    Miriamglserrano said on Jul 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    quando finisce la passione

    ripeto spesso, più a me stessa che al mio interlocutore, che ciò che dobbiamo temere non è la morte del corpo ma quella dell’anima, quella morte che avviene, il corpo ancora vivente, quando il desiderio di risposta si spegne, quando cinismo abitudine ...(continue)

    ripeto spesso, più a me stessa che al mio interlocutore, che ciò che dobbiamo temere non è la morte del corpo ma quella dell’anima, quella morte che avviene, il corpo ancora vivente, quando il desiderio di risposta si spegne, quando cinismo abitudine rassegnazione uccidono la passione che come un pilastro di fuoco rende vivo e pregno di scopo e significato ogni gesto ed ogni attimo di vita;

    la rice, in linea con la migliore tradizione horror, tratteggia un personaggio in tutto fedele all’iconografia classica del vampiro, il cui animo tormentato ed assetato, la passione per la vita, le sue domande e l’ansiosa ricerca di risposte, rendono il protagonista, nell’orrore e nel fascino del suo destino, amabile e desiderabile sia dai suoi simili che ancora conservino in sé un desiderio di vita, sia dagli umani scevri da bigotti pregiudizi; fin quando questa passione vive, la vita è travolgente dolorosa inquietante bruciante sensuale,
    quando però la passione, vinta dalla delusione dall’amarezza, tradita dal crudele e cinico opportunismo, schiacciata da invidie e gelosie, muore, resta il rassegnato susseguirsi di momenti uguali, giorni che ripetono se stessi eternamente e un filo di malinconia forse nostalgia per quando si soffriva nello spirito fino a ferire il corpo ma si era vivi;

    vince nella narrazione un riuscitissimo esercizio di immedesimazione, tale da domandarsi quando la rice sia lei stessa stata un vampiro

    QF

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    Queen Faee said on Jun 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Fu il primo libro di genere gotico- vampiresco che lessi. Lo ricordavo in effetti come il migliore che avessi letto ed ultimamente ho voluto verificare se stavo eccessivamente mitizzando questo romanzo, andando avanti negli anni, oppure no; così l’ho ...(continue)

    Fu il primo libro di genere gotico- vampiresco che lessi. Lo ricordavo in effetti come il migliore che avessi letto ed ultimamente ho voluto verificare se stavo eccessivamente mitizzando questo romanzo, andando avanti negli anni, oppure no; così l’ho riletto.
    Oggi mi viene da pensare che in certi passi è un po’ troppo stucchevole e manieristico, in particolar modo l’intero rapporto con Armand è sviluppato male e apporta poco alla storia secondo me.
    Ma per il resto è un libro incredibile. I vampiri della Rice hanno una complessità, una seduzione, un alone intorno impareggiabile. Ci si innamora di queste creature. I protagonisti sono caratterizzati benissimo, ci si lega ad essi e alle loro storie.
    Il racconto è romantico, malinconico, drammatico. E’ un tipo di storia matura, a tratti filosofica e con degli interrogativi sul senso della vita.
    Questo libro ha tutto: storia, fascino e riflessione. Un cult per gli amanti del genere.

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    Alex-Noir said on May 8, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Morboso

    Sono un po' preoccupata per la tipa che da quarant'anni continua a scrivere di questo... Vista la filosofia comune, decisamente meglio dedicarsi a D'Annunzio...

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    Mauraccia said on Apr 27, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Deludente

    E' il classico esempio di libro che avrebbe potuto benissimo avere la metà delle pagine che effettivamente si ritrova, senza che la trama subisse alcuna modifica.
    La Rice si dilunga eccessivamente nella descrizione degli stati d'animo, tanto da appe ...(continue)

    E' il classico esempio di libro che avrebbe potuto benissimo avere la metà delle pagine che effettivamente si ritrova, senza che la trama subisse alcuna modifica.
    La Rice si dilunga eccessivamente nella descrizione degli stati d'animo, tanto da appesantire la lettura fino all'inverosimile. L'ho finito forzatamente, solo per non abbandonare la storia a metà.
    La maggior parte delle riflessioni non sono neanche introspezioni serie ma paturnie da quindicenne (leggi Louis).
    Quasi finale scontato (l'incendio) e finale vero irritante (che versione della storia racconterà Lestat al cronista? - comprate il seguito e lo scoprirete).
    Se cercate libri sui vampiri evitatelo.

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    zia Bibi said on Apr 21, 2014 | Add your feedback

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