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Intervista sul fascismo

Di

Editore: Laterza

3.8
(132)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 141 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842053716 | Isbn-13: 9788842053712 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Curatore: Michael A. Ledeen

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico

Genere: Biography , History , Political

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Descrizione del libro
Un'intervista che ha ormai il valore di un classico. L'unico testo breve inCUI Renzo De Felice ha espresso in modo sintetico e divulgativo le sue ideesul fascismo, frutto delle ricerche e degli studi che lo hanno reso noto IntuttO il mondo. Renzo De Felice (Reti, 1929-1996) ha insegnato Storia deipartiti politici presso l'Università di Roma La Sapienza. Tra i maggioristorici del fascismo a livello mondiale, ha rinnovato con i suoi studi lacomprensione di questo fenomeno storico.
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  • 3

    pare che il signor de felice sia il più autorevole storico che ha scritto del periodo fascista. mò. io sono un poco intimidito dalla mole del papiello su mussolini. prima o poi lo leggerò. giuro. fossanche in un altra vita. però per tramente mi metto a leggere un libretto come questo che almeno m ...continua

    pare che il signor de felice sia il più autorevole storico che ha scritto del periodo fascista. mò. io sono un poco intimidito dalla mole del papiello su mussolini. prima o poi lo leggerò. giuro. fossanche in un altra vita. però per tramente mi metto a leggere un libretto come questo che almeno mi faccio un idea. fatelo pure voi! non fa male! non fa male!

    ha scritto il 

  • 3

    De Felice è De Felice, ma nel libro poco spessore...

    De Felice è il più grande storico italiano ad essersi occupato del fascismo e in generale della lettura dei totalitarismi: punti in comune, differenze, retroscena e analisi ideologica. I suoi testi sono conosciuti in tutto il mondo, e quindi pensavo... speravo... che in un'intervista avrebbe rias ...continua

    De Felice è il più grande storico italiano ad essersi occupato del fascismo e in generale della lettura dei totalitarismi: punti in comune, differenze, retroscena e analisi ideologica. I suoi testi sono conosciuti in tutto il mondo, e quindi pensavo... speravo... che in un'intervista avrebbe riassunto magistralmente quantomeno le conclusioni della sua ricerca storiografica, senza doverti beccare anche tutta la ricerca. Purtroppo non è così. L'intervista si mantiene spesso sul vago, e sì, alcuni di questi punti di fondo - che di per sé stessi costituiscono il cardine del libro, per la loro "originalità" e intelligenza - vengono menzionati e anche illustrati. Ma l'impressione è che non si entri mai in profondità. Mentre di andare in fondo v'era assolutamente la necessità, dato che certe letture di De Felice, sono sì apprezzate, sono conosciute, gli hanno dato lustro a livello internazionale, ma non possono essere "buttate lì". Ad esempio: divide un fascismo regime, da un fascismo movimento. Mi va benissimo la distinzione, ma avrebbe dovuto spiegare per filo e per segno cosa intenda esattamente per l'uno e per l'altro, soprattutto fare esempi, insomma: esempi circa la contrapposizione tra le due anime, un'analisi ideologica e politica delle rispettive ambizioni e del rispettivo retroterra. Altro esempio: a suo avviso il fascismo è più assimilabile alla rivoluzione francese e all'illuminismo, e al totalitarismo di sinistra, perlomeno prima che diventasse regime, in quanto a differenza del nazismo e del neofascismo i suoi richiami non erano alla Tradizione con la "T" maiuscola o a una storia che funziona a cicli come in certo Evola e certo Nietzsche, ma a una certa nozione di "progresso", così come la volontà di creare "l'uomo nuovo", l'uomo fascista, secondo De Felice è più assimilabile a un Rousseau che alla tendenza hitleriana a far risaltare fuori i nibelunghi e robe varie. Un aspetto che invece è spiegato molto bene è quello dell'ideologizzazione a posteriori della seconda guerra mondiale, che naturalmente, da chi l'ha combattuta, a un certo punto è stata dipinta come una lotta tra Bene e Male (nella quale ognuno credeva in cuor suo di rappresentare il Bene), ma che secondo De Felice risponde agli usi propagandistici e agli schieramenti in campo, ma non è frutto di una divisione ideologica a priori. Spiega De Felice che fino all'ultimo l'Italia, tanto per dire, non sapeva se allearsi coi tedeschi o contro di loro, e che da una parte il Duce, essendosi ritrovato isolato dal duopolio anglofrancese dopo le campagne d'Africa, si è trovato costretto a allearsi con Hitler con il quale pochi anni prima aveva avuto contrasti sulla questione austriaca. Oppure De Felice fa l'esempio del Giappone, attraversato da una corrente antisovietica e da una antiamericana: prevalse quest'ultima, e il Giappone quasi di sorpresa attaccò Pearl Harbour. Ma si chiede De Felice se gli Stati Uniti sarebbero ugualmente entrati in guerra, nel caso in cui il Giappone avesse attaccato la Russia. E in questo caso se gli USA fossero entrati in guerra, a fianco di chi si sarebbero schierati? Molto probabilmente a fianco della Russia contro il Giappone, dato che il loro primo interesse - allora come oggi - si estrinsecava nell'aria asiatica. Ultimo caso che si può citare, è proprio quello della Russia, dapprima alleata dei tedeschi che avrebbero rischiato di combattere contro inglesi e francesi, nel caso questi, come avevano "promesso", avessero soccorso la Finlandia, minacciata dai sovietici.

    ha scritto il 

  • 4

    Agile libretto che fornisce un rapido riepilogo degli studi di De Felice sulla materia. Può essere utile come antipasto a chi sia interessato all'argomento e voglia avere un'anteprima prima di dedicarsi alla lettura dei più corposi altri lavori prodotti dall'autore in merito.

    ha scritto il 

  • 4

    www.operanarrativa.com

    Ho approfittato dell’uscita in edicola con Il Giornale per acquistare questo testo che ormai è considerato un classico. Risale infatti ormai a quasi trenta anni fa.
    Però ho pensato che poteva essere un’ottima occasione per fare la conoscenza con uno storico che ha legto il suo nome a un prec ...continua

    Ho approfittato dell’uscita in edicola con Il Giornale per acquistare questo testo che ormai è considerato un classico. Risale infatti ormai a quasi trenta anni fa.
    Però ho pensato che poteva essere un’ottima occasione per fare la conoscenza con uno storico che ha legto il suo nome a un preciso periodo storico e che da molti, in Italia e nel mondo, è considerato uno dei massimi esperti.

    Intervista sul Fascismo è un testo molto breve e scorrevole. Fin dalle prime pagine ci rendiamo conto che non sarà una lettura pesante, non come certi saggi che proprio non si riescono a portare alla fine per l’incapacità dell’autore di fare arrivare il messaggio senza tediare il lettore. Dall’introduzione sappiamo subito che De Felice di solito scrive in modo molto particolare, boccacciano quasi, con frasi interminabili e discorsi lunghissimi, ma che qui ha svolto un lavoro di sintesi estrema, semplificando il tutto e rendendo il testo godibile come una chiacchierata.

    Alla fine dell’intervista, tenuta dallo storico americano Ledeen, dobbiamo ammettere di aver sentito il piacere e la necessità di approfontire alcuni temi che per la natura del testo non potevano essere sviluppati oltre. Però ora la differenza tra Movimento e Regime comincia ad assumere un significato più chiaro, così come il ruolo di Mussolini e Hitler nei due sistemi, Fascismo e Nazismo, con tutte le divergenze che allontanano più che unire i due movimenti.

    Un libro interessante che darà molti spunti a chi non si è fermato troppo a studiare la storia recente dell’Italia, ma anche piacevole per chi è più dentro al problema, ma ha lo stesso la necessità di fermarsi a riflettere su alcuni aspetti troppo spesso trascurati. Un’ottima lettura, che dovrebbe interessare qualunque italiano. Sono passati tanti di quegli anni che non possiamo più farci fermare da una barriera politica. Adesso è Storia.

    ha scritto il