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Intervista sull'identità

Di

Editore: Laterza (Saggi tascabili, 269)

4.0
(95)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8842070084 | Isbn-13: 9788842070085 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Fabio Galimberti ; Curatore: Benedetto Vecchi

Genere: History , Social Science

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Descrizione del libro
L'identità nazionale è una costruzione storica e il caso italiano ne è una lampante dimostrazione: la globalizzazione la rende precaria. Ma precarie sono tutte le identità del mondo di oggi. Un tempo si parlava poco di questo tema, perché l'identità era garantita alla nascita. La società ne forniva una da cui era difficile uscire. Oggi invece è il luogo dell'ambivalenza. Anche quella politica è tutta da ridiscutere: cosa vuol dire oggi essere di destra o di sinistra? Il nostro pragmatismo ha espunto Dio dalla vita quotidiana: neanche a lui sappiamo più rivolgerci per dare senso alle cose che facciamo.
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  • 4

    Bella intervista sui teni dell'identità sia in senso di identità nazionale sia in quello di identità personale, per altro non facilmente separabili. Nonostante le domande poco originali del giornalista del "Manifesto" Benedetto Vecchi,Bauman riesce a sviluppare in modo egregio anche in poche pagi ...continua

    Bella intervista sui teni dell'identità sia in senso di identità nazionale sia in quello di identità personale, per altro non facilmente separabili. Nonostante le domande poco originali del giornalista del "Manifesto" Benedetto Vecchi,Bauman riesce a sviluppare in modo egregio anche in poche pagine alcuni dei suoi temi preferiti: la globalizzazione, il destino delle relazioni, la condizione di consumatori.

    ha scritto il 

  • 5

    Come in un quadro di Escher: l'inquietudine dell'identità tra libertà e sicurezza

    Il piccolo libro di Bauman è uno strumento prezioso per orientarsi tra le variegate sfaccettature del “problema dell'identità”: il sociologo polacco riesce infatti ad analizzare, con implacabile lucidità e chirurgica precisione, i molteplici elementi che caratterizzano questo tema denso e comples ...continua

    Il piccolo libro di Bauman è uno strumento prezioso per orientarsi tra le variegate sfaccettature del “problema dell'identità”: il sociologo polacco riesce infatti ad analizzare, con implacabile lucidità e chirurgica precisione, i molteplici elementi che caratterizzano questo tema denso e complesso. In primis Bauman mette in evidenza come, con la crisi dello Stato-nazione, siano emerse prepotentemente le ambiguità che attraversano il concetto di identità: da un lato infatti le identità sono sempre più volatili, elusive e interscambiabili, dall'altro esse si irrigidiscono e si cristallizzano in identità armate, a radice unica, che ruotano attorno al concetto di comunità (Gemeinschaft). Bauman però è attento a non lanciarsi in facili e entusiastici elogi della precarietà, delle identità deboli e fluide. Il celebre sociologo, sulla scia delle scienze sociali contemporanee, riconosce lo status precario, incompleto e proteiforme dell'identità, la quale è sempre in qualche modo costruita, inventata, frutto di una continua attività di bricolage: l'identità è un puzzle imperfetto e incompleto a cui manca sempre qualche pezzo. Ciononostante Bauman mette in guardia dalle identità eccessivamente liquide, precarie, flessibili in quanto, in primo luogo, esse sono sintomo della superficialità dei rapporti che connota la “modernità liquida” e, in secondo luogo, rispecchiano il modello liberale-capitalistico, per il quale anche l'identità diventa un prodotto commerciale da usare, consumare, cambiare, gettare. In tale prospettiva ogni individuo può scegliere e forgiare la propria identità come se fosse un abito da da indossare, esibire, scartare (identità pret-à-porter): “le identità ormai svolazzano liberamente e sta ai singoli individui afferrarle al volo usando le proprie capacità e i propri strumenti”.
    Scorrazzare liberamente nel bazar multiculturale globale per potersi costruire la propria identità è però un privilegio di una ristretta minoranza che può viaggiare senza limiti (élite cosmopolita senza radici). La maggioranza degli
    abitanti del pianeta invece resta fissa in un posto e non può viaggiare liberamente, in quanto verrebbe fermata al primo confine, rispedita a casa o rinchiusa nei campi per “immigrati
    clandestini”. L'identità (nella sua concezione moderna e individualistica) agisce così come un fattore di discriminazione e di esclusione per tutti coloro, gli “scarti” della globalizzazione, che non hanno accesso al mercato globale dei consumatori (di identità) e, di conseguenza, vedono nel richiamo della comunità (Gemeinschaft) una prospettiva invitante, un atto di resistenza, un'alternativa confortante. In tale direzione Bauman critica il modello imperante e “dongiovannesco” della libertà estrema, del “cosmopolitismo senza radici” che è ad appannaggio di una ristretta élite e evidenzia come il bisogno di un “noi”, il senso di sicurezza, l'appartenenza ad una comunità siano altrettanto importanti per il benessere dell'uomo. Libertà e sicurezza costituiscono infatti “i due poli entrambi amati e indispensabili per una vita umana decente e compiuta tutto sta nel saper sapientemente dosare queste due esigenze irrinunciabili, nel sapere trovare un equilibrio, nel trovare i giusti mezzi per un determinato fine. Un esercizio non facile e mai finito che costituisce una vera e propria “arte della vita”, a cui l'identità però non sembra contribuire un granché, rivelandosi uno strumento quantomai inadeguato, visto che finisce sempre per sfruttare “fino in fondo uno, e uno soltanto, dei due valori”.

    ha scritto il 

  • 3

    La lucidità di un uomo [anzi, di due uomini] più che mai dubbiosi sulla direzione intrapresa dall'umanità, nell'era del "tutto liquido".
    Bauman mette in dubbio un po' tutto, in fondo anche se stesso, ma l'antidoto si perde nel marroncino scuro di un secchio troppo torbido.

    Un'interes ...continua

    La lucidità di un uomo [anzi, di due uomini] più che mai dubbiosi sulla direzione intrapresa dall'umanità, nell'era del "tutto liquido".
    Bauman mette in dubbio un po' tutto, in fondo anche se stesso, ma l'antidoto si perde nel marroncino scuro di un secchio troppo torbido.

    Un'interessante conversazione via mail, che inevitabilmente è fuggita di mano ai due autori, fino a sfociare nelle pagine di un libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Ziggy Bauman

    Questo libriccino (mi riferisco alle dimensioni: 123 pagine, 11 x 18 cm) contiene l'intervista condotta via e-mail (!) con Zygmunt Bauman da Benedetto Vecchi, redattore delle pagine culturali del manifesto.
    Come sostiene Vecchi nella Premessa, anche questo testo come tutti i suoi recenti ri ...continua

    Questo libriccino (mi riferisco alle dimensioni: 123 pagine, 11 x 18 cm) contiene l'intervista condotta via e-mail (!) con Zygmunt Bauman da Benedetto Vecchi, redattore delle pagine culturali del manifesto.
    Come sostiene Vecchi nella Premessa, anche questo testo come tutti i suoi recenti rientra "nel grande affresco di Bauman sulla globalizzazione". Il tema qui è l'identità e la sua costruzione, dai tempi della nascita degli stati-nazione (la modernità solida) fino alla società consumistica attuale. Bauman si concede numerose divagazioni, e la sua capacità di mescolare cultura alta e pop è stupefacente. Specialmente la quantità di citazioni di cui è costellato il suo discorso; spero che, scrivendo al pc, avesse modo & tempo di consultare i testi, perché in caso contrario la sua memoria fa spavento. Per quanto dotto, il suo ragionare è comunque sempre limpido e lucidissimo.

    Il voto che assegno al testo è dovuto in parte alla sua brevità: fosse più profondo e sistematico si piglierebbe quattro stelline e potrebbe ambire alla quinta.

    Ziggy and I
    Ho fatto l'Erasmus alla University of Leeds, dove Bauman si era trasferito dopo il '68 polacco e dov'era stato Head of Department of Sociology; ma all'epoca lui era professore emerito già da un pezzo, quindi non ho mai avuto occasione di incontrarlo né tantomeno di seguire una sua lezione.
    Successivamente, la relatrice della mia prima tesi mi aveva suggerito di usare Liquid Modernity come testo secondario.
    Mi sarebbe piaciuto riuscire finalmente ad incontrarlo, proprio oggi, a PordenoneLegge; ma lo sciopero dei ferrovieri mi ha lasciato a piedi... (maledetti ferrovieri, lontani sono i tempi in cui eravate l'avanguardia del movimento).

    ha scritto il 

  • 5

    victory boogie-woogie

    Produrre ordine non è mai semplice. Tantomeno se le cose accadono.


    E’ un libro fantastico per lucidità e capacità di produrre frame teorici in questa nostra contemporaneità fatta di superfetazioni narrative sociali cui è difficile scorgere il passo successivo.


    Sono riflessioni polit ...continua

    Produrre ordine non è mai semplice. Tantomeno se le cose accadono.

    E’ un libro fantastico per lucidità e capacità di produrre frame teorici in questa nostra contemporaneità fatta di superfetazioni narrative sociali cui è difficile scorgere il passo successivo.

    Sono riflessioni politiche, religiose, amorose e civiche in cui Bauman ci dal il senso dell’appartenenza a questa fase fluida della modernità come ha espresso in altri suoi scritti.

    Un’intensa lezione sul presente la cui oggettività non ho mai messo in discussione durante la lettura.

    L’identità, problema doloroso da affrontare. Compito o dovere sempre negoziabile. Il progetto del vuoto è il progetto dell’identità..il governo dello spazio ne rappresenta il suo controllo.

    Parla di comunità virtuali, partiti nazionalocali, di Dio, di internet, di Stato, di noi e infine di un progetto di augurio al nostro futuro.

    Secondo la visione di Ortega y Gasset, Don Giovanni era un’autentica incarnazione della vitalità del vivere spontaneo e ciò faceva di lui la prima manifestazione del fondamentale disagio, delle umane inquietudini e ansietà degli uomini moderni.
    La strategia del carpe diem è una risposta a un mondo svuotato di valori che pretende di essere duraturo.

    Libro per chi desidera un confronto , una verifica dei propri pensieri in questo casino che ci travolge quotidianamente

    ha scritto il 

  • 3

    La sociologia per molti aspetti è il disvelamento di tutto ciò che è ovvio, evidente, persino banale.
    Ho sempre trovato un piacere infantile nel rendermene conto.
    Piacere che spesso mi dà anche la lettura di Bauman, ma questo libro/intervista è troppo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un'intervista bella densa, a volte ostica, per ricapitolare le riflessioni di questo grandissimo intellettale su uno dei temi più complessi e problematici dei nostri tempi moderni: l'identità. L'identità che non c'è più o che è diventata molte cose insieme, l'identità che si sbriciola, si riplasm ...continua

    Un'intervista bella densa, a volte ostica, per ricapitolare le riflessioni di questo grandissimo intellettale su uno dei temi più complessi e problematici dei nostri tempi moderni: l'identità. L'identità che non c'è più o che è diventata molte cose insieme, l'identità che si sbriciola, si riplasma, si liquefa per riempire contenitori e interstizi di una società sempre più frastagliata. L'identità negata, agognata, ricercata, ripudiata. E per tutti noi un problema e una sfida: chi possiamo dire di essere, in questo nostro mondo che ci ha sottratto punti di riferimento e appartenenze?
    Ma prendiamola anche come una opportunità. Come dice proprio qui Bauman: "Dopo tutto chiedere 'chi sei tu' ha senso solo se tu sai di poter essere qualcosa di diverso da ciò che sei; ha senso solo se hai una scelta, e se cosa scegliere dipende da te"

    ha scritto il 

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