Into the Wild

(MTI)

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Publisher: Anchor

4.0
(4826)

Language: English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Italian , Finnish , French , Japanese , German , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 0307387178 | Isbn-13: 9780307387172 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Others , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
In April 1992 a young man from a well-to-do family hitchhiked to Alaska and walked alone into the wilderness north of Mt. McKinley. His name was Christopher Johnson McCandless. He had given $25,000 in savings to charity, abandoned his car and most of his possessions, burned all the cash in his wallet, and invented a new life for himself. Four months later, his decomposed body was found by a moose hunter. How McCandless came to die is the unforgettable story of Into the Wild.Immediately after graduating from college in 1991, McCandless had roamed through the West and Southwest on a vision quest like those made by his heroes Jack London and John Muir. In the Mojave Desert he abandoned his car, stripped it of its license plates, and burned all of his cash. He would give himself a new name, Alexander Supertramp, and, unencumbered by money and belongings, he would be free to wallow in the raw, unfiltered experiences that nature presented. Craving a blank spot on the map, McCandless simply threw the maps away. Leaving behind his desperate parents and sister, he vanished into the wild.Jon Krakauer constructs a clarifying prism through which he reassembles the disquieting facts of McCandless's short life. Admitting an interst that borders on obsession, he searches for the clues to the dries and desires that propelled McCandless. Digging deeply, he takes an inherently compelling mystery and unravels the larger riddles it holds: the profound pull of the American wilderness on our imagination; the allure of high-risk activities to young men of a certain cast of mind; the complex, charged bond between fathers and sons.When McCandless's innocent mistakes turn out to be irreversible and fatal, he becomes the stuff of tabloid headlines and is dismissed for his naiveté, pretensions, and hubris. He is said to have had a death wish but wanting to die is a very different thing from being compelled to look over the edge. Krakauer brings McCandless's uncompromising pilgrimage out of the shadows, and the peril, adversity, and renunciation sought by this enigmatic young man are illuminated with a rare understanding--and not an ounce of sentimentality. Mesmerizing, heartbreaking, Into the Wild is a tour de force. The power and luminosity of Jon Krakauer's stoytelling blaze through every page.
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    Letto ed abbandonato a metà. Contrariamente al film, dove il protagonista racconta in prima persona la sua storia, nel libro tutto è raccontato in terza persona con lo stile del reportage. E' infatti ...continue

    Letto ed abbandonato a metà. Contrariamente al film, dove il protagonista racconta in prima persona la sua storia, nel libro tutto è raccontato in terza persona con lo stile del reportage. E' infatti il giornalista che racconta la storia del giovane Christopher.

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  • 3

    Affascinante a metà

    Un buon reportage anche se, dopo aver visto il film, mi aspettavo di più. La storia di Chris McCandless è affascinante a prescindere, da qualsiasi parte la si osservi. Il libro l'ho trovato un po' con ...continue

    Un buon reportage anche se, dopo aver visto il film, mi aspettavo di più. La storia di Chris McCandless è affascinante a prescindere, da qualsiasi parte la si osservi. Il libro l'ho trovato un po' confuso, in quanto inframezzato da storie di altri viaggiatori, di cui non ne vedo tanto l'utilità. Sapere che ci sono stati altri personaggi che hanno fatto gli stessi percorsi e che alcuni ce l'hanno fatta e altri no (e anzi sono morti anche peggio), non mi sembra utilissimo nell'economia del libro e non arricchisce la figura di Chris.
    Si respira, soprattutto nella prima parte, l'aria di libertà che anche il film ha, secondo me, reso alla perfezione: non condivido il percorso scelto da Christopher McCandless, che all’età di ventidue anni prende e parte in solitaria per l’Alaska, dove terminerà il suo viaggio. Non lo condivido, ma lo rispetto profondamente, capisco quella sete di libertà, di rottura degli schemi e dei rapporti col "mondo civile", contro una famiglia borghese che opprime e che non permette di respirare. Penso che l'obbiettivo dello scrittore Jon Krakauer sia, a differenza di quanto si percepisce del film dove ovviamente si racconta la storia nuda e cruda, difendere Chris dai suoi numerosi detrattori, che gli rimproverano l'azzardo di aver perseguito, con una disinvoltura adolescenziale e arrogante, oltre che con una preparazione inadeguata, una impresa più grande di lui.
    Krakauer sostiene invece che il ragazzo è morto non tanto per la sua avventatezza, ma a causa di una forma di avvelenamento provocata da una radice che ordinariamente è commestibile e che Chriss ben conosceva ma che in determinati periodi dell’anno diventa tossica.
    La fatalità, insomma.
    Il libro ha comunque acceso la mia attenzione a fasi alterne, risultando interessante più che altro per tutto ciò che poteva essere riconducibile al vero pensiero del protagonista, che è ciò di più autentico che andavo a ricercare.

    said on 

  • 3

    Vero giornalismo

    Ottimo reportage giornalistico sulla vita di Chris McCandless. Si raccolgono i fatti, le testimonianze, i documenti e poi si elaborano alcune ipotesi, sempre tenendo conto in modo obiettivo delle ipot ...continue

    Ottimo reportage giornalistico sulla vita di Chris McCandless. Si raccolgono i fatti, le testimonianze, i documenti e poi si elaborano alcune ipotesi, sempre tenendo conto in modo obiettivo delle ipotesi diverse formulate da altri. Questo è vero giornalismo.
    Quanto alla storia, la breve vita di Chris è stata indubbiamente interessante, stimolando quel recondito sogno che alberga in molti: lasciare la società civile e vivere in unione ed armonia con la sola natura, ritornando alle radici ancestrali dell’essere umano, non ancora padrone del mondo, ma parte della natura in posizione paritaria rispetto a tutti gli esseri viventi.
    Per la grande maggioranza questo resta un sogno irrealizzabile e spesso inconfessabile, tante e tali sono le difficoltà che vengono immediatamente alla mente non appena entra in azione il filtro della ragione dell’uomo contemporaneo.
    Per McCandless (e pochi altri che sono citati nel libro) il sogno è divenuto esigenza incontenibile ed il giovane ha trascorso gli ultimi due anni della vita abbandonando quasi completamente il mondo civile, frequentandolo solo lo stretto necessario per procurarsi le risorse per l’avventura successiva.
    Il continente americano favorisce questa vita più di quello europeo: deserti, oceani, foreste, fiumi, ambienti naturali incontaminati distanti giorni di cammino dall’essere umano.
    Krakauer è straordinariamente affascinato dalla scelta del protagonista, lo ammira, lo difende dalle critiche di chi lo considera uno sconsiderato che ha affrontato la natura selvaggia senza adeguata preparazione. Alla fine la morte del protagonista viene sminuita nelle cause: una disattenzione meno grave di quella di chi trova la morte in incidenti domestici o stradali nel pieno della civiltà.

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  • 4

    Il ragazzo prometteva bene. Sapeva come si Vive a mio avviso. Quando si Vive, e intendo si spende il tempo alla ricerca di se' stessi e della propria felicità, uno dei componenti con cui si fanno i co ...continue

    Il ragazzo prometteva bene. Sapeva come si Vive a mio avviso. Quando si Vive, e intendo si spende il tempo alla ricerca di se' stessi e della propria felicità, uno dei componenti con cui si fanno i conti è la fortuna. A McCandless è venuta meno ad un passo dal salire un altro importante gradino della sua formazione, della sua comprensione.

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  • 3

    可能是不太習慣由第三者陳述的報導文學,對於克里斯,佩服他的滿腔熱血與固執,但卻不能認同他的自私與輕狂。

    特別喜歡老人的那一段,令人動容。

    said on 

  • 3

    La storia di Chris McCandless è affascinante a prescindere, da qualsiasi parte la si osservi. Questo libro però non mi è molto piaciuto, sia perché è molto confuso e salta da un argomento all'altro, s ...continue

    La storia di Chris McCandless è affascinante a prescindere, da qualsiasi parte la si osservi. Questo libro però non mi è molto piaciuto, sia perché è molto confuso e salta da un argomento all'altro, sia perché inframezza storie di altre persone e dell'autore stesso che non c'entrano nulla (il ragazzo è un unico come tutti quanti e la sua vicenda pure) e che non sono neanche molto interessanti.

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  • 4

    La libertà coincide con la verità, secondo Chris

    Ho scoperto questo libro guardando il film. Stupendo. Una parola sola chiede Christopher Johnson McCandless: datemi la verità (citando Thoureau). E questo giovane ragazzo, non appena diplomato, decide ...continue

    Ho scoperto questo libro guardando il film. Stupendo. Una parola sola chiede Christopher Johnson McCandless: datemi la verità (citando Thoureau). E questo giovane ragazzo, non appena diplomato, decide di dare un taglio alla sua monotona (e decisa dai suoi genitori) vita e scappa via con la sua utilitaria. Abbandona tutto e vive per strada, come un antico pellegrino, per un pellegrinaggio laico. Chris è semplicemente alla ricerca del senso della vita, vuole riscoprire se stesso, il vero se stesso. Vuole "chiamare ogni cosa col suo vero nome", desidera "girare il mondo: niente telefono, niente piscina, niente cani e gatti, niente sigarette. Libertà estrema, un'estremista, un viaggiatore esteta che ha per casa la strada". Consigliatissimo, inoltre l'autore, un giornalista che ricostruisce tutto il vagabondaggio di Chris, cita anche altre storie di altri giovani che come lui hanno deciso di vivere in pienezza la vita, facendola diventare una meravigliosa ed imprevedibile avventura on the road.

    said on 

  • 4

    Un libro per veri viaggiatori

    Questo libro è “pericoloso” per i veri viaggiatori. Jon Krakauer scrive in una maniera tale che si comprende provi empatia nei confronti di Chris e della sua storia drammatica. E i lettori o i viaggia ...continue

    Questo libro è “pericoloso” per i veri viaggiatori. Jon Krakauer scrive in una maniera tale che si comprende provi empatia nei confronti di Chris e della sua storia drammatica. E i lettori o i viaggiatori attenti e sensibili agli argomenti trattati percepiscono bene questo sentimento. I veri viaggiatori amano “Nelle terre estreme” o, più in generale, la storia di Chris perché sentono essi stessi dentro di sé:

    - una smania di immensità che solo la natura può fornire;

    - la brama di immergersi completamente in una terra selvaggia, mai toccata dalla mano dell’uomo;

    - quella marcata misantropia che coglie quando il futuro si fa incerto;

    - la voglia irresistibile di rischiare la vita gettandosi in un’impresa più grande di sé;

    - quel celato coraggio che si vuole a ogni costo dimostrare a se stessi;

    - l’aspirazione a voler vivere fuori dagli schemi e al diavolo la società;

    - il capriccio di voler rivelare a ogni costo il lato umano più primitivo e arcaico, che ormai nell’essere moderno sembra recondito e assopito;

    - quel particolare desiderio di emarginazione e isolamento per provare a se stessi che soli si è più che sufficienti.

    LEGGI TUTTO: https://roadnroll.it/blog/nelle-terre-estreme-di-jon-krakauer-libro-per-veri-viaggiatori

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  • 4

    Un libro toccante, che entra prepotentemente nella vita del lettore . Una storia vera con cui fare i conti. Perchè Christopher è stato capace di entrare nella mia vita in maniera autentica con la sua ...continue

    Un libro toccante, che entra prepotentemente nella vita del lettore . Una storia vera con cui fare i conti. Perchè Christopher è stato capace di entrare nella mia vita in maniera autentica con la sua storia straordinaria, raccontata da uno scrittore, capace di una tale empatia con questo ragazzo da sorprendermi. Un romanzo che segna la coscienza , commuove e strazia il cuore e lascia aperto un debito nei suoi confronti.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Christopher McCandless è un giovane dotato e intelligente che ama Dostojevskj, Thoreau, Gogol, è brillante negli studi, ha un rapporto difficile con i propri genitori, un carattere un po’ bipolare, m ...continue

    Christopher McCandless è un giovane dotato e intelligente che ama Dostojevskj, Thoreau, Gogol, è brillante negli studi, ha un rapporto difficile con i propri genitori, un carattere un po’ bipolare, misantropo e selvatico.
    Sogna con i Racconti del Grande Nord di Jack London, sogna la vastità della natura selvaggia quella che non fa sconti, che ti obbliga a contare solo e solamente su te stesso, che ti mette alla prova con i suoi elementi.
    Dopo la laurea all’età di ventidue anni e, senza resocontare nessuno circa le sue precise intenzioni, parte in solitaria per l’Alaska, l’Ultima Frontiera; ahimè con scarso equipaggiamento, ahimè pensando che il tempo più adatto per affrontare l’Alaska sia l’estate mentre è vero il contrario e l’estate la stagione che cela le maggiori insidie, è sprovvisto di mappe e bussole, intende alimentarsi solo con ciò che la natura gli offrirà selvaggina, caccia, pesca, radici, bacche, frutti, qualche chilo di riso portato da casa.
    John Krakuaer invece è un giornalista appassionato di montagna natura e alpinismo che avevo già avuto modo di incontrare in un altro suo libro Aria sottile, scrive un articolo sulla tragica scomparsa di Chriss, articolo che poi prenderà respiro e corpo dilatandosi in questo libro inchiesta cronaca.
    Il giornalista americano intende prendere le difese di Chriss innanzi i suoi numerosi detrattori che gli rimproverano l’azzardo di essersi arrischiato in una impresa più grande di lui con una disinvoltura adolescenziale e arrogante, con una preparazione inadeguata, perchè la foresta non perdona e dei sogni e dei desideri anche più puri non sa che farsene.
    E infatti McCandless morirà tragicamente, secondo la tesi sostenuta da Kerouac non tanto per la sua avventatezza, ma a causa di una forma di avvelenamento provocata da una radice che ordinariamente è commestibile e che Chriss ben conosceva ma che in determinati periodi dell’anno diventa tossica.
    Non mi azzardo a dare un giudizio su questo genere di imprese estreme.
    Fondamentalmente ammiro chi ha il coraggio di rompere gli schemi, di abbracciare una esistenza diversa, chi non si allinea, chi riesce a fare dei propri sogni la sua esistenza, alla ricerca di una purezza assoluta e di quella solitudine quasi claustrale che ha come specchio solo la proprio anima, e a quell’età tutto ciò forse è contemplabile come una possibilità di vita.
    Posso però dire che partire disequipaggiato, privo collegamenti esterni, di mappe del luogo può essere veramente da sprovveduto.
    Con una semplice banale cartina forse Chriss non sarebbe morto e avrebbe saputo che il torrente impraticabile e diventato tumultuoso che gli sbarrava il cammino poteva essere agilmente aggirato qualche km più a nord, dove all’uopo era posizionata una fune per attraversarlo.
    E mi ha fatto molto riflettere quando Krakauer dice che oggi è quasi impossibile scoprire luoghi incontaminati o terre che non hanno mai visto impronta umana, ogni metro quadro o quasi del globo è morfologicamente catalogato e le mappe soccorrono, in ogni istante si può sapere l’esatta posizione e avere una ipotesi di tracciato da perseguire.

    Viceversa un mondo non interpretato, letto chiarificato da coordinate geografiche ritorna uno spazio originario, aurorale preistorico, terra da conquistare, non nella sua accezione negativa, ma come possibilità di sfogare i propri ardori di ignoto e ci si può smarrire anche nel bosco dietro casa dove si va a castagne, non superare la notte per il freddo e morire stupidamente congelati a poca distanza da un centro abitato.

    McCandless ora è diventato un’icona di un ritorno ad una vita basica e solitaria , dentro la natura madre e anche matrigna che può diventare autosussistente, perché non è detto che la vera felicità ci venga sempre e solo dalle relazioni umane.
    E ogni anno decine di suoi seguaci spirituali, in una sorta di turismo anche macabro, compiono pellegrinaggi nel luogo dove venne rinvenuto cadavere che poi, quasi per una beffa del destino, quel luogo rappresenta un retaggio proprio della modernità e della tecnologia che lui voleva tanto rifuggire: un autobus abbandonato che fu la sua ultima dimora.
    Nelle terre estreme è un libro che ho amato moltissimo, non so se più perché ogni riferimento a fatti e persone non è puramente casuale ma del tutto vero o per altro, so di sicuro che non andrò a visitare l’autobus di Chriss McCandless ma so che per onorarne la memoria non mi resta che leggere I Racconti del Grande Nord del suo amato Jack London.

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