Into the Wild

By

Publisher: Pan Macmillan

4.0
(4880)

Language: English | Number of Pages: 205 | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Italian , Finnish , French , Japanese , German , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 0330937626 | Isbn-13: 9780330937627 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 4

    "Chris era dell’idea che nn si dovesse possedere più di quanto non si riesca a portare in spalla correndo alla massima velocità." ...mi sono spesso chiesta che cosa veramente porterei io se dovessi ca ...continue

    "Chris era dell’idea che nn si dovesse possedere più di quanto non si riesca a portare in spalla correndo alla massima velocità." ...mi sono spesso chiesta che cosa veramente porterei io se dovessi caricarmi in spalla gli oggetti veramente importanti della mia vita. Una bella sfida a pensarci bene...
    Commovente, intenso, forse uno dei rari casi, a mio parere, in cui il film però supera il libro.

    said on 

  • 3

    Provo sentimenti assai contrastanti nei confronti di questo libro.
    L'ho comprato quando è uscito e poi non l'ho iniziato, l'ho tenuto lì aspettando quasi che mi chiamasse lui dallo scaffale. Qualche v ...continue

    Provo sentimenti assai contrastanti nei confronti di questo libro.
    L'ho comprato quando è uscito e poi non l'ho iniziato, l'ho tenuto lì aspettando quasi che mi chiamasse lui dallo scaffale. Qualche volta l'ho preso in mano, in questi anni, ma senza mai cominciarlo davvero. Nel frattempo ho visto il film, ma ovviamente un libro è un libro e le due cose non si devono mai paragonare.
    Adesso l'ho letto e... non so davvero cosa pensare. Per quanto il mio animo tendente al nomade sia affascinato dalla storia, non sono riuscita ad entrare in sintonia con il personaggio di McCandless. Paradossalmente mi ha coinvolto di più quel capitolo sulla storia personale dell'autore del libro. E però sono lo stesso arrivata alle ultime pagine con il magone...
    Alla fine, dopo tutti questi anni, ho letto questo libro al momento per me giusto? E chi lo sa.

    said on 

  • 3

    tanta gente lo insulta e tanta gente lo acclama, a sto tizio.
    qualcuno di voi ricorda morosini?
    chi??
    ma sì, morosini. quello che 3/4/5 anni fa è morto sul campo di calcio di pescara. pescara - livorn ...continue

    tanta gente lo insulta e tanta gente lo acclama, a sto tizio.
    qualcuno di voi ricorda morosini?
    chi??
    ma sì, morosini. quello che 3/4/5 anni fa è morto sul campo di calcio di pescara. pescara - livorno? forse era la partita. non mi ricordo più.
    per giorni i giornalisti di calcio dicevano che era un grande, che avrebbe fatto la fortuna di qualunque squadra di serie A.
    diciamoci la verità: morosini era un giocatore da serie b. vagamente più bravo di tutta quella gente che non riesce a fare il calciatore per lavoro e basta. un giocatore da serie b che giocava in serie b.
    eppure la sua morte ha avuto un rinculo potentissimo. è morto davanti a tutti soddisfacendo la nostra indole voyeur ed è stato innalzato a fenomeno.
    capite dove voglio andare?
    krakauer è di parte, nel libro. sin dalle prime pagine e poi verso la fine lo ammette anche (non che serva). ma non solo lui, un sacco di gente subisce il rinculo della sua morte e parla nel libro benissimo di lui.
    si viene a sapere che mccandless sarebbe stato, in ordine, un grande imprenditore perché a 6 anni vendeva le verdure dell'orticello nel quartiere; un grande commercialista perché contava sempre le mance che prendeva quando lavorava a domino's; un grande letterato; un grande avvocato/notaio/magistrato perché per lui studiare è sempre stato facilissimo; un importante biologo perché da solo è riuscito a sopravvivere mangiando piante e merda; eccetera eccetera.
    bisogna mitizzarlo in tutti i modi solo perché è morto. alla fine, l'opinione più accurata di lui la da un professore dell'alaska nel primo terzo del libro. dice: "era solo un ragazzo con un'intelligenza vagamente sopra la media. col sogno, come tanti, di partire e andarsene. non ha fatto i conti con la natura. la sopravvaluta, muore. cliché".
    krakauer si sforza di dipingerlo come un genio intelligentissimo, precisa anche che non è un lettore snob perché nel pulmino s'è portato tolstoj, gogol ma anche dei bestseller di crichton. ma chissenefotte?

    la sua storia è interessante perché a vent'anni il tema del viaggio è interessante. più la meta è lontana da noi più siamo invogliati ad ascoltare. vogliamo sentire di taiga, tundra, ghiaccio, sabbia, elefanti, orsi e tigri. tolto questo, c'è poco e niente da salvare qui.
    krakauer (che io ironicamente chiamo KAKAUER) scrive bene e ha uno stile educato. i due capitoli della scalata sono noiosissimi perché A) non ce ne frega niente di te e B) non sei morto, quindi dov'è IL DRAMMA??

    confesso che prima di leggerlo mccandless mi stava sui coglioni. non tanto per il film, ma per tutta la gente che ha iniziato a mitizzarlo.
    leggendolo, togliendo tutti gli elogi di krakauer & compagnia alla fine era un ragazzo normale, un po' coglione e un po' intelligente.
    mi ricorda klaus kinski in fitzcarraldo di herzog. kinski interpreta un personaggio che sta con una nave sul fiume delle amazzoni. deve andare al di là di un monte ma col fiume ci si mette troppo. allora decide di scavalcare direttamente il monte con la nave, senza aggirarlo. impresa apparentemente impossibile ma "chi sogna, può muovere le montagne"

    said on 

  • 4

    Padri e figli se Turgenev fosse nato americano negli anni Settanta.

    Cosa ti fa scappare da tutto ciò che sa di casa tua? Colpa di Jack London, colpa di Lev Tolstoj, colpa perché no di Michael Crichton. La colpa è della letteratura quando non può esserlo della musica o ...continue

    Cosa ti fa scappare da tutto ciò che sa di casa tua? Colpa di Jack London, colpa di Lev Tolstoj, colpa perché no di Michael Crichton. La colpa è della letteratura quando non può esserlo della musica o delle serie tivvù. Nessuno a cui venga in mente che se si vuole scappare da casa è nella casa che andrebbero ricercate le ragioni che tante volte sono delle ragioni negate, che diventano inesorabilmente delle cause indicibili.

    Un giovane ventenne brillante e scostante decide di chiamarsi Alexander Supertramp e di viaggiare, di vagabondare, in lungo e in largo per l’America, attraversando il muskeg e guandando gli epilobi di una radura.

    “Lontano dalle rive del lago, il territorio si alza dapprima dolcemente e poi s’impenna di colpo a formare le aride, fantasmagoriche badlands di Anza-Borrego, al di sotto delle quali si apre una bajada di terra solcata da ruscelli che scorrono fra alte pareti.”

    Io a Christopher McCandless voglio bene e avrei voluto sopravvivesse. Jon Krakauer, raccontandolo, lentamente deve essersi reso conto che non riusciva a raccontarne molto: ha ricostruito gli spostamenti di Christopher, ha registrato come tutte le persone che abbiano incontrato Chris gli si siano affezionate, talmente educato, talmente un vagabondo atipico, ma leggendo il libro di Krakauer quasi con amarezza mi rendevo conto di quanto abbia potuto lasciare poco di sé Chris: Krakauer occupa dei capitoli per parlare di altri avventurieri, per parlare anche di sé, perché la vita di Chris è stata più solitaria che no e i solitari la loro storia o la raccontano da sé o se ne potrà dire soltanto il resto del niente che hanno affrontato.

    La terra selvaggia con la quale Chris non è riuscito a misurarsi è quella familiare che s’è lasciata alle spalle, non certo l’Alaska onesta pur nella sua mortalità. La natura più selvaggia resta quella umana, specie se è quella apparentemente civilizzata.

    L’America è un posto dove se sei alto un metro e settantacinque è legittimo tu possa prenderti il complesso della bassa statura che ti porta a importi sfide gigantesche come scalare pareti rocciose o sparire in canyon infiniti. Per me nato in Italia oltre il metro e settantacinque, il metro e ottanta, già inizia una altezza scomoda, e la terra selvaggia dovrei andarmela a cercare oltreconfine, se proprio non volessi riconoscere quella attorno a me, dei miei genitori, dei miei consanguinei, degli altri umani come me, compresa la mia.

    “Per non essere mai più avvelenato dalla civiltà, egli fugge, e solo cammina per smarrirsi nelle terre estreme.” Nel maggio del 1992 Alexander Supertramp scriveva così. Dalle ricerche di Krakauer e dalle ultime evidenze pare che a avvelenare Chris McCandless sia stata una neurotossina contenuta in alcuni semi. I semi alla fine dell’estate si difendono concentrando gli alcaloidi nelle scorze, per scoraggiare gli animali e non farsi mangiare. “Ingerire troppa swainsonina equivale a morire di fame, indipendentemente da quanto si mangi o non si mangi.” A avvelenare Chris McCandless, alla lettera, è stata la natura in cui era andato a cercare un mito di purezza, di innocenza.

    “Perché i bambini sono innocenti e amano la giustizia, mentre buona parte di noi è malvagia e naturalmente preferisce la pietà.” G. K. Chesterton.

    Krakauer riporta queste parole del padre di Chris, Walt: “Se soltanto avessimo immaginato dove poterlo cercare, è sicuro come l’oro che mi ci sarei precipitato in un lampo, avrei scovato il nostro figliolo e me lo sarei riportato a casa.”

    L’espressione “sicuro come l’oro” io non l’ho mai sentita. Io, se proprio, conosco l’espressione “sicuro come la morte”. Mi dice molto del padre di Chris che anche nei momenti del più insopportabile dolore, davanti al fatto irrimediabile del fallimento, della perdita di suo figlio, dica: sicuro-come-l’oro. Non so quale espressione avrebbe utilizzato Chirs McCandless. Leggendone la storia, reinventandola dentro di me, io credo lui sia di coloro che dicono: sicuro-come-la-morte.

    C’è una sincerità inequivocabile nella morte che la vita non potrà mai raggiungere.
    Io so che scappa di casa chi vorrebbe tanto tornare a casa per poterla amare, per poterla accettare e finalmente accettarsi. Ha così tanta voglia di una vera casa chi scappa di casa. Io voglio vivere per sempre ma fin quando hai una ferita che non rimargina persino la morte può apparire una casa migliore di quella dalla quale ti sei portato in salvo.

    Ronald Franz è il nome di fantasia dell’uomo ottantenne che è diventato ateo dopo che ha saputo della morte di Chris McCandless al quale si era molto legato e che avrebbe voluto adottare legalmente. Ci sono così tanti motivi per avercela su con Dio. Eppure nel caso di Chris lui si sarebbe salvato se fosse riuscito a perdonare suo padre Walt, la sua vita. Dovremmo rinunciare alla purezza, dovremmo smettere di pretenderla dai nostri padri. Dovremmo dare anche a Dio l’occasione di farsi perdonare dal nostro aver silenziosamente confidato del tutto in lui, dimenticando di fare la nostra parte, di essere uomini e donne più che figli e figlie dalla responsabilità delegata ai superiori.

    Spero tanto che tutti i Chirs McCandless oggi in giro per le terre selvagge del mondo trovino il loro modo per tornare a casa.

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  • 4

    自我追尋

    亞歷克斯很聰慧, 認真學習每件遇到的事, 而且學得很快, 雖然矮但是很精壯, 善於與人交往但是不喜歡在人群中打混, 珍惜別人的友誼, 但是強力捍衛自己的自主權, 在大學畢業以前非常順服父母但是從心裡厭煩父親的威權, 對廣大的中下階層貧民有超乎常人的關懷之心, 在家人中只與妹妹親近, 極度誠實但無視政府的規定, 想要過沒有文明便利的生活, 因此進入曠野找尋, 在他似乎終有領悟時, 不幸死於阿拉斯加的 ...continue

    亞歷克斯很聰慧, 認真學習每件遇到的事, 而且學得很快, 雖然矮但是很精壯, 善於與人交往但是不喜歡在人群中打混, 珍惜別人的友誼, 但是強力捍衛自己的自主權, 在大學畢業以前非常順服父母但是從心裡厭煩父親的威權, 對廣大的中下階層貧民有超乎常人的關懷之心, 在家人中只與妹妹親近, 極度誠實但無視政府的規定, 想要過沒有文明便利的生活, 因此進入曠野找尋, 在他似乎終有領悟時, 不幸死於阿拉斯加的荒野中.

    said on 

  • 2

    Troppo discontinuo per essere piacevole. L’inizio è atroce: una sterile lista di luoghi e spostamenti con la quale l’autore tenta di seguire le orme di Chris McCandless nei due anni precedenti la mort ...continue

    Troppo discontinuo per essere piacevole. L’inizio è atroce: una sterile lista di luoghi e spostamenti con la quale l’autore tenta di seguire le orme di Chris McCandless nei due anni precedenti la morte. Dopo la prima metà finalmente, seguendo la vita del giovane e della sua famiglia, il libro diventa più interessante e coinvolgente, per ripiombare nella noia nel momento in cui l’autore inserisce la sua storia e le vicende di alcuni ragazzi morti in circostanze simili. Quello che ci vuole dire è che storie di persone come Chris ce ne sono, e anche molte; spesso solo per puro caso non finiscono in tragedia, come invece è successo per il protagonista. Krakauer cerca di “riabilitare” Chris davanti a un pubblico (all’epoca) molto critico e pronto a giudicare senza sapere, senza soffermarsi sulle ragioni che avevano portato a questo allontanamento, a questa ricerca di una vita solitaria.
    La storia è interessante, ma il libro mi ha annoiato in troppi punti.

    said on 

  • 3

    Ingredienti: natura, libertà, avventura, solitudine.
    Consigliato: a chi vuole ritrovarsi tuffandosi in una sfida estrema, a chi vuole perdersi affogando in mondi selvaggi.

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  • 5

    per capirlo (e amarlo) bisogna arrivarci in fondo

    avevo sempre rimandato la lettura di questo libro, solo per la mia idiosincrasia verso i libri "culto".
    poi ho deciso di andare in Alaska e allora... ^.^

    Amo Krakauer da Aria Sottile e la storia di "A ...continue

    avevo sempre rimandato la lettura di questo libro, solo per la mia idiosincrasia verso i libri "culto".
    poi ho deciso di andare in Alaska e allora... ^.^

    Amo Krakauer da Aria Sottile e la storia di "Alex Supertramp" l'avevo conosciuta attraverso il film di Sean Penn.
    la storia di Chris è nota e presto spiegata: il ragazzo, in fuga dalla società e dalle sue regole, senza nessuna preparazione si va ad infilare nel Grande Nord per rimanerci intrappolato e li morirvi

    venendo al libro, è forse la prima volta che un libro che all'inizio non mi entusiasma, ha la capacità di farmi ricredere su un sacco di cose.
    l'inizio è un po' la cronaca dei due anni a zonzo e del relativo tentativo di uscita dalla società "civile" di Chris. ammetto che non conoscere i luoghi descritti (grandi aree coltivate, paludi insidiose, montagne sconfinate) non mi ha aiutata nell'immedesimazione..
    in più, per quanto Krakauer si impegni a rimanere imparziale, non riesce ad evitare che Chris venga percepito come presuntuoso, a tratti arrogante, sicuramente incosciente, immaturo verso la famiglia e forse perfino un po' idiota.
    dopo questa prima parte per me un po' noiosa, l'autore racconta delle sue prime esperienze di alpinista, della volta che si incaponì a voler salire una cima e restò tre giorni chiuso dentro una tenda a causa del mal tempo.
    sto salto dalla storia di Chris a quella di Krakauer non l'ho capito subito ma è stato sostanzialmente funzionale a riabilitare la figura del primo.
    lui ha solo avuto "fortuna" a non morire su quel monte mentre Chris, per il solo fatto di essersi spinto volontariamente così lontano fino a rimanerci, si becca la "condanna" da parte degli adulti e dei "socialmente adattati" per aver sprecato la sua vita.
    le considerazioni di Krakauer relativamente alle azioni del giovane che dimostrano come fosse si impreparato ma sicuramente determinato a sopravvivere e a tornare a casa, aiutano il lettore ad entrare in empatia con questo ragazzo... cosa che il lungo elenco di cose fatte e posti visti non aveva permesso.

    said on 

  • 3

    Into the wild

    Basato su fatti realmente accaduti, ricco di testimonianze dirette dei familiari e delle persone che conobbero Chris McCandless nei suoi ultimi anni di vita.
    L'autore (egli stesso alpinista) non si li ...continue

    Basato su fatti realmente accaduti, ricco di testimonianze dirette dei familiari e delle persone che conobbero Chris McCandless nei suoi ultimi anni di vita.
    L'autore (egli stesso alpinista) non si limita a raccontare giornalisticamente la cronaca degli avvenimenti ma indaga a fondo la personalità (presunta e desunta dalle testimonianze) dello sfortunato avventuriero.
    Un libro che chi ha visto ed apprezzato il film dovrebbe leggere.

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  • 3

    克里斯對大自然的熱情以及追尋我沒辦法感同身受,但是很佩服他實踐的勇氣。
    也許有點莽撞、自以為是,依然勇於捨棄安逸的生活,追求他認定的內心的平靜。
    全書讓我最感動的地方是克里斯的父母終於重返兒子死亡的巴士,他們以寬大的心試著理解克里斯所做的一切,雖然仍有傷痛,但也努力向前走。
    克里斯的母親離去前在巴士內放了一個急救箱,並寫了一張紙條要看到的人趕快跟家人聯絡,讓我不禁鼻酸,克里斯的父母也許不完美,但對 ...continue

    克里斯對大自然的熱情以及追尋我沒辦法感同身受,但是很佩服他實踐的勇氣。
    也許有點莽撞、自以為是,依然勇於捨棄安逸的生活,追求他認定的內心的平靜。
    全書讓我最感動的地方是克里斯的父母終於重返兒子死亡的巴士,他們以寬大的心試著理解克里斯所做的一切,雖然仍有傷痛,但也努力向前走。
    克里斯的母親離去前在巴士內放了一個急救箱,並寫了一張紙條要看到的人趕快跟家人聯絡,讓我不禁鼻酸,克里斯的父母也許不完美,但對於他的愛還是那麼的多。
    克里斯以這趟終結生命的旅程完成了自己的理想,卻也令關心他的人一輩子傷心,這是一意孤行的他沒有想到的。

    said on 

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