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Into the Wild

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4.1
(4453)

Language:English | Number of Pages: | Format: Others | In other languages: (other languages) Chi traditional , Spanish , Italian , Finnish , French , Japanese , German , Portuguese , Catalan , Dutch

Isbn-10: 1435285735 | Isbn-13: 9781435285736 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , eBook

Category: Biography , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
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  • 3

    Alla ricerca di sé stessi...

    Jon Krakauer è l’autore di questo libro che non può essere definito del tutto romanzo (a mio avviso) ma si va decisamente sul genere biografico. Nato nel 1954 ed ancora in vita, è un saggista e alpinista statunitense, dedicatosi dal 2003 al giornalismo investigativo. Dalle sue svariate esperienze ...continue

    Jon Krakauer è l’autore di questo libro che non può essere definito del tutto romanzo (a mio avviso) ma si va decisamente sul genere biografico. Nato nel 1954 ed ancora in vita, è un saggista e alpinista statunitense, dedicatosi dal 2003 al giornalismo investigativo. Dalle sue svariate esperienze nell’alpinismo, prenderanno vita diversi libri come “Aria sottile”, concepito dal fortunato ritorno dalla spedizione commerciale sull’Everest nel 1996 (fu uno dei due soli sopravvissuti). La maggior parte della popolarità come scrittore, è dovuta alla attività di giornalista, alla quale si dedicò a tempo pieno a partire dal 1983. Nel 1996 pubblicò quindi “Nelle terre estreme” che gli garantì la fama di cui gode tutt’ora.

    Parliamo dunque di questo libro, partendo dal principio:
    Christopher McCandless è il protagonista di questo biografia. Costui è conosciuto ai più grazie al film “Into the wild” ma fondamentalmente è famoso per essersi lanciato in un’avventura al limite dell’estremo, purtroppo senza uscirne vivo. Questo libro ci fornisce un tracciato degli spostamenti di Chris, dal momento in cui decide di abbandonare l’Università e la famiglia (benestante) al momento in cui morirà. Colui che ripercorrerà ogni tappa è proprio l’autore che, pur di fornire un ritratto di Chris quanto più verosimile possibile, incontrerà coloro che hanno interagito con il ragazzo quando ancora era in vita e cercherà di dare un senso e una dignità, alla vita nomade che il giovane aveva deciso di intraprendere. La scoperta del cadavere dopo più di due anni dall’inizio del pellegrinaggio, è stata intatti accompagnata ad polemiche e dibattiti, soprattutto riguardo al fatto che il giovane fosse uno sprovveduto che, sopravvalutando le proprie capacità, ci ha rimesso la pelle. Jon è partito alla ricerca di prove che dessero un senso alla fine del ragazzo senza farlo apparire necessariamente pazzo, cercando di delineare al meglio il suo carattere e approfondendo diversi aspetti di una esistenza che ai più rimaneva incomprensibile.

    Ho letto questo libro solo perché mi è stato regalato ed ammetto che a cose normali non lo avrei mai acquistato, non amo i racconti troppo biografici e non li amerò mai. Comunque non sono rimasta del tutto delusa perché alla fine la lettura risulta piacevole e mi ha aiutato ad approfondire alcuni aspetti di questa storia che altrimenti non avrei mai ricercato. Non è solo un racconto biografico ma racchiude anche un’esperienza di vita, se pur diversa, molto significativa e singolare. Ci sono anche informazioni molto dettagliate riguardo all’ambiente stesso, alla fine della lettura ci si sente arricchiti come se si fosse di ritorno da una bella gira nella natura. Tutto sommato Chris è comprensibile sotto diversi aspetti: a chi non è mai venuto in mente di mollare tutto e lasciare il caos della città per i boschi profumati? Chi non vorrebbe prendersi una pausa dal mondo per ritrovare sé stesso? Purtroppo non capirò mai fino in fondo l’atteggiamento filosofico di Chris perché di filosofia non mi interesso, ma sicuramente è stato coraggioso ed ha inseguito un sogno guidato da validi ideali ed io non saprei fare di meglio. In un mondo come questo di oggi, sarebbe bello avere più Chris che folli kamikaze che si immolano ed uccidono per un credo che interpretano a modo loro. Abbiamo perso il contatto con la natura e con noi stessi e non so nemmeno se molti di noi riescono a dare un senso a ciò che fanno nella loro vita.
    Un bel libro che aiuta a riflettere, ecco cos’è.
    Buona lettura. :)

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  • 2

    Decisamente meglio il film

    Uno dei rari casi in cui il film mi ha autenticamente conquistato, risultando tuttora uno dei miei preferiti. Il libro invece non mi è proprio piaciuto. L'ho trovato confusionario e privo di quella poesia e trasporto che invece traspaiono nello stupendo film.

    said on 

  • 2

    Sono rimasta un po' delusa dal libro e dalla figura di McCandless che ne emerge. Non mi è sembrato un personaggio da ammirare, piuttosto un giovane con tanti ideali ma ben confusi e scarso senso pratico per realizzarli. E il libro mi è sembrato fin troppo prolisso.

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  • 5

    "Salve orso fantasma, la bestia dentro ognuno di noi." Alexander Supertramp

    Le cinque stelline vanno a Chris!
    L'autore poteva avere il buon senso di mettere a tacere quell'ego da scalatore.

    said on 

  • 2

    La ricostruzione del viaggio in Alaska di un giovane statunitense, Christopher McCandless. Un resoconto scritto da un giornalista che ha raccolto materiale e intervistato la famiglia e le persone che hanno conosciuto il ragazzo. Utile per approfondire i fatti e nient'altro. Il libro è tradotto in ...continue

    La ricostruzione del viaggio in Alaska di un giovane statunitense, Christopher McCandless. Un resoconto scritto da un giornalista che ha raccolto materiale e intervistato la famiglia e le persone che hanno conosciuto il ragazzo. Utile per approfondire i fatti e nient'altro. Il libro è tradotto in un italiano pessimo (forse non è un granché nemmeno in lingua inglese).

    said on 

  • 4

    ‘C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla d ...continue

    ‘C'è tanta gente infelice che tuttavia non prende l'iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito ma in realtà per l'animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo.’ Con queste parole, scritte dallo stesso Chris McCandles (alias Alexander Supertramp) si riassume in pieno la sua filosofia di vita.
    Chris è figlio di una famiglia benestante di Washington, terminati gli studi con ottimi risultati decide di lasciare i suoi per intraprendere una vita nomade, alla ricerca della libertà assoluta. Con poche cose, lavorando dove capita, vive numerose avventure attraverso i diversi stati dell’America. Due anni di vita libera, durante i quali interrompe qualsiasi rapporto con i genitori, poi la decisione di raggiungere le terre estreme dell’Alaska.
    Ad aprile del 1992, dopo cinque mesi di vita assolutamente selvaggia in quelle terre, senza alcun supporto di civilizzazione, con base un vecchio autobus abbandonato, decide di ritornare a casa. Pago della sua sublime esperienza sembra, nel frattempo, aver maturato pensieri di riconciliazione con se stesso, con la famiglia e con l’intera umanità.
    Qualcosa, però, andrà storto e Chris verrà ritrovato morto in quei territori solitari a settembre dello stesso anno.
    Cosa ha spinto un giovane di buona famiglia ad intraprendere una tale avventura? Quali erano i suoi miti? Perché questo forzato distacco fisico e mentale dalla famiglia? Come può un ragazzo così appassionato della natura e così innamorato della vita cercare la morte in questo modo?
    Dopo il ritrovamento del suo corpo, l’opinione pubblica americana si infiamma, dividendosi in chi considera Chris un fanatico sprovveduto che ha sputato in faccia all’affetto della propria famiglia e al dono della vita, e chi lo considera un idealista che ha seguito il richiamo della natura selvaggia alla ricerca della purezza assoluta, dunque un eroe, un mito.
    Jon Krakauer, alpinista, naturista e giornalista americano non ci sta a sposare una delle due opinioni, in quanto ognuna è riduttiva rispetto alla vera natura di Chris. Krakauer, lui stesso, è stato in Alaska e ce lo racconta nel libro, facendoci solo immaginare la durezza e la magnificenza di quelle terre estreme. Lui stesso ha vissuto la necessità di rivalsa nei confronti di un padre che lo voleva a sua immagine e somiglianza. Lui stesso ha ascoltato e seguito il richiamo della foresta, e come poteva non ascoltare il richiamo poetico di Chris? Un richiamo interiore, segnato in maniera indelebile nelle persone incontrate durante il suo cammino, nei libri letti segnandone i passi amati, sulle pareti del vecchio autobus abbandonato dove ha vissuto gli ultimi 5 mesi di vita, nel diario ritrovato accanto al suo corpo.
    Soltanto con un’empatia del genere si può raccontare la vita di un personaggio come Chris/Alexander, trasformando una biografia in un romanzo dai toni elevati che arriva a sfiorare le corde più profonde dell’anima di chi ci si imbatte, nella partecipazione agli ideali e alle avventure di un personaggio che si può soltanto amare così com’è.
    Il viaggio di Chris è il viaggio esistenziale di ogni anima giovane. Di ognuno di noi.
    Krakauer guida il lettore ad abbandonare ogni pregiudizio, per vivere e morire in totale empatia con la nobiltà d’animo di un uomo che sembra rappresentare una singolare ed elevata figura di essere umano: un Uomo alla ricerca di se stesso che prende consapevolezza delle sue più pure potenzialità, ma che in quanto tale, purtroppo, dimostra tutta la sua vulnerabilità.
    Bellissimo il film tratto dal romanzo con la magistrale regia di Sean Penn.

    said on 

  • 3

    Jon Krakauer non è uno scrittore.
    Di conseguenza Nelle terre estreme non è grande letteratura. Ma racconta una storia vera, la storia di Chris, che è commovente, struggente, "importante". Tanto coinvolgente che ho cercato in rete le sue fotografie, per vedere il suo viso, i luoghi in ...continue

    Jon Krakauer non è uno scrittore.
    Di conseguenza Nelle terre estreme non è grande letteratura. Ma racconta una storia vera, la storia di Chris, che è commovente, struggente, "importante". Tanto coinvolgente che ho cercato in rete le sue fotografie, per vedere il suo viso, i luoghi in cui è stato, i volti delle persone che ha incontrato.
    Krakauer non è uno scrittore e spesso la sua scrittura è scolastica.
    Ma c'è del commuovente nel modo in cui cerca di spiegare chi era McCandless, il perchè delle sue scelte e dei suoi errori, con grande onestà, partecipazione e, direi quasi, affetto.

    said on 

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