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Introduzione al cristianesimo

lezioni sul simbolo apostolico

Di

Editore: Queriniana (Biblioteca di teologia contemporanea - 5)

4.3
(37)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 301 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000006115 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Altri

Genere: Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 5

    Straordinario.

    Joseph Ratzinger ha la capacità di presentare le idee madri del cristianesimo con tale lucidità, profondità, originalità di prospettiva da far ripetere continuamente al lettore - insieme imbarazzato, sconcertato, felice: "Possibile? Questo lo so da sempre... ma non lo avevo ancora capito!"

    ha scritto il 

  • 2

    È scritto anche per coloro che non hanno mai approcciato la teologia, ma risulta alla fine un po' troppo lungo e stancante.

    Non si può dire che Ratzinger non abbia studiato per scrivere questo libro; ma fino a quando ci spiega da dove derivano alcune parole usate nella Bibbia (e dunque il loro vero significato) va tutto bene, è quando incomincia a fare voli pindarici sulla vera essenza di Dio (e cose del genere) secon ...continua

    Non si può dire che Ratzinger non abbia studiato per scrivere questo libro; ma fino a quando ci spiega da dove derivano alcune parole usate nella Bibbia (e dunque il loro vero significato) va tutto bene, è quando incomincia a fare voli pindarici sulla vera essenza di Dio (e cose del genere) secondo me vola troppo oltre. Faccio un esempio facile: dice che l'uomo senza Dio non è appagato e che non può trovare il vero Amore, e a questo punto mi dico: "questo vale per te che ti sei fatto prete! Ma io posso avere un'altra opinione?!?".
    Il problema è che gran parte del libro si basa su queste sue affermazioni (che potremmo definire molto "personali"); in parte è comprensibile l'atteggiamento perché non si può parlare di cosa è veramente Dio in modo certo dato che è da un po' che non si fa vedere...

    Citazione preferita (a pag. 98): "La solitudine è indubbiamente una delle radici fondamentali da cui ha avuto origine l'incontro dell'uomo con Dio", trovo particolarmente interessante questa frase perché Ratzinger descrive lui stesso Dio come una sorta di amico immaginario che ti sta a fianco quando ti senti solo! Continuando verso fine pagina aggiunge, quasi a sottolineare questa mia analisi/provocazione: "[...] l'esperienza che nessuna comunanza riesce a saziare interamente il nostro anelito, che conduce all'esperienza di Dio. Questa può venire anche dalla gioia di sentirsi protetti". La gioia (di sentirsi protetti) viene dall'incontro con Dio, anche qui sembra che l'incontro di Dio sia una specie di esperienza omeopatica che fa passare tutte le nostre paure psicologiche; ovviamente non fisiche perché Dio starebbe nella nostra testa e non nella realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    Fantastico!

    Un libro che per vastità di contenuti, profondità di pensiero e ricchezza di spunti ha la capacità di appassionare chiunque si interessi, a qualsiasi titolo, all'argomento.
    Da consigliare a tutti!

    ha scritto il 

  • 5

    Un papa retrivo?

    Nel 1969, quando esce questo trattato, il futuro vescovo di Roma era uno splendido quarantenne. Il Concilio, in cui ebbe un ruolo importante, era ancora molto recente e così l’aria fresca che permeava la Chiesa aveva in lui un autorevole promotore del cambiamento in atto. Ho scoperto che nel perc ...continua

    Nel 1969, quando esce questo trattato, il futuro vescovo di Roma era uno splendido quarantenne. Il Concilio, in cui ebbe un ruolo importante, era ancora molto recente e così l’aria fresca che permeava la Chiesa aveva in lui un autorevole promotore del cambiamento in atto. Ho scoperto che nel percorso accademico di questo Papa così ferrato in filosofia compare onnipresente la figura di Agostino. Ho avuto la fortuna di leggere l’”Introduzione al cristianesimo” nello stesso periodo in cui sto lentamente assorbendo la “Città di Dio” dell’antico vescovo di Ippona e devo ammettere che la somiglianza nell’atteggiamento e nel piglio polemico è la stessa, così come pure la semplicità e la chiarezza. In particolare ciò che colpisce è l’utilizzo del linguaggio vivo e presente nello spirito del tempo e il modo peculiare con cui certe parole chiave in uso corrente vengono piegate al servizio del Vangelo.
    La traccia è data dalla lettura del simbolo apostolico (il “Credo”) e l’esposizione nei passaggi chiave è lasciata alla Parola. Volendo usare una metafora architettonica, così come avviene nei commenti di Agostino, il flusso del ragionamento è tutto funzionale come la copertura e gli ornamenti di un edificio ed è posto nel contesto storico rivolgendosi ad interlocutori vivi della società contemporanea, mentre la struttura, ovvero i muri e le travi portanti, si lascia tutta poggiare sulla Parola: i Salmi, i Vangeli (Giovanni in testa) e l’irriducibile apostolo Paolo.
    E così oltre ad Heidegger, Nietzsche e Sartre (quest’ultimo particolarmente di moda quando uscì lo scritto) il futuro Papa si rivolge pure a Marx e al materialismo dialettico. Notevoli sono i passaggi della terza parte (nel primo paragrafo JR nomina il termine “storia” ben 11 volte in poco più di 5 pagine: “storia ed essere”, “azione nella storia”, “trasformazione della storia”…). E poi Teilhard de Chardin e il suo “punto Omega” inteso come evoluzione integrale della persona e dell’umanità tutta, onnipresente in moltissimi passaggi chiave, concezione legata in maniera forte e radicale (e forse anche originale) alla visione dello Spirito Santo. Una visione assai distante dallo spirito ortodosso della Trinità, vale a dire più pragmatica e fattuale, legata all’evoluzione storica verso “… il giorno della redenzione cosmica, la vera e definitiva fase della riconciliazione. Non esiste altro culto né altro sacerdote all’infuori di colui che lo ha compiuto: Gesù Cristo”. Ecco perché non mi sono stupito quando in una Messa un paio di settimane fa, il parroco della mia parrocchia ha concluso l’omelia con questa frase che voleva essere d’effetto: “la nostra non è una religione; il cristianesimo è una Persona”.

    ha scritto il