Invisible Cities

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Publisher: Vintage

4.3
(8418)

Language: English | Number of Pages: 176 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Portuguese , Chi simplified , German , French , Spanish , Czech , Catalan , Finnish , Japanese , Turkish , Greek

Isbn-10: 0099429837 | Isbn-13: 9780099429838 | Publish date:  | Edition New Ed

Curator: William Weaver

Also available as: Hardcover , Others , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Book Description
In Invisible Cities Marco Polo conjures up cities of magical times for his host, the Chinese ruler Kublai Khan, but gradually it becomes clear that he is actually describing one city: Venice. As Gore Vidal wrote 'Of all tasks, describing the contents of a book is the most difficult and in the case of a marvellous invention like Invisible Cities, perfectly irrelevant.'
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  • 4

    Le città invisibili è un romanzo scritto da Italo Calvino e pubblicato in questa edizione da Arnaldo Mondadori nel 1993. La prima edizione è del 1940.

    Il romanzo ha una trama semplicissima: Marco Polo ...continue

    Le città invisibili è un romanzo scritto da Italo Calvino e pubblicato in questa edizione da Arnaldo Mondadori nel 1993. La prima edizione è del 1940.

    Il romanzo ha una trama semplicissima: Marco Polo e Kublai Khan sono a colloquio, e il grande imperatore chiede al viaggiatore genovese di descrivere le città del suo impero. Allora Marco Polo descrive città fantastiche e variopinte, città che il Khan non ha mai visto e di cui magari nemmeno crede l’esistenza. Tutto qui.

    Solo che non è tutto qui. La prosa e le descrizioni di Calvino sono incredibili, le città sono una diversa dall’altra e tutte altrettante incredibili. Nient’altro. Solo qualche città. Che però aprono un mondo che è grande quasi l’universo.

    said on 

  • 1

    Peccato

    Una Bellissima Idea, ma poteva essere resa molto meglio.
    Calvino stesso ha riconosciuto nella prefazione di questo libro la sua difficoltà nel rendere omogeneo questo libro, purtroppo a mio modesto pa ...continue

    Una Bellissima Idea, ma poteva essere resa molto meglio.
    Calvino stesso ha riconosciuto nella prefazione di questo libro la sua difficoltà nel rendere omogeneo questo libro, purtroppo a mio modesto parere non ci è riuscito.
    Le città descritte da Calvino rimangono brevi scenari che come abbagli, colpiscono ma non conquistano.

    said on 

  • 2

    tante città, troppe città, troppo fantastiche

    Marco Polo racconta i suoi viaggi in città immaginarie, in ogni capitoletto una. Purtroppo queste città sono fin troppo fantastiche, almeno io non me le sono riuscite ad immaginare, non mi hanno stimo ...continue

    Marco Polo racconta i suoi viaggi in città immaginarie, in ogni capitoletto una. Purtroppo queste città sono fin troppo fantastiche, almeno io non me le sono riuscite ad immaginare, non mi hanno stimolato la fantasia. Sarà che sono veramente poco interessato alla città in quanto tale in questo momento?
    La struttura è ripetitiva, e secondo me si fa fatica nella lettura. Forse questo è un libro che va letto un capitolo a sera, e ci si deve riflettere su. Invece io i libri li leggo tanto e poco spesso, quindi non mi è piaciuto tanto.

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  • 5

    tutte le città del mondo

    mi hanno dato l'opportunità di recensire questo imperdibile libro sulla rivista di letteratura "Il colophon" Ecco il link: https://ilcolophon.it/le-citt%C3%A0-invisibili-3a2397761901#.gv8av6y26 ...continue

    mi hanno dato l'opportunità di recensire questo imperdibile libro sulla rivista di letteratura "Il colophon" Ecco il link: https://ilcolophon.it/le-citt%C3%A0-invisibili-3a2397761901#.gv8av6y26

    said on 

  • 4

    Ho letto questo libro in due fasi. La prima lettura è stata piuttosto ostica perché continuavo a leggere le pagine ma non riuscivo a cogliere il senso delle descrizioni delle città. Inoltre, coglievo ...continue

    Ho letto questo libro in due fasi. La prima lettura è stata piuttosto ostica perché continuavo a leggere le pagine ma non riuscivo a cogliere il senso delle descrizioni delle città. Inoltre, coglievo fortissimi achi borgesiani e le descrizioni di Calvino mi sembravano molto lontani dalla perfezione e genialità del maestro argentino.
    Poi, su sollecitazione/invito di una cara amica anobiana, sono ripartito “disattivando il lato razionale” e affidandomi totalmente al potere evocativo delle parole di Calvino. Un po’ alla volta mi sono fatto prendere dalle visioni del libro e, pur continuando a ritrovare echi borgesiani, li ho trovati sempre più convincenti.

    Alla fine della lettura mi resta un buon ricordo complessivo su cui spiccano alcune pagine che mi hanno letteralmente folgorato. In assoluto le pagine che ho più amato sono stati i dialoghi tra Marco Polo ed il Khan, come lo straordinario dialogo telepatico tra i due, e le immagini delle città viste dai viaggiatori che arrivano da lontano.

    Detto del giudizio più che positivo sul libro, debbo segnalare anche un dettaglio che ho trovato fastidioso. Nella generale atmosfera da mille e una notte, ho trovato molto disturbante veder comparire in alcune pagine aeroporti, stazioni di autobus o altri mezzi di trasporto moderni.

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  • 5

    Si parla di città inventate, surreali, belle, felici e infelici, piccolissime o concentriche, ma sempre ispirate a un dettaglio concreto. L’occhio sul mondo lo si percepisce ovunque, e a volte ha un s ...continue

    Si parla di città inventate, surreali, belle, felici e infelici, piccolissime o concentriche, ma sempre ispirate a un dettaglio concreto. L’occhio sul mondo lo si percepisce ovunque, e a volte ha un sapore amaro. Il tutto si mixa in un linguaggio fresco e fiabesco, letteralmente perfetto.

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  • 5

    La luce in fondo al docp (necessariamente autodiagnosticato).

    Ed ecco amici, questa è la prova che per quanto tu possa essere soffocato dalle tue ossessioni, asfissiato dai tuoi stilemi, imbrigliato nei tuoi programmi, costretto nei tuoi schemi e simboli, puoi c ...continue

    Ed ecco amici, questa è la prova che per quanto tu possa essere soffocato dalle tue ossessioni, asfissiato dai tuoi stilemi, imbrigliato nei tuoi programmi, costretto nei tuoi schemi e simboli, puoi comunque raggiungere il significato, e tra una ripetizione e una vanesia strizzata d'occhio anche esprimerlo: "in rigidità e povertà ho osservato, ho raccolto. Lo so, sono toghissima". Folgorante e bellissimo.

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  • 5

    Non smettete di cercare la vostra città

    Certamente Marco Polo non avrebbe immaginato che il suo personaggio avrebbe dovuto compiere ancora un altro viaggio, questa volta tra le pagine di un libro, come protagonista, ma non come autore. E qu ...continue

    Certamente Marco Polo non avrebbe immaginato che il suo personaggio avrebbe dovuto compiere ancora un altro viaggio, questa volta tra le pagine di un libro, come protagonista, ma non come autore. E questa volta, è messo chiaro sin da subito, l’impresa sarà ben più ardua.. "Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo". Il viaggio si svilupperà tutto nelle pieghe più riposte dell’animo umano, percorrerà specchi, memorie, allusioni, echi, sarà felice, malinconico, crudele, sempre implacabile. Il viaggiatore rimarrà fermo, e le città saranno invisibili. Nel 1972 Italo Calvino pubblica il suo avventuroso viaggio.
    Ricordo che i miei genitori comprarono il libro in una edizione Oscar Mondadori, quella con il retro copertina dorato, ormai consunta, l’estate del 1998, perché il professore di italiano ce lo aveva dato come compito a casa da leggere. E ci diede anche uno schema, che ancora conservo e illustrava una scacchieraimage costruita con i capitoli del libro. Perché ci fosse chiaro, credo, che la storia era prima un’opera di raffinata ingegneria letteraria, poi narrazione. Ne lessi quattro pagine, forse. Non capii assolutamente nulla, nemmeno una parola. Ma di cosa sta parlando questo qui e dove è finito il racconto del viaggio? probabilmente pensai.
    Ho riaperto quello stesso libro nella estate del 2011, lo lessi in una settimana, non sono molte pagine. Magia! adesso sì che si capiva. E anche la scacchiera, chiarissima, bellissima. Chissà cosa era cambiato. Ancora oggi lo apro, questo libro, sottolineo, sottolineo, consulto, rileggo, copioincollo, rileggo, dimentico, rileggo, trascrivo, ricordo, rileggo.. qualcuno può ancora fare a meno di questo ultimo viaggio, scritto nel 1972, di un Marco Polo stanco, malinconico e visionario, ma sempre acceso di incanto per la sua bella Venezia, che continua a descrivere al Kublai Khan, in ogni racconto, in 52 modi diversi, nell’arco di una sera sempre uguale.. "Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla",

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  • 5

    "Le città invisibili". Tra fantasia e sogno.

    Nella finzione narrativa di questo libro, Marco Polo racconta dei suoi viaggi a Kublai Kan, imperatore dei Tartari. Cinquantacinque narrazioni di altrettante città, tutte inventate, tutte irriconoscib ...continue

    Nella finzione narrativa di questo libro, Marco Polo racconta dei suoi viaggi a Kublai Kan, imperatore dei Tartari. Cinquantacinque narrazioni di altrettante città, tutte inventate, tutte irriconoscibili, non solo nello spazio, ma anche nel tempo, e tutte contraddistinte da un nome di donna. Un capolavoro!
    La recensione (di questo libro e dei miei libri preferiti di sempre) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link:
    https://www.youtube.com/watch?v=RcH_qAyFKCQ

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