Invisible Cities

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Publisher: Random House

4.3
(8362)

Language: English | Number of Pages: 160 | Format: eBook | In other languages: (other languages) Chi traditional , Italian , Portuguese , Chi simplified , German , French , Spanish , Czech , Catalan , Finnish , Japanese , Turkish , Greek

Isbn-10: 1446414272 | Isbn-13: 9781446414279 | Publish date: 

Translator: William Weaver

Also available as: Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Book Description
In Invisible Cities Marco Polo conjures up cities of magical times for his host, the Chinese ruler Kublai Khan, but gradually it becomes clear that he is actually describing one city: Venice. As Gore Vidal wrote 'Of all tasks, describing the contents of a book is the most difficult and in the case of a marvellous invention like Invisible Cities, perfectly irrelevant.'
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    Si parla di città inventate, surreali, belle, felici e infelici, piccolissime o concentriche, ma sempre ispirate a un dettaglio concreto. L’occhio sul mondo lo si percepisce ovunque, e a volte ha un s ...continue

    Si parla di città inventate, surreali, belle, felici e infelici, piccolissime o concentriche, ma sempre ispirate a un dettaglio concreto. L’occhio sul mondo lo si percepisce ovunque, e a volte ha un sapore amaro. Il tutto si mixa in un linguaggio fresco e fiabesco, letteralmente perfetto.

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    La luce in fondo al docp (necessariamente autodiagnosticato).

    Ed ecco amici, questa è la prova che per quanto tu possa essere soffocato dalle tue ossessioni, asfissiato dai tuoi stilemi, imbrigliato nei tuoi programmi, costretto nei tuoi schemi e simboli, puoi c ...continue

    Ed ecco amici, questa è la prova che per quanto tu possa essere soffocato dalle tue ossessioni, asfissiato dai tuoi stilemi, imbrigliato nei tuoi programmi, costretto nei tuoi schemi e simboli, puoi comunque raggiungere il significato, e tra una ripetizione e una vanesia strizzata d'occhio anche esprimerlo: "in rigidità e povertà ho osservato, ho raccolto. Lo so, sono toghissima". Folgorante e bellissimo.

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    Non smettete di cercare la vostra città

    Certamente Marco Polo non avrebbe immaginato che il suo personaggio avrebbe dovuto compiere ancora un altro viaggio, questa volta tra le pagine di un libro, come protagonista, ma non come autore. E qu ...continue

    Certamente Marco Polo non avrebbe immaginato che il suo personaggio avrebbe dovuto compiere ancora un altro viaggio, questa volta tra le pagine di un libro, come protagonista, ma non come autore. E questa volta, è messo chiaro sin da subito, l’impresa sarà ben più ardua.. "Non è detto che Kublai Kan creda a tutto quel che dice Marco Polo". Il viaggio si svilupperà tutto nelle pieghe più riposte dell’animo umano, percorrerà specchi, memorie, allusioni, echi, sarà felice, malinconico, crudele, sempre implacabile. Il viaggiatore rimarrà fermo, e le città saranno invisibili. Nel 1972 Italo Calvino pubblica il suo avventuroso viaggio.
    Ricordo che i miei genitori comprarono il libro in una edizione Oscar Mondadori, quella con il retro copertina dorato, ormai consunta, l’estate del 1998, perché il professore di italiano ce lo aveva dato come compito a casa da leggere. E ci diede anche uno schema, che ancora conservo e illustrava una scacchieraimage costruita con i capitoli del libro. Perché ci fosse chiaro, credo, che la storia era prima un’opera di raffinata ingegneria letteraria, poi narrazione. Ne lessi quattro pagine, forse. Non capii assolutamente nulla, nemmeno una parola. Ma di cosa sta parlando questo qui e dove è finito il racconto del viaggio? probabilmente pensai.
    Ho riaperto quello stesso libro nella estate del 2011, lo lessi in una settimana, non sono molte pagine. Magia! adesso sì che si capiva. E anche la scacchiera, chiarissima, bellissima. Chissà cosa era cambiato. Ancora oggi lo apro, questo libro, sottolineo, sottolineo, consulto, rileggo, copioincollo, rileggo, dimentico, rileggo, trascrivo, ricordo, rileggo.. qualcuno può ancora fare a meno di questo ultimo viaggio, scritto nel 1972, di un Marco Polo stanco, malinconico e visionario, ma sempre acceso di incanto per la sua bella Venezia, che continua a descrivere al Kublai Khan, in ogni racconto, in 52 modi diversi, nell’arco di una sera sempre uguale.. "Se ti dico che la città cui tende il mio viaggio è discontinua nello spazio e nel tempo, ora più rada ora più densa, tu non devi credere che si possa smettere di cercarla",

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    "Le città invisibili". Tra fantasia e sogno.

    Nella finzione narrativa di questo libro, Marco Polo racconta dei suoi viaggi a Kublai Kan, imperatore dei Tartari. Cinquantacinque narrazioni di altrettante città, tutte inventate, tutte irriconoscib ...continue

    Nella finzione narrativa di questo libro, Marco Polo racconta dei suoi viaggi a Kublai Kan, imperatore dei Tartari. Cinquantacinque narrazioni di altrettante città, tutte inventate, tutte irriconoscibili, non solo nello spazio, ma anche nel tempo, e tutte contraddistinte da un nome di donna. Un capolavoro!
    La recensione (di questo libro e dei miei libri preferiti di sempre) continua sul canale youtube LaprospettivadellaRana a questo link:
    https://www.youtube.com/watch?v=RcH_qAyFKCQ

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    Sopravvalutata come tutte le opere di Calvino. Un bravo autore di libri per l'infanzia, che la critica di sinistra ha voluto celebrare nelle vesti del grande scrittore. Ispirazione corta, ossessione p ...continue

    Sopravvalutata come tutte le opere di Calvino. Un bravo autore di libri per l'infanzia, che la critica di sinistra ha voluto celebrare nelle vesti del grande scrittore. Ispirazione corta, ossessione per le geometrie ripetitive, mancanza di profondità narrativa. Un abile e colto intellettuale. Il professore che tutti avremmo voluto avere.

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    Un inno alla fantasia, e come Calvino stesso dice "un ultimo poema d'amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città".

    Marco Polo: "L'altrove è uno specchio in neg ...continue

    Un inno alla fantasia, e come Calvino stesso dice "un ultimo poema d'amore alle città, nel momento in cui diventa sempre più difficile viverle come città".

    Marco Polo: "L'altrove è uno specchio in negativo. Il viaggiatore riconosce il poco che è suo, scoprendo il molto che non ha avuto e non avrà".

    "- D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda
    - O la domanda che ti pone obbligandoti a rispondere, come Tebe per bocca della Sfinge".

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    Fatico sempre a leggere racconti, fatico a tenere il filo che unisce i vari pezzi. Ma qui il filo lo tiene Marco Polo, sempre stretto tra le sue dita. Ci accompagna in città che sono tutte e non sono ...continue

    Fatico sempre a leggere racconti, fatico a tenere il filo che unisce i vari pezzi. Ma qui il filo lo tiene Marco Polo, sempre stretto tra le sue dita. Ci accompagna in città che sono tutte e non sono nessuna, in cui ci ritroviamo per perderci sempre di più. Una lettura che va assaporata a piccole dosi e pezzetti, perché mentre leggiamo il libro cambia e ci cambia (un po' come la città di Irene).

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    Un libro che potrei rileggere cento volte, e ogni volta ritrovarci nuovi dettagli, nuovi pensieri, nuovi sogni. Un libro che è un viaggio in un mondo fantastico, ma è soprattutto un viaggio dentro di ...continue

    Un libro che potrei rileggere cento volte, e ogni volta ritrovarci nuovi dettagli, nuovi pensieri, nuovi sogni. Un libro che è un viaggio in un mondo fantastico, ma è soprattutto un viaggio dentro di noi. Le città invisibili è un capolavoro di leggerezza, ma su ogni breve racconto potresti rimanere ore a meditare. Il Marco Polo di Calvino non si preoccupa di essere coerente con il suo tempo (vede aerei, piroscafi e altre strane cose che il vero Marco Polo non avrebbe visto), ma noi lettori non troviamo nulla di strano in queste incoerenze, perché il Marco Polo di Calvino è in un altro tempo fuori dalla storia, in un tempo metafisico dove tutto può accadere. Un gioco costante tra reale e immaginario, tra stoffe che hanno un peso, spezie che hanno un profumo e improbabili città sospese a un filo, città che crescono generando ogni volta un nuovo centro che spinge più lontano le periferie, città che con un doppio sottoterra, città con una copia in cielo. Città fisiche e metafisiche al tempo stesso, dove la legge di gravità convive con qualcosa che non esiste, e che solo Calvino riesce a renderci possibile. Calvino ci fa appassionare ed emozionare, riesce ad accendere un pensiero nuovo, che quando si manifesta ci rende felici e orgogliosi finalmente di usare il cervello per qualcosa di nuovo, per qualcosa che non siano le banali occupazioni quotidiane.

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    io e Calvino non andiamo d'accordo

    Nel complesso mi ha annoiato da morire, l'ho letto in qualche ora spinta solo dalla voglia di togliermelo di torno, non mi ha fatto nè viaggiare nè fantasticare, non ne ho colto la struttura nè le int ...continue

    Nel complesso mi ha annoiato da morire, l'ho letto in qualche ora spinta solo dalla voglia di togliermelo di torno, non mi ha fatto nè viaggiare nè fantasticare, non ne ho colto la struttura nè le intenzioni. Insomma, non andiamo proprio d'accordo.

    “L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”

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