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Io, Ciccione

By Jerry Stahl

(83)

| Paperback | 9788804581604

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Book Description

Abbandonato da piccolo durante la sua infanzia in Kansas, Roscoe "Ciccione" Arbuckle riscuote i suoi successi dapprima sui luridi palcoscenici dell'avanspettacolo e poi sugli schermi di quella incredibile novità che è il cinema. Al culmine della popo Continue

Abbandonato da piccolo durante la sua infanzia in Kansas, Roscoe "Ciccione" Arbuckle riscuote i suoi successi dapprima sui luridi palcoscenici dell'avanspettacolo e poi sugli schermi di quella incredibile novità che è il cinema. Al culmine della popolarità - negli anni tra il 1913 e il 1921 -era assai più famoso di Chaplin tanto che divenne il primo attore cinematografico a guadagnare più di un milione di dollari l'anno. Ma nel 1921 venne accusato dello stupro e dell'omicidio di un'attricetta a nome Virginia Rappe, che Roscoe aveva incontrato in occasione di una festa a San Francisco e che morì pochi giorni dopo. Benché alla fine fosse stato assolto, Arbuckle vide la sua carriera rovinata dalle violentissime e velenosissime accuse da parte della stampa che individuò in lui il perfetto bersaglio di una campagna moralizzatrice contro la dissolutezza scandalosa di Hollywood- Stroncato a causa di un crimine non commesso, demonizzato dagli ambienti conservatori che non si stancavano di additare quella vicenda come emblematica della malvagità dello show business, Ciccione Arbuckle ebbe il maledetto privilegio di essere la prima celebrità moderna al centro di un caso che fece scorrere fiumi di inchiostro e che fece discutere, chiacchierare, delirare un'intera nazione.

8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    MITI MUTI

    IL VOTO È 4,5
    Prima della mia passione per i libri c'era quella per il cinema.
    Commedia, fantascienza, thriller, fantasy, drammatico, giallo, romantico, horror, mettetemi davanti a qualsiasi film guardabile e io ci resterò appiccicato come una mosca ...(continue)

    IL VOTO È 4,5
    Prima della mia passione per i libri c'era quella per il cinema.
    Commedia, fantascienza, thriller, fantasy, drammatico, giallo, romantico, horror, mettetemi davanti a qualsiasi film guardabile e io ci resterò appiccicato come una mosca sulla cacca fino al gran finale.
    Poi mettetemi davanti ad un capolavoro del muto e cominciate a contare: tra quanto mi addormenterò?
    Io, Ciccione è un romanzo ai limiti dell'autobiografia (scoprirete leggendo l'introduzione) su uno dei protagonisti più importanti del primissimo cinema muto ed è un libro per certi versi estremo e per certi altri ancora di più, sicuramente romanzato in più di un capitolo, ma capace di appassionare e sconvolgere su di un argomento (il cinema muto e i suoi protagonisti tra cui Chaplin e Keaton) da cui non ti aspetti esattamente tutte queste follie.
    Jerry Stahl scrive di un personaggio e di un'epoca dimenticata dai più, quella in cui il cinema si trasformò da luogo in cui finivano gli attori falliti ormai alla canna del gas ad un vero e proprio concentrato di ricchezza, vizi e stravizi come mai se ne erano visti al mondo fino a quell'epoca.
    É una Los Angeles talmente lontana nel tempo quella in cui visse Fatty Arbuckle, che a volte il romanzo pare quasi ambientato in un universo parallelo al nostro, un mondo simile per certi versi a quello raccontato in L.A. Confidential (le cui vicende si svolgono comunque 20 anni dopo la morte del nostro protagonista e addirittura 40 anni dopo il suo strepitoso successo), ma in cui sei consapevole che ogni cosa raccontata è successa realmente.
    Realmente un ragazzo grasso con un padre a dir poco violento ha fatto successo come attore comico fino a guadagnare (primo su tutti) un milione di dollari all'anno, realmente quello stesso uomo ha scoperto Chaplin e Keaton, realmente a quel tempo esisteva un uomo di nome Jack Warner che fondò la Warner Bros insieme ai suoi fratelli e contattò Arbuckle sul finire della sua carriera, realmente a quell'epoca un medico poteva prescrivere eroina per alleviare i dolori, realmente la cura per disintossicazione consisteva nell'astinenza totale per tre settimane, realmente una star poteva essere rovinata da testimonianze fasulle come una banconota da 70 euro e dal potere immenso della stampa, realmente, realmente, realmente.
    Quel che Io, Ciccione racconta, anche se è difficile crederci, è il mondo di soli 100 anni fa e vi posso assicurare che anche se non siete degli appassionati di cinema o addirittura di cinema muto vi verrà subito voglia di attaccarvi a Youtube e sentir parlare Arbuckle.
    Non lo troverete, lui è stato solo il primo a tirare torte in faccia.
    DIFETTI
    Essenzialmente il solo fatto che quella raccontata (pur documentata da una quantità infinita di prove) è comunque una versione dei fatti. Una versione dei fatti raccontatain modo splendido.

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    Deneil said on Feb 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il libro racconta la vita di Roscoe Fatty Arbuckle, una delle prime star di Hollywood (parliamo del cinema muto, degli slapstick per essere precisi)e la sua caduta a seguito di uno scandalo a sfondo sessuale nel quale è rimasto coinvolto. Il racconto ...(continue)

    Il libro racconta la vita di Roscoe Fatty Arbuckle, una delle prime star di Hollywood (parliamo del cinema muto, degli slapstick per essere precisi)e la sua caduta a seguito di uno scandalo a sfondo sessuale nel quale è rimasto coinvolto. Il racconto è fruibile, veloce e avvincente; tuttavia le licenze narrative che si prende l'autore fanno sorridere (e a volte innervosire) per l'imprecisione e il pressapochismo. Per esempio: nel libro si dice che Fatty abbia sposato la sua prima moglie quando lui aveva 21 anni e lei 17; questo non è vero: lui aveva 21 ma lei ne aveva uno solamente in meno. Questa è una banalità, certo, ma che lascia il ragionevole dubbio che altre informazioni siano del tutto infondate. Come il fatto che Stahl lascia intendere che Fatty avesse fratelli maggiori (sicuramente una sorella) ma nemmeno questo corrisponde al vero: Roscoe era il primo di nove fratelli... il che farebbe vacillare anche la teoria secondo il quale il padre lo accusava di aver "rovinato" la madre. Oppure il rimarcare costantemente l'impotenza del protagonista: io non ho trovato nessun'altra fonte che confermasse questa teoria. Non solo, ma se davvero il nostro Fatty fosse stato così terrorizzato dal sesso femminile come ci si spiega il suo disinvolto armeggiare tra le gambe di Virginia Rappe? E la scena col piccolo Jackie Coogan, il monello di Chaplin? Bah.. in definitiva questo è un romanzo utile per avvicinarsi ai personaggi che hanno gettato le basi della Hollywood di oggi, per ridimensionare certi miti e renderli più umani(Mack Sennett scoreggione??), ma soprattutto per ridare un po' di lustro e di meritata redenzione al povero ciccione.

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    Danitilla said on Apr 26, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    alcuni punti che avrei gestito diversamente

    Sono al buono per finirlo.
    gradevole e molto scorrevole.
    voto basso per questi motivi:
    1. la formula della prima persona rende veloce il racconto ma anche fittizio. ossia il lettore, non essendo una autobiografia, ricorda sempre che c'è la mediazion ...(continue)

    Sono al buono per finirlo.
    gradevole e molto scorrevole.
    voto basso per questi motivi:
    1. la formula della prima persona rende veloce il racconto ma anche fittizio. ossia il lettore, non essendo una autobiografia, ricorda sempre che c'è la mediazione del signor Stahl. In più è passato del tempo quindi è troppo facile mettere in rilievo degli aspetti e, forse, trascurarne altri. Ad esempio Stahl non si lascia sfuggire una battuta su Fritz Lange che il vero Roscoe non credo avrebbe mai fatto (non avendo banalmente il senno del poi).
    2. ci sono molti giochi di parole che la traduzione evidentemente non rende in modo efficace (e credo non potrebbe essere diversamente).
    3. qui e là refusi (troppi).
    4. alcuni punti cruciali non sono ben definiti: ad esempio la ferita alla gamba. E' davvero il ragno che scatena tutto? Non mi sembra chiarissimo.
    5. qualche nota avrebbe giovato per non appesantire il racconto ma chiarire alcuni passaggi troppo veloci. il racconto non è stato appesantito ma si perdono informazioni interessante (che poi uno volendo può andare a cercare online: ci sono interessantoi filmati su youtube per esempio).
    NB.: ha direttamente influenzato l'acquisto de "la mia autobiografia" di Charlie Chaplin (libro che, peraltro, mi aspettavo di trovare nella bibliografia presentata da Jerry Stahl...)

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    Ugo Goy said on Jun 21, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Excelente...

    Genial "autobiografía" de Roscoe Arbuckle. A partir de testimonios del propio Arbuckle, Jerry Stahl hila una historia dura pero llena de ternura. Ascensión y ocaso de una estrella en primera persona. Muy ameno y muy recomendable.

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    Álex González said on Oct 3, 2011 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Dopo aver terminato il romanzo sono andata su Wikipedia a leggermi la biografia, non romanzata stavolta, di Roscoe Arbuckle, perchè, per quanto il libro sia accuratamente documentato (come riporta la bibliografia nelle ultime pagine), volevo capire q ...(continue)

    Dopo aver terminato il romanzo sono andata su Wikipedia a leggermi la biografia, non romanzata stavolta, di Roscoe Arbuckle, perchè, per quanto il libro sia accuratamente documentato (come riporta la bibliografia nelle ultime pagine), volevo capire quanto corrispondesse a verità e perchè volevo colmare le mie lacune, non avendo mai sentito nominare -mea culpa- il suddetto protagonista.
    Per quanto ho letto le vicende raccontate sono fedeli alla realtà. E questo rende merito all'autore, perchè non è affatto semplice scrivere una biografia narrata in prima persona su un personaggio vissuto all'inizio del '900 con tantissime spiacevoli vicissitudini.
    Probabilmente questo libro non riabilita "Fatty": le persone che lo condannarono all'epoca forse sono tutte morte e la comicità che proponeva non è molto attuale e efficace ai giorni nostri.
    Resta però un romanzo ben scritto, avvincente, che non oltrepassa mai il facile confine del pietismo e del buonismo gratuito.

    http://ladydarcy.wordpress.com/2011/03/10/jerry-stahl-i…

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    Margherita Dolcevita said on Apr 21, 2010 | Add your feedback

  • 12 people find this helpful

    "la vita è una battaglia di torte in faccia, dopodiché si muore"

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    GloriaGloom said on Nov 18, 2009 | 6 feedbacks

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