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Io, Nojoud, dieci anni, divorziata

Di

Editore: Piemme (Bestseller)

3.9
(65)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 162 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8856619369 | Isbn-13: 9788856619362 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: G. Zucca

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Non-fiction

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Descrizione del libro
Nojoud viene dallo Yemen. Ha solo dieci anni, non è che una bambina. Una bambina divorziata. Perché, anche se ha un lieto fine, questa non è una favola. È piuttosto la storia di una battaglia. La storia di una bambina che, in un paese in cui le donne sono spesso schiave inermi, ha saputo combattere con il cuore e il coraggio di una leonessa. Costretta a sposare un uomo che non aveva mai visto, un uomo di trent’anni quando lei non ne aveva che otto, Nojoud ha dovuto dimenticare i giochi, la scuola, i sogni. Ha conosciuto ciò che un’infanzia non dovrebbe mai conoscere: la paura e la vergogna. Imprigionata tra quattro mura, picchiata, violata, ha pianto fino a non avere più lacrime. Ma nessuno la ascoltava. Ha supplicato suo padre, sua madre, sua zia. “Non possiamo fare niente. Se vuoi, vai in tribunale da sola” le hanno risposto. Così, una mattina, Nojoud è scappata dalla sua casa-prigione. Si è incamminata da sola verso il tribunale di Sana’a. Si è ribellata alla legge degli uomini. Ha chiesto il divorzio. In un paese in cui oltre la metà delle spose sono bambine tra gli otto e i dieci anni, Nojoud ha trovato il coraggio di dire no.
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  • 3

    Un pensiero strano, fugace, mi passa per la mente. Che cosa bizzarra la vita, vero? Da una parte, moschee che sembrano palazzi dei film. Dall'altra, mendicanti che non hanno nemmeno da mangiare. Una volta o l'altra, bisognerà che chieda a Shada di spiegarmi come mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Compratelo!
    I diritti d'autore permetteranno a Nojoud di andare all'università e, forse, di realizzare il suo sogno: diventare avvocato e salvare altre spose-bambine.

    ha scritto il 

  • 3

    Non si può certo dire che sia un bel libro, nel senso convenzionale del termine.
    E' un libro che fa riflettere, che ci apre gli occhi su un mondo che non conosciamo, o che se conosciamo facciamo finta di non vedere perchè lontano da noi, non ci tocca da vicino...

    Da ammirare Nojoud, ...continua

    Non si può certo dire che sia un bel libro, nel senso convenzionale del termine.
    E' un libro che fa riflettere, che ci apre gli occhi su un mondo che non conosciamo, o che se conosciamo facciamo finta di non vedere perchè lontano da noi, non ci tocca da vicino...

    Da ammirare Nojoud, che ha avuto la forza e il coraggio di ribellarsi e far valere i propri diritti in un mondo dove vige la legge dell'uomo e molto spesso i sentimenti, le idee e i desideri delle donne non vengono minimamente presi in considerazione.

    Un modello da seguire, nelle piccole e nelle grandi cose di tutti i giorni, che ci fa capire che per ottenere quello che vogliamo o quello che "ci è dovuto" dobbiamo lottare e stringere i denti.

    ha scritto il 

  • 4

    "Nojoud è troppo giovane per sposarsi" disse Mona. "Perché troppo giovane? Quando il profeta Maometto sposò Aisha, lei aveva solo nove anni" ribatté lui.

    (prima di tutto , vaffanculo Anobii, avevo scritto una recensione lunga e dettagliata per poi vedere al momento che l'ho inoltrata che non ero più connessa, questo sito sta davvero cominciando a fare acqua da tutte le parti =_=) Sono stanca non ho voglia di riscriverla la sintetizzerò in questo m ...continua

    (prima di tutto , vaffanculo Anobii, avevo scritto una recensione lunga e dettagliata per poi vedere al momento che l'ho inoltrata che non ero più connessa, questo sito sta davvero cominciando a fare acqua da tutte le parti =_=) Sono stanca non ho voglia di riscriverla la sintetizzerò in questo modo.
    Nojoud, bimba di 10 anni , racconta la sua storia di bimba, costretta al matrimonio e a subire delle violenze sessuali da un maniaco di 30 che si definisce suo marito e quindi autorizzato a violentarla in nome della legge degli uomini e di Dio,e del suo riscatto e coraggio di chiedere il divorzio sfidando le convenzioni tradizionali e religiose del suo paese.
    Un vecchio detto tribale dice "Il matrimonio con una ragazza
    di nove anni è la garanzia di una felice unione", riferendosi al fatto che il profeta maometto avesse sposato sua moglie Aisha quando lei aveva solo nove anni. Nel resto del mondo civilizzato questo si descriverebbe come un atto di pedofilia legalizzato dalla religione, in molti paesi arabi questa invece è la regola.
    Nojoud, è diventata simbolo della lotta delle spose bambine contro questi vecchi pervertiti, perchè non vedo in che altro modo definirli.
    Nojoud che voleva solo andare a scuola, disegnare il mare con le sue matite colorate, nojoud che non era neanche arrivata alla pubertà quando le è stata strappata la verginità nel peggiore dei modi da una bestia nauseabonda.. anzi no, bestia no, che le bestie vere hanno più umanità. Che dire ? Più leggo queste storie più la mia intolleranza cresce. Non possiamo più giustificare questi atti come segno dell' ignoranza, non siamo più nel Medioevo , ma al momento delle vicende qui narrate era il 2008! Se volete saperne di più leggetevi la sua storia su wikipedia.

    ha scritto il 

  • 3

    e mezzo

    E' quando leggo storie del genere che vorrei andare a vivere con gli Alieni che non possono essere mostri quanto lo sono gli animali presenti in questo libro. E no, non mi sto riferendo alle povere capre o le mucche.. Ma a uomini privi di ogni dignità e vergogna. Perché quando sposi una bambina d ...continua

    E' quando leggo storie del genere che vorrei andare a vivere con gli Alieni che non possono essere mostri quanto lo sono gli animali presenti in questo libro. E no, non mi sto riferendo alle povere capre o le mucche.. Ma a uomini privi di ogni dignità e vergogna. Perché quando sposi una bambina di nove anni, la violenti e la picchi.. Non saprei come altro definirti.
    Seriamente, sono allibita. Sono un'arabista, difendo sempre il modno arabo quando posso sostenendo che bisogna andare al di là dei pregiudizi e di ciò che la tv ci propone.. Perché con tante cose sbagliate che ci sono, ve ne sono molte anche positive.. Però quando è troppo è troppo! Il matrimonio, lo stupro e la violenza di bambine no! La parte di me che cerca ancora di difendere queste zone retrograde pensa che ciò avviene nei paesi di campagna dove la gente è povera e analfabeta (in città -sotto le stesse parole di najoud ci sono donne avvocato, giornaliste, o semplicemente persone che si scandalizzano -come è giusto che sia- per il suo destino..) e che anche in altre parti del mondo accadono/accadevano atrocità simili dovute appunto ad ignoranza e povertà (in Cina le bambine neonate vengono spesso uccise perché non porterebbero nessun vantaggio economico ma solo 'spese)..
    Però niente, è imperdonabile.
    Anche il padre di Nojoud è da condannare, ma non riesco a farlo al cento per cento. Una famiglia (troppo) numerosa, nessun lavoro, difficoltà ad arrivare a fine mese, analfabetismo.. Questa realtà è vissuta purtroppo da troppe persone, non solo nello Yemen.. Per loro dare in sposa la propria figlia è un modo per ottenere denaro e avere una bocca in meno da sfamare. L'ignoranza e la povertà non sono scusanti sufficienti, certo, ma la loro mentalità è radicata in secoli di storture, tradizioni sbagliate e leggi pressoché inesistenti. Nojoud parla più volte del fatto che non esistono centri specializzati per la violenza e le molestie delle donne.. Ma si può?!
    Leggendo questo libro ho provato un tale schifo e ribrezzo veramente esagerati, giuro!
    Però ci tengo a sottolineare che non tutto il mondo è paese, non tutto il mondo arabo è così retrogado e meritevole di condanna! Mi raccomando :D

    ha scritto il 

  • 5

    Un piccolo libro pieno che testimonia un grande coraggio

    Nojoud parla della propria esperienza in maniera semplice e sincera, come una ragazzina che scriva sul proprio diario di una giornata di scuola mentre lei parla del matrimonio contratto per volere dei genitori, della sofferenza patita e del divorzio ottenuto contro ogni tradizione. Una storia est ...continua

    Nojoud parla della propria esperienza in maniera semplice e sincera, come una ragazzina che scriva sul proprio diario di una giornata di scuola mentre lei parla del matrimonio contratto per volere dei genitori, della sofferenza patita e del divorzio ottenuto contro ogni tradizione. Una storia estremamente toccante di una bambina molto coraggiosa.

    ha scritto il 

  • 5

    La saggezza delle donne...

    La saggezza è un punto di vista sulle cose.
    Marcel Proust

    Si pensa che la saggezza sia un qualcosa che si acquisisce in tarda età. E in effetti non è sempre così. Proust asseriva infatti, nell'aforisma sopra citato, che corrispondeva ad avere un punto di vista. Anche Nojoud potrebbe ...continua

    La saggezza è un punto di vista sulle cose.
    Marcel Proust

    Si pensa che la saggezza sia un qualcosa che si acquisisce in tarda età. E in effetti non è sempre così. Proust asseriva infatti, nell'aforisma sopra citato, che corrispondeva ad avere un punto di vista. Anche Nojoud potrebbe essere individuata come "saggia" e rientrerebbe nella categoria indicata da Proust, perché un punto di vista lo ha, anche a 10 anni, ed è stata talmente determinata da ottenere quello che voleva andando anche oltre, comprendendo che la sua storia avrebbe aiutato anche altre bambine, nonlesinando con nessuno il racconto delle sue peripezie.

    Torniamo un po' indietro nel tempo, siamo nel 2008 e nello Yemen, nazione che vorrebbe essere moderna ma a causa della forte povertà e del grande analfabetismo nonché delle tradizioni mai evolute secondo i tempi, non riesce ad uscire da un profondo stato di arretratezza. Povertà, ignoranza e cieca sottomissione a regole che non si comprendono ma che si seguono "perchè s'e' sempre fatto così" sono fattori sociali determinanti per la resistenza al nuovo; la società si spacca e da un lato ci sono coloro che si possono permettere tutto e quindi possono vedere al di là del muro della tradizione e dell'oscurantismo e quelli che non sanno nemmeno se domani mangeranno che si rifugiano in regole tramandate dai posteri quasi sperando che i tempi passati, che vengono individuati come migliori, ritornino presto a salvarli. E' qui che è nata e vive Nojoud. Una bimba come tante altre, gioca, vorrebbe studiare, le piace correre e anche guardare le vetrine. Vorrebbe anche andare a scuola, ma per le donne c'e' l'insensata regola che non serve che studino ma che si sposino. Non è detto che la tradizione non abbia nulla da insegnare, il problema è che se la tradizione viene supinamente riportata nel tempo da chi non conosce il "perché" determinati atteggiamenti sono stati seguiti nei secoli, la tradizione non ha ragione di esistere, anzi diventa altro. Così le donne diventano vittime dei loro mariti, che diventano aguzzini -perché s'e' sempre fatto così!- e imparano la lezione deviata, se ti sei sposata a 9 o 10 anni ed è tuo padre ad averti data in sposa, allora questo è giusto ed è la normalità.

    Il punto di vista di Nojoud sulla questione è invece un altro:"Va bene che Maometto aveva delle mogli giovani, ma mio padre dovrebbe accorgersi che i tempi sono cambiati!". E così quando a 10 anni viene data in moglie ad un trentenne in cambio di una cospicua dote si ribella. Violentata, malmenata, quasi schiavizzata da marito e suocera, diventa grande prima del tempo. E le tessere del puzzle che cercano di far luce su quello che la sorella maggiore ha già passato prima di lei e che è tabù da non ricordare in famiglia, diventano improvvisamente chiare anche nella sua mente di bambina.
    E tutto come detto si avvera e si ripete solo per ignoranza, che vede il gesto di svendere la propria figlia come un fatto di "onore per un uomo" o in quello di violentare una ragazzina come "il rispetto dei patti matrimoniali", per povertà perché avendo dei soldi in cambio si pensa che i figli maschi potranno fare matrimoni più favorevoli e per tradizione che tutto sembra giustificare semplicemente cambiando quasi solo il modo di leggere le regole. Ma Nojoud non ci sta, lei vuole andare a scuola, vuole diventare grande e vuole qualcosa di differente per la sua vita e così scappa, arriva a quello che per lei è l'unico luogo dove può aver ragione del suo punto di vista, il tribunale, e la fortuna la mette in mano a giudici che hanno una coscienza. Fortuna perché in paesi così retrogradi, non sempre lo stato ha voglia di contrastare lo stato di fatto, anzi a volte è più conveniente continuare a coltivare l'ignoranza. Nojoud vuole il divorzio che è parola quasi troppo grande per lei, non sa esattamente che implica e nemmeno come l'otterrà ma, con la stessa caparbietà dei bambini che cercano di comprendere il mondo attraverso milioni di "perché" rivolti agli adulti, non si arrende e pretende la sua giustizia.

    L'otterrà, ma la lezione di questa storia non sta nel come si risolve bensì in quello che genera, ovvero l'odio per il matrimonio e un'avversione preconfezionata verso quel gesto d'amore che spinge a due persone a congiungersi anche fisicamente. Sono solchi di dolore aperti nel suo intimo che non si rimargineranno mai, ma nonostante questo Nojoud, che sa che ci sono altre bambine nella sua stessa condizione, non si risparmia e ignorando il malcelato dissenso familiare e della comunità i cui vive continua ostinatamente a raccontare la sua storia a chiunque gliela chieda.

    Leggere pertanto questo libro, per le donne, è non solo un gesto fatto per non dimenticare e per impedire che si ripeta ma è anche un gesto d'amore verso se stesse e per gli uomini una lezione impartita da una fanciulla che ha dimostrato più saggezza degli adulti che la circondano. Comprendere che non si è sole, per le donne che adulte o bambine vivono situazioni come queste di maltrattamenti e riduzione in schiavitù mentale o fisica, è cosa basilare perché il primo sintomo dello stato deviato in cui vivono, quando queste situazioni si creano, è proprio il silenzio e la discrezione malata, nonché l'isolamento. Quindi, pensare di leggere o regalare questo libro a chi sappiamo o pensiamo possa vivere in questa condizione può essere sempre una cosa buona. E se siamo fortunate tanto da non vivere in quelle condizioni possiamo, in queste righe, trovare la forza di capire che non serve poi molto per finire in condizioni similari e che per chi la vive non è sempre così facile parlarne. saremo altresì più consapevoli dalla fortuna che ci circonda e forse anche più felici di condividerla con chi ne ha di meno.

    E' una ristampa di Piemme di un'edizione precedente, non mi ricordo quale casa editrice precedente, ma è un libro da comprare, non in ebook qualora vi fosse un'edizione digitale; deve essere presente nella nostra libreria e l'immagine di copertina deve ricordare fisicamente alle donne che non siamo solo madri, sorelle, spose o amiche ma soprattutto esseri umani pensanti e che abbiamo dei sentimenti e soprattutto che possiamo anche fare la differenza, nonostante qualcuno a volte, per oscurantismo religioso o convinzione ignorante sostenga il contrario. E' così che la storia di Nojoud rimarrà nelle nostre menti e nei nostri cuori come monito di quanto dovremmo amarci da sole tutti i giorni solo per quello che siamo.

    ha scritto il