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Io e Dio

Una guida dei perplessi

Di

Editore: Garzanti

4.1
(162)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 488 | Formato: eBook

Isbn-10: 8811133165 | Isbn-13: 9788811133162 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Imponente

    Testo impegnativo, soprattutto nella prima parte, ma fondamentale per chi si interroga sulle mille contraddizioni della religione cristiana. Si ha la sensazione che importanti tasselli del "puzzle" ch ...continua

    Testo impegnativo, soprattutto nella prima parte, ma fondamentale per chi si interroga sulle mille contraddizioni della religione cristiana. Si ha la sensazione che importanti tasselli del "puzzle" chiamato spiritualità vadano al loro posto, con il risultato di superare quell'opposizione che si avverte a volte nel pensare il proprio rapporto con Dio. Da leggere assolutamente

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Un libro per molti e per tutti

    Il successo del cristianesimo è nella sua continua generazione, e non riferendosi al perpetuo del rito ma piuttosto alla sterminata poietica che in ogni forma del fare, artistico ed intellettivo, esso ...continua

    Il successo del cristianesimo è nella sua continua generazione, e non riferendosi al perpetuo del rito ma piuttosto alla sterminata poietica che in ogni forma del fare, artistico ed intellettivo, esso ha suscitato e suscita con la vertigine dell'aporia e la fame dell'“incomprendibile” (etimologia paolina-chiave). E’ la capacità del mistero, del sacro e della sua antropofagia, quella di decentrare la tensione conflittuale dalla polemica lati-longitudinale socio-economica verso l’imbriglio (plectere) della stasis interiore, storia iscritta in un percorso verticale ed individuale in cui il protagonista unico ed “individuo” si trova, memoria di Agostino, diviso tra il Diavolo ed il Buon Dio con tanta altra demònica compagine traversa in uno scenario degno di uno spettacolo figurale da gran romanziere. Sarà stato certamente anche il caso di Mancuso visto che l’approdo ad una soluzione è sempre segno di un viaggio e di una decisione che difficilmente nasce dal nulla e che comunque richiede un cammino, sia esso guidato o meno dalla Rivelazione, al pari di coloro che non aspergono di abnegazione l’intelletto e la volontà. Così, in perfetta consonanza con calibri quali Simone Weil, il teologo brianzolo aderisce di sana pianta al topos cristiano dell’Amore mostrando tale personale risoluzione al termine di un saggio strutturato tra ironia e maieutica in cui ai capitoli sui paradossi dottrinali e sulle contraddizioni operative del circuito ecclesiastico, analizzate lungo l'esercizio di bolle vaticane e di concili imbonitori, segue una seconda parte construens che lo risolve si direbbe lontano dal cattolicesimo (lontananza che l’autore non ribadisce, tutt’altro) ed in perfetta sintonia con la cifra cristiana della filantropia universale. Il saggio è pieno di contenuti da reindirizzare al dialogo, inutile qui stare ad elencarli, c’è piuttosto un messaggio che lo percorre abbastanza chiaramente: se la probabilità della Vita ha la cifra della casualità stabilita dalla scienza, tanto più forte e chiara dovrebbe apparirci la responsabilità - teologicamente pressoché impossibile – del nostro privilegio e, perchè no, di un nuovo “colpo di genio” (cit.). Magari una sorta di “sguardo poetico” lontano dall’occulto dogma che a fronte (o ad immagine…) di Kurt Godel e del duopolio quantistico/relativistico si faccia largo “nel freddo Oceano” (cit. Schweitzer) dell’Essere ad immagine del Dio che percorra, nonostante tutto, ancora questo Mondo: il Dio di Mancuso, per farla molto breve.

    ha scritto il 

  • 4

    Teologia moderna

    Libro molto interessante anche per un ateo, sebbene abbia un titolo del tutto fuorviante. Non capisco come dovrebbe aiutare un perplesso, soprattutto se sprovvisto di una cultura filosofica medio-alta ...continua

    Libro molto interessante anche per un ateo, sebbene abbia un titolo del tutto fuorviante. Non capisco come dovrebbe aiutare un perplesso, soprattutto se sprovvisto di una cultura filosofica medio-alta.

    Detto questo, il libro fa una cosa molto importante a parer mio, che è quella di ridimensionare il significato della religione. Ridimensionare non significa sminuire, ma collocare al suo giusto posto la dimensione spirituale e religiosa. Quella di Mancuso è una fede non dogmatica, critica nei confronti dell’autoritarismo ecclesiastico, aperta al dialogo sia con la scienza, la filosofia e le altre forme religiose del mondo. Mancuso non fa l'ingenuo nei confronti dei testi sacri, che non ritiene validi dal punto di vista storico, ma piuttosto simili a mitologie, che possono comunque custodire racconti ed informazioni interessanti e valevoli.

    Ciò che ho apprezzato è l’apertura al mondo scientifico, in particolare alle scoperte della fisica che potrebbero realmente rivoluzionare il nostro modo di intendere la realtà ed il cosmo. Si parla di sistemi complessi auto-organizzativi, fisica quantistica e leggi dell’infinitamente grande e piccolo. Questi temi vengono trattati con molta umiltà, non essendo Mancuso un fisico, e sono funzionali a giustificare la fede come “fiducia” che le meraviglie e le costanti del cosmo e del mondo fisico non siano attribuibili al semplice caso, ma ad un “progetto” ed una tendenza divina.

    La fede di Mancuso, per concludere, è una filosofia umana basata sulla morale e sull’etica (concetti che hanno il primato sulla religione, e non viceversa), sulla giustizia e l’amore, sul pensiero ed il ragionamento. E’ un rifiuto della spiegazione casuale agli eventi della vita, sia fisici che biologici. La teologia di Mancuso non impone morali, ne vincoli e ne preconcetti. Non viene prima della scienza ma viene dopo la scoperta scientifica, dandone una lettura umana ed armonica in modo coerente all’idea di non casualità. E, per finire, Mancuso crede che la dimensione principale della fede sia interiore. Se un Dio esiste non è certo un entità fisica che vive nel cielo, ma piuttosto un energia che permea il cosmo, oltre che noi.

    Non posso dire di condividere totalmente la tesi di fondo, ma sicuramente posso che apprezzare il fatto che finalmente qualcuno (dall'interno dell'istituzione "Fede") tenti di destrutturare dogmi realmente anacronistici quando non ridicoli alla luce della modernità.

    ha scritto il 

  • 0

    C'è un divario sempre più profondo fra il comune sentire dei credenti e la dottrina ufficiale di Santa Romana Chiesa. La ricerca teologica di Mancuso si muove per colmare questa frattura partendo dall ...continua

    C'è un divario sempre più profondo fra il comune sentire dei credenti e la dottrina ufficiale di Santa Romana Chiesa. La ricerca teologica di Mancuso si muove per colmare questa frattura partendo dalla terra in su, e non viceversa.
    Moltissimi sono gli spunti di riflessione, è un testo che non lascia indifferenti. E poi è un veloce ripasso di filosofia, per chi se la sente

    ha scritto il 

  • 4

    L'autore ha il talento di rendere, con genuina schiettezza e chiara semplicità, argomenti impegnativi di natura teologico filosofico.
    Dice Mancuso:
    " Meng-tzu, pensatore confuciano del IV secolo a.C., ...continua

    L'autore ha il talento di rendere, con genuina schiettezza e chiara semplicità, argomenti impegnativi di natura teologico filosofico.
    Dice Mancuso:
    " Meng-tzu, pensatore confuciano del IV secolo a.C., considerato il più grande maestro dopo Confucio, rispecchia esattamente il mio pensiero "Colui che va in fondo al proprio cuore conosce la sua natura. Conoscendo la sua natura, conosce il Cielo."
    In questo libro l'autore tenta di aprire un varco nella natura dogmatica della religione e prefigura una fede basata sull'amore la libertà il dialogo e la giustizia.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il primo libro che leggo di questo personaggio controverso. All'inizio mi ha preso molto e posso anche condividere moltissime delle sue perplessità che approdano in riflessioni molto serie. Ma poi ...continua

    E' il primo libro che leggo di questo personaggio controverso. All'inizio mi ha preso molto e posso anche condividere moltissime delle sue perplessità che approdano in riflessioni molto serie. Ma poi mi ha deluso perché mi ha traghettato ad un neo-gnosticismo di matrice kantiana (o neo-kantiana) senza essere in grado di dare delle risposte soddisfacenti alle opportune premesse introduttive.
    PS: seriamente sconsigliato ai perplessi. Non fa altro che confonderti.

    ha scritto il 

  • 3

    Quello che ho apprezzato in questo libro è l'imponente bibliografia che invita a cercare e a leggere autori molto interessanti, citati nel corso dei capitoli. Per il resto, mi sembra un'opera meno riu ...continua

    Quello che ho apprezzato in questo libro è l'imponente bibliografia che invita a cercare e a leggere autori molto interessanti, citati nel corso dei capitoli. Per il resto, mi sembra un'opera meno riuscita di Mancuso (che pure apprezzo moltissimo per la sua ricerca teologica).

    ha scritto il 

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