Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Io e Dio

Una guida dei perplessi

Di

Editore: Garzanti

4.1
(158)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 488 | Formato: eBook

Isbn-10: 8811133165 | Isbn-13: 9788811133162 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Philosophy

Ti piace Io e Dio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Teologia moderna

    Libro molto interessante anche per un ateo, sebbene abbia un titolo del tutto fuorviante. Non capisco come dovrebbe aiutare un perplesso, soprattutto se sprovvisto di una cultura filosofica medio-alta.


    Detto questo, il libro fa una cosa molto importante a parer mio, che è quella di ridime ...continua

    Libro molto interessante anche per un ateo, sebbene abbia un titolo del tutto fuorviante. Non capisco come dovrebbe aiutare un perplesso, soprattutto se sprovvisto di una cultura filosofica medio-alta.

    Detto questo, il libro fa una cosa molto importante a parer mio, che è quella di ridimensionare il significato della religione. Ridimensionare non significa sminuire, ma collocare al suo giusto posto la dimensione spirituale e religiosa. Quella di Mancuso è una fede non dogmatica, critica nei confronti dell’autoritarismo ecclesiastico, aperta al dialogo sia con la scienza, la filosofia e le altre forme religiose del mondo. Mancuso non fa l'ingenuo nei confronti dei testi sacri, che non ritiene validi dal punto di vista storico, ma piuttosto simili a mitologie, che possono comunque custodire racconti ed informazioni interessanti e valevoli.

    Ciò che ho apprezzato è l’apertura al mondo scientifico, in particolare alle scoperte della fisica che potrebbero realmente rivoluzionare il nostro modo di intendere la realtà ed il cosmo. Si parla di sistemi complessi auto-organizzativi, fisica quantistica e leggi dell’infinitamente grande e piccolo. Questi temi vengono trattati con molta umiltà, non essendo Mancuso un fisico, e sono funzionali a giustificare la fede come “fiducia” che le meraviglie e le costanti del cosmo e del mondo fisico non siano attribuibili al semplice caso, ma ad un “progetto” ed una tendenza divina.

    La fede di Mancuso, per concludere, è una filosofia umana basata sulla morale e sull’etica (concetti che hanno il primato sulla religione, e non viceversa), sulla giustizia e l’amore, sul pensiero ed il ragionamento. E’ un rifiuto della spiegazione casuale agli eventi della vita, sia fisici che biologici. La teologia di Mancuso non impone morali, ne vincoli e ne preconcetti. Non viene prima della scienza ma viene dopo la scoperta scientifica, dandone una lettura umana ed armonica in modo coerente all’idea di non casualità. E, per finire, Mancuso crede che la dimensione principale della fede sia interiore. Se un Dio esiste non è certo un entità fisica che vive nel cielo, ma piuttosto un energia che permea il cosmo, oltre che noi.

    Non posso dire di condividere totalmente la tesi di fondo, ma sicuramente posso che apprezzare il fatto che finalmente qualcuno (dall'interno dell'istituzione "Fede") tenti di destrutturare dogmi realmente anacronistici quando non ridicoli alla luce della modernità.

    ha scritto il 

  • 0

    C'è un divario sempre più profondo fra il comune sentire dei credenti e la dottrina ufficiale di Santa Romana Chiesa. La ricerca teologica di Mancuso si muove per colmare questa frattura partendo dalla terra in su, e non viceversa.
    Moltissimi sono gli spunti di riflessione, è un testo che n ...continua

    C'è un divario sempre più profondo fra il comune sentire dei credenti e la dottrina ufficiale di Santa Romana Chiesa. La ricerca teologica di Mancuso si muove per colmare questa frattura partendo dalla terra in su, e non viceversa.
    Moltissimi sono gli spunti di riflessione, è un testo che non lascia indifferenti. E poi è un veloce ripasso di filosofia, per chi se la sente

    ha scritto il 

  • 4

    L'autore ha il talento di rendere, con genuina schiettezza e chiara semplicità, argomenti impegnativi di natura teologico filosofico.
    Dice Mancuso:
    " Meng-tzu, pensatore confuciano del IV secolo a.C., considerato il più grande maestro dopo Confucio, rispecchia esattamente il mio pensi ...continua

    L'autore ha il talento di rendere, con genuina schiettezza e chiara semplicità, argomenti impegnativi di natura teologico filosofico.
    Dice Mancuso:
    " Meng-tzu, pensatore confuciano del IV secolo a.C., considerato il più grande maestro dopo Confucio, rispecchia esattamente il mio pensiero "Colui che va in fondo al proprio cuore conosce la sua natura. Conoscendo la sua natura, conosce il Cielo."
    In questo libro l'autore tenta di aprire un varco nella natura dogmatica della religione e prefigura una fede basata sull'amore la libertà il dialogo e la giustizia.

    ha scritto il 

  • 3

    E' il primo libro che leggo di questo personaggio controverso. All'inizio mi ha preso molto e posso anche condividere moltissime delle sue perplessità che approdano in riflessioni molto serie. Ma poi mi ha deluso perché mi ha traghettato ad un neo-gnosticismo di matrice kantiana (o neo-kantiana) ...continua

    E' il primo libro che leggo di questo personaggio controverso. All'inizio mi ha preso molto e posso anche condividere moltissime delle sue perplessità che approdano in riflessioni molto serie. Ma poi mi ha deluso perché mi ha traghettato ad un neo-gnosticismo di matrice kantiana (o neo-kantiana) senza essere in grado di dare delle risposte soddisfacenti alle opportune premesse introduttive.
    PS: seriamente sconsigliato ai perplessi. Non fa altro che confonderti.

    ha scritto il 

  • 3

    Quello che ho apprezzato in questo libro è l'imponente bibliografia che invita a cercare e a leggere autori molto interessanti, citati nel corso dei capitoli. Per il resto, mi sembra un'opera meno riuscita di Mancuso (che pure apprezzo moltissimo per la sua ricerca teologica).

    ha scritto il 

  • 3

    Da tutto ciò che si ascolta durante il cammino della vita di tutti i giorni, sembra quasi che sia stata la chiesa cattolica a partorire Gesù.
    In generale è il riferimento per tutti, dimenticando che la vera chiesa sono i credenti, i salvati, che come pietre viventi poggiano su di Lui, Gesù ...continua

    Da tutto ciò che si ascolta durante il cammino della vita di tutti i giorni, sembra quasi che sia stata la chiesa cattolica a partorire Gesù.
    In generale è il riferimento per tutti, dimenticando che la vera chiesa sono i credenti, i salvati, che come pietre viventi poggiano su di Lui, Gesù Cristo, che è la pietra angolare.
    Chiesa, Papa, religione, dogmi...Gesù non amava la religione, ha compiuto le legge e ci ha lasciato un solo comandamento, anzi una sola parola: "Ama".
    Chi crede in Lui è salvo, ottiene perdono e vita eterna e può viverci in comunione giorno dopo giorno, qui ed ora, dopo e per sempre, senza l'obbligo di andare in nessuna chiesa fatta da mano d'uomo, pregando dove, come, quando e con chi vuole.
    Niente di visibile e plateale, ma tutto intimo con il Signore, in comunione con i fratelli nella vera unità dei cuori, nel camminare in spirito e verità...
    Non di certo come l'esempio dei fedeli cattolici in P.zza San Pietro, che con cori da stadio hanno chiesto al Papa di restare, così come in altre occasioni esibendo striscioni con richieste di "Santo subito"...
    Gesù non è quello della chiesa cattolica, ricca, sempre in carriera e in politica, a capo del potere, che impara ai fedeli il rosario e prega solo per il Papa e la Madonna!
    Nella Bibbia non c'è niente di tutto questo e la nota di biasimo va contro tutto il sistema.
    Niente contro il libro, secondo me però i perplessi rimarranno perplessi, avoja!

    ha scritto il 

  • 4

    Da un anno avevo in mente di leggere questo libro e finalmente ci sono riuscita. L'ho anche apprezzato per la chiarezza con cui è scritto, che a volte sfocia fin nella pedanteria, per la sincerità dell'esposizione.
    Mancuso distingue la religione dogmatica dell'attuale Magistero, della quale ...continua

    Da un anno avevo in mente di leggere questo libro e finalmente ci sono riuscita. L'ho anche apprezzato per la chiarezza con cui è scritto, che a volte sfocia fin nella pedanteria, per la sincerità dell'esposizione.
    Mancuso distingue la religione dogmatica dell'attuale Magistero, della quale individua tutti i limiti e le evidenti contraddizioni, da una fede che definisce non dogmatica, pragmatica, una fede che operi la cosiddetta "inversione": "La religione non è vera, perché gli evangelisti e gli apostoli la insegnarono; ma essi la insegnarono perché è vera."
    La prospettiva pragmatica ha il grande merito di chiudere con le assurde dimostrazioni dell'esistenza di Dio e di riportare la religione cristiana a una dimensione umana. Per converso, credo che se la prospettiva di Mancuso dimostra, e vuole dimostrare, l'impossibilità della religione canonica, dogmatica, la sua confutazione vale altrettanto per la sua religione non dogmatica, pragmatica. Se la religione vuole essere verità, e la verità vuole essere universale, la risposta dogmatica a Cristo, che è la verità, non può che essere quella del Grande Inquisitore, di dostoevskijana memoria. Su questo punto credo che anche Mancuso convenga con me. La risposta pragmatica? Temo che sia simile a quella dei discepoli di Emmaus: sanno che non potranno incontrare Cristo e se lo incontrassero, probabilmente non lo riconoscerebbero.

    ha scritto il 

Ordina per