Io e te

Di

Editore: Mondolibri

3.6
(7673)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: eBook , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

Ti piace Io e te?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po' nevrotico si prepara a trascorrere una settimana nella sua cantina, mentre il resto della sua classe è partito per la settimana bianca. Sarà Olivia, piombata all'improvviso in questo bunker, a far accettare a Lorenzo la vita reale, al di fuori del suo rifugio.
Ordina per
  • 4

    Credo sia una dote di pochi quella di rapirti con sole 116 pagine che oltretutto si leggono velocemente e a tratti ti strappano il sorriso e lasciarti storto, triste e incazzato. Ammaniti ci riesce pe ...continua

    Credo sia una dote di pochi quella di rapirti con sole 116 pagine che oltretutto si leggono velocemente e a tratti ti strappano il sorriso e lasciarti storto, triste e incazzato. Ammaniti ci riesce perfettamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Ammaniti ha una fantasia talmente ingegnosa che questo romanzo breve non gli rende onore. Saper raccontare una storia così dura e triste con gli occhi di un adolescente è pur sempre una dote. Finale ...continua

    Ammaniti ha una fantasia talmente ingegnosa che questo romanzo breve non gli rende onore. Saper raccontare una storia così dura e triste con gli occhi di un adolescente è pur sempre una dote. Finale troppo amaro e incompleto. Sarebbe stato meglio scoprire quanto questa storia sia stata in grado di "cambiare" il giovane protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    Possiamo fare finta? (3,5 stelle)

    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/

    Una volta tanto possiamo fare finta che i personaggi dei libri sappiano usare il congiuntivo? E’ un cane che si morde la coda. Per rendere verace il testo ...continua

    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/

    Una volta tanto possiamo fare finta che i personaggi dei libri sappiano usare il congiuntivo? E’ un cane che si morde la coda. Per rendere verace il testo si fanno parlare i protagonisti come se fossero semi analfabeti, i lettori pensano che che se così è scritto su un libro vada bene, e allora col cavolo che si usa il congiuntivo… insomma CAZZO! Volete usare i verbi in modo decente ??????? ( e con questo ti sei giocato la quarta stellina…)

    Ok, mi sono sfogata.

    A parte l’inizio di protesta voglio dire bentornato ad Ammanniti. Dopo un paio di suoi libri abbandonati finalmente ho letto questo e mi è piaciuto. Non è un capolavoro ma si tratta di una storia originale che offre vari spunti di riflessione sulla vita ma soprattutto sulle difficoltà di crescere e sentirsi accettati dal mondo.

    In alcune frasi si percepisce la bravura dell’autore nel descrivere con poche parole e lucidamente la realtà di certi meccanismi. La sensazione che ho su Ammanniti però è quella dello studente dotato che non si applica… A mio parere ha grandi qualità sia come inventiva che come capacità di esporre in modo essenziale certe situazioni, ma non le usa appieno e soprattutto non le usa sempre, mi da la sensazione di una persona svogliata, che scrive perchè è bravo ma che potrebbe fare meglio. Anche questo romanzo, è buono, ma avrebbe potuto essere migliore, invece in alcune parti appare quasi tirato via, poco approfondito…per non parlare della conclusione. Il protagonista, mentre racconta una storia alla nonna malata terminale, dice che odia i finali… ecco, forse era meglio se Ammanniti avesse fatto come Lorenzo, un bel finale sospeso e via.

    Citazioni:

    La mosca era riuscita a fregare tutti, perfettamente integrata nella società delle vespe. Credevano che fossi uno di loro. Uno giusto. Ma più inscenavo questa farsa più mi sentivo diverso. Il solco che mi divideva dagli altri si faceva più profondo. Da solo ero felice, con gli altri dovevo recitare.

    E poi,o odiavo le fini. Nelle fini le cose di devono sempre, nel bene o nel male, mettere a posto. sempre a discutere della fine, come se la storia fosse tutta lì e il resto non contasse nulla. E allora anche nella vita vita vera, anche lì, solo la fine è importante? La vita di nonna Laura non contava nulla e solo la sua morte in quella brutta clinica era importante?

    ha scritto il 

  • 3

    Un buon romanzo breve. Con poche parole Ammaniti riesce a rendere il disagio degli adolescenti.
    La paura di buttarsi nel mondo e nella vita crea angoscia, arriva addirittura ad essere paralizzante, in ...continua

    Un buon romanzo breve. Con poche parole Ammaniti riesce a rendere il disagio degli adolescenti.
    La paura di buttarsi nel mondo e nella vita crea angoscia, arriva addirittura ad essere paralizzante, innescando, come meccanismo di difesa, l'illusione che la voglia di vivere, di scoprire, di diventare protagonisti non esista. Ma In questo caso, a rompere l'isolamente volontario, è la vita stessa, anzi la parte dura della vita, che obbliga il protagonista a guardare in faccia le proprie paure obbligandolo a crescere.
    Forse un romanzo un po' troppo stringato che si ferma in superficie, ma comunque toccante con due bei personaggi

    ha scritto il 

  • 5

    racconto di una crescita

    Una lettura insolita per le modalità e le circostanze in cui l'ho iniziata e portata a termine: penso che me ne ricorderò molto a lungo. La storia è quella di un incontro tra due solitudini, due ragaz ...continua

    Una lettura insolita per le modalità e le circostanze in cui l'ho iniziata e portata a termine: penso che me ne ricorderò molto a lungo. La storia è quella di un incontro tra due solitudini, due ragazzi che, per motivi diversi, si trovano a vivere ai margini della vita, a sentirsi esclusi dagli "altri". Alla fine, Lorenzo, il protagonista-narratore, capirà che deve solamente superare le sue paure, "buttarsi" e cominciare a vivere, sciogliendosi dall'abbraccio soffocante del "gigante di pietra" (una metafora che lui usa per definire la sua condizione di paura paralizzante quando deve interagire con gli altri). Il finale tragico è forse interpretabile come un messaggio che l'autore vuole darci: ogni momento di crescita interiore, ogni progresso, è doloroso perché comporta una cesura netta con il passato, un abbandono di schemi mentali, di sentimenti, di abitudini, che fino a quel momento hanno fatto parte della nostra vita e ora "muoiono", affinché al loro posto ri-nasca una persona nuova, migliore.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura telefonica! :)

    E' un libro ben scritto, come la maggior parte di quelli di Ammaniti, si legge velocemente e con piacere. A me lo hanno letto interamente per telefono, è stata una bella esperienza, essere coccolati a ...continua

    E' un libro ben scritto, come la maggior parte di quelli di Ammaniti, si legge velocemente e con piacere. A me lo hanno letto interamente per telefono, è stata una bella esperienza, essere coccolati anche in questo modo.
    La storia ha una sua forte personalità e la trovo molto verosimile.
    Non è facile scrivere un romanzo, ma soprattutto descrivere dei personaggi, con dei tratti così singolari, ma allo stesso tempo così nitidi, veri, reali. Ci vuole un attimo a cadere nell'ipocrisia letteraria, nella falsità o in un personaggio stereotipato.
    La forza di Niccolò Ammaniti, è che Lorenzo potrebbe essere un ragazzo reale. Ha pensieri e modi di fare non comuni ma veri.

    ha scritto il 

  • 5

    struggente

    ok forse cinque stelline sono tante, ma mi era rimasto un grosso punto interrogativo su ammaniti dopo aver iniziato e abbandonato "come dio comanda". al termine di questo bellissimo racconto, che defi ...continua

    ok forse cinque stelline sono tante, ma mi era rimasto un grosso punto interrogativo su ammaniti dopo aver iniziato e abbandonato "come dio comanda". al termine di questo bellissimo racconto, che definirei struggente, il punto interrogativo è diventato un punto esclamativo, ho ripreso fiducia e anche il romanzo.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per
Ordina per