Io e te

Di

Editore: Einaudi

3.5
(7719)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 116 | Formato: eBook | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 885840422X | Isbn-13: 9788858404225 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rinforzata scuole e biblioteche

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Adolescenti

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Descrizione del libro
Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di Cocacola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile per accettare il gioco caotico della vita là fuori.
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  • 3

    Romanzo breve e facile, in alcune parti appare un po' affrettato e poco approfondito.
    Un libro veloce e poco impegnativo, scritto con un linguaggio essenziale, senza ornamenti, semplice, ma capace di ...continua

    Romanzo breve e facile, in alcune parti appare un po' affrettato e poco approfondito.
    Un libro veloce e poco impegnativo, scritto con un linguaggio essenziale, senza ornamenti, semplice, ma capace di coinvolgere.
    L'autore riesce a proporre atmosfere e personaggi con poche ma efficaci frasi.
    Un finale... un po’ amaro.

    ha scritto il 

  • 2

    Un racconto breve di Ammaniti su un ragazzo poco avvezzo alle relazioni sociali. Tutto inizia da una bugia, una vacanza vera alla quale Lorenzo, il protagonista, finge di prendere parte, ma che in rea ...continua

    Un racconto breve di Ammaniti su un ragazzo poco avvezzo alle relazioni sociali. Tutto inizia da una bugia, una vacanza vera alla quale Lorenzo, il protagonista, finge di prendere parte, ma che in realtà è una scusa per recarsi nel suo vero e unico angolo di paradiso. Ma non tutto va secondo i piani e una figura improvvisa distruggerà la sua oasi di pace.
    Una storia che non eccelle per originalità, ma ha quel tocco che la rende di facile lettura. Una storia fatta di promesse a quell' "io" e a quel "te" del titolo.

    ha scritto il 

  • 3

    Triste ma reale

    Consigliato dalla prof di italiano a mia figlia , mi ha incuriosito e l'ho letto anche io. Tratta due temi scottanti: la droga e il disadattamento giovanile. In poche pagine Ammaniti ha saputo affront ...continua

    Consigliato dalla prof di italiano a mia figlia , mi ha incuriosito e l'ho letto anche io. Tratta due temi scottanti: la droga e il disadattamento giovanile. In poche pagine Ammaniti ha saputo affrontare due dei mille problemi che oggi sono, purtroppo, più che attuali .
    Se letto dai giovanissimi, potrebbe aprire un dialogo costruttivo tra loro e gli adulti al fine di capire i disagi che, molto spesso, non ci permettono di vedere realmente ciò che disturba i nostri ragazzi.

    ha scritto il 

  • 0

    Libro abbastanza breve ma che ho avuto qualche difficoltà a leggere, perché non mi prendeva. Forse è stato un errore mio leggere prima la trama, perché in realtà mi ha spoilerato tutto il libro, rovin ...continua

    Libro abbastanza breve ma che ho avuto qualche difficoltà a leggere, perché non mi prendeva. Forse è stato un errore mio leggere prima la trama, perché in realtà mi ha spoilerato tutto il libro, rovinandomelo. E' uno di quei libri da leggere a scatola chiusa, senza saperne nulla, ma anche in quel caso non saprei se consigliarlo o meno. C'è una parte che mi ha fatto storcere un po' il naso per quanto riguarda il linguaggio utilizzato. Solo il finale mi ha lasciata spiazzata, perché era praticamente l'unica cosa che non sapevo dalla trama, ma pur essendo un finale che dovrebbe far dispiacere i lettori, su di me non ha sortito molto effetto dato che non ero riuscita ad affezionarmi abbastanza ai personaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Credo sia una dote di pochi quella di rapirti con sole 116 pagine che oltretutto si leggono velocemente e a tratti ti strappano il sorriso e lasciarti storto, triste e incazzato. Ammaniti ci riesce pe ...continua

    Credo sia una dote di pochi quella di rapirti con sole 116 pagine che oltretutto si leggono velocemente e a tratti ti strappano il sorriso e lasciarti storto, triste e incazzato. Ammaniti ci riesce perfettamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Ammaniti ha una fantasia talmente ingegnosa che questo romanzo breve non gli rende onore. Saper raccontare una storia così dura e triste con gli occhi di un adolescente è pur sempre una dote. Finale ...continua

    Ammaniti ha una fantasia talmente ingegnosa che questo romanzo breve non gli rende onore. Saper raccontare una storia così dura e triste con gli occhi di un adolescente è pur sempre una dote. Finale troppo amaro e incompleto. Sarebbe stato meglio scoprire quanto questa storia sia stata in grado di "cambiare" il giovane protagonista.

    ha scritto il 

  • 3

    Possiamo fare finta? (3,5 stelle)

    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/

    Una volta tanto possiamo fare finta che i personaggi dei libri sappiano usare il congiuntivo? E’ un cane che si morde la coda. Per rendere verace il testo ...continua

    https://lemieletturecommentate.wordpress.com/

    Una volta tanto possiamo fare finta che i personaggi dei libri sappiano usare il congiuntivo? E’ un cane che si morde la coda. Per rendere verace il testo si fanno parlare i protagonisti come se fossero semi analfabeti, i lettori pensano che che se così è scritto su un libro vada bene, e allora col cavolo che si usa il congiuntivo… insomma CAZZO! Volete usare i verbi in modo decente ??????? ( e con questo ti sei giocato la quarta stellina…)

    Ok, mi sono sfogata.

    A parte l’inizio di protesta voglio dire bentornato ad Ammanniti. Dopo un paio di suoi libri abbandonati finalmente ho letto questo e mi è piaciuto. Non è un capolavoro ma si tratta di una storia originale che offre vari spunti di riflessione sulla vita ma soprattutto sulle difficoltà di crescere e sentirsi accettati dal mondo.

    In alcune frasi si percepisce la bravura dell’autore nel descrivere con poche parole e lucidamente la realtà di certi meccanismi. La sensazione che ho su Ammanniti però è quella dello studente dotato che non si applica… A mio parere ha grandi qualità sia come inventiva che come capacità di esporre in modo essenziale certe situazioni, ma non le usa appieno e soprattutto non le usa sempre, mi da la sensazione di una persona svogliata, che scrive perchè è bravo ma che potrebbe fare meglio. Anche questo romanzo, è buono, ma avrebbe potuto essere migliore, invece in alcune parti appare quasi tirato via, poco approfondito…per non parlare della conclusione. Il protagonista, mentre racconta una storia alla nonna malata terminale, dice che odia i finali… ecco, forse era meglio se Ammanniti avesse fatto come Lorenzo, un bel finale sospeso e via.

    Citazioni:

    La mosca era riuscita a fregare tutti, perfettamente integrata nella società delle vespe. Credevano che fossi uno di loro. Uno giusto. Ma più inscenavo questa farsa più mi sentivo diverso. Il solco che mi divideva dagli altri si faceva più profondo. Da solo ero felice, con gli altri dovevo recitare.

    E poi,o odiavo le fini. Nelle fini le cose di devono sempre, nel bene o nel male, mettere a posto. sempre a discutere della fine, come se la storia fosse tutta lì e il resto non contasse nulla. E allora anche nella vita vita vera, anche lì, solo la fine è importante? La vita di nonna Laura non contava nulla e solo la sua morte in quella brutta clinica era importante?

    ha scritto il 

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