Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Io ho un sogno

Scritti e discorsi che hanno cambiato il mondo

Di

Editore: SEI

4.5
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 207 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 880505335X | Isbn-13: 9788805053353 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Stefano Fissore

Genere: Non-fiction , Political , Religion & Spirituality

Ti piace Io ho un sogno?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Titolo originale: "I have a dream" di Coretta Scott King
Introduzione e note: James Melvin Washington
Ordina per
  • 5

    Fondamentale, e commovente. Le parole di uno dei personaggi più importanti del XX secolo. Sarebbe da far legere in ogni scuola, in ogni paese del mondo; contro ogni fanatismo, fondamentalismo, razzismo o discriminazione.

    ha scritto il 

  • 4

    "Io ho un sogno. Io sogno che un giorno la nazione sorgerà per vivere il vero significato del suo credo, che tutti gli uomini sono stati creati uguali. Sogno che un giorno sulle rosse colline della Georgia figli di antichi schiavi e figli di antichi schiavisti potranno sedere insieme alla tavola ...continua

    "Io ho un sogno. Io sogno che un giorno la nazione sorgerà per vivere il vero significato del suo credo, che tutti gli uomini sono stati creati uguali. Sogno che un giorno sulle rosse colline della Georgia figli di antichi schiavi e figli di antichi schiavisti potranno sedere insieme alla tavola della fratellanza".
    Con il celebre discorso "I have a dream" il pastore battista di Atlanta Martin Luther King arringava nel 1963 a Washington le 250mila persone che partecipavano all'imponente marcia nonviolenta per i diritti civili e l'integrazione razziale.
    Martin Luther King allora aveva 34 anni: era nato nel 1929, figlio di un pastore battista, si era laureato in filosofia e teologia, aveva sposato l'ex cantante lirica Coretta Scott ed era padre di quattro figli. Martin Luther King allora era il presidente della più influente organizzazione nera per i diritti civili, la Southern Christian Lesdership Conference, fondata nel 1956 sulla scia dell'insegnamento gandhiano.
    Aveva già subito otto arresti pretestuosi per la sua attività antirazzista, e numerosi attentati (i fanatici del Ku Klux Klan erano arrivati a minacciarlo piantando una croce fiammeggiante sul prato davanti alla sua casa). Sarebbe stato arrestato ancora ventisei volte, e avrebbe subito altri otto attentati. E nel 1964, l'anno successivo alla grande marcia di Washington, il premio Nobel per la pace avrebbe suggellato il suo lavoro appassionato per cambiare il volto dell'America.
    La lunga marcia di Martin Luther King per i diritti civili era cominciata nel 1955 a Montgomery in Alabama quando una sarta nera, Rose Parks, stanca dopo una giornata di lavoro in piedi, aveva rifiutato di lasciare libero un posto dell'autobus che, in base alle leggi razziste, era riservato ai bianchi. Rose Parks era stata arrestata e King aveva spinto la comunità nera a boicottare quegli autobus. Per 381 giorni, i neri di Montgomery erano andati al lavoro in bicicletta, a piedi, in autostop, la società dei trasporti era arrivata a un passo dal fallimento e, soprattutto, la Corte Suprema degli Stati Uniti era stata costretta a dichiarare incostituzionale la legge sulla segregazione.
    Presto erano seguite altre battaglie nonviolente: per il diritto di voto ai neri dell'Alabama, per l'istruzione e l'uguaglianza salariale, contro la guerra in Vietnam.
    Martin Luther King ha pagato la sua attività appassionata con la vita: è stato ucciso da un razzista bianco a Memphis nel Tennessee, con venti colpi di pistola, il 4 aprile 1968. Nel suo ultimo discorso aveva detto: "Ora io vi auguro buona notte citando una vecchia preghiera degli schiavi, che diceva: -Noi non siamo ciò che dovremmo essere, e non siamo ciò che vogliamo essere, e non siamo ciò che un giorno saremo. Ma grazie a Dio non siamo ciò che eravamo.-".
    Scritto l'1.5.1996

    ha scritto il