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Io mi chiamo Yorsh

Di

Editore: Fanucci

3.8
(87)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 195 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8834717880 | Isbn-13: 9788834717882 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 1

    La raffinatezza e la sottile grazia metaforica di questo libro sono pari a quelle di una padella con su scritto "SONO UNA METAFORA DELLA PERSECUZIONE DEGLI EBREI!" che colpisca in faccia il lettore per un'ora di fila. La De Mari, dopo aver imbroccato chissà come un libro decente con "L'ultimo elf ...continua

    La raffinatezza e la sottile grazia metaforica di questo libro sono pari a quelle di una padella con su scritto "SONO UNA METAFORA DELLA PERSECUZIONE DEGLI EBREI!" che colpisca in faccia il lettore per un'ora di fila. La De Mari, dopo aver imbroccato chissà come un libro decente con "L'ultimo elfo", ha dimostrato nelle sue opere successive di essere una delle peggiori scrittrici fantasy di sempre, nonché una delle più retoriche e sermoneggianti. Inoltre, devo aggiungere che sono finito di recente sul suo blog, ed è stato come scoprire che Mario Borghezio scrive libri per bambini. Paura.

    ha scritto il 

  • 5

    Quando la vita ti prende a calci lascia perdere i lamenti...cerca solo di ricreare il paradiso con quello che puoi

    Prequel di una delle saghe che ho amato di più, quella che inizia con la storia del piccolo elfo e prosegue, libro dopo libro, presentando personaggi epici e semplici che riusciranno a fare la differenza nel Mondo degli Uomini.
    In questo ultimo libro (sarà l'ultimo? sembra che la De Mari faccia f ...continua

    Prequel di una delle saghe che ho amato di più, quella che inizia con la storia del piccolo elfo e prosegue, libro dopo libro, presentando personaggi epici e semplici che riusciranno a fare la differenza nel Mondo degli Uomini. In questo ultimo libro (sarà l'ultimo? sembra che la De Mari faccia fatica a dire addio a questo mondo) incontriamo il padre di Yorsh, del Yorsh che conosciamo noi...Non voglio spoilerare solo...leggetelo, non vi deluderà...tenete pronti tanti fazzoletti :)

    ha scritto il 

  • 5

    «Yorsh è una parola elfica che significa “colui che maggiormente ha una dote”, noi diremmo “il più”, “il migliore”» Così si descrive il protagonista di Io mi chiamo Yorsh, bellissimo prequel della Saga dell’Ultimo Elfo di Silvana De Mari (Fanucci Editore). Quel nome, che trasporta con sé anche un ...continua

    «Yorsh è una parola elfica che significa “colui che maggiormente ha una dote”, noi diremmo “il più”, “il migliore”» Così si descrive il protagonista di Io mi chiamo Yorsh, bellissimo prequel della Saga dell’Ultimo Elfo di Silvana De Mari (Fanucci Editore). Quel nome, che trasporta con sé anche un peso di grande responsabilità, dannerà il protagonista, un Melmoso, figlio di lebbrosi che non ha contratto la malattia; un Intoccabile, un Invisibile, un reietto della società. Yorsh nasce dall’amore profondo tra una donna bellissima e un uomo dal carattere forte, così forte da riuscire a domare i lupi. Una donna che a un certo punto della sua vita si ammala di lebbra ed è costretta a vivere al lebbrosario, un ghetto, il posto dove i malati sono relegati e controllati a vista da guardie che hanno l’ordine di uccidere chiunque tenti di fuggire. il resto della recensione qui: http://www.rete-news.it/io-mi-chiamo-yorsh-silavana-de-mari/

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo,commovente,atroce..credo che in questo libro ci sia oltre la storia degli elfi,dei nani e di Yorsh una storia che conosciamo.La storia di un popolo sterminato e perseguitato dalla stupidità e la cattiveria degli uomini,ogni parola ti entra dentro e ci rimane..e lo odi Yorsh con tutta l ...continua

    Bellissimo,commovente,atroce..credo che in questo libro ci sia oltre la storia degli elfi,dei nani e di Yorsh una storia che conosciamo.La storia di un popolo sterminato e perseguitato dalla stupidità e la cattiveria degli uomini,ogni parola ti entra dentro e ci rimane..e lo odi Yorsh con tutta l'anima ma lo perdoni anche perchè non puoi farne a meno..

    (da leggere prima dell'Ultimo elfo altrettanto bello solo un po più leggero..)

    ha scritto il 

  • 5

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2012/04/io-mi-ch…

    “Siate generosi con chi cade.
    Voi siete certi che non cadrete mai? La vita è imprevedibile ed è meglio non nutrire certezze assolute”.
    Quando comincio un nuovo libro di Silvana De Mari preparo tre cose: fazzoletti, c ...continua

    Da http://labellaeilcavaliere.blogspot.it/2012/04/io-mi-chiamo-yorsh.html

    “Siate generosi con chi cade. Voi siete certi che non cadrete mai? La vita è imprevedibile ed è meglio non nutrire certezze assolute”. Quando comincio un nuovo libro di Silvana De Mari preparo tre cose: fazzoletti, cioccolato e un libro di barzellette. Da usare in questo ordine. Ormai mi considero una sopravvissuta dei suoi libri, perciò conosco i trucchi. Eccoci al quinto libro della saga dell’Ultimo elfo, che in realtà fa da prequel. E infatti il protagonista si chiama Yorsh, come l’ultimo elfo, il più grande e magnifico. Ma lui non è un elfo, e non è per nulla magnifico. E’ un Melmoso, un Intoccabile, il più infimo degli infimi. Porta il nome del più grande degli elfi, ma non ne condivide la magnificenza, se non nella pochezza che gli ha concesso la vita. Il mondo è sommerso dalle piogge e la colpa viene data agli elfi. Loro sono grandi, saggi, bellissimi; allora perché non fermano le alluvioni che distruggono villaggi e città? Perché sono malvagi e quindi meritano di morire. Yorsh ci racconta della sua nascita nel lebbrosario, unico sano insieme al padre in un mondo di moribondi. “Ero veloce, forte, sano, amato. Invidiato. Un principe”. Ma lui questo ricchezza non la vede e fa di tutto per andarsene. Diventa un Melmoso. Può lasciare il lebbrosario ma viene costretto ai lavori più pesanti, lontano dai sani che ne temono il contagio. E’ così che si unisce alle squadre che rinchiudono gli elfi nei ghetti dai quali non usciranno mai più. E’ così che prende parte a un terribile e insensato massacro. Ciò che colpisce dei libri della De Mari è che non parlano mai solo di elfi, nani, o orchi. Le sue storie ci racconto degli angoli più bui e nascosti dell’animo umano. Scavano nel profondo e non è difficile rivedere nei suoi libri la verosimiglianza di personaggi e situazioni. Io mi chiamo Yorsh non è solo un libro di eventi terribili, ma di riscatto e di speranza. La speranza di trovare un posto, di svolgere il compito che il destino ci ha riservato, anche se è poca cosa, anche se insieme c’è più dolore che gloria. “Coraggio uomini, anche quando non è più possibile essere senza macchia, si può sempre essere senza paura. Coraggio uomini, è dalla vergogna che comincia la strada verso la gloria”.Yorsh troverà il coraggio di portare a termine il suo compito. Per merito suo l’ultimo degli elfi potrà vedere la luce e salvare il mondo dalla rovina in cui è precipitato. Il suo ruolo è piccolo, ma determinante, e per svolgerlo sarà pronto a sacrificare la propria vita. Arriviamo così ai fazzoletti e al cioccolato, da usare in abbondanza. Da alcuni libri bisogna riprendersi con dolcezza…

    Alaisse

    ha scritto il