Io no

Di

Editore: Fazi

3.8
(728)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881121700 | Isbn-13: 9788881121700 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Si tratta di un esordio comico e insieme drammatico, la storia di due fratelli, Francesco e Flavio, e della loro ricerca della felicità, di un amore che cerca di sfidare il tempo e la morte e crea nuova vita e nuovo amore. Francesco è un filosofo imbranato con una passione per la canzoni di Pupo e una carriera musicale abbandonata sul nascere, conosce Elisa, segreta amante di Flavio. Tra i due inizia una storia travolgente che porta lo scompiglio assoluto nella vita delle due coppie, destinate a sfasciarsi e a ritrovarsi. Ma quando tutto sembra sistemato, succede qualcosa destinato a cambiare per sempre la vita di Francesco e a trascinarlo in giro per mezzo mondo.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ridicolo e con colpi di scena forzatissimi.

    Dunque io non metto quasi mai la trama di un libro nelle recensioni ma qui non posso proprio evitare di farlo perché mi sembra un insulto all'intelligenza di ogni lettore.
    Dunque questo romanzo si div ...continua

    Dunque io non metto quasi mai la trama di un libro nelle recensioni ma qui non posso proprio evitare di farlo perché mi sembra un insulto all'intelligenza di ogni lettore.
    Dunque questo romanzo si divide in due parti:
    1) nella prima (che neanche si può chiamare tale perché è più che altro una sceneggiatura) siamo costretti a sorbirci scambi di coppia come nelle peggiori commedie all'italiana da due soldi (guardacaso dopo infatti ci hanno fatto un film....);
    2) nella seconda, poi, l'autore dà il meglio (peggio) di sé cercando di suscitare la lacrima facile con improbabili colpi di scena. Come? Facendo morire a caso ben due dei personaggi principali (attenzione: a caso, perché ben vengano altrimenti - "ben vengano" si fa per dire - le morti dei personaggi se sono ben costruite). Passi la prima che muore (anche se in quattro righe) all'improvviso e vabbeh... sennò non ci sarebbe stato il viaggio di Francesco dopo, d'accordo. Ma vogliamo parlare di come muore assolutamente senza senso anche quest'altro? Non aveva alcun senso farlo morire in quel modo dopo aver fatto morire già quell'altra. Il senso, ripeto, era solo un forzatissimo colpo di scena.
    E poi che dire di come i vari protagonisti puntualmente incontrano personaggi a caso (che quasi non vengono neanche introdotti) che gli risolvono le situazioni? Davvero ridicolo.

    Per non parlare dell'epilogo che è scopiazzato paro paro dal giovane Holden: passi la citazione letteraria che ci sta sempre bene in un libro (se ben inserita), ma non è possibile poi fare tutte le ultime pagine ricalcando l'episodio delle anatre di Salinger. Caro Licalzi, cos'è dopo aver fatto fuori a caso due personaggi non potevi fare fuori anche la figlia e allora ti sei messo a ricopiare Salinger per cercare di costruire uno straccio di finale con un minimo di spessore? Per fortuna che si dice che un buon autore dovrebbe avere almeno un minimo di fantasia. AAA cercasi fantasia per Licalzi.

    ha scritto il 

  • 3

    A me Licalzi piace tanto! Mi ritrovo a leggerlo in momenti in cui ho bisogno di un sorriso di sostegno senza dover rinunciare alla profondità di contenuti e situazioni. Tre stelline perchè non il suo ...continua

    A me Licalzi piace tanto! Mi ritrovo a leggerlo in momenti in cui ho bisogno di un sorriso di sostegno senza dover rinunciare alla profondità di contenuti e situazioni. Tre stelline perchè non il suo migliore, a mio avviso.

    ha scritto il 

  • 1

    Libreria Feltrinelli interno giorno: "Buongiorno, un libro da regalare ad un non-lettore per favore, mi raccomando che sia divertente." "Magari un audiolibro?" "No proprio un libro" la signorina torna ...continua

    Libreria Feltrinelli interno giorno: "Buongiorno, un libro da regalare ad un non-lettore per favore, mi raccomando che sia divertente." "Magari un audiolibro?" "No proprio un libro" la signorina torna con Licalzi lo impacchetta ed esco. Va da se che alla fine ho deciso di non regalarlo. Ci ricasco sempre! Anche se so che uno/una non legge regalo libri! Passano i mesi il libro staziona in libreria..ieri, 2 di notte, insonnia. Lieve depressione e il medico: si distragga, legga qualcosa di leggero, esca. Si iscriva a un corso di hip-hop. E invece io comincio Licalzi. Prima parte: piacevole e anche un po divertente...seconda parte: da lacrime..abbandonato! Ma diamine SIGNORINA Feltrinelli che consiglio mi ha dato? Io mi devo riprendere mica sprofondare! Mai fidarsi dei consigli dei librai ne ragalare libri a chi non li leggerà. Si accettano consigli di lettura curativi.

    ha scritto il 

  • 2

    Niente da fare, anche se mi son sforzata di leggerlo per intero, sperando in un miglioramento, questo libro non mi è piaciuto affatto.
    Troppi luoghi comuni, scene ad effetto, personaggi odiosi, pieni ...continua

    Niente da fare, anche se mi son sforzata di leggerlo per intero, sperando in un miglioramento, questo libro non mi è piaciuto affatto.
    Troppi luoghi comuni, scene ad effetto, personaggi odiosi, pieni di soldi ed estremamente lagnosi.
    Un infelice tentativo di somigliare a quelli di De Carlo.

    Uno stile estremamente piatto, con frasi che parevano preconfezionate.

    Non mi piace dare voti così negativi ai libri, ma ogni tanto capita.
    Pazienza.

    ha scritto il 

  • 4

    Gradevole lettura: una prima parte scoppiettante e divertentissima, mentre la seconda assume toni drammatici e si rivela lo psicologo che è Lorenzo Licalzi. Accettabili in quanto palesi i riferimenti ...continua

    Gradevole lettura: una prima parte scoppiettante e divertentissima, mentre la seconda assume toni drammatici e si rivela lo psicologo che è Lorenzo Licalzi. Accettabili in quanto palesi i riferimenti al giovane Holden.

    ha scritto il 

  • 4

    non siamo qui per rispondere alle aspettative altrui

    Ho pianto, riso e pianto. L'io no non basta, ti marchia con un'inquietudine e una sofferenza dentro che l'amore può solo momentaneamente nascondere. Poi la vita te le rischiaffa in faccia quando meno ...continua

    Ho pianto, riso e pianto. L'io no non basta, ti marchia con un'inquietudine e una sofferenza dentro che l'amore può solo momentaneamente nascondere. Poi la vita te le rischiaffa in faccia quando meno te lo aspetti. E a quel punto ti conviene guardare negli occhi il tuo senso di mancanza e farci i conti per arrivare a non sentirti più estraneo a te stesso. Licalzi racconta un viaggio, anzi più viaggi, alla ricerca di sé. Niente di nuovo, ma molto bello.

    ha scritto il 

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