Io no

Di

Editore: Fazi

3.8
(753)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 156 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8881121700 | Isbn-13: 9788881121700 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Si tratta di un esordio comico e insieme drammatico, la storia di due fratelli, Francesco e Flavio, e della loro ricerca della felicità, di un amore che cerca di sfidare il tempo e la morte e crea nuova vita e nuovo amore. Francesco è un filosofo imbranato con una passione per la canzoni di Pupo e una carriera musicale abbandonata sul nascere, conosce Elisa, segreta amante di Flavio. Tra i due inizia una storia travolgente che porta lo scompiglio assoluto nella vita delle due coppie, destinate a sfasciarsi e a ritrovarsi. Ma quando tutto sembra sistemato, succede qualcosa destinato a cambiare per sempre la vita di Francesco e a trascinarlo in giro per mezzo mondo.
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  • 4

    Io ni

    Un libro molto difficile da recensire. Sicuramente un bel libro, anche se non è riuscito a toccare certe mie corde.
    Per metà mi ha veramente ma veramente divertito, mentre la seconda parte mi ha commo ...continua

    Un libro molto difficile da recensire. Sicuramente un bel libro, anche se non è riuscito a toccare certe mie corde.
    Per metà mi ha veramente ma veramente divertito, mentre la seconda parte mi ha commosso parecchio, fino a farmi provare una strana sensazione di angoscia. Avrei preferito che i personaggi mi parlassero delle loro crisi e della loro crescita in maniera diversa, non a parole. Dove, tra l'altro, non sono riuscita a percepire una differenza di carattere tra loro, attraverso la scrittura affidata a turno a loro stessi.
    Un romanzo che parla di amore, della ricerca di sé stessi attraverso un viaggio, di amicizia e di complesse relazioni umane.
    Senza dubbio una bella lettura

    ha scritto il 

  • 4

    “Ma chi può redimere chi, se la redenzione dell’uno rappresenta lo stravolgimento della natura dell’altro”

    Storia simpatica, adattissima per spezzare il ritmo di altre letture più lunghe e impegnative a cui io, per mio personalissimo limite, non riesco a rimanere “avvinghiato” oltre un certo periodo di tem ...continua

    Storia simpatica, adattissima per spezzare il ritmo di altre letture più lunghe e impegnative a cui io, per mio personalissimo limite, non riesco a rimanere “avvinghiato” oltre un certo periodo di tempo.
    Se non la storia, è sicuramente originale il modo di raccontarla, in cui tutti i protagonisti narrano la loro parte nella vicenda in prima persona.
    Licalzi cerca così di dare, attraverso dialoghi e stati d’animo, un volto più concreto ai disagi interiori che ci portiamo dietro giornalmente, il tutto naturalmente accompagnato da molta ironia, a volte anche amara, e con una trama che cattura e prova a spiegare, senza pretesa di riuscirvi, certi meccanismi un po’ “strambi” che regolano i nostri rapporti interpersonali.
    Lettura comunque piacevole, peccato per il finale, in cui avrei evitato qualche “pomposa” citazione, e che sembra chiuso con una fretta eccessiva.
    Ma come sempre le critiche rispecchiano soltanto la mia opinione…

    ha scritto il 

  • 3

    Adoro Licalzi e anche questo libro ha saputo emozionarmi, divertirmi e rattristarmi. In questo libro tocca le corde giuste, sa quando e come usare il potere della calma narrativa e quando ribaltare br ...continua

    Adoro Licalzi e anche questo libro ha saputo emozionarmi, divertirmi e rattristarmi. In questo libro tocca le corde giuste, sa quando e come usare il potere della calma narrativa e quando ribaltare brutalmente le situazioni migliori per lasciare a bocca aperta il lettore.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    Ridicolo e con colpi di scena forzatissimi.

    Dunque io non metto quasi mai la trama di un libro nelle recensioni ma qui non posso proprio evitare di farlo perché mi sembra un insulto all'intelligenza di ogni lettore.
    Dunque questo romanzo si div ...continua

    Dunque io non metto quasi mai la trama di un libro nelle recensioni ma qui non posso proprio evitare di farlo perché mi sembra un insulto all'intelligenza di ogni lettore.
    Dunque questo romanzo si divide in due parti:
    1) nella prima (che neanche si può chiamare tale perché è più che altro una sceneggiatura) siamo costretti a sorbirci scambi di coppia come nelle peggiori commedie all'italiana da due soldi (guardacaso dopo infatti ci hanno fatto un film....);
    2) nella seconda, poi, l'autore dà il meglio (peggio) di sé cercando di suscitare la lacrima facile con improbabili colpi di scena. Come? Facendo morire a caso ben due dei personaggi principali (attenzione: a caso, perché ben vengano altrimenti le morti dei personaggi se sono ben costruite). Passi la prima che muore (anche se in quattro righe) all'improvviso e vabbeh... sennò non ci sarebbe stato il viaggio di Francesco dopo, d'accordo. Ma vogliamo parlare di come muore assolutamente senza senso anche quest'altro? Il senso, ripeto, era solo un forzatissimo colpo di scena.
    E poi che dire di come i vari protagonisti puntualmente incontrano personaggi a caso (che quasi non vengono neanche introdotti) che gli risolvono le situazioni? Davvero ridicolo.

    Per non parlare dell'epilogo che è scopiazzato paro paro dal giovane Holden: passi la citazione letteraria che ci sta sempre bene in un libro (se ben inserita), ma non è possibile poi fare tutte le ultime pagine ricalcando l'episodio delle anatre di Salinger. Caro Licalzi, cos'è dopo aver fatto fuori a caso due personaggi non potevi fare fuori anche la figlia e allora ti sei messo a ricopiare Salinger per cercare di costruire uno straccio di finale con un minimo di spessore? Per fortuna che si dice che un buon autore dovrebbe avere almeno un minimo di fantasia. AAA cercasi fantasia per Licalzi.

    ha scritto il 

  • 3

    A me Licalzi piace tanto! Mi ritrovo a leggerlo in momenti in cui ho bisogno di un sorriso di sostegno senza dover rinunciare alla profondità di contenuti e situazioni. Tre stelline perchè non il suo ...continua

    A me Licalzi piace tanto! Mi ritrovo a leggerlo in momenti in cui ho bisogno di un sorriso di sostegno senza dover rinunciare alla profondità di contenuti e situazioni. Tre stelline perchè non il suo migliore, a mio avviso.

    ha scritto il 

  • 1

    Libreria Feltrinelli interno giorno: "Buongiorno, un libro da regalare ad un non-lettore per favore, mi raccomando che sia divertente." "Magari un audiolibro?" "No proprio un libro" la signorina torna ...continua

    Libreria Feltrinelli interno giorno: "Buongiorno, un libro da regalare ad un non-lettore per favore, mi raccomando che sia divertente." "Magari un audiolibro?" "No proprio un libro" la signorina torna con Licalzi lo impacchetta ed esco. Va da se che alla fine ho deciso di non regalarlo. Ci ricasco sempre! Anche se so che uno/una non legge regalo libri! Passano i mesi il libro staziona in libreria..ieri, 2 di notte, insonnia. Lieve depressione e il medico: si distragga, legga qualcosa di leggero, esca. Si iscriva a un corso di hip-hop. E invece io comincio Licalzi. Prima parte: piacevole e anche un po divertente...seconda parte: da lacrime..abbandonato! Ma diamine SIGNORINA Feltrinelli che consiglio mi ha dato? Io mi devo riprendere mica sprofondare! Mai fidarsi dei consigli dei librai ne ragalare libri a chi non li leggerà. Si accettano consigli di lettura curativi.

    ha scritto il 

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