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Io non compro

Un anno senza acquisti: un'esperienza per riflettere sul potere del mercato

Di

Editore: Ponte alle Grazie

3.0
(80)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 243 | Formato: Altri

Isbn-10: 8879288245 | Isbn-13: 9788879288248 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: S. Valenti

Genere: Fiction & Literature , Self Help

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Descrizione del libro
"Lavora e spendi": questo il circolo vizioso in cui l'autrice vede intrappolata la società. Invece di ricercare una nuova qualità della vita, si preferisce inseguire un modello di benessere che fa apparire necessarie una quantità di cose che non lo sono. Sperimentando in prima persona uno stile di vita improntato alla sobrietà, la Levine interroga un intero modello di civiltà, affiancandosi a una tendenza sempre più attuale anche in Italia: quella del consumo responsabile, del commercio equo, dei Gruppi di Acquisto Solidale.
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  • 1

    Nulla di che. Mi aspettavo decisamente di più da questa lettura e invece mi sono trovata davanti a una serie di riflessioni random sul sistema economico globale, ma in particolare su quello americano, già sentite, trite e ritrite e valide nella maggior parte dei casi solo per gli USA.
    Probabilmen ...continua

    Nulla di che. Mi aspettavo decisamente di più da questa lettura e invece mi sono trovata davanti a una serie di riflessioni random sul sistema economico globale, ma in particolare su quello americano, già sentite, trite e ritrite e valide nella maggior parte dei casi solo per gli USA. Probabilmente lo stile di vita americana è così distante dal nostro da rendere questo libro piuttosto vuoto e senza senso. Ho avuto l'impressione che l'autrice si sia dedicata al progetto di non fare acquisti superflui più per vendere copie del proprio libro che non per una reale convinzione personale.

    ha scritto il 

  • 2

    Pensavo fosse un diario della vita reale di due persone che decidono di non comprare per un anno. Invece della vita vissuta non facendo acquisti ho letto ben poco, maggiori sono le digressioni politiche ed economiche della vita americana. Non era quello che volevo leggere. Peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    Cioè, io già non compro di mio e mi metto a leggere libri così?
    28.02.2012 Non è un libro per spilorci come potrebbe far pensare il titolo è il diario quasi giornaliero di questo anno passato senza comprare nulla che non sia cibo (e non cibo voluttuario) o medicinali. Niente vestiti, libri, film ...continua

    Cioè, io già non compro di mio e mi metto a leggere libri così? 28.02.2012 Non è un libro per spilorci come potrebbe far pensare il titolo è il diario quasi giornaliero di questo anno passato senza comprare nulla che non sia cibo (e non cibo voluttuario) o medicinali. Niente vestiti, libri, film, ecc. Naturalmente ci sono anche riflessioni sull'impronta ecologica, il risparmio energetico, la gratificazione dell'acquisto. Mi è piaciuto, solo avrei voluto anche sapere se questo anno ha portato solo consapevolezza o anche l'acquisizione di un modo diverso e minore di spendere.

    ha scritto il 

  • 0

    Non siamo quello che compriamo

    In un’epoca in cui i destini delle nazioni sembrano risiedere nelle mani e nei desideri dei consumatori, riscoprire la propria identità come un qualcosa di non necessariamente connesso alle proprie scelte d’acquisto è una presa di coscienza rivelatoria.


    Il resto della recensione su http:/ ...continua

    In un’epoca in cui i destini delle nazioni sembrano risiedere nelle mani e nei desideri dei consumatori, riscoprire la propria identità come un qualcosa di non necessariamente connesso alle proprie scelte d’acquisto è una presa di coscienza rivelatoria.

    Il resto della recensione su http://www.ecowiki.it/recensione-del-libro-io-non-compro-lesperienza-di-judith-e-paul.html

    ha scritto il 

  • 4

    è la storia di un anno trascorso dall'autrice senza comprare nessun tipo di merce, escluso alimentari e farmaci.
    due atteggiamenti: da un lato, disprezzo per coloro che sono prigionieri di schemi di consumo insensati; dall'altro, apprezzamento per il codice di comunicazione legato alla produzione ...continua

    è la storia di un anno trascorso dall'autrice senza comprare nessun tipo di merce, escluso alimentari e farmaci. due atteggiamenti: da un lato, disprezzo per coloro che sono prigionieri di schemi di consumo insensati; dall'altro, apprezzamento per il codice di comunicazione legato alla produzione e al consumo delle merci. alla fine, valutazione positiva del sistema europeo (meno lavoro, guadagni più bassi, più tutele collettive - sanità, biblioteche)che garantisce maggiore felicità; per contro, forte critica al sogno americano, legato al raggiungimento individuale degli obiettivi.

    ha scritto il 

  • 2

    Noiosetto

    Io non compro è il diario che racconta un anno senza shopping di Judith Levine, 50enne statunitense. Durante le vacanze di Natale del 2003, presa da un momento di “esasperazione da compere”, decide di vivere per l’anno successivo senza acquistare nulla che non sia indispensabile. Bell’idea, belle ...continua

    Io non compro è il diario che racconta un anno senza shopping di Judith Levine, 50enne statunitense. Durante le vacanze di Natale del 2003, presa da un momento di “esasperazione da compere”, decide di vivere per l’anno successivo senza acquistare nulla che non sia indispensabile. Bell’idea, belle premesse, ottime molte riflessioni che fa e gli spunti che offre al lettore, ma mi aspettavo di più e ho trovato questo libro noiosetto, a tratti anche irritante. http://www.ideetascabili.it/2011/03/io-non-compro-judith-levine/

    ha scritto il 

  • 2

    Tema interessante, peccato mal gestito: noioso, inconcludente e poco centrato sul tema che avrebbe dovuto stare al centro: io non compro appunto. L'autrice in realtà, quando si ricorda di scrivere in merito all'oggeto del libro, dà più l'idea di non vedere l'ora di tornare a comprare!

    ha scritto il 

  • 1

    alcuni

    luoghi comuni, teorie socioeconomiche snocciolate piuttosto disinvoltamente, ma è soprattutto lo stile faticoso da seguire. come si fa a sbagliare a copiare i nomi di luoghi geografici/topografici (time square)?

    ha scritto il