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Io non ho paura

Di

Editore: Einaudi

4.0
(13012)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 219 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Finlandese , Portoghese , Greco , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8806142100 | Isbn-13: 9788806142100 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Dopo Ti prendo e ti porto via, Niccolò Ammaniti in questo romanzo va al cuore della sua narrativa, con una storia tesa e dal ritmo serrato, un congegno a orologeria che si carica fino a una conclusione sorprendente: e mette in scena la paura stessa.
Michele Amitrano, nove anni, si trova di colpo a fare i conti con un segreto così grande e terribile da non poterlo nemmeno raccontare. E per affrontarlo dovrà trovare la forza proprio nelle sue fantasie di bambino, mentre il lettore assiste a una doppia storia: quella vista con gli occhi di Michele e quella, tragica, che coinvolge i grandi di Acqua Traverse, misera frazione dispersa tra i campi di grano. Il risultato é un racconto potente e di assoluta felicità narrativa, dove si respirano atmosfere che vanno da Clive Barker alle Avventure di Tom Sawyer, alle Fiabe italiane di Calvino.
La storia é ambientata nell'estate torrida del 1978 nella campagna di un Sud dell'Italia non identificato, ma evocato con rara forza descrittiva. In questo paesaggio o minato dal contrasto tra la luce abbagliante del sole e il buio della notte, Ammaniti alterna, a colpi di scena, la commedia, il mondo dei rapporti infantili, la lingua e la buffa saggezza dei bambini, la loro tenacia, la forza del amicizia e il dramma del tradimento. E insieme tratteggia un indimenticabile campionario di adulti. Romanzo della scoperta di se attraverso il rischio più estremo, e la necessità di affrontarlo, Io non ho paura diventa un addio struggente all'età dei giochi e dello stupore, all'energia magica che ci fa lottare contro i mostri. E si insinua sotto pelle in ciascuno di noi, come una tenera pugnalata nel petto.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Bello, sul serio, il punto di vista del bambino: soprattutto le paure infondate, quelle dei mostri; e poi ti accorgi che i mostri li hai accanto, hanno braccia e gambe, e fingono di essere persone nor ...continua

    Bello, sul serio, il punto di vista del bambino: soprattutto le paure infondate, quelle dei mostri; e poi ti accorgi che i mostri li hai accanto, hanno braccia e gambe, e fingono di essere persone normali.

    ha scritto il 

  • 3

    Una lettura non impegnata, agile e senza particolari pretese. Ho preferito "Come Dio comanda", sempre dello stesso autore. Qui la storia mi è parsa un po' noiosetta, per non parlare di un finale ad ca ...continua

    Una lettura non impegnata, agile e senza particolari pretese. Ho preferito "Come Dio comanda", sempre dello stesso autore. Qui la storia mi è parsa un po' noiosetta, per non parlare di un finale ad cazzum che non ho gradito. C'è da dire, però, che Ammaniti è un buon affabulatore, onesto e in gamba.

    ha scritto il 

  • 3

    Scoperta e disincanto...

    Una storia amara e che porta alla triste consapevolezza che non c'è rispetto per l'innocenza infantile.
    In una calda giornata estiva, durante una gita in bicicletta, Michele fa una scoperta sconvolgen ...continua

    Una storia amara e che porta alla triste consapevolezza che non c'è rispetto per l'innocenza infantile.
    In una calda giornata estiva, durante una gita in bicicletta, Michele fa una scoperta sconvolgente: vi è un altro bambino tenuto prigioniero in condizioni pietose e miserevoli.
    In momenti in cui la gioia e il gioco quotidiano sono le principali attività dei bambini, Michele diventa improvvisamente adulto e si adpererà per nutrire ed aiutare il piccolo prigioniero.
    Finchè non scoprirà che anche suo padre, insieme ad altri malviventi è implicato in quel rapimento.
    La crudeltà della Mafia che non risparmia nessuno...neanche la vita dei più deboli, i bambini appunto.
    Una realtà cruda e dura.
    Questo libro mi ha fatto piangere e riflettere.
    Lo consiglio a tutti.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 5

    E c’era papà. E c’ero io.

    Crudele e realistico quanto basta per non riuscire a staccarsene. “Io non ho paura” è il mio secondo libro di Ammaniti e non potrei essere più entusiasta di così.
    La vicenda, raccontata vent’anni dopo ...continua

    Crudele e realistico quanto basta per non riuscire a staccarsene. “Io non ho paura” è il mio secondo libro di Ammaniti e non potrei essere più entusiasta di così.
    La vicenda, raccontata vent’anni dopo i fatti dallo stesso protagonista Michele Amitrano, parla della storia di un’amicizia nata in un modo brutale, ma soprattutto, parla del coraggio. Un coraggio che ognuno di noi dovrebbe avere ma che invece, molto spesso, viene a mancare anche nelle cose più sciocche da affrontare nella quotidianità. Michele è un esempio che ognuno di noi dovrebbe seguire, è un bambino giusto e corretto che si ribella ai suoi genitori quando capisce che il mondo non sta girando come dovrebbe.
    La scrittura è semplice, lineare eppure appassiona come non mai. Mi sarebbe piaciuto un finale un pochino meno frettoloso, avrei voluto sapere cosa ne è stato dei protagonisti, di Filippo, di Teresa, dello svolgersi della vita di Michele tanto tempo dopo quella terribile estate del 1978, m alla fine penso che sia stato giusto finire il libro così, lasciando il lettore a bocca aperta, con quella sensazione di perdita, sorpresa ed entusiasmo che solo i romanzi migliori sanno trasmettere.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Nel piccolo paesino di Acqua Traverse, nel Mezzogiorno d’Italia, vive il piccolo Michele.

    Giocando con i suoi coetanei, un giorno, egli scopre un nascondiglio, presso una casa abbandonata, in cui è na ...continua

    Nel piccolo paesino di Acqua Traverse, nel Mezzogiorno d’Italia, vive il piccolo Michele.

    Giocando con i suoi coetanei, un giorno, egli scopre un nascondiglio, presso una casa abbandonata, in cui è nascosto un bambino. All’inizio sembra morto: non si muove, non parla, è sporco e malconcio.

    Di fronte a quella scoperta Michele rimane attonito, fugge via e mantiene il segreto, ma poi è attratto da quel nascondiglio e da quel bambino sconosciuto. Torna sul posto, si introduce di nascosto e capisce che si tratta semplicemente di un bambino terrorizzato.

    A poco a poco Michele capisce anche che si tratta di un rapimento e che, incredibilmente, tutti gli adulti del suo paese sono coinvolti nella storia, compreso il padre.

    Vincerà l’amore per il padre o il coraggio e la voglia di giustizia? E’ questo che scopriremo nell’ultima pagina del libro di Ammaniti.

    Un libro molto bello che ci descrive una delle maggiori forme di crudeltà che può essere rivolta nei confronti di un essere umano.

    E’ una storia con cui l’autore conquista il lettore e lo appassiona, lo tiene incollato alle pagine e lo conduce pian piano verso la più sconvolgente delle verità.

    Michele è un piccolo eroe, un esempio di bontà, di coraggio e di lotta contro le ingiustizie. E’ uno di quei libri che dovrebbero essere letti a scuola per dimostrare che il Male esiste ed è nascosto dietro il perbenismo.

    ha scritto il 

  • 4

    “Ora era di nuovo buio. E c’era papà. E c’ero io.”

    Il coraggio ha dei limiti. Anzi, uno solo in realtà e si chiama paura. La paura che si nasconde dietro tanti travestimenti, dietro all’arroganza, dietro al rispetto ossequioso, dietro alla prepotenza, ...continua

    Il coraggio ha dei limiti. Anzi, uno solo in realtà e si chiama paura. La paura che si nasconde dietro tanti travestimenti, dietro all’arroganza, dietro al rispetto ossequioso, dietro alla prepotenza, dietro all’ignoranza, dietro all’ostentazione sfrenata del potere, della ricchezza, del successo…la paura porta molte maschere e non sempre è facile riconoscerla.
    Non sono una estimatrice di Niccolò Ammaniti, trovo che abbia un indubbio talento, ma non mi ha mai convinta veramente del tutto.
    Questo suo romanzo fu d’ispirazione per Gabriele Salvatores e il suo omonimo film, per me il più bello dell’intera filmografia del regista partenopeo, superiore anche al tanto decantato e amato “Mediterraneo”(un gran bel film, per carità, ma a mio modesto parere un po’ sopravvalutato), una pellicola strepitosa, geniale, toccante, nata da un romanzo altrettanto bello, magari non all’altezza della trasposizione cinematografica, ma davvero molto bello.
    Protagonista è un bambino, Michele, protagonista insieme ai suoi giochi, alle sue paure, a quell’età bellissima e spensierata, ai mostri, non quelli finti, ma quelli reali, in carne e ossa, quelli che ti sono accanto, che ti dormono accanto, che ti hanno generato.
    E’ l’estate del 1978, un’estate rovente che colpisce un isolato paesino del Sud Italia, un paesino chiuso, dove ognuno si conosce, dove ognuno sa tutto di tutti.
    Qui Michele trascorre le sue giornate con i suoi amici(il Teschio, sbruffone e arrogante, Salvatore, snob e viziato rampollo della famiglia più benestante del paese, Remo, solitario e taciturno, Barbara, una bambina grassa e bisognosa di affetto e attenzioni) andando in giro per i campi assolati con la sua bicicletta, giocando a pallone, ammirando la bellezza dagli sconfinati campi di grano.
    Durante uno di questi giochi, Michele si imbatte in una casa abbandonata dove, nello scantinato nascosto da una lastra di marmo, vive uno sconosciuto bambino.
    Michele non sa come sia finito lì, il bambino è sporco, macilento, reso quasi cieco dall’oscurità; prova a parlarci, ma dalla sua bocca escono solo frasi farneticanti.
    Pian piano riesce a conquistare la fiducia del bambino e tra i due nasce una forte amicizia, un’amicizia che verrà ben presto distrutta dalla crudeltà degli adulti…
    L’ingenuità del mondo fanciullesco e la cattiveria del mondo adulto: sono i due temi portanti del romanzo, messi a confronto da Niccolò Ammaniti in un romanzo dalla grande semplicità, dalla semplicità di parole che ti arrivano dritte al cuore, dalla solarità delle immagini, frutto di vivide descrizioni da parte dell’autore degli assolati campi di grano, delle afose notti d’estate.
    Il romanzo conquista fin dalle prime pagine per il suo linguaggio diretto, semplice, per il modo in cui Ammaniti descrive il mondo attraverso gli occhi di un bambino che, come è inevitabile, si scontra ben presto con la corruzione del mondo adulto, un mondo che genera in lui odio, orrore e paura.
    In poco più di duecento pagine l’autore affronta con delicatezza e dolcezza temi scottanti come l’omertà, come l’onore di una famiglia, come il valore dell’amicizia e della giustizia, come il tradimento e lo fa con una tale poesia che gli fa davvero onore.
    Tutto sembra vivo in queste pagine, il sole cocente, il vento che soffia piano tra i campi di grano, la solitudine di quel paese così dimenticato dal mondo, le sue notti misteriose, fatte di sussurri, di verità mai raccontate, di pianti segreti, di voglia di scappare per trovare una nuova strada, un mondo migliore.
    E c’è anche il coraggio che ha una sua parte importante, il coraggio che non si fa mettere limiti dalla paura, che l’affronta a testa alta, che la sconfigge, perché non c’è cosa peggiore nella vita che lasciarsi soccombere dalle proprie paure, rinunciando così per sempre a vivere.
    Un gran bel romanzo, pieno di coraggio e di quel sentimento che, nonostante tutto, ci spinge ancora ad andare avanti: la speranza.

    ha scritto il 

  • 4

    Lettura consigliata

    E' la storia di Michele, un bambino che scopre la crudeltà delle persone negli occhi e nel corpo di un altro bambino, Filippo.
    Michele e Filippo diventeranno amici, ma purtroppo accadranno cose che me ...continua

    E' la storia di Michele, un bambino che scopre la crudeltà delle persone negli occhi e nel corpo di un altro bambino, Filippo.
    Michele e Filippo diventeranno amici, ma purtroppo accadranno cose che metteranno alla prova il giovane protagonista.
    Libro triste ma bello.

    ha scritto il 

  • 5

    Nel silenzio della campagna pugliese, in un'estate caldissima, un gruppo di bambini gioca in mezzo ai campi di grano. E uno di loro, Michele, scopre che il male esiste, che è terribilmente reale e ha ...continua

    Nel silenzio della campagna pugliese, in un'estate caldissima, un gruppo di bambini gioca in mezzo ai campi di grano. E uno di loro, Michele, scopre che il male esiste, che è terribilmente reale e ha una faccia peggiore dell'incubo più brutto che un bambino possa immaginare.

    ha scritto il 

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