Io non ho paura

Per le Scuole superiori

Di

Editore: Einaudi Scuola

4.0
(13764)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 192 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Francese , Finlandese , Portoghese , Greco , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8828607335 | Isbn-13: 9788828607335 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , eBook , CD audio

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
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  • 5

    Camilla: è un bel libro lo consiglio a tutti coloro a cui piacciono i romanzi. Io non ho paura
    è la storia di un bambino che ha 10/11 anni e vive in un piccolo paesino del Sud Italia. Nel romanzo Mic ...continua

    Camilla: è un bel libro lo consiglio a tutti coloro a cui piacciono i romanzi. Io non ho paura
    è la storia di un bambino che ha 10/11 anni e vive in un piccolo paesino del Sud Italia. Nel romanzo Michele( nome del protagonista) attraverso la sua paura affronterà una situazione molto delicata, che gli farà capire il significato dell' amicizia e gli farà scoprire i tanti problemi del mondo adulto.
    Mi è piaciuto perché Michele dimostra tanto coraggio nonostante la sua paura.

    ha scritto il 

  • 3

    Una bomba!

    Conoscevo già la trama di “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti perché avevo visto il film di Salvatores poco dopo la sua uscita. Sono parecchi anni che non lo rivedo, quindi i miei ricordi, soprattut ...continua

    Conoscevo già la trama di “Io non ho paura” di Niccolò Ammaniti perché avevo visto il film di Salvatores poco dopo la sua uscita. Sono parecchi anni che non lo rivedo, quindi i miei ricordi, soprattutto per certi particolari, sono un po’ sbiaditi, ma grosso modo la storia resta ben impressa, vista la tematica (facendo un discorso più generale, posso dire che le storie di Ammaniti sono difficili da dimenticare!).
    Siamo negli anni ’70, in un paesello pugliese, sperduto tra campi di grano, miseria ed ignoranza. Il protagonista è un ragazzino di 9 anni, Michele, intento a godersi la sua estate con gli amici tra gite in bicicletta, colline da scalare, storie inventate e penitenze da scontare. Proprio mentre sta facendo penitenza nei pressi di una casa abbandonata, Michele scopre un buco nel terreno, all’interno del quale vi è un bambino (che poi si scopre esser stato rapito), Filippo. Michele comincia pian piano ad affezionarsi a questo bamino. Ogni giorno gli porta del cibo da casa e gli chiede informazioni sulla sua vita per capire il motivo per il quale si trova lì.
    La storia si può semplicemente riassumere con questa citazione:"Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. I fantasmi, i lupi mannari, le streghe sono fesserie inventate per mettere paura ai creduloni come te. Devi avere paura degli uomini, non dei mostri."
    E’ una storia sul coraggio, sul rapporto figli/genitori, questi ultimi visti non più come perfetti, ma umani, di amicizia e di sacrificio.
    Ora, al di là del finale che lascia appesi, questo romanzo è una bomba! Io ammiro molto la scrittura di Ammaniti, perché è capace di tenerti incollato al libro anche tre ore intere senza accorgertene!!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Questo libro è stato uno dei miei libri preferiti per tanto tempo…..letto tutto d’un fiato, non potevo aspettare per sapere quale sarebbe stata la fine di Michele e del suo amico Filippo! Un romanzo n ...continua

    Questo libro è stato uno dei miei libri preferiti per tanto tempo…..letto tutto d’un fiato, non potevo aspettare per sapere quale sarebbe stata la fine di Michele e del suo amico Filippo! Un romanzo nudo e crudo, che vede il l’esistenza del male con gli occhi inconsapevoli di un bambino. Una realtà “vera” vista con la generosità e la genuinità di un bambino, un bambino che non sa ancora cosa significa essere corrotti dalla miseria e dalla cattiveria degli adulti. Un grande esempio di amicizia e altruismo, perché Michele ha scelto di seguire il suo cuore! Sarebbe molto bello leggerlo con i ragazzi delle quarte e quinte che iniziano ad avere una maggiore consapevolezza del mondo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il caldo, la campagna deserta dove, fra un mare di spighe dorate, si sentono solo il suono delle cicale, delle voci e delle biciclette dei bambini del luogo che, fra polvere, sudore e ginocchia sbucci ...continua

    Il caldo, la campagna deserta dove, fra un mare di spighe dorate, si sentono solo il suono delle cicale, delle voci e delle biciclette dei bambini del luogo che, fra polvere, sudore e ginocchia sbucciate, giocano, si sfidano e si formano. Per Michele quell'estate non sarà un'estate qualunque, un segreto terribile lo porterà a scegliere di " non aver paura": nella campagna trova un buco con dentro un essere che tutto sembra tranne ciò che invece purtroppo è, un bambino. La sua mente di bambino, alta, inizialmente, si popola di fantasmi, mostri e streghe, ma anche, soprattutto, di domande: " chi è? Perché è prigioniero? Chi c'è dietro questa cosa assurda?" E poi arrivano le parole del papà :"Piantala con questi mostri, Michele. I mostri non esistono. Devi aver paura degli uomini, non dei nostri. " E dietro questa frase c'è una verità sconvolgente, difficile da accettare anche per noi che, alla fine, come Michele, siamo portati a credere che a fare ciò a un bambino può essere solo un mostro e che questo mostro deve avere per forza l'aspetto di un mostro, un tratto distintivo! Michele è solo un bambino di appena 10 anni ed ha paura: ha paura di ciò che non conosce, della notte, dei maiali, del padre, della verità che fa male e che distrugge le innocenti certezze, ma è coraggioso e, nonostante la sua giovane età, quando si trova a scegliere se far finta di non vedere e continuare a scorrazzare sulla bici con gli amici o arrivare in fondo alla verità, sceglie di non avere paura, anche se ci vuole tanto coraggio per accettare che i mostri possano avere un volto familiare, umano e amorevole come quello di una madre o di un amico; ci vuole tanto coraggio per arrivare a rischiare la propria vita per un altro essere umano. Un romanzo che ti risucchia nei campi afosi e omertosi di una piccola comunità che ha perso la propria identità di persone e si è trasformata in streghe e mostri, ma ti risucchia anche nel coraggio di un bambino che scopre che il mondo degli adulti può riservare sorprese, fragilità e inganni, e che per capirlo bisogna accettare di lasciare quel luogo spensierato e rassicurante che dovrebbe essere la fanciullezza e accettare di diventare grande. Un grande Ammaniti.

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo crudo e drammatico. Romanzo di crescita, di iniziazione. Un'esperienza al limite, ma esemplare per riflettere sulle paure dell'infanzia, sulla caduta dei miti che avvolgono la figura dei genit ...continua

    Romanzo crudo e drammatico. Romanzo di crescita, di iniziazione. Un'esperienza al limite, ma esemplare per riflettere sulle paure dell'infanzia, sulla caduta dei miti che avvolgono la figura dei genitori, non più onnipotenti e nemmeno, più semplicemente, modelli da seguire, sulla scelta che non ammette accomodamenti e soluzioni scontate tra il bene e il male, tra il guardare la sofferenza dell'altro e volgere lo sguardo o farsene, in qualche modo, carico. Romanzo duro, costruito sulle voci anche violente di adulti e bambini di estrazione popolare, in cui l'adulto è assente non solo come figura fisica ma come figura di riferimento, come modello di comportamento etico e civile. Testo di apparente facile lettura, ma, in realtà, giocato sull'assunto che la realtà "vera" è spesso dietro le cose e che occorre avere molto coraggio (o, meglio, "non avere paura") per guardarla, così come bisogna non farsi vincere dalla forza del male per poterlo guardare direttamente in faccia e vincerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Gli anni 70 e i sequestri

    Ah che disdetta quando ti capita di vedere un film prima di leggere il libro da cui è tratto. Soprattutto quando la storia è così drammatica che ti ricordi ogni singola scena del film, anche dopo ann ...continua

    Ah che disdetta quando ti capita di vedere un film prima di leggere il libro da cui è tratto. Soprattutto quando la storia è così drammatica che ti ricordi ogni singola scena del film, anche dopo anni. Leggi il libro, bello, intenso, ambientato nell’Italia di fine anni 70 quando avevi all’incirca la stessa età del protagonista, le stesse emozioni, vedevi gli adulti come li vede lui. Eppure, sapere come si svolgerà la trama e, soprattutto, come andrà a finire, ti sembra che rovini la festa.
    Il libro scorre via velocemente, pur non tralasciando di approfondire i pensieri, le sensazioni, le atmosfere, gli odori, le emozioni, e pian piano dalla memoria emergono i tempi in cui le persone facoltose venivano sequestrate per mesi, a volte per anni, a volte uccise dai sequestratori, prima che una legge coraggiosa bloccasse i beni delle famiglie e punisse le famiglie che pagavano i riscatti, una misura apparentemente disumana ma che ha debellato (o almeno fortemente ridotto) questo atroce fenomeno criminoso.
    Non trovo nessun difetto in questa bella opera della letteratura italiana contemporanea.

    ha scritto il 

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