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Io sono Dio

I grandi autori di Noir, 3

Di

Editore: Gruppo Editoriale l'Espresso

3.5
(2790)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 489 | Formato: Copertina rigida

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Povero Faletti, mi piaceva tanto come attore e comico… il romanziere invece mi delude un po'.


    Certo questa storia è avvincente, ti prende e la leggi d'un fiato, ma, per quel che mi riguarda, trovo fastidioso questo modo di scrivere, così americaneggiante (se così posso dire), precis ...continua

    Povero Faletti, mi piaceva tanto come attore e comico… il romanziere invece mi delude un po'.

    Certo questa storia è avvincente, ti prende e la leggi d'un fiato, ma, per quel che mi riguarda, trovo fastidioso questo modo di scrivere, così americaneggiante (se così posso dire), precisando sempre strade, percorsi, modelli delle auto, sigle, marche, ecc., di ogni cosa; inoltre ho trovato perlomeno strani gli "stretti legami" e le coincidenze tra guardie e ladri, buoni e cattivi…
    In generale mi è sembrato di assistere al classico filmone poliziesco, con un finale che, più che lieto, definirei sdolcinato.

    ha scritto il 

  • 0

    Giorgio Faletti, Io sono Dio

    Altro romanzo di Faletti, meno coinvolgente rispetto a Io uccido, ma comunque meritorio. In alcuni momenti si trascina in modo, se non stucchevole, almeno noioso, ma in alcune pagine raggiunge livelli ottimi. Il finale lascia senza parole in quanto decisamente imprevedibile.
    E' la storia di ...continua

    Altro romanzo di Faletti, meno coinvolgente rispetto a Io uccido, ma comunque meritorio. In alcuni momenti si trascina in modo, se non stucchevole, almeno noioso, ma in alcune pagine raggiunge livelli ottimi. Il finale lascia senza parole in quanto decisamente imprevedibile.
    E' la storia di un uomo sopravvissuto alla guerra del Vietnam, di suo figlio e di una città, New York, colpita da una serie di inspiegabili esplosioni. Ma è anche la storia di una serie di personaggi che, pur non essendo di contorno, non riescono ad emergere e, come si usa dire, a brillare di vita propria.

    ha scritto il 

  • 4

    Giorgio Faletti scrittore l'ho apprezzato da subito, dal coinvolgente "Io uccido". E non cambio giudizio dopo essere stata rapita da queste pagine. Avrei voluto leggere qualcosa in più nel finale, perché siamo avidi di dettagli e di motivazioni: avrei voluto conoscere tutto contenuto di quella le ...continua

    Giorgio Faletti scrittore l'ho apprezzato da subito, dal coinvolgente "Io uccido". E non cambio giudizio dopo essere stata rapita da queste pagine. Avrei voluto leggere qualcosa in più nel finale, perché siamo avidi di dettagli e di motivazioni: avrei voluto conoscere tutto contenuto di quella lettera. Ma le ragioni degli scrittori sono appunto solo le loro. Mi dispiace non poter aspettare il prossimo romanzo.

    ha scritto il 

  • 4

    Scivolone sul finale?

    Ho ritrovato Giorgio. Dopo anni dall’ultimo suo libro letto, e a quasi due mesi dalla sua morte. Ormai, di lui, si è veramente letto di tutto, dalla classica sentenza finto-intellettualoide all’italiana “Eh, ma è un autore nostrano di bestseller, dunque non sa scrivere!”, ai continui confronti co ...continua

    Ho ritrovato Giorgio. Dopo anni dall’ultimo suo libro letto, e a quasi due mesi dalla sua morte. Ormai, di lui, si è veramente letto di tutto, dalla classica sentenza finto-intellettualoide all’italiana “Eh, ma è un autore nostrano di bestseller, dunque non sa scrivere!”, ai continui confronti con gli autori di thriller americani (perché, poi?) passando per la diffidenza pregiudiziosa di chi, sapendolo comico nel passato, non ha fatto che storcere il naso di fronte ai suoi romanzi (senza averli letti, ovviamente) per poi santificarlo una volta morto. Ma si sa, siamo in Italia.
    Io sono al terzo romanzo di Faletti (dopo “Io uccido” e “Niente di vero tranne gli occhi”) e la mia opinione non l’ho mai cambiata: Faletti mi piace e alla faccia di tutti i pregiudizi, da amante del genere (con un briciolo di modestia posso dire di non essere a digiuno di thriller), dico e ripeto che lui sa (anzi, sapeva) scrivere alla grande. Una scrittura limpida e diretta senza troppi fronzoli e senza inutili divagazioni, un ritmo incalzante, uno taglio psicologico, molto umano, dei suoi protagonisti (basti pensare qui alla complessa Vivien) rendono i suoi romanzi dei gran bei thriller perfetti per chi ama il genere. Certo, stavolta non siamo ai livelli di “Io uccido” (uno dei primi thriller da me bollati con 5 stelline e che, ancora oggi, a distanza di anni e di decine e decine di altri thriller letti, premierei allo stesso modo), e molto dipende anche dal tipo di storia narrata: là eravamo nel thriller virante verso la paura da giallo più “nostrano”, qui, complice l’ambientazione in America, siamo in un thriller più thriller, più nero, più tosto, più puro, più “da sbirro”, ma non per questo più facilotto. Anzi. Mentre la New York del post 11 Settembre è sconvolta da una serie di attentati terroristici, lo scheletro di un uomo (che, come si scoprirà, era stato combattente della guerra in Vietnam) viene rinvenuto in un cantiere…ebbene, non si tarderà a scoprire che il figlio dell’uomo altro non è che il terrorista che sta seminando panico nella città, per quietare, con insana follia, quella sete di vendetta che sente dentro da troppo, troppo tempo. Ma alla fine, sarà veramente così?
    Il Giorgio nazionale questa volta ci ha lasciato una storia più complessa, più matura, che scopre un nervo ancora dolente della recente storia americana e tocca temi importanti, dalla guerra alla droga passando per la religione. In barba a tutto e a tutti, la storia si sente, complessa e anche un poco complicata, considerato anche l’elevato numero di personaggi. Poi, ahimè, ecco che verso il finale, al momento di tirare le fila, accade l’evitabile: un colpo di scena che però mette in discussione tutta l’indagine sui cui il romanzo si è costruito. E mi è rimasta la bocca amara perché non ho capito come effettivamente sono andate le cose…o meglio, ho dato la mia interpretazione (la quale, tuttavia, non mi ha soddisfatta del tutto) ma non so se è quella giusta. Forse Giorgio voleva questo, che ogni lettore tirasse le fila a modo suo? No. Io penso che, molto semplicemente, abbia avuto, per tutto il romanzo, un piano e poi, sul finale, non sapendo più come raccapezzarsi, sia scivolato….e abbia voluto fornire al lettore la sorpresa dell’ “assassino è uno dei personaggi”, che altrimenti non ci sarebbe stata. Ma gli interrogativi rimasti restano troppi, avrei preferito più chiarezza. Detto ciò, non mi sento di bocciare il romanzo, che, lo confesso, si è lasciato divorare. E non condivido assolutamente tutte le critiche eccessive di chi l’ha stracciato quando, in giro, ci sono palate di “thriller” internazionali noiosi e pesanti, che si perdono in decine di pagine di divagazioni, senza mettere in conto che il lettore è là, e aspetta di essere intrattenuto, impaurito, incalzato, tre cose che invece Faletti riusciva a fare fino alla fine…peccato che ora, però, non possa più farlo.
    Quattro stelline piene nonostante il finale non convincente e non pienamente compreso.

    ha scritto il 

  • 3

    A mio parer molto inferiore a "IO UCCIDO". Comunque un libro piacevole e scorrevole. Sempre apprezzata la scrittura semplice e lineare di Faletti che riesce a farti entrare nella storia e a farti immaginare personaggi e luoghi con una semplicità rara da trovare soprattutto, a mio avviso, negli sc ...continua

    A mio parer molto inferiore a "IO UCCIDO". Comunque un libro piacevole e scorrevole. Sempre apprezzata la scrittura semplice e lineare di Faletti che riesce a farti entrare nella storia e a farti immaginare personaggi e luoghi con una semplicità rara da trovare soprattutto, a mio avviso, negli scrittori italiani.

    ha scritto il 

  • 3

    Con tutta la stima che ho sempre avuto per Faletti ma questo libro non mi ha detto niente, non ho capito un tubo, non sono riuscita ad appassionarmi. Purtroppo un italiano che sappia scrivere thriller veramente intriganti ancora non l'ho trovato.

    ha scritto il 

  • 5

    Una storia che cresce con il crescere delle pagine lette..... si, darei questa come definizione veloce.Un'incrociarsi di passato, presente, futuro, che mai creano confusione ma "cadono" nel momento giusto, proprio quando hai bisogno di capire.
    Una bella lettura, scorrevole.... consigliato.< ...continua

    Una storia che cresce con il crescere delle pagine lette..... si, darei questa come definizione veloce.Un'incrociarsi di passato, presente, futuro, che mai creano confusione ma "cadono" nel momento giusto, proprio quando hai bisogno di capire.
    Una bella lettura, scorrevole.... consigliato.

    ha scritto il 

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