Io sono Red Baker

Di

Editore: Barney (I fuorilegge)

3.9
(41)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 346 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8898693028 | Isbn-13: 9788898693023 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Nicola Manuppelli

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il romanzo è ambientato a Baltimora. È il 1983. Red Baker ha 39 anni e l'acciaieria per cui lavora ha appena licenziato il sessanta per cento dei dipendenti, fra cui lui e il suo migliore amico, Dog. La ditta sembra destinata a chiudere i battenti per sempre. Red e i colleghi cominciano a fare la fila agli uffici di collocamento per trovare impieghi che paiono inconsistenti. Nel frattempo, la vita tutt'attorno sembra sgretolarsi. Red fantastica di scappare in Florida, con Crystal, una spogliarellista, fuggendo dalle responsabilità familiari, da una moglie e un figlio adolescente. La disperazione inesorabilmente lo porta a scivolare lungo una spirale discendente in cui finisce per perdere tutto, rifugiandosi nell'alcol e nelle droghe e arrivando a commettere un crimine. La storia dolorosa e coinvolgente di un uomo disperato, capace solo di scelte sbagliate, che cerca di salvare almeno parte dei sogni giovanili. Con una prosa sincera e muscolare e un senso di urgenza commovente, "lo sono Red Baker" è il romanzo che svela l'America degli anni '80 e il lato oscuro del sogno americano cantato anche da Springsteen.
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  • 3

    Altra storia che più classica non si può: siamo all'inizio degli anni ottanta nella daydream nation,in una nevosa Baltimora dove Red Baker, operaio specializzato in un'acciaieria, comincia a fare i co ...continua

    Altra storia che più classica non si può: siamo all'inizio degli anni ottanta nella daydream nation,in una nevosa Baltimora dove Red Baker, operaio specializzato in un'acciaieria, comincia a fare i conti con la nascente globalizzazione e viene licenziato.
    Da lì in poi è un lento sprofondare,crisi familiare,lavoretti frustranti subito persi,brutte frequentazioni fino a quando non succede l'irreparabile.Il finale lascia presagire una speranza in un altrove assolato e desertico.
    Punti di forza del libro sono senz'altro la scorrevolezza e la franchezza di uno stile senza fronzoli,però per tutto il tempo ho avuto l'impressione che non si trattasse di vera letteratura ma solo una storia pronta per il cinema come tante.

    ha scritto il 

  • 4

    Essere buoni non conta nulla

    “E questo era ancora una volta il problema. Avevo bisogno di tutto e subito. Chiusi gli occhi e mandai una piccola preghiera a un Dio che poteva o non poteva essere là fuori, sopra le case a schiera. ...continua

    “E questo era ancora una volta il problema. Avevo bisogno di tutto e subito. Chiusi gli occhi e mandai una piccola preghiera a un Dio che poteva o non poteva essere là fuori, sopra le case a schiera. “Fammi fare la cosa giusta,” gli dissi. “Non farmi perdere le persone che amo. E proteggi Baltimora”.

    Robert Ward è stato scrittore e sceneggiatore di crime story, con Red Baker ha vinto nel 1985 il premio Pen West come miglior romanzo americano dell’anno, scoperto da Joyce Johnson, editor ed ex compagna di Kerouac; Ward faceva l'insegnante di scrittura, ma poi Tom Wolfe l'ha invitato a New York a vivere e creare nel new journalism. E' stato amico di Carver. Ha scritto una storia difficile, vista dal basso, un operaio licenziato, sposato con la ragazza del liceo e un figlio, per loro farebbe qualsiasi cosa, ha un’amante di cui è innamorato, con la quale fuggirebbe in Florida, mentre è anche una persona che non ce la fa più, che si arrende alle cose. L'acciaieria di Baltimora ha chiuso e gli resta solo Wild Turkey, whiskey rye e anfetamina, le pillole del dottor Raines, per tenere sotto controllo i demoni interiori, la vergogna e l'orgoglio. Un amico si suicida, altri si distruggono con alcol e droga, la periferia della città si spegne nel degrado umano, nella desolazione e nella miseria. Il suo migliore amico, Dog, chiamato così perché ama i cani, sta impazzendo, sta perdendo la ragione. E' preda di violenza e paranoia, passa le giornate a bere e crede che la moglie lo tradisca. Red Baker cade e non sente l'impulso di rialzarsi, ma solo il desiderio di sprofondare o di scomparire, di essere un altro o di non essere più nessuno, in una tensione furiosa che avvelena la sua sensibilità. Ama la moglie Wanda e il figlio Ace, ma non riesce a essere felice con loro. E' felice con l'amante, la giovane spogliarellista e cantante Crystal, è innamorato ma non disposto a affidarsi a un nuovo futuro. E' un bugiardo e un fallito, sceglie sempre l'errore e la falsità, non ha dignità. Gli uffici di collocamento sono grigie discariche sociali e la tentazione di una evasione con la proposta di un lavoro sporco ma facile non tarda a concretizzarsi. E così precipita nella negatività, nella pulsione oscura, nella circolarità del disfarsi, nella dolcezza dell'abbandono e nella levità della rabbia. Quando cominci a pensare che qualcosa ti sia dovuto è l'inizio della fine. Tutto finisce nella disperazione, nell'imprevisto e nel lutto. Era la filosofia di Red Baker: sei sempre con la testa nel fango, ma fin quando puoi respirare continui a essere in vantaggio”. Questo romanzo è un dramma umile e autentico, una tragedia non priva di grazia e speranza, un'avventura in cui una crisi profonda si risolve, attraverso un triste e angoscioso sacrificio, in una dolorosa redenzione, in una amara e straziante rinascita.

    “E quando mi fermo, col cuore che mi esplode dentro il petto, e la polvere che soffia dietro di me, è come se avessi capito qualcosa. Qualcosa sugli amici e su ciò che distingue un uomo da un altro. Non conta il cervello o il denaro, ma quanto rischi per amore”.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo di Ward respira a pieni polmoni l’aria della temperie culturale in cui è stato scritto, e ne condivide tutte le caratteristiche che personalmente associo all’idea di anni ’80: ruvidezza, sp ...continua

    Il romanzo di Ward respira a pieni polmoni l’aria della temperie culturale in cui è stato scritto, e ne condivide tutte le caratteristiche che personalmente associo all’idea di anni ’80: ruvidezza, spontaneità, autenticità, giacconi di montone indossati a pelo sopra canottiere sporche, polvere e lealtà. Qui non c’è spazio per psicologismi, vezzi stilistici, flussi di coscienza pseudo-joyciani, metaforoni socio-esistenziali o altri fardelli accademici più adatti a chi concepisce la scrittura di un romanzo come l’ovvio risultato di un buon corso di scrittura di creativa. Semplicemente, nella storia di Red Baker pulsa troppa vita per poterla arginare con trucchetti stilistici d’accatto, e Ward fa l’unica scelta possibile: la lascia scorrere così com’è, senza freni e senza filtri, e aspetta che la tensione cresca fino al punto di rottura. A quel punto interviene.

    Continua qui: http://holdenandcompany.com/2014/09/16/copritevi-bene-che-ce-aria-di-anni-80-io-sono-red-baker-di-robert-ward/

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di un fallito

    Red Baker è un uomo che ce la mette tutta per scavarsi al fossa da solo. Vive il presente nel profumo del di un passato che lo ha visto protagonista fino a quando non perde il lavoro e il suo mondo si ...continua

    Red Baker è un uomo che ce la mette tutta per scavarsi al fossa da solo. Vive il presente nel profumo del di un passato che lo ha visto protagonista fino a quando non perde il lavoro e il suo mondo si sgretola. Insieme all'amico di una vita cade in un buco sempre più profondo, tradito dall'orgoglio, dai ricordi di un passato glorioso, dalla rabbia di vedere che il proprio tempo è passato. Ha molte occasioni per cercare di risollevarsi e aspettare momenti migliori ma finisce in una spirale di autocommiserazione e autolesionismo. Trascinando con se le persone a lui più vicine.
    Come dice il libro, a Baltimora non esistono storie a lieto fine ma questa è quella che più si avvicina ad un lieto fine e Reb Baker avrà il suo lieto fine grazie ad una donna.
    Ward non propone una storia originale ma la sua storia è sporca e senza speranza come la vita di molte persone che non riescono a dominare i propri demoni e che, nonostante tutto, riescono a salvarsi grazie alle persone care. La storia di underdog senza lieto fine e solo questo vale la lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro é stato abbastanza spinto dal suo editore - Barney - uno spin-off dell´editore Barbera, con tanto di tournee italiana dello scrittore.

    Si pubblica ormai molta americana minore da noi, non ...continua

    Questo libro é stato abbastanza spinto dal suo editore - Barney - uno spin-off dell´editore Barbera, con tanto di tournee italiana dello scrittore.

    Si pubblica ormai molta americana minore da noi, non so se Stoner e il suo successo siano stati elementi scatananti per questo ripescaggio che riguarda sia autori contemporanei (come appunto Ward), fino agli ´30 e ´40, vedi ad esempio Giorni Perduti di Charles Jackson o tutto il discorso di Elliot sugli anni ´30, o Mondadori con Pearl S.Buck.

    Se il tentativo dell´editore in questo caso era di creare un nuovo piccolo grande caso editoriale, beh, non va a segno al 100%. Questa infatti é una storia non originalissima, abbastanza risaputa, una storia proletaria di caduta-redenzione americana fino al midollo, ambientata in una Baltimora che già risente della crisi dell´industria e si prepara alla inevitabile Gentrificazione.

    Ho pensato spontaneamente a Crazy Heart di Thomas Cobb (da cui l´azzeccato film con Jeff Bridges), quindi una vicenda fortemente americana, raccontata con un linguaggio piano e ampiamente speakeasy, sostanzialmente una storia di perdenti, con tutte le sue convenzioni, messe al posto giusto (gli antagonisti, il richiamo a una fanciullezza serena, il figlio, la moglie e l´amante, l´amicizia virile, il decadimento fisico e morale).

    Il fatto che la storia segua tali convenzioni, e non é un caso che l´autore sia anche sceneggiatore, non ne compromette (anzi ne accentua) la leggibilitá, e la rende comunque una vicenda avvincente, risaputa ma avvincente direi.
    L´autore tenta specie nel finale di sollevare alcune questioni morali, ma i momenti più riusciti rimangono quelli dedicati alla vita ai lati della fabbrica: i locali dove si beve, si danza, si aggancia e ci si minaccia, le storie andate a finire male, i figli - promessa di un futuro migliore, le mogli a casa, ad aspettare, la caduta nell´alcol...

    Come credo si sia letto tra le righe, un libro non indimenticabile ma più che degno per chi ogni tanto abbia voglia di storie dall´inconfondibile "profumo" di catena di montaggio, auto scarburate e Wild Turkey.

    Ps - per chi voglia approfondire il fenomeno della Gentrificazione consiglio "Apocalypse Town" di Alessandro Coppola, un saggio sulla decadenza delle città industriale che si legge quasi come un romanzo

    ha scritto il 

  • 5

    io sono un perdente

    Questo libro e potenza narrativa.
    Non mi aspettavo una scrittura così brutale e limpida,un colpo narrativo.... duro colpo.
    Lo apri e non lo metti giù, perchè ti senti anche tu come red baker, un perde ...continua

    Questo libro e potenza narrativa.
    Non mi aspettavo una scrittura così brutale e limpida,un colpo narrativo.... duro colpo.
    Lo apri e non lo metti giù, perchè ti senti anche tu come red baker, un perdente,un coglione,un'idiota.
    Questo libro è per noi che sbagliamo,perdiamo,mentiamo a noi stessi e facciamo del male alle persone che ci vogliono bene.
    Se non siete dei perdenti peccato non capirete nulla del romanzo perchè non vi sentirete come il protagonista punto.
    Un frustata narrativa, lo pensi questo libro pensi ai dialoghi e pensi a quanto ti abbiano fatto male visto che parlavano di te.
    Un capolavoro
    Regalatelo al vostro miglior amico quello che nella vita non ha mai concluso un cazzo e che non è diventato nessuno, lo amerà alla follia e forse piangerà per se stesso.
    5 stelle infuocate.
    Maestoso

    ha scritto il 

  • 5

    Siamo tutti Red Baker

    Questo è uno dei migliori romanzi di letteratura americana che potete desiderare di leggere.

    Tutta l'entusiastica e divertente recensione, con tanto di autografo di un Robert Ward molto galante, qui > ...continua

    Questo è uno dei migliori romanzi di letteratura americana che potete desiderare di leggere.

    Tutta l'entusiastica e divertente recensione, con tanto di autografo di un Robert Ward molto galante, qui > http://wp.me/p3gqv0-d6

    ha scritto il 

  • 3

    TRE STELLE E MEZZA

    Romanzo estremamente compatto, avvolgente e opprimente, quasi quanto la Baltimora inospitale, spazzata da gelo e neve e cosparsa di ghiaccio, nella quale muove i suoi passi sbilench ...continua

    TRE STELLE E MEZZA

    Romanzo estremamente compatto, avvolgente e opprimente, quasi quanto la Baltimora inospitale, spazzata da gelo e neve e cosparsa di ghiaccio, nella quale muove i suoi passi sbilenchi e senza meta il protagonista Red Baker. Quarantenne, alcolista, fresco di licenziamento e senza molte altre prospettive; una giovane amante che balla in un locale gestito da mafiosi, un amico dedito ad alzare le mani molto velocemente, una moglie e un figlio che ama più di ogni altra cosa.
    Robert Ward descrive molto bene la spirale di rassegnazione e delirio nella quale il protagonista precipita e da cui non sembra esserci via d’uscita, tra tentativi sempre più maldestri e ricadute che ogni volta lo avvicinano un po’ di più al fondo di tutto. Non ci saranno appigli, momenti di tregua, quei pochi diventeranno ben presto solo fugaci chimere, fino all’epilogo, forse un po’ scontato, ma non per questo meno accogliente, come il primo vero respiro da quando si è entrati nella vita di Red Baker.

    http://www.subliminalpop.com/?p=8792

    ha scritto il