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Io sono di legno

Di

3.6
(1667)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: A000014214 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Descrizione del libro
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  • 2

    Non mi dispiace come l'autrice scrive, mi sono interessata alla storia, eppure evidentemente qualcosa mi é mancato, perché non posso dire di averlo apprezzato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho riletto questo libro a distanza di anni. Primo ed unico caso di rilettura, ma era doverosa. Inutile dire che, anche questa volta, il continuo cambio di punto di vista mi ha infastidita. Io i libri così, proprio non li capisco. Eppure, da un romanzo epistolare cosa ci si può aspettare? Le due s ...continua

    Ho riletto questo libro a distanza di anni. Primo ed unico caso di rilettura, ma era doverosa. Inutile dire che, anche questa volta, il continuo cambio di punto di vista mi ha infastidita. Io i libri così, proprio non li capisco. Eppure, da un romanzo epistolare cosa ci si può aspettare? Le due storie sono unite da un leggero filo conduttore, ma è veramente minimo. Il diario della figlia fa solo da spunto per quello della madre. E il problema di comunicazione, allora? Forse non l'avrei reso così. Forse avrei seguito un unico filone narrativo, senza sovraccaricare il lettore di informazioni e sproloqui che a volte ho trovato essere noiosi e da saltare a pie' pari. Ma ehi, la scrittrice non sono io. Quindi sì, è una storia scritta abbastanza bene, con un eccesso di frasi ad effetto che ne amplificano il successo. Lo stile narrativo l'ho trovato adatto ad una ragazza che scrive il proprio diario personale, fortunatamente, anche se a volte alcune frasi le ho trovate forzate. E' questo il motivo per cui, in questa rilettura, il libro perde una stellina. Rimane comunque un libro consigliato, piacevole e veloce, con cui sorridere ed andare a letto. La Carcasi mi piace, anche se affronta i problemi molto molto alla lontana.

    E in un attimo accorgersi che "forever" è solo una parola e come tutte le parole dura poco.

    Perchè il sangue quando è diverso, fa fatica a riconoscersi e, a volte, non si saluta.

    Io non sono capace di perdonare, penso che quando cominci a perdonare è difficile smettere, è un vizio che rischia di farti passare per fesso.

    Non credo ai principi e alle belle addormentate, al vissero per sempre felici e contenti, credo alle persone che si sopportano ogni giorno, a quelli che ogni tanto si dicono "ti odio" e maledicono il giorno in cui si sono incontrati.

    A inseguire mille farfalle non se ne acchiappa una.

    Il destino non fa cenni: alza la mano e dà la risposta, non suggerisce. Le risposte le hai solo quando lui ha finito, sta andando a letto. Il destino, te ne accorgi che c'è quando guardi indietro, mai quando guardi avanti.

    Per sorridere bene bisogna essere allenati.

    Il mare è logorroico, non ce la fa proprio a stare zitto. Tu sei lì che vuoi stare per i fatti tuoi, che vuoi farti un giro nei tuoi discorsi e lui insiste, ti bagna i piedi, si intromette, richiama attenzioni.

    L'universo tende al disordine, le molecole si allontanano ogni giorno di più una dall'altra. Io penso che anche le persone funzionano così, ogni giorno si disperdono fino a non ritrovarsi.

    Ogni persona fa finta: fa finta di fare la rivoluzione, fa finta di essere speciale, fa finta di innamorarsi, fa finta di essere immortale. Io mi sono stancata di fare finta.

    Il cuore è piccolo, lo tieni in una mano, non c'è spazio per tante cose là dentro: al massimo, se si stringe, ci può stare una persona.

    Non siamo noi a stabilire le nostre traiettorie, sono i ricordi che tracciano i confini.

    Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lo spaccano. La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa.

    Ce la prendiamo col destino che ci ha fatto nascere qui e non là, perché con qualcuno ce la dobbiamo prendere.

    E' questo il vantaggio di non seminare, non hai il problema delle aspettative.

    ha scritto il 

  • 3

    Di Giulia Carcasi ho letto migliaia di citazioni in giro su internet, soprattutto su Tumblr, citazioni davvero bellissime nella maggior parte dei casi. Un suo libro intero non l'avevo mai letto prima di questo. Al momento penso che siano più belle le singole frasi pescate qua e là della storia ne ...continua

    Di Giulia Carcasi ho letto migliaia di citazioni in giro su internet, soprattutto su Tumblr, citazioni davvero bellissime nella maggior parte dei casi. Un suo libro intero non l'avevo mai letto prima di questo. Al momento penso che siano più belle le singole frasi pescate qua e là della storia nell'insieme. In ogni caso questa è stata una piacevole lettura estiva, forse d'inverno mi avrebbe fatto un altro effetto.

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    ha scritto il 

  • 2

    Mah

    Decisamente troppo irreale secondo me, non è riuscito a dirmi niente di davvero nuovo, cose già sentite e risentite...è comunque scorrevole ma a distanza di nemmeno un mese dalla lettura non so nemmeno più di cosa parlasse esattamente. Un libro come un altro che passa senza essere ricordato

    ha scritto il 

  • 3

    STRANO, PARTICOLARE, MA BELLO

    Non so bene perché ma adoro leggere quei romanzi che hanno ottenuto critiche contrastanti. La cosa buffa è che in realtà, quando ho preso il libro, non lo sapevo. Ad attirarmi è stata la copertina, che trovo bellissima, e anche la trama, che preannuncia un dialogo scritto, onesto e sincero, tra m ...continua

    Non so bene perché ma adoro leggere quei romanzi che hanno ottenuto critiche contrastanti. La cosa buffa è che in realtà, quando ho preso il libro, non lo sapevo. Ad attirarmi è stata la copertina, che trovo bellissima, e anche la trama, che preannuncia un dialogo scritto, onesto e sincero, tra madre e figlia. Poi, arrivata a casa, ho scoperto appunto che questo romanzo è stato accolto in modo a volte diametralmente opposto dai vari lettori.

    La prima cosa che fa un certo effetto è il fatto che Giulia Carcasi ha scritto questo romanzo a soli 23 anni, senza che la sua giovane età traspaia troppo nel suo stile narrativo.
    E la trama anche non è poi così male. Una madre, Giulia, viste le difficoltà a comunicare con la figlia Mia, decide, pur sapendo quanto sia sbagliato, di leggerne il diario e di scrivere a sua volta la sua storia, per spiegare alla figlia alcune cose che a voce non sarebbe in grado di dirle.

    Ho trovato particolare la suddivisione e l'alternanza tra i capitoli a seconda dei due diversi diari che si portano alla luce e lo sviluppo della trama intrecciata a seconda delle pagine scritte. L'idea che una madre scriva e si scriva in un diario da dare poi alla figlia, non è male... se fossi mamma e avessi problemi di comunicazione con una figlia adolescente, probabilmente farei la stessa cosa, anche se scrivere mette in condizione di passività il lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto il libro molto tempo fa, mi è rimasto un buon ricordo complessivo. Molte frasi ad effetto che ti fanno riflettere, alcune ti entrano dentro, e altre devi rileggere per essere sicura di aver capito bene.
    Mi piace molto questa scrittrice, forse le storie sono uno po (perdonatemi) ban ...continua

    Ho letto il libro molto tempo fa, mi è rimasto un buon ricordo complessivo. Molte frasi ad effetto che ti fanno riflettere, alcune ti entrano dentro, e altre devi rileggere per essere sicura di aver capito bene.
    Mi piace molto questa scrittrice, forse le storie sono uno po (perdonatemi) banali, ma ben pensate e strutturate. La consiglio soprattutto ad un target giovane.

    ha scritto il 

  • 4

    Bisogna fare i conti con se stessi, indubbiamente. Guardando le miserie, le sconfitte, i dolori, la delusione di cui sembra che la vita si impregni ogni giorno che passa, ci si accorge che ogni sforzo di trovare soluzioni "fuori" è vano e che c'è una sola strada che guardarsi dentro, strapparsi i ...continua

    Bisogna fare i conti con se stessi, indubbiamente. Guardando le miserie, le sconfitte, i dolori, la delusione di cui sembra che la vita si impregni ogni giorno che passa, ci si accorge che ogni sforzo di trovare soluzioni "fuori" è vano e che c'è una sola strada che guardarsi dentro, strapparsi i ricordi e le vergogne, e metterli sul tavolo operatori sezionarli. Per meglio conoscere se e per riconquistare la persona che ami di più al mondo. Tua figlia.

    ha scritto il 

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