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Io sono di legno

Di

3.6
(1659)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: A000014214 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , Romance , Teens

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Descrizione del libro
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  • 3

    Di Giulia Carcasi ho letto migliaia di citazioni in giro su internet, soprattutto su Tumblr, citazioni davvero bellissime nella maggior parte dei casi. Un suo libro intero non l'avevo mai letto prima ...continua

    Di Giulia Carcasi ho letto migliaia di citazioni in giro su internet, soprattutto su Tumblr, citazioni davvero bellissime nella maggior parte dei casi. Un suo libro intero non l'avevo mai letto prima di questo. Al momento penso che siano più belle le singole frasi pescate qua e là della storia nell'insieme. In ogni caso questa è stata una piacevole lettura estiva, forse d'inverno mi avrebbe fatto un altro effetto.

    - See more at: http://scarabocchidipensieri.blogspot.it/2014/08/io-sono-di-legno-giulia-carcasi-amore-e.html#sthash.bY4hhK5f.dpuf

    ha scritto il 

  • 2

    Mah

    Decisamente troppo irreale secondo me, non è riuscito a dirmi niente di davvero nuovo, cose già sentite e risentite...è comunque scorrevole ma a distanza di nemmeno un mese dalla lettura non so ...continua

    Decisamente troppo irreale secondo me, non è riuscito a dirmi niente di davvero nuovo, cose già sentite e risentite...è comunque scorrevole ma a distanza di nemmeno un mese dalla lettura non so nemmeno più di cosa parlasse esattamente. Un libro come un altro che passa senza essere ricordato

    ha scritto il 

  • 3

    STRANO, PARTICOLARE, MA BELLO

    Non so bene perché ma adoro leggere quei romanzi che hanno ottenuto critiche contrastanti. La cosa buffa è che in realtà, quando ho preso il libro, non lo sapevo. Ad attirarmi è stata la ...continua

    Non so bene perché ma adoro leggere quei romanzi che hanno ottenuto critiche contrastanti. La cosa buffa è che in realtà, quando ho preso il libro, non lo sapevo. Ad attirarmi è stata la copertina, che trovo bellissima, e anche la trama, che preannuncia un dialogo scritto, onesto e sincero, tra madre e figlia. Poi, arrivata a casa, ho scoperto appunto che questo romanzo è stato accolto in modo a volte diametralmente opposto dai vari lettori.

    La prima cosa che fa un certo effetto è il fatto che Giulia Carcasi ha scritto questo romanzo a soli 23 anni, senza che la sua giovane età traspaia troppo nel suo stile narrativo. E la trama anche non è poi così male. Una madre, Giulia, viste le difficoltà a comunicare con la figlia Mia, decide, pur sapendo quanto sia sbagliato, di leggerne il diario e di scrivere a sua volta la sua storia, per spiegare alla figlia alcune cose che a voce non sarebbe in grado di dirle.

    Ho trovato particolare la suddivisione e l'alternanza tra i capitoli a seconda dei due diversi diari che si portano alla luce e lo sviluppo della trama intrecciata a seconda delle pagine scritte. L'idea che una madre scriva e si scriva in un diario da dare poi alla figlia, non è male... se fossi mamma e avessi problemi di comunicazione con una figlia adolescente, probabilmente farei la stessa cosa, anche se scrivere mette in condizione di passività il lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto il libro molto tempo fa, mi è rimasto un buon ricordo complessivo. Molte frasi ad effetto che ti fanno riflettere, alcune ti entrano dentro, e altre devi rileggere per essere sicura di aver ...continua

    Ho letto il libro molto tempo fa, mi è rimasto un buon ricordo complessivo. Molte frasi ad effetto che ti fanno riflettere, alcune ti entrano dentro, e altre devi rileggere per essere sicura di aver capito bene. Mi piace molto questa scrittrice, forse le storie sono uno po (perdonatemi) banali, ma ben pensate e strutturate. La consiglio soprattutto ad un target giovane.

    ha scritto il 

  • 4

    Bisogna fare i conti con se stessi, indubbiamente. Guardando le miserie, le sconfitte, i dolori, la delusione di cui sembra che la vita si impregni ogni giorno che passa, ci si accorge che ogni ...continua

    Bisogna fare i conti con se stessi, indubbiamente. Guardando le miserie, le sconfitte, i dolori, la delusione di cui sembra che la vita si impregni ogni giorno che passa, ci si accorge che ogni sforzo di trovare soluzioni "fuori" è vano e che c'è una sola strada che guardarsi dentro, strapparsi i ricordi e le vergogne, e metterli sul tavolo operatori sezionarli. Per meglio conoscere se e per riconquistare la persona che ami di più al mondo. Tua figlia.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro che mi ha colpito, ma non al 100%. Mi piace lo stile di scrittura della Carcasi, e ci sono anche parecchie frasi bellissime che mi hanno colpito, ma non so perchè sento che manca qualcosa, ...continua

    Un libro che mi ha colpito, ma non al 100%. Mi piace lo stile di scrittura della Carcasi, e ci sono anche parecchie frasi bellissime che mi hanno colpito, ma non so perchè sento che manca qualcosa, e per questa ragione ho dato 4 stelle e non 5. Nel complesso lo considero un buon libro, la storia della madre di Mia è davvero interessante, e i personaggi sono caratterizzati abbastanza bene. Ho voglia di leggere altro di questa autrice, e credo sia un buon segno, quindi consiglio la lettura di questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Speravo di scegliere meglio il primo libro dell'anno, e invece mi è andata male. Ho dato uno sguardo veloce alla libreria, l'ho notato e ho pensato "Ma sì, dai, partiamo da questo!". Nella lettura ...continua

    Speravo di scegliere meglio il primo libro dell'anno, e invece mi è andata male. Ho dato uno sguardo veloce alla libreria, l'ho notato e ho pensato "Ma sì, dai, partiamo da questo!". Nella lettura si alternano il racconto di Mia, che scrive sul suo diario, e della madre, che scrive a Mia di sé perché è preoccupata che la figlia possa fare i suoi stessi errori. Sarebbe stata anche una storia carina, non fosse che l'autrice, piena di belle parole, ha deciso di usarle tutte quante, in un romanzo pieno zeppo di frasi criptiche, aforismi e metafore che, talvolta, si limitano ad allungare il brodo e lasciano il tempo che trovano. Prese singolarmente ognuna di quelle metafore era molto carina, dico sul serio, ma trovarsi dieci metafore in fila ad un certo punto è stancante, e pensi che vorresti che parlassero come mangiano. Mia e la madre, ma anche la suora Sofia, parlano allo stesso modo, sembrano fatte con lo stampino nonostante i loro caratteri siano (ma forse sembrano e basta, specie nel caso di Mia e Giulia) diversi. Non fosse che il diario è in corsivo e la narrazione di mamma Giulia in stampatello, ad inizio di ogni capitolo non avrei idea di chi parla, e questo mi sembra un punto a sfavore. In fondo, quando si usa la prima persona bisognerebbe poter notare la differenza tra un personaggio e l'altro, la prospettiva che cambia, i pensieri che scorrono in modo diverso. Persino un altro personaggio, quando fa il suo discorso più lungo, parla come un biscotto della fortuna. Avrei preferito più storia e meno metafore/aforismi, onestamente, che magari l'autrice poteva sfruttare per qualche poesia, perché prese singolarmente spesso sono frasi molto belle: trovare il racconto talmente appesantito da questo genere di frasi non rende loro il giusto merito, perché te ne stufi presto, ed è davvero un peccato! Avrei voluto leggere più eventi, più parole scambiate tra le persone e meno aforismi, potermi sentire più vicina ai personaggi e alle loro storie.

    ha scritto il 

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