Io sono leggenda

Urania 1292

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Urania)

4.2
(6328)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Catalano , Giapponese , Sloveno , Finlandese , Russo , Olandese , Polacco , Ceco , Greco

Isbn-10: A000014483 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Valentino De Carlo ; Curatore della serie: Giuseppe Lippi

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 0

    «Il vampiro trae forza dal fatto che nessuno intende credere alla sua esistenza.»
    Grazie tante, dottor Van Helsing, pensò, deponendo la sua copia di Dracula.

    «E poi dicono che abbiamo vinto la guerra. ...continua

    «Il vampiro trae forza dal fatto che nessuno intende credere alla sua esistenza.»
    Grazie tante, dottor Van Helsing, pensò, deponendo la sua copia di Dracula.

    «E poi dicono che abbiamo vinto la guerra.»
    «Non l’ha vinta nessuno.»
    «Le zanzare, sì.»

    Confesso che la scienza del protagonista con il cane mi ha commosso [quasi] più del Piccolo Principe con la volpe.
    Io sono leggenda è un romanzo di fantascienza per nulla fumettistico, in cui il significato del titolo si scopre soltanto alla fine, ed è solo uno dei tanti spunti di riflessione che la lettura offre.
    Lungi dall’affrontare l’argomento “vampiri” in chiave puramente sovrannaturale e horror, il romanzo vede il protagonista alle prese, anche quando tutto sembra perduto, anche quando la speranza è pericolosa, con il tentativo razionale, scientifico, di capire.
    Un tentativo che dà alcune spiegazioni, ma non tutte.
    Perché per la comprensione esaustiva occorre tenere conto della natura umana. Che non dà risposte definitive, ed è questo il paradosso: si può arrivare a capire ma resteranno sempre dei punti oscuri.
    Il mistero del male, declinato in questo caso in un interrogativo: fanno più paura i mostri che si comportano da mostri o gli esseri umani che si comportano da mostri?
    E ancora: è pensabile una convivenza umana che non nasca da un atto di omicidio, la grande questione da Caino e Abele, o da Romolo e Remo. Si può costruire una società senza per forza eliminare chi non rientra nei piani – e non per un razzismo irrazionale, ma per un calcolo razionale sulla minaccia che gli individui da sopprimere rappresenterebbero.
    Il protagonista arriva a maturare una consapevolezza quando si rende conto che anche i suoi punti di vista erano errati, che nell’azione in buona fede non è stato esente da errori. Da male compiuto.
    Un significato che si chiarisce nello scioglimento finale quando ormai è troppo tardi, finisce l’uomo e comincia la leggenda.

    ha scritto il 

  • 4

    Era da parecchio tempo che volevo leggere questo libro. Sì, lo ammetto: incoraggiata dal film (che a me è piaciuto davvero tanto, non lapidatemi per questo).
    Il film e il libro sono davvero diversi: i ...continua

    Era da parecchio tempo che volevo leggere questo libro. Sì, lo ammetto: incoraggiata dal film (che a me è piaciuto davvero tanto, non lapidatemi per questo).
    Il film e il libro sono davvero diversi: il clima apocalittico e il nome del protagonista, sono l'unica cosa che li fanno combaciare; finite i richiami tra l'uno e l'altro.

    Matheson è un ottimo scrittore, capace di tenere incollato il lettore dalla prima all'ultima pagina. Me lo ha fatto conoscere il mio compagno, poco tempo fa, leggendomi qualche suo racconto che ho trovato molto stimolante.
    Sono convinta che non lo si possa definire semplicisticamente un autore di un solo genere, ma era in grado di dare moltissime sfumature ai suoi scritti.

    ha scritto il 

  • 0

    Matheson è già leggenda

    Di "Io sono leggenda" ricordavo un film; un film che vidi al cinema diversi anni fa, una cazzatona pazzesca con Will Smith, attore che è tra le più grosse incognite degli ultimi vent'anni di cinema am ...continua

    Di "Io sono leggenda" ricordavo un film; un film che vidi al cinema diversi anni fa, una cazzatona pazzesca con Will Smith, attore che è tra le più grosse incognite degli ultimi vent'anni di cinema americano (benché ottimo nell'Alì di Mann), dove lui rimaneva solo al mondo perché tutti gli altri erano infetti; lui, immune al virus, in qualche modo si doveva difendere, e nel tempo libero ascoltava Bob Marley. Dopo un quarto d'ora stavi già facendo il tifo per gli stronzi assetati di sangue, guardando in continuazione l'orologio. Film di merda, insomma.
    C'è voluta una mezza giornata per levarselo dalla mente: ma sono occorsi anni per togliersi il faccione dell'ex-principe di Bel-Air dal cervello. Ed ecco che me lo ritrovo anche sulla copertina dell'edizione Fanucci del romanzo che ha dato vita a quel filmaccio, di cui appassionati di fantascienza - e non - dicono un gran bene.

    In effetti, lo sanno anche i muri che Matheson non era uno che friggeva con l'acqua, come diciamo noi dalle nostre parti. Lo dice anche, con parole migliori, Valerione Evangelisti nella postfazione. E anche Stephen King mi pare dicesse che fosse la sua maggiore influenza: può anche darsi, ma dal suo maestro non ha di certo imparato a trovare l'alba dentro l'imbrunire, ossia a essere breve e coinciso e a lavorare per sottrazione. Steve, ti voglio benone ma è davvero così. Stacci.

    Anyway, è vero: uno dei tanti punti di forza di "Io sono leggenda", che ho preso in mano e letto a due anni dall'acquisto in un libraccio bolognese, finalmente dimenticatomi della schifezza di celluloide, è proprio la prosa scarna e "visiva" dell'autore, che con questo romanzo ha (ri)creato l'archetipo della narrazione sci-fi dell'Ultimo uomo.
    Come scrive Evangelisti, Matheson ha preso quello che gli serviva da vari generi letterari: i vampiri li ha presi dal gotico, l'ultimo uomo sulla terra l'ha preso da Mary Shelley (questo Valerio non lo dice, ma di sicuro lo sa), l'incedere angoscioso e la suspense crescente li ha acchiappati dal thriller; i risvolti scientifici che rendono credibile la vicenda li ha presi dalla fantascienza, elemento che più di tutti spicca sugli altri, e che ha dato vita a tutto il filone horror-fantascientifico a sfondo politico nato alla fine del decennio successivo (Io sono leggenda è del 1954, signori miei). George A. Romero sa bene perché.

    Proprio per i suddetti motivi, un libro come questo non lo puoi incasellare in una categoria ben precisa, malgrado venga sempre classificato come testo fantascientifico: il suo bello sta anche nell'essere un unicum, come il protagonista Robert Neville, che si ritrova a essere l'unico essere umano rimasto, il solo superstite di una specie ormai estinta, disabituato alle emozioni e al contatto con i suoi simili; e che, appunto, diverrà Leggenda assieme al suo autore.
    Parafrasando il solito Evangelisti: Richard Matheson, per milioni di lettori, è già leggenda. Come a dire: se non ci pensa l'Accademia, ci si pensa noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha entusiasmato molto. I libri con tematica splatter non sono tra i miei favoriti. M sono sognata tutta la notte paletti, teste d'aglio e bacilli vampirizzanti... colpa del libro o dello spezza ...continua

    Non mi ha entusiasmato molto. I libri con tematica splatter non sono tra i miei favoriti. M sono sognata tutta la notte paletti, teste d'aglio e bacilli vampirizzanti... colpa del libro o dello spezzatino ai peperoni?
    Intanto sono contenta di averlo finito.

    ha scritto il 

  • 4

    “È notevole la velocità con cui ci si adegua all’incredibile: basta vederne a sufficienza!”

    Se si calcola quando è stato scritto, e come ancora oggi venga regolarmente ristampato, si capisce che qualcosa di speciale questo lungo racconto, o corto romanzo che dir si voglia, lo ha!
    E questa pa ...continua

    Se si calcola quando è stato scritto, e come ancora oggi venga regolarmente ristampato, si capisce che qualcosa di speciale questo lungo racconto, o corto romanzo che dir si voglia, lo ha!
    E questa particolarità potrebbe forse essere lo stile proprio di Matheson che, come riportato anche nella bella postfazione di Valerio Evangelisti, rifugge nel proprio racconto dal mettere al centro l’horror e la paura inconscia come motivo principale della narrazione.
    E questo, in un mondo popolato da vampiri e da morti viventi, risulta anche quasi temerario; perché in realtà quello che lo scrittore vuole sottolineare in questo contesto è la capacità dell’uomo, quello nella sua accezione migliore per capirci, di mantenere sempre razionalità e ragione.
    Entrando in questo racconto ti aspetti qualcosa di truculento improntato alla migliore tradizione horror, quello che trovi è invece la storia, con certamente buoni vertici di drammaticità, di un uomo che, invece di lasciarsi andare ad un presente ostile e senza nessuna parvenza di futuro, si trova, per la sua caparbietà ad affrontare qualcosa di più grande di lui, con la sola forza della ragione, a divenire leggenda…

    “Un nuovo terrore prende forma dalla morte, una nuova superstizione penetra la fortezza inattaccabile dell’infinito. Io sono leggenda.”

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Io sono leggenda

    Hai visto il film con Will Smith? Bene, dimenticalo.
    Il libro di Richard Matheson è tutt’altra cosa e, anche se hai già visto la trasposizione cinematografica, vale assolutamente la pena di essere let ...continua

    Hai visto il film con Will Smith? Bene, dimenticalo.
    Il libro di Richard Matheson è tutt’altra cosa e, anche se hai già visto la trasposizione cinematografica, vale assolutamente la pena di essere letto. Parola di una non appassionata di sci-fi.
    Il resto della recensione qui: https://ithemorrighan.wordpress.com/2016/03/04/io-sono-leggenda-richard-matheson/

    ha scritto il 

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