Io sono leggenda

Urania 1292

Di

Editore: Arnoldo Mondadori (Urania)

4.2
(6353)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Chi tradizionale , Portoghese , Catalano , Giapponese , Sloveno , Finlandese , Russo , Olandese , Polacco , Ceco , Greco

Isbn-10: A000014483 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Valentino De Carlo ; Curatore della serie: Giuseppe Lippi

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Altri , Copertina rigida , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Horror , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 4

    Una storia semplice...

    Una storia onesta che, seppur con i suoi limiti, sta in piedi ed è stata ben congegnata, pochi personaggi e pochi episodi da raccontare, qualche flashback, ma senza farsi prendere la mano. Insomma, co ...continua

    Una storia onesta che, seppur con i suoi limiti, sta in piedi ed è stata ben congegnata, pochi personaggi e pochi episodi da raccontare, qualche flashback, ma senza farsi prendere la mano. Insomma, come per certi grandi piatti in cucina, il segreto di questo romanzo è la sua semplicità. Tra le pagine di Matheson il senso di vuoto e il silenzio si percepiscono, così come si percepiscono i pochi rumori e la musica che occupano la vita di Robert Neville. Interessanti anche alcune teorie riguardo i vampiri, teorie che tentano di gettare un nuovo punto di vista sui non morti preferiti dalla letteratura. Alcune idee verranno poi riprese circa 50 anni più tardi in "The Strain, la progenie" di Chuck Hogan e Guillermo Del Toro qualche anno più tardi con sorprendenti analogie biologiche tra i vampiri.
    Sicuramente un libro da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Un eccesso di terrore rende ben presto il terrore banale

    Mi era piaciuto il Matheson dei racconti ho voluto affrontarlo nel suo romanzo più famoso.
    -Io sono leggenda- è un romanzo breve, di quelli che si fanno leggere rapidamente per scoprirne il finale. È ...continua

    Mi era piaciuto il Matheson dei racconti ho voluto affrontarlo nel suo romanzo più famoso.
    -Io sono leggenda- è un romanzo breve, di quelli che si fanno leggere rapidamente per scoprirne il finale. È del genere post apocalittico (non propriamente quello che prediligo) un genere che si presta bene a varie considerazioni sulla natura umana. Devo dire che ho trovato il Matheson mezzo fondista più convincente di quello che ha scritto questa mezza maratona nel 1954, ambientantandola un ventennio più tardi. Il libro paga lo scotto del tempo, 1976 ormai non è più impresso neanche sulle tee shirt dei bambini piccoli per far presa sul potere d’acquisto dei padri. I nati nel decennio '70, come riferimento di marketing, hanno fatto il loro tempo.

    La terra sconvolta da una non meglio precisata guerra,è vittima di un'epidemia che trasforma gli uomini in vampiri assetati del sangue dei propri simili. Ne rimarrà soltanto uno.. si diceva al tempo di Higlander quando Christopher Lambert era l'ultimo immortale. Anche in questo caso ne restarà solo uno: Robert Neville. Matheson imbastisce una teoria per giustificarne la sopravvivenza. La quantità di whisky che fa ingurgitare al sopravvisuto barricato in casa propria, a me ne fa venire in mente un'altra; deve averne bevuto parecchio anche lui tratteggiando la leggenda. Questo non perché il libro sembri scritto da un ubriaco, ma perché bottiglia e bicchiere ricorrono così spesso da far pensare che fossero sovente a fianco della machine à écrire. Non vale la pena raccontare della trama vale più la pena leggerlo, vista la sua brevità.

    “Lo scrittore che mi ha influenzato più di qualsiasi altro”
    Recita Stephen King sulla copertina dell'edizione Fanucci a proposito di Matheson
    Un anobiano ha fatto diventare il titolo di questo romanzo il proprio nick. Trattandosi di un lettore appassionato del genere post apocalittico, ho pochi dubbi che si tratti di un romanzo capostipite.
    Ho dato una stella in meno rispetto a -La strada- di McCarty (a cui è in qualche modo riconducibile) perché non ero pronto per i morti viventi da finire conficcando loro un paletto di legno nel cuore (non prima di averli fatti marinare in salsa d’aglio).

    Colonna sonora
    http://www.youtube.com/watch?v=amGl9Qmgu7E

    ha scritto il 

  • 5

    Io avevo prima visto il film, poi grazie alla scuola ho scoperto dell'esistenza del libro.
    E che dire? Come sempre il film non è mai all'altezza di un libro, anche se in questo caso devo dire che sono ...continua

    Io avevo prima visto il film, poi grazie alla scuola ho scoperto dell'esistenza del libro.
    E che dire? Come sempre il film non è mai all'altezza di un libro, anche se in questo caso devo dire che sono entrambi dei capolavori.
    Ma il libro, con la sua ambientazione distopica, è assolutamente da leggere, se piace il genere.

    ha scritto il 

  • 3

    La storia è originale nella sua diversità e lontananza dai vampiri "moderni". Qui si torna al mostro, all'essere pericoloso, e a ciò che l'eroe deve fare per tirare avanti.
    Una lettura interessante, c ...continua

    La storia è originale nella sua diversità e lontananza dai vampiri "moderni". Qui si torna al mostro, all'essere pericoloso, e a ciò che l'eroe deve fare per tirare avanti.
    Una lettura interessante, che il film non riesce a rendere come sperato.

    ha scritto il 

  • 0

    «Il vampiro trae forza dal fatto che nessuno intende credere alla sua esistenza.»
    Grazie tante, dottor Van Helsing, pensò, deponendo la sua copia di Dracula.

    «E poi dicono che abbiamo vinto la guerra. ...continua

    «Il vampiro trae forza dal fatto che nessuno intende credere alla sua esistenza.»
    Grazie tante, dottor Van Helsing, pensò, deponendo la sua copia di Dracula.

    «E poi dicono che abbiamo vinto la guerra.»
    «Non l’ha vinta nessuno.»
    «Le zanzare, sì.»

    Confesso che la scienza del protagonista con il cane mi ha commosso [quasi] più del Piccolo Principe con la volpe.
    Io sono leggenda è un romanzo di fantascienza per nulla fumettistico, in cui il significato del titolo si scopre soltanto alla fine, ed è solo uno dei tanti spunti di riflessione che la lettura offre.
    Lungi dall’affrontare l’argomento “vampiri” in chiave puramente sovrannaturale e horror, il romanzo vede il protagonista alle prese, anche quando tutto sembra perduto, anche quando la speranza è pericolosa, con il tentativo razionale, scientifico, di capire.
    Un tentativo che dà alcune spiegazioni, ma non tutte.
    Perché per la comprensione esaustiva occorre tenere conto della natura umana. Che non dà risposte definitive, ed è questo il paradosso: si può arrivare a capire ma resteranno sempre dei punti oscuri.
    Il mistero del male, declinato in questo caso in un interrogativo: fanno più paura i mostri che si comportano da mostri o gli esseri umani che si comportano da mostri?
    E ancora: è pensabile una convivenza umana che non nasca da un atto di omicidio, la grande questione da Caino e Abele, o da Romolo e Remo. Si può costruire una società senza per forza eliminare chi non rientra nei piani – e non per un razzismo irrazionale, ma per un calcolo razionale sulla minaccia che gli individui da sopprimere rappresenterebbero.
    Il protagonista arriva a maturare una consapevolezza quando si rende conto che anche i suoi punti di vista erano errati, che nell’azione in buona fede non è stato esente da errori. Da male compiuto.
    Un significato che si chiarisce nello scioglimento finale quando ormai è troppo tardi, finisce l’uomo e comincia la leggenda.

    ha scritto il 

  • 4

    Era da parecchio tempo che volevo leggere questo libro. Sì, lo ammetto: incoraggiata dal film (che a me è piaciuto davvero tanto, non lapidatemi per questo).
    Il film e il libro sono davvero diversi: i ...continua

    Era da parecchio tempo che volevo leggere questo libro. Sì, lo ammetto: incoraggiata dal film (che a me è piaciuto davvero tanto, non lapidatemi per questo).
    Il film e il libro sono davvero diversi: il clima apocalittico e il nome del protagonista, sono l'unica cosa che li fanno combaciare; finite i richiami tra l'uno e l'altro.

    Matheson è un ottimo scrittore, capace di tenere incollato il lettore dalla prima all'ultima pagina. Me lo ha fatto conoscere il mio compagno, poco tempo fa, leggendomi qualche suo racconto che ho trovato molto stimolante.
    Sono convinta che non lo si possa definire semplicisticamente un autore di un solo genere, ma era in grado di dare moltissime sfumature ai suoi scritti.

    ha scritto il 

  • 0

    Matheson è già leggenda

    Di "Io sono leggenda" ricordavo un film; un film che vidi al cinema diversi anni fa, una cazzatona pazzesca con Will Smith, attore che è tra le più grosse incognite degli ultimi vent'anni di cinema am ...continua

    Di "Io sono leggenda" ricordavo un film; un film che vidi al cinema diversi anni fa, una cazzatona pazzesca con Will Smith, attore che è tra le più grosse incognite degli ultimi vent'anni di cinema americano (benché ottimo nell'Alì di Mann), dove lui rimaneva solo al mondo perché tutti gli altri erano infetti; lui, immune al virus, in qualche modo si doveva difendere, e nel tempo libero ascoltava Bob Marley. Dopo un quarto d'ora stavi già facendo il tifo per gli stronzi assetati di sangue, guardando in continuazione l'orologio. Film di merda, insomma.
    C'è voluta una mezza giornata per levarselo dalla mente: ma sono occorsi anni per togliersi il faccione dell'ex-principe di Bel-Air dal cervello. Ed ecco che me lo ritrovo anche sulla copertina dell'edizione Fanucci del romanzo che ha dato vita a quel filmaccio, di cui appassionati di fantascienza - e non - dicono un gran bene.

    In effetti, lo sanno anche i muri che Matheson non era uno che friggeva con l'acqua, come diciamo noi dalle nostre parti. Lo dice anche, con parole migliori, Valerione Evangelisti nella postfazione. E anche Stephen King mi pare dicesse che fosse la sua maggiore influenza: può anche darsi, ma dal suo maestro non ha di certo imparato a trovare l'alba dentro l'imbrunire, ossia a essere breve e coinciso e a lavorare per sottrazione. Steve, ti voglio benone ma è davvero così. Stacci.

    Anyway, è vero: uno dei tanti punti di forza di "Io sono leggenda", che ho preso in mano e letto a due anni dall'acquisto in un libraccio bolognese, finalmente dimenticatomi della schifezza di celluloide, è proprio la prosa scarna e "visiva" dell'autore, che con questo romanzo ha (ri)creato l'archetipo della narrazione sci-fi dell'Ultimo uomo.
    Come scrive Evangelisti, Matheson ha preso quello che gli serviva da vari generi letterari: i vampiri li ha presi dal gotico, l'ultimo uomo sulla terra l'ha preso da Mary Shelley (questo Valerio non lo dice, ma di sicuro lo sa), l'incedere angoscioso e la suspense crescente li ha acchiappati dal thriller; i risvolti scientifici che rendono credibile la vicenda li ha presi dalla fantascienza, elemento che più di tutti spicca sugli altri, e che ha dato vita a tutto il filone horror-fantascientifico a sfondo politico nato alla fine del decennio successivo (Io sono leggenda è del 1954, signori miei). George A. Romero sa bene perché.

    Proprio per i suddetti motivi, un libro come questo non lo puoi incasellare in una categoria ben precisa, malgrado venga sempre classificato come testo fantascientifico: il suo bello sta anche nell'essere un unicum, come il protagonista Robert Neville, che si ritrova a essere l'unico essere umano rimasto, il solo superstite di una specie ormai estinta, disabituato alle emozioni e al contatto con i suoi simili; e che, appunto, diverrà Leggenda assieme al suo autore.
    Parafrasando il solito Evangelisti: Richard Matheson, per milioni di lettori, è già leggenda. Come a dire: se non ci pensa l'Accademia, ci si pensa noi.

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha entusiasmato molto. I libri con tematica splatter non sono tra i miei favoriti. M sono sognata tutta la notte paletti, teste d'aglio e bacilli vampirizzanti... colpa del libro o dello spezza ...continua

    Non mi ha entusiasmato molto. I libri con tematica splatter non sono tra i miei favoriti. M sono sognata tutta la notte paletti, teste d'aglio e bacilli vampirizzanti... colpa del libro o dello spezzatino ai peperoni?
    Intanto sono contenta di averlo finito.

    ha scritto il 

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