Io sono un gatto

Di

Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 9)

3.5
(1530)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 479 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Giapponese , Francese

Isbn-10: 886559022X | Isbn-13: 9788865590225 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Animali , Filosofia

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Descrizione del libro
Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti no nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il "maestro delle latrine", accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna...
Pubblicato per la prima volta nel 1905, "Io sono un gatto" non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. E' anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.
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  • 3

    Mi ha messa in crisi...a cominciare dalla votazione.
    Libro difficile..ma non si può negare la portata letteraria. Per questo metto tre stelle. Ci sono libri che non piacciono e sono anche banali e scr ...continua

    Mi ha messa in crisi...a cominciare dalla votazione.
    Libro difficile..ma non si può negare la portata letteraria. Per questo metto tre stelle. Ci sono libri che non piacciono e sono anche banali e scritti male; altri che, nonostante non ti entrino nel cuore, devi ammettere che hanno un loro senso, percepisci la forza dell'autore anche se non riesci, ahimè, ad entrarci in sintonia. E questo ne è l'esempio.
    Molto filosofico, statico e meditativo. Conversazioni surreali e a volte senza senso, monologhi lunghi fino all'inverosimile. Sicuramente alcune banalità del genere umano sono ironicamente esaltate agli occhi del gatto, che mai condanna ma si limita ad osservare, tuttavia i pensieri prolissi finiscono per farti perdere il piacere di una buona lettura.
    Nel giro di due pagine forse il finale rende il libro stranamente sorprendente.

    ha scritto il 

  • 4

    Credo di non aver mai letto un libro che contenesse la stessa ironia, lo stesso sottile sarcasmo e lo stesso umorismo sopraffino di questo libro, o dovrei dire di questo gatto. Moderno e divertente, a ...continua

    Credo di non aver mai letto un libro che contenesse la stessa ironia, lo stesso sottile sarcasmo e lo stesso umorismo sopraffino di questo libro, o dovrei dire di questo gatto. Moderno e divertente, a tratti un po' lungo.

    ha scritto il 

  • 1

    La “trovata” di avere come voce narrante un gatto potrebbe essere divertente, se il gatto fosse sagace e sarcastico (come lo immagino io). Invece il sarcasmo e la sagacità giapponese non si addicono a ...continua

    La “trovata” di avere come voce narrante un gatto potrebbe essere divertente, se il gatto fosse sagace e sarcastico (come lo immagino io). Invece il sarcasmo e la sagacità giapponese non si addicono al felino domestico, proprio per niente. Testimone di interminabili, prolisse, pedanti, surreali, inutili e a volte demenziali discussioni tra il suo padrone e i vari ospiti, il gatto si comporta come immobile spettatore, non aggiungendo nulla alla trama. Forse è un romanzo zen, pieno di filosofia orientale e di haiko ma è un romanzo esile come la carta di riso per fusuma. Dell’impero del sol levante preferisco comunque i robottoni degli anni ’80.

    ha scritto il 

  • 5

    La Traduzione

    Purtroppo, molti capolavori giapponesi, ad esempio -il sole si spegne - di Dazai Osamu, sono frutto di una traduzione dall'inglese. Ne consegue che, una lingua come il giapponese, fatta di molteplici ...continua

    Purtroppo, molti capolavori giapponesi, ad esempio -il sole si spegne - di Dazai Osamu, sono frutto di una traduzione dall'inglese. Ne consegue che, una lingua come il giapponese, fatta di molteplici sfumature e svariati registri (più o meno formali, maschili e femminili) perda la sua bellezza e il suo significato. Il titolo originale di questo romanzo è我輩は猫である、wagahai wa neko de aru, il cui pronome e la cui copula si riferiscono ad uno stile ampolloso e vagamente arrogante, indica la sottile ironia dell'autore nel volerci anticipare il caratterino saccente del nostro micio narratore. Antonietta Pastore dopo i primi otto anni di vita in Giappone sapeva parlare perfettamente la lingua ma ancora non si districava nella lettura dei kanji. Si avvicinò alla letteratura giapponese acquistando in libreria i testi tradotti in inglese. Cominciò cosi' ad innamorarsi di questi romanzi che la aiutarono a capire un popolo apparentemente imperturbabile e chiuso. In seguito prese dimestichezza con la lingua scritta diventando la miglior traduttrice italiana di autori come Murakami,Kawakami e Soseki. Consiglio a tutti quelli che vogliono approfondire le proprie conoscenze sul Giappone la lettura di -Leggero il passo sui tatami- , scritto autobiografico della signora Pastore.

    ha scritto il 

  • 4

    Occorre premettere che l'opera è stata scritta nel 1905, periodo in cui regnava in italia la corrente letteraria del verismo di Verga e Capuana. Sarebbe un confronto interessante Verga vs. Soseki, a s ...continua

    Occorre premettere che l'opera è stata scritta nel 1905, periodo in cui regnava in italia la corrente letteraria del verismo di Verga e Capuana. Sarebbe un confronto interessante Verga vs. Soseki, a saperlo fare. E probabilmente si scoprirebbe che i due hanno davvero ben poco in comune.
    Credo che, sotto il profilo del gradimento del lettore, questo libro sia dicotomico: o piace o non piace, non ci sono vie di mezzo. E' un libro carico di ironia, con un surreale protagonista gatto-filosofo capace di leggere nel pensiero umano e che si lascia andare a riflessioni umoristiche che, però, scandagliano impietosamente l'animo ed il comportamento dell'uomo. C'è anche una schiera di personaggi bizzarri che ruotano attorno alla casa del gatto, primo fra tutti il suo padrone professore di scuola superiore.
    Qualche pagina di troppo, soprattutto nella seconda parte, sottrae una stella al massimo dei voti.

    ha scritto il 

  • 2

    Libro letto con iniziale curiosità perché la storia è raccontata dal punto di vista di un gatto. Dopo i primi capitoli però la noia ti assale e non ti lascia più fino alla fine. L'idea del gatto che r ...continua

    Libro letto con iniziale curiosità perché la storia è raccontata dal punto di vista di un gatto. Dopo i primi capitoli però la noia ti assale e non ti lascia più fino alla fine. L'idea del gatto che racconta è comunque carina.

    ha scritto il 

  • 5

    "Quando si batte in fondo al cuore delle persone, anche di quelle che appaiono più spensierate, si sente da qualche parte il suono della sofferenza. Dokusen, che sembra aver raggiunto l’illuminazione, ...continua

    "Quando si batte in fondo al cuore delle persone, anche di quelle che appaiono più spensierate, si sente da qualche parte il suono della sofferenza. Dokusen, che sembra aver raggiunto l’illuminazione, cammina sulla terra come tutti quanti. Il mondo di Meitei sarà forse ameno, ma non è roseo come quello dipinto nei quadri. Kangetsu ha smesso di limare biglie e alla fine si è portato una moglie dal suo paese. È una cosa normale. Ma la normalità, alla lunga, si trasforma sempre in noia. Tofu fra una decina d’anni capirà che non è bene dedicare a chiunque poesie in stile nuovo. Quanto a Sanpei, è difficile giudicare che tipo d’uomo sia. Gli auguro di potersi vantare tutta la vita di offrire champagne ai suoi ospiti. Suzuki Tojuro rotolerà su qualunque pendio lo spingerà il suo interesse. A forza di rotolare si imbratterà di fango. Ma anche sporco di fango avrà più influenza di chi non rotola. Sono già due anni che sono nato gatto e vivo nella società umana. Credevo di essere l’unico della mia specie dotato di tanta intelligenza, ma l’altro giorno sono rimasto di stucco sentendo che un certo Katers Murr, a me sconosciuto, tutt’a un tratto si è messo a parlare a gran voce. Dopo un’indagine più accurata sono venuto a sapere che è morto già da cent’anni, ma si è fatto fantasma spinto dalla curiosità e dal lontano oltretomba è venuto a terrorizzarmi. Si racconta che una volta, mentre andava a trovare sua madre tenendo nella bocca un pesce da portarle in regalo, a metà strada non resistette alla tentazione e se lo mangiò. A tal punto questo gatto mancava di devozione filiale, e anche quanto a talento non era da meno degli uomini, pare che abbia persino composto una poesia suscitando lo stupore del suo padrone. Se un tale genio si è manifestato già un secolo fa, un buono a nulla come me dovrebbe forse chiedere il permesso di ritirarsi e tornare nel mondo del Nulla.
    Il mio padrone prima o poi morirà della sua dispepsia. Il vecchio Kaneda lo si può già considerare defunto a causa della sua avidità. Le foglie degli alberi sono quasi tutte cadute. Se la morte è il destino di ogni cosa, continuare a vivere non serve a granché e sarebbe forse più intelligente sbrigarsi a morire. Secondo la teoria sostenuta da tanti professori il destino umano si riduce al suicidio. Se non stiamo attenti, anche noi gatti finiremo con il nascere in un mondo altrettanto squallido. Che prospettiva terrificante. Mi sento depresso. Per tirarmi su il morale andrò a bere un po’ della birra di Sanpei.
    (..............................................................................................................................)
    Ora basta, vada come vuole. Sono stufo di lottare… Lascio andare zampe anteriori e posteriori, testa e coda dove gli impulsi naturali li portano, senza più fare resistenza.
    A poco a poco mi sento meglio. Non distinguo più la sofferenza dal piacere. Non capisco se mi trovo nell’acqua o sui tatami. Dove sia, cosa stia facendo, mi è del tutto indifferente. So solo che mi sento bene. Anzi, non provo nemmeno più una sensazione di benessere. Spazzo via sole e luna, polverizzo cielo e terra ed entro nel mistero della pace eterna. Sto morendo. E morendo raggiungo la pace. La pace si ottiene soltanto con la morte. Namu Amida Butsu, Namu Amida Butsu. Rendo grazie. Rendo grazie."

    ha scritto il 

  • 2

    io sono un gatto polemico

    Un gatto un po' troppo saccente e colto per essere un gatto, ascolta i dialoghi tra il suo padrone e quelli che vanno in visita da lui. Tralasciando i discorsi spesso troppo noiosi di queste persone, ...continua

    Un gatto un po' troppo saccente e colto per essere un gatto, ascolta i dialoghi tra il suo padrone e quelli che vanno in visita da lui. Tralasciando i discorsi spesso troppo noiosi di queste persone, perlopiù sul matrimonio o cose poco interessanti, questo gatto protagonista tutto sembra fuorché un gatto. Ci legge il diario del padrone, capisce di storia, filosofia e ha uno spiccato senso critico. Non fa niente di quello che ci si aspetta da un gatto. Tanto valeva far parlare una teiera della casa. Io sono una teiera.

    ha scritto il 

  • 4

    La storia è vista dagli occhi di un gatto che si fa "adottare" presso la famiglia di un povero professore di inglese.
    Da questa particolare ottica, l'autore si lancia in un'analisi e critica satirica ...continua

    La storia è vista dagli occhi di un gatto che si fa "adottare" presso la famiglia di un povero professore di inglese.
    Da questa particolare ottica, l'autore si lancia in un'analisi e critica satirica e feroce dei costumi e dei modi di fare e di pensare degli uomini.
    L'autore è anche bravissimo a "rappresentare" e raffigurare il comportamento e le abitudini dei gatti.
    Splendido libro.

    ha scritto il 

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