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Io sono un gatto

Di

Editore: BEAT (Biblioteca editori associati di tascabili, 9)

3.6
(1291)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 479 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Portoghese , Giapponese

Isbn-10: 886559022X | Isbn-13: 9788865590225 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Antonietta Pastore

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , eBook

Genere: Fiction & Literature , Humor , Pets

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Descrizione del libro
Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti no nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il "maestro delle latrine", accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna... Pubblicato per la prima volta nel 1905, "Io sono un gatto" non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. E' anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.
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  • 3

    Prove di perseveranza... "Ma tra la realtà e la fantasia c'è la stessa differenza che intercorre tra il cielo e la terra, non bisognerebbe mai dar libero corso all'immaginazione." Tre stelle solo perché grazie a questo libro, comprato attratta dal titolo, ho scoperto l'umorismo giapponese!

    ha scritto il 

  • 4

    "[...] benché sia soltanto un gatto, intuisco una verità profonda: è l'occasione che induce tutti gli esseri viventi a fare quel che non desiderano".


    Volume preso per caso, sotto le pressioni di mia madre che voleva a tutti i costi regalarmi un libro. Scelto più che altro per la copertina. ...continua

    "[...] benché sia soltanto un gatto, intuisco una verità profonda: è l'occasione che induce tutti gli esseri viventi a fare quel che non desiderano".

    Volume preso per caso, sotto le pressioni di mia madre che voleva a tutti i costi regalarmi un libro. Scelto più che altro per la copertina. Si è rivelato una lettura piacevolissima, divertente e originale, una storia raccontata dal punto di vista di un gatto, adottato da un professore giapponese di inglese, che assiste basito alle conversazioni degli amici intellettuali del suo padrone, poeti su commissione, dottorandi che limano biglie di vetro e professionisti della burla.

    Ho scoperto tra l'altro che Soseki è uno dei padri della letteratura giapponese, una sorta di Balzac nipponico. Ho quindi cominciato un'inchiesta personale, chiedendo ai vari giapponesi che passano per il negozio dove lavoro attualmente se conoscano o meno Soseki, il che innesca discussioni inaspettate sulla scrittura in quel di Tokyo.

    ha scritto il 

  • 1

    ...Senza parole

    ....e non per la sua bellezza ma per il motivo opposto. E' raro che un libro non mi piaccia per niente..un qualche cosa di bello riesco sempre a trovarlo ( la trama, lo stile di scrittura, i personaggi l'idea)...di questo mi sono piaciute le prime 30 pagine, dopo dichè ad ogni pagina mi sono dom ...continua

    ....e non per la sua bellezza ma per il motivo opposto. E' raro che un libro non mi piaccia per niente..un qualche cosa di bello riesco sempre a trovarlo ( la trama, lo stile di scrittura, i personaggi l'idea)...di questo mi sono piaciute le prime 30 pagine, dopo dichè ad ogni pagina mi sono domandata se prima o poi sarebbe iniziata la storia, una qualche storia, di qualsiasi genere...purtroppo non è stato così...Inutile... Consiglio di non leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho appena terminato questo romanzo, che da almeno un paio di anni avevo sempre intravisto nelle librerie e che finalmente mi è stato regalato. Da sempre mi attirava per il titolo, essendo un’amante dei gatti, e anche l’autore, avendo una predilezione per i romanzi giapponesi. Devo dire, a lettura ...continua

    Ho appena terminato questo romanzo, che da almeno un paio di anni avevo sempre intravisto nelle librerie e che finalmente mi è stato regalato. Da sempre mi attirava per il titolo, essendo un’amante dei gatti, e anche l’autore, avendo una predilezione per i romanzi giapponesi. Devo dire, a lettura ancora fresca, che si tratta di un’opera ben diversa da ciò che immaginavo. E’ necessario innanzitutto chiarire che si tratta di un libro risalente dei primi del Novecento, e forse questo in parte spiega la cosa, anche se a livello stilistico non lo si distingue quasi per nulla da un romanzo contemporaneo. Soseki, in sintesi, sceglie il punto di vista “esterno” e disincatato di un giovane gatto per gettare uno sguardo sulle ipocrisie, le manchevolezze e le miserie della piccola borghesia giapponese di inizio secolo. Detto così sa di qualcosa di già visto o letto; ma il suo tratto peculiare è quello di affrontare tutto questo con un umorismo non da poco, che affascina e diverte il lettore in modo costante. Molto apprezzabile anche il fatto che il gatto (che non possiede un nome) abbia una personalità a tutto tondo, che non si riduca a mero osservatore del suo ambiente, ma che anzi, a modo suo interagisca con gatti e umani, La preponderanza della sua figura tende a scemare in modo decrescente lungo il corso del racconto, ma il finale (inaspettato, almeno per me) chiude centrando tutta l’attenzione, e per molti versi la riflessione, sull’iniziale protagonista. Fatte poche eccezioni, tutti i personaggi, compreso il padrone del gatto, un vecchio professore poco brillante ma estremamente realistico, si muovono e agiscono in contesti scenografici quasi teatrali. Poco spazio è infatti riservato all’azione, e l’impianto dialogico delle oltre quattrocento pagine del romanzo ben si presta a una commedia dai sottintesi drammatici. Non manca nulla: c’è anche il “jolly”, Meitei, l’amico del professore che con le sue assurde frottole e i suoi non sense, a mò di novello Dioneo, dà il giusto senso del ridicolo a tutti gli altri personaggi che con tale mortale serietà considerano le loro sciocche esistenze, e dissacrando il tutto, gli dà maggiore spessore. E’ un romanzo quasi senza storia: si può parlare di scene singole, come già detto, a volte semplicemente persino di semplici dialoghi (per lo più amici e conoscenti del professore che lo vengono a visitare nella sua casa), ma per il resto il filo della trama nel romanzo è molto sottile, fino quasi a scomparire del tutto. Nonostante ciò non se ne sente la mancanza: Soseki riesce comunque a imbrigliare e incuriosire il lettore fino alla fine. E’ una lettura piacevole e molto interessante, ma sconsigliata a chi vuole leggere qualcosa di poco impegnativo o di leggero. L’ironia di Soseki, per quanto piacevole, non è per tutti i gusti.

    PS: se volete leggere altre mie recensioni visitate pure il mio blog: http://unblogtuttoperse.tumblr.com/ :)

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Noiosissimo

    Un noia mortale. L'ho finito per inerzia e forza di volontà L'idea del gatto narrante e' piacevole ma sto povero micio si trova ad assistere a conversazioni che vertono praticamente sul nulla. Finale orrendo Da bruciare

    ha scritto il 

  • 3

    Scolastico!

    Se non studiate/avete studiato giapponese a livello universitario non so veramente quanto potreste rimanere interessati da un mattone di 500 pagine che tratta della critica della rampante società Meiji tra tradizione e innovazione filtrata attraverso gli occhi di un gatto.

    ha scritto il 

  • 2

    Quando la quarta di copertina trae in inganno.

    Nella scelta di un libro, la copertina gioca un ruolo fondamentale nell'invogliare alla lettura(o all'acquisto, a seconda dei punti di vista). E con me ha colto nel segno, salvo poi farmene pentire. Innanzitutto riporta in alto la citazione tratta da un periodico e riguardante il libro. Tutto nor ...continua

    Nella scelta di un libro, la copertina gioca un ruolo fondamentale nell'invogliare alla lettura(o all'acquisto, a seconda dei punti di vista). E con me ha colto nel segno, salvo poi farmene pentire. Innanzitutto riporta in alto la citazione tratta da un periodico e riguardante il libro. Tutto normale, se non fosse che parla di un gatto nero, quando il protagonista è "...un misto di giallo e di grigio chiaro, [...]con macchie che ricordano il nero della lacca". Non esattamente la stessa cosa. Inoltre la breve trama riportata riassume in poche parole gli avvenimenti delle prime pagine. Un po' riduttivo. Terminate le critiche alle scelte puramente editoriali, veniamo al libro. Racconta le vicende di un gatto, del suo padrone e dei bizzarri amici di quest'ultimo, intenti a riflettere e discutere sui cambiamenti attraversati dal Giappone in quel periodo. E' un libro leggero, scritto in modo chiaro e semplice, con una buona dose di ironia, scorre abbastanza facilmente. Tuttavia risulta un po' monotono, la storia non riserva alcuna sorpresa, limitandosi in buona parte alle divagazioni del "club pseudo-intellettualoide" che si è venuto a creare nella casa del gatto co-protagonista. E sottolineo co-protagonista, in quanto, a dispetto del titolo e della sopracitata quarta di copertina, lo è fino a circa metà libro. Dopo tale confine smette di essere un gatto, ovvero non ci viene più presentata nessuna vicenda felina, lui stesso dichiara di essersi elevato, sentirsi superiore agli altri gatti. E perciò viene relegato dall'autore al solo ruolo di narratore, fino al finale(peraltro prevedibile), in cui torna ad essere gatto. Il vero protagonista è il professore, padrone del gatto, con le sue stranezze e i suoi compari, cosa che rende ininfluente la natura felina o animale del narratore. La storia non ha un solo sussulto o cambio di ritmo, tanto che personalmente sono andato avanti per inerzia, giusto perché di facile lettura e, non meno importante, perché mi incuriosivano gli aspetti culturali del Giappone dell'epoca. Quest'ultima la ritengo l'unica motivazione per voler leggere questo libro.

    ha scritto il 

  • 3

    Dopo le prime 100 pagine diventa un romanzo di una noia mortale: troppe elucubrazioni, inutili discussioni, troppi dialoghi in generale. In compenso, lo spaccato sulla vita in Giappone all'inizio del Novecento risulta veramente interessante. Voto: 3--

    ha scritto il 

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