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Io sono un gatto

By Natsume Sōseki

(911)

| Paperback | 9788865590225

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Book Description

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del Continue

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti no nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il "maestro delle latrine", accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna...
Pubblicato per la prima volta nel 1905, "Io sono un gatto" non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. E' anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.

312 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Scolastico!

    Se non studiate/avete studiato giapponese a livello universitario non so veramente quanto potreste rimanere interessati da un mattone di 500 pagine che tratta della critica della rampante società Meiji tra tradizione e innovazione filtrata attraverso ...(continue)

    Se non studiate/avete studiato giapponese a livello universitario non so veramente quanto potreste rimanere interessati da un mattone di 500 pagine che tratta della critica della rampante società Meiji tra tradizione e innovazione filtrata attraverso gli occhi di un gatto.

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    Bellatrix said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quando la quarta di copertina trae in inganno.

    Nella scelta di un libro, la copertina gioca un ruolo fondamentale nell'invogliare alla lettura(o all'acquisto, a seconda dei punti di vista). E con me ha colto nel segno, salvo poi farmene pentire. Innanzitutto riporta in alto la citazione tratta da ...(continue)

    Nella scelta di un libro, la copertina gioca un ruolo fondamentale nell'invogliare alla lettura(o all'acquisto, a seconda dei punti di vista). E con me ha colto nel segno, salvo poi farmene pentire. Innanzitutto riporta in alto la citazione tratta da un periodico e riguardante il libro. Tutto normale, se non fosse che parla di un gatto nero, quando il protagonista è "...un misto di giallo e di grigio chiaro, [...]con macchie che ricordano il nero della lacca". Non esattamente la stessa cosa. Inoltre la breve trama riportata riassume in poche parole gli avvenimenti delle prime pagine. Un po' riduttivo.
    Terminate le critiche alle scelte puramente editoriali, veniamo al libro. Racconta le vicende di un gatto, del suo padrone e dei bizzarri amici di quest'ultimo, intenti a riflettere e discutere sui cambiamenti attraversati dal Giappone in quel periodo. E' un libro leggero, scritto in modo chiaro e semplice, con una buona dose di ironia, scorre abbastanza facilmente. Tuttavia risulta un po' monotono, la storia non riserva alcuna sorpresa, limitandosi in buona parte alle divagazioni del "club pseudo-intellettualoide" che si è venuto a creare nella casa del gatto co-protagonista. E sottolineo co-protagonista, in quanto, a dispetto del titolo e della sopracitata quarta di copertina, lo è fino a circa metà libro. Dopo tale confine smette di essere un gatto, ovvero non ci viene più presentata nessuna vicenda felina, lui stesso dichiara di essersi elevato, sentirsi superiore agli altri gatti. E perciò viene relegato dall'autore al solo ruolo di narratore, fino al finale(peraltro prevedibile), in cui torna ad essere gatto. Il vero protagonista è il professore, padrone del gatto, con le sue stranezze e i suoi compari, cosa che rende ininfluente la natura felina o animale del narratore. La storia non ha un solo sussulto o cambio di ritmo, tanto che personalmente sono andato avanti per inerzia, giusto perché di facile lettura e, non meno importante, perché mi incuriosivano gli aspetti culturali del Giappone dell'epoca. Quest'ultima la ritengo l'unica motivazione per voler leggere questo libro.

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    clickclickderk said on Sep 1, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dopo le prime 100 pagine diventa un romanzo di una noia mortale: troppe elucubrazioni, inutili discussioni, troppi dialoghi in generale. In compenso, lo spaccato sulla vita in Giappone all'inizio del Novecento risulta veramente interessante. Voto: 3- ...(continue)

    Dopo le prime 100 pagine diventa un romanzo di una noia mortale: troppe elucubrazioni, inutili discussioni, troppi dialoghi in generale. In compenso, lo spaccato sulla vita in Giappone all'inizio del Novecento risulta veramente interessante. Voto: 3--

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    Giorgi Giorgi said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La principale delusione, così come per tante altre persone che hanno recensito il libro, è stata quella di aspettarsi una storia incentrata, soprattutto, nella descrizione della vita quotidiana di un gatto, raccontata dal suo punto di vista.
    In effet ...(continue)

    La principale delusione, così come per tante altre persone che hanno recensito il libro, è stata quella di aspettarsi una storia incentrata, soprattutto, nella descrizione della vita quotidiana di un gatto, raccontata dal suo punto di vista.
    In effetti il narratore è questo gatto, un po' bistrattato dalla famiglia che lo ha casualmente adottato, che però raramente racconta le sue avventure incentrandosi invece sui lunghissimi incontri che il suo padrone, un professore scolastico un po' cagionevole e un po' "sfigato", ha in casa con i suoi amici. Incontri nei quali si parla di tutto un po' e che, a conti fatti, servono a descrivere uno spaccato della società del tempo.
    Insomma quello che manca al libro è un po' di mordente, una trama che in qualche modo incuriosisca il lettore. Gli innumerevoli riferimenti a storie e personaggi della storia del Giappone, corredati almeno da note esplicative, non fanno altro che rallentare ulteriormente la lettura.
    La quarta di copertina recita " La prima traduzione italiana di uno dei grandi libri della letteratura giapponese moderna". Ironicamente verrebbe da dire che forse c'era un motivo.

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    nead said on Aug 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bella l'idea, ma scorre troppo lento

    L'idea di dar voce a un felino è sicuramente divertente, soprattutto perché fatta in tempi non sospetti. Tuttavia, la curiosità iniziale viene presto travolta da una certa noia. Se è interessante immergersi nella cultura giapponese dell'epoca, la nar ...(continue)

    L'idea di dar voce a un felino è sicuramente divertente, soprattutto perché fatta in tempi non sospetti. Tuttavia, la curiosità iniziale viene presto travolta da una certa noia. Se è interessante immergersi nella cultura giapponese dell'epoca, la narrazione scorre troppo lenta e il gatto perde il mordente dichiarando, dopo pochi capitoli, di non considerarsi più interessato alla vita dei propri simili e di preferire lo studio dell'uomo.

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    Pocket Revolution said on Aug 20, 2014 | Add your feedback

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