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Io sono un gatto

By Natsume Sōseki

(925)

| Paperback | 9788865590225

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Book Description

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del Continue

Il Novecento è appena iniziato in Giappone, e l'era Meiji sembra aver restituito onore e grandezza al paese facendone una nazione moderna. Per il gatto protagonista di queste pagine, però, un'oscura follia aleggia nell'aria, nel Giappone all'alba del XX secolo. Il nostro eroe vive, infatti, a casa di un professore che si cimenta in bizzarre imprese. Scrive prosa inglese infarcita di errori, recita canti no nel gabinetto, tanto che i vicini lo hanno soprannominato il "maestro delle latrine", accoglie esteti con gli occhiali cerchiati d'oro, spettegola della vita dissoluta di libertini e debosciati. Insomma, mostra a quale grado di insensatezza può giungere il genere umano in epoca moderna...
Pubblicato per la prima volta nel 1905, "Io sono un gatto" non è soltanto un romanzo raro, che ha per protagonista un gatto, filosofo e scettico, che osserva distaccato un radicale mutamento epocale. E' anche uno dei grandi libri della letteratura mondiale, la prima opera che inaugura il grande romanzo giapponese all'occidentale.

316 Reviews

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    "[...] benché sia soltanto un gatto, intuisco una verità profonda: è l'occasione che induce tutti gli esseri viventi a fare quel che non desiderano".

    Volume preso per caso, sotto le pressioni di mia madre che voleva a tutti i costi regalarmi un libr ...(continue)

    "[...] benché sia soltanto un gatto, intuisco una verità profonda: è l'occasione che induce tutti gli esseri viventi a fare quel che non desiderano".

    Volume preso per caso, sotto le pressioni di mia madre che voleva a tutti i costi regalarmi un libro. Scelto più che altro per la copertina. Si è rivelato una lettura piacevolissima, divertente e originale, una storia raccontata dal punto di vista di un gatto, adottato da un professore giapponese di inglese, che assiste basito alle conversazioni degli amici intellettuali del suo padrone, poeti su commissione, dottorandi che limano biglie di vetro e professionisti della burla.

    Ho scoperto tra l'altro che Soseki è uno dei padri della letteratura giapponese, una sorta di Balzac nipponico. Ho quindi cominciato un'inchiesta personale, chiedendo ai vari giapponesi che passano per il negozio dove lavoro attualmente se conoscano o meno Soseki, il che innesca discussioni inaspettate sulla scrittura in quel di Tokyo.

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    Valeria said on Oct 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    ...Senza parole

    ....e non per la sua bellezza ma per il motivo opposto. E' raro che un libro non mi piaccia per niente..un qualche cosa di bello riesco sempre a trovarlo ( la trama, lo stile di scrittura, i personaggi l'idea)...di questo mi sono piaciute le prime 3 ...(continue)

    ....e non per la sua bellezza ma per il motivo opposto. E' raro che un libro non mi piaccia per niente..un qualche cosa di bello riesco sempre a trovarlo ( la trama, lo stile di scrittura, i personaggi l'idea)...di questo mi sono piaciute le prime 30 pagine, dopo dichè ad ogni pagina mi sono domandata se prima o poi sarebbe iniziata la storia, una qualche storia, di qualsiasi genere...purtroppo non è stato così...Inutile... Consiglio di non leggerlo.

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    Cinzia Crismanich said on Sep 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ho appena terminato questo romanzo, che da almeno un paio di anni avevo sempre intravisto nelle librerie e che finalmente mi è stato regalato. Da sempre mi attirava per il titolo, essendo un’amante dei gatti, e anche l’autore, avendo una predilezione ...(continue)

    Ho appena terminato questo romanzo, che da almeno un paio di anni avevo sempre intravisto nelle librerie e che finalmente mi è stato regalato. Da sempre mi attirava per il titolo, essendo un’amante dei gatti, e anche l’autore, avendo una predilezione per i romanzi giapponesi. Devo dire, a lettura ancora fresca, che si tratta di un’opera ben diversa da ciò che immaginavo. E’ necessario innanzitutto chiarire che si tratta di un libro risalente dei primi del Novecento, e forse questo in parte spiega la cosa, anche se a livello stilistico non lo si distingue quasi per nulla da un romanzo contemporaneo. Soseki, in sintesi, sceglie il punto di vista “esterno” e disincatato di un giovane gatto per gettare uno sguardo sulle ipocrisie, le manchevolezze e le miserie della piccola borghesia giapponese di inizio secolo. Detto così sa di qualcosa di già visto o letto; ma il suo tratto peculiare è quello di affrontare tutto questo con un umorismo non da poco, che affascina e diverte il lettore in modo costante. Molto apprezzabile anche il fatto che il gatto (che non possiede un nome) abbia una personalità a tutto tondo, che non si riduca a mero osservatore del suo ambiente, ma che anzi, a modo suo interagisca con gatti e umani, La preponderanza della sua figura tende a scemare in modo decrescente lungo il corso del racconto, ma il finale (inaspettato, almeno per me) chiude centrando tutta l’attenzione, e per molti versi la riflessione, sull’iniziale protagonista. Fatte poche eccezioni, tutti i personaggi, compreso il padrone del gatto, un vecchio professore poco brillante ma estremamente realistico, si muovono e agiscono in contesti scenografici quasi teatrali. Poco spazio è infatti riservato all’azione, e l’impianto dialogico delle oltre quattrocento pagine del romanzo ben si presta a una commedia dai sottintesi drammatici. Non manca nulla: c’è anche il “jolly”, Meitei, l’amico del professore che con le sue assurde frottole e i suoi non sense, a mò di novello Dioneo, dà il giusto senso del ridicolo a tutti gli altri personaggi che con tale mortale serietà considerano le loro sciocche esistenze, e dissacrando il tutto, gli dà maggiore spessore.
    E’ un romanzo quasi senza storia: si può parlare di scene singole, come già detto, a volte semplicemente persino di semplici dialoghi (per lo più amici e conoscenti del professore che lo vengono a visitare nella sua casa), ma per il resto il filo della trama nel romanzo è molto sottile, fino quasi a scomparire del tutto. Nonostante ciò non se ne sente la mancanza: Soseki riesce comunque a imbrigliare e incuriosire il lettore fino alla fine.
    E’ una lettura piacevole e molto interessante, ma sconsigliata a chi vuole leggere qualcosa di poco impegnativo o di leggero. L’ironia di Soseki, per quanto piacevole, non è per tutti i gusti.

    PS: se volete leggere altre mie recensioni visitate pure il mio blog: http://unblogtuttoperse.tumblr.com/
    :)

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    Rossella said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

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    noioso

    Non sono riuscita ad arrrivare a 100.
    Noioso, non sono riuscita a dargli il tempo di interessarmi....

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    kaina said on Sep 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Noiosissimo

    Un noia mortale.
    L'ho finito per inerzia e forza di volontà
    L'idea del gatto narrante e' piacevole ma sto povero micio si trova ad assistere a conversazioni che vertono praticamente sul nulla.
    Finale orrendo
    Da bruciare

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    Farmaceutika said on Sep 20, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scolastico!

    Se non studiate/avete studiato giapponese a livello universitario non so veramente quanto potreste rimanere interessati da un mattone di 500 pagine che tratta della critica della rampante società Meiji tra tradizione e innovazione filtrata attraverso ...(continue)

    Se non studiate/avete studiato giapponese a livello universitario non so veramente quanto potreste rimanere interessati da un mattone di 500 pagine che tratta della critica della rampante società Meiji tra tradizione e innovazione filtrata attraverso gli occhi di un gatto.

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    Bellatrix said on Sep 12, 2014 | Add your feedback

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