Io sono vivo, voi siete morti

Di

Editore: Adelphi (Fabula, 305)

3.9
(368)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 351 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 8845930874 | Isbn-13: 9788845930874 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Lorenza Di Lella , Federica Di Lella

Disponibile anche come: Altri , eBook

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
«Da adolescente» scrive Emmanuel Carrère nel Regno «sono stato un lettore appassionato di Dick e, a differenza della maggior parte delle passioni adolescenziali, questa non si è mai affievolita. Ho riletto a intervalli regolari Ubik, Le tre stimmate di Palmer Eldritch, Un oscuro scrutare, Noi marziani, La svastica sul sole. Consideravo – e considero tuttora – il loro autore una specie di Dostoevskij della nostra epoca». A trentacinque anni, spinto da questa inesausta passione, Carrère decise di raccontare la vita, vissuta e sognata, di Philip K. Dick. Il risultato fu questo libro, in cui, con un'attenzione chirurgica per il dettaglio e una lucidità mai ottenebrata dalla devozione, Carrère ripercorre le tappe di un'esistenza che è stata un'ininterrotta, sfrenata, deragliante indagine sulla realtà, condotta sotto l'influsso di esperienze trascendentali, abuso di farmaci e di droghe, deliri paranoici, ricoveri in ospedali psichiatrici, crisi mistiche e seduzioni compulsive – e riversata in un corpus di quarantaquattro romanzi e oltre un centinaio di racconti (che hanno a loro volta ispirato, più o meno direttamente, una quarantina di film). Con la sua scrittura al tempo stesso semplice e ipnotica, Carrère costruisce una biografia – intricata e avvincente quanto lo sarà, vent'anni dopo, quella di Eduard Limonov – che è insieme un romanzo di avventure e un nitido affresco delle pericolose visioni di cui Dick fu artefice e vittima.
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  • 4

    Davvero un viaggio nella mente...immaginario

    Un vivace ritratto, inventato in parte, come le biografie di Carrere, ma efficace e interessante, forse è vero, più dei libri di Dick, che ho provato a leggere senza rimanerne entusiasta.

    ha scritto il 

  • 3

    L'autore si fa preferire al soggetto

    Questo libro non è un romanzo, né una biografia. E' il tributo di uno scrittore a un altro, fatto di impegno nelle ricerche delle fonti e di entusiasmo nella lettura dei suoi libri. Un'opera insolita, ...continua

    Questo libro non è un romanzo, né una biografia. E' il tributo di uno scrittore a un altro, fatto di impegno nelle ricerche delle fonti e di entusiasmo nella lettura dei suoi libri. Un'opera insolita, che a mio parere dice molto sullo scrittore oltre che sul soggetto del libro. Di P.K. Dick, genio visionario del XX secolo, bisogna leggere “le 3 stimmate di Palmer Eldritch” o “la Svastica sul sole” per capire che il suo talento era al servizio di uno stile narrativo piatto e monotono, dovuto forse, come scrive Carrére, alla fretta necessaria a pubblicare quanto più poteva ed allo stato di alterazione psichica in cui si trovava. Carrére è molto ricercato nella scrittura, e i suoi ironici commenti, inaccettabili in una biografia scientifica, sono forse la cosa migliore del libro, che nelle ultime 100 pagine, complice la caduta di Dick in una sorta di follia paranoica, sono davvero difficili da seguire. In breve, questo libro mi ha reso amabile Dick, ma mi ha fatto soprattutto venire voglia di leggere altro di Carrére.

    ha scritto il 

  • 4

    What if...

    Traumatizzato a tre anni da una maschera antigas: basta questo per spiegare la vita e il pensiero divergente di un uomo?
    Probabilmente no, ma se a questo aggiungiamo una gemella morta di fame appena n ...continua

    Traumatizzato a tre anni da una maschera antigas: basta questo per spiegare la vita e il pensiero divergente di un uomo?
    Probabilmente no, ma se a questo aggiungiamo una gemella morta di fame appena nata, padre assente, madre piuttosto sgallettata, attacchi d'asma, panico, tachicardia, vertigini e agorafobia, nonché precoci e continuative sedute di psicoanalisi manipolate con destrezza, forse il quadro si completa e soddisfa le condizioni che fanno di un essere, un essere speciale, dalla straordinaria capacità di trasformare la sua realtà in fantascienza e viceversa, e le sue allucinazioni e deliri in incubi esistenziali.
    A dodici anni pubblica il suo primo abbozzo di romanzo e a tredici considera una serie di avventure intergalattiche un'intransigente verità.
    Ed è questo il punto cruciale e centrale: il concetto di 'vero', di Realtà oggettiva e i suoi incerti, sottili e liquidi confini con l'illusione e la follia, perenne riflessione, cruccio e stimolo, perno attorno al quale ruoterà tutta la sua esistenza e paradossale creatività: "Non aveva mai avuto immaginazione. I suoi erano semplici resoconti."
    Era pienamente consapevole della sua "anormale normalità", fonte di tormento, ossessione, ispirazione e, alla fine, pure di guadagno, più che in termini economici, in termini di colui dai cui germogli si generò gran parte delle pietre miliari nella narrazione fantascientica e distopica del secolo scorso.
    Dick, perfetto funambolo del 'E se...?'; visionario e sognatore ad occhi aperti e chiusi, abile sofista e conversatore dal cervello inquieto, prolifico (ipersollecitato dalla chimica), e sempre pronto a captare e decodificare i segnali dall'universo, ha trovato in Carrère un magnifico interprete e traduttore di vita e di pensiero desunti dalla produzione letteraria stessa, il quale, confermando la sua eccellenza in qualità di scrittore auto/etero biografico, sa mettere la penna esattamente lì dove serve.
    Non è difficile scorgere affinità e parallelismi fra gli 'ups and downs' delle vite dei due scrittori, e questo rende la lettura ancora più ricca e interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Carrère compone una biografia molto accattivante, piena di aneddotti (e purtroppo anche molti spoiler sulle trame). Non è una biografia in stile classico, ma è molto "vissuta" dall'autore, che cerca d ...continua

    Carrère compone una biografia molto accattivante, piena di aneddotti (e purtroppo anche molti spoiler sulle trame). Non è una biografia in stile classico, ma è molto "vissuta" dall'autore, che cerca di immedesimarsi in Dick, seguendo i possibili ragionamenti nella sua testa, trovando continui scambi tra la sua vita e le sue opere e viceversa.
    Ora capisco perché i libri di Dick prendano così tanto. Non perché nascono da un tizio che si siede davanti ad un foglio bianco e dice "Dài, inventiamoci qualcosa di strano", ma perché prima di tutto sono vissute dall'autore (nella sua testa).

    ha scritto il 

  • 5

    Philip K. Dick, Cristoforo Colombo degli universi paralleli

    Biografia, ma anche promemoria del perché Philip K. Dick rimane il personaggio più straordinario di tutti.
    Carrère, sempre in stato di grazia, coglie alla perfezione la natura geniale, ossessiva, irre ...continua

    Biografia, ma anche promemoria del perché Philip K. Dick rimane il personaggio più straordinario di tutti.
    Carrère, sempre in stato di grazia, coglie alla perfezione la natura geniale, ossessiva, irrequieta, metafisica di Dick e la fa rivivere, perché nelle sue polarità trova la sua spiegazione.

    ha scritto il 

  • 4

    colossi a confronto. chi vince?

    Su Carrère si può dire tutto. Si può discordare su tutto. Tranne su un fatto: la sua scrittura ti coinvolga fino al midollo che tu lo voglia o no. A me l'autore piace, prova ne è che in libreria ho m ...continua

    Su Carrère si può dire tutto. Si può discordare su tutto. Tranne su un fatto: la sua scrittura ti coinvolga fino al midollo che tu lo voglia o no. A me l'autore piace, prova ne è che in libreria ho molti suoi titoli. Mi hanno sempre divertito i suoi libri perché a fronte di titoli molto affascinanti, le trame erano spesso occasione per inserire ampi stralci di C4771 suoi. Se questo lo fa un autore qualsiasi è e rimarrà un autentica ameba dell'editoria. Se lo fa Carrère è tutt'altro: resteresti affascinato anche nel momento in cui l'autore si autodescrive nel momento in cui redige la lista della spesa. Non escludo, come già detto in altre recensioni, che EC sia persona altamente egocentrico/ingombrante, difficile da gestire dal punto di vista umano. Ma per mia fortuna ci ho a che fare solo dal punto di vista della lettura...e mi salvo!
    La bravura di EC sta nel fatto che, come in Limonov, dato il genere, deve rimanere strettamente ancorato ai binari che gli impone il genere stesso e questo vincolo viene ampiamente rispettato. Se fosse stato un ROMANZO avremmo visto sicuramente un altro prodotto.
    Chi vince?
    Vince PKD perché EC si è saputo 'annullare' a sufficienza per lasciare spazio ad un autore che è sempre stato una primadonna.
    Ma vince pure EC, perché alla fine è lui che riceve elogi e critiche positive per aver scritto qualcosa di molto utile.

    ha scritto il 

  • 5

    Una delle biografie più interessanti che abbia mai letto...

    Premetto che non sono affatto una lettrice di biografie.
    Ma questa oltre ad essere ben scritta sa anche rendersi molto interessante. Finalmente ho capito dove Philip K. Dick prendesse tutte le sue ide ...continua

    Premetto che non sono affatto una lettrice di biografie.
    Ma questa oltre ad essere ben scritta sa anche rendersi molto interessante. Finalmente ho capito dove Philip K. Dick prendesse tutte le sue idee così originali.
    Lo consiglio a tutti,anche se l'ultima parte è un pò troppo lenta...
    4 stelle e mezza più che 5.

    ha scritto il 

  • 4

    come altri libri di Carrere all'inizio mi sembra che lui sappia tutto e lo racconti meglio di tutti
    poi mi stufa e lo trovo noioso e faticoso
    stavolta infine mi soddisfa: il biografo si fa finalmente ...continua

    come altri libri di Carrere all'inizio mi sembra che lui sappia tutto e lo racconti meglio di tutti
    poi mi stufa e lo trovo noioso e faticoso
    stavolta infine mi soddisfa: il biografo si fa finalmente da parte e lascia tutta la scena alla grandezza di Dick

    ha scritto il 

  • 3

    Perché carrere sceglie di raccontare dick? Perché tra bipolari ci si capisce. Stesse derive. Alcuni punti di contatto. Due attori drammatici e un po' spregiudicati. Carrere molto più ossessivo, deve r ...continua

    Perché carrere sceglie di raccontare dick? Perché tra bipolari ci si capisce. Stesse derive. Alcuni punti di contatto. Due attori drammatici e un po' spregiudicati. Carrere molto più ossessivo, deve raccontare tutto sennò sta male. ha il particolarismo epilettico. Dick invece più dissociato, anche per via delle sostanze psicotrope. Dick e' un grande visionario. Carrere no, uno scrittore modesto con il valore aggiunto della bipolarita'.

    ha scritto il 

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